Un funerale a Qlayaa, in Libano, per le vittime di un attacco israeliano in cui hanno perso la vita un dentista e i suoi due figli REUTERS

04 giugno 2026

Guerra ultime notizie. Cessate il fuoco tra Libano e Israele. Trump: «Accordo con l’Iran nel fine settimana». Raid a Gaza: 9 morti, tra cui 4 bambini

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che ordina il ritiro delle truppe americane. Per Trump è un duro colpo, ma l’amministrazione sostiene di non essere vincolata dal voto

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4 giugno 2026

Al Jazeera: Raid israeliani su Gaza City, 9 morti tra cui 4 bambini

Secondo fonti dell’ospedale al-Shifa, riportate da Al-Jazeera, un raid aereo israeliano su un condominio residenziale a Gaza City ha causato la morte di almeno nove persone. Quattro raid aerei israeliani simultanei hanno colpito la città, dove i vigili del fuoco stanno lottando per domare gli incendi divampati. Diverse persone sono rimaste ferite, tra cui donne e bambini, alcune delle quali versano in condizioni critiche.

4 giugno 2026

Accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Libano

Israele e Libano hanno concordato un cessate il fuoco, a condizione che anche Hezbollah accetti di interrompere le ostilità, secondo una dichiarazione congiunta dei due Paesi e degli Stati Uniti. L’accordo è subordinato a una «cessazione completa» del fuoco da parte di Hezbollah, si legge nel comunicato. Inoltre, il gruppo dovrà ritirare tutti i propri combattenti e operatori dalle aree del territorio libanese a sud del Litani River, vicino al confine con Israele. «Israele e Libano hanno ribadito di non avere intenzioni ostili l’uno nei confronti dell’altro e si sono impegnati a proseguire i negoziati diretti per rafforzare la fiducia reciproca, risolvere tutte le questioni ancora aperte e lavorare verso un accordo globale tra i due Paesi», afferma la dichiarazione.

4 giugno 2026

Camera Usa ordina il ritiro dalla guerra in Iran, ma Trump può porre veto

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che ordina il ritiro delle truppe americane dalla guerra in Iran, un duro colpo politico per il presidente Donald Trump, che ha dato inizio al conflitto a febbraio. La risoluzione è stata adottata con quattro membri del Partito Repubblicano di Trump che si sono uniti ai Democratici. Ora il provvedimento va al Senato, ma l’amministrazione sostiene di non essere vincolata dall’esito del voto.

4 giugno 2026

Trump: «Molto bene colloqui con Iran, potrebbero chiudersi nel fine settimana»

I colloqui con l’Iran potrebbero concludersi «questo fine settimana» e stanno andando «molto bene», assicurando che Teheran non avrà mai armi nucleari. Lo ha detto il presidente Donald Trump, rispondendo alle domande dei media alla Casa Bianca. «Siamo molto vicini alla firma delle carte», ha aggiunto, spiegando di voler separare la questione del Libano dai negoziati in corso con l’Iran. «È una situazione di natura ben diversa. Abbiamo parlato con Hezbollah per la prima volta in assoluto. Sappiamo che i contatti ci sono stati. Ieri hanno acconsentito: non spareranno. E nemmeno Israele sparerà», ha replicato il tycoon alla domanda sia possibile raggiungere un accordo con l’Iran senza che Israele cessi le ostilità in Libano. «Vorrei mantenere le due cose distinte. Vorrei separare le questioni, perché sono effettivamente diverse».

3 giugno 2026

Trump: «Vogliamo separare la questione Libano da negoziati con Iran»

I colloqui con l’Iran potrebbero concludersi “questo fine settimana” e stanno andando “molto bene”, assicurando che Teheran non avrà mai armi nucleari. Lo ha detto il presidente Donald Trump, rispondendo alle domande dei media alla Casa Bianca. “Siamo molto vicini alla firma delle carte”, ha aggiunto.

Donald Trump vuole separare la questione del Libano dai negoziati in corso con l’Iran. “Stiamo cercando di tenere le due questioni separate. Voglio dire, è una situazione di natura ben diversa. Abbiamo effettivamente parlato con Hezbollah per la prima volta in assoluto. Sappiamo che i contatti ci sono stati. Ieri hanno acconsentito: non spareranno. E nemmeno Israele sparerà”, ha replicato il tycoon alla domanda sia possibile raggiungere un accordo con l’Iran senza che Israele cessi le proprie ostilità in Libano. “Vorrei mantenere le due cose distinte. Vorrei separare le questioni, perché sono effettivamente diverse”, ha aggiunto.

3 giugno 2026

Centcom, “attacco ad aeroporto in Kuwait fatto da droni dell’Iran”

L’Iran “ha colpito l’aeroporto civile” in Kuwait “con droni, in un attacco deliberato, calcolato e ingiustificato”. E’ quanto scrive il Comando militare centrale Usa (Centcom), contestando la versione di Teheran secondo cui i danni al “terminal passeggeri dell’aeroporto internazionale del Kuwait sarebbero stati causati da un missile intercettore statunitense” SI tratta di un’affermazione “totalmente FALSA”, ha precisato il Centcom su X.

3 giugno 2026

L’Ue condanna i raid iraniani in Kuwait e Bahrain, “grave violazione”

L’Ue condanna “con fermezza gli ultimi attacchi iraniani contro infrastrutture civili in Kuwait e Bahrain”, denunciando una “grave violazione del diritto internazionale umanitario” e “una minaccia alla stabilità della regione”. “Questi attacchi deliberati contro obiettivi civili sono inaccettabili”, ha affermato il Servizio europeo per l’azione esterna in una nota, chiedendo un’immediata de-escalation e la piena attuazione della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’Ue ha inoltre espresso vicinanza alle vittime degli attacchi e augurato una pronta guarigione ai feriti.

3 giugno 2026

Idf arresta studente diretto a Tor Vergata, “è un terrorista di Hamas”

( L’Idf rende noto di aver arrestato ieri al valico di Kerem Shalom Mahmoud Al Najjar, definendolo “un miliziano della brigata nord di Hamas che ha preso parte al massacro del 7 ottobre 2023”. Secondo il sito di notizie della Striscia di Gaza Drop Site, al Najjar era tra gli studenti palestinesi giunti ieri a Roma ed era diretto all’università Tor Vergata. Drop Site spiegava come al Najjar è stato fermato “mentre era in viaggio verso l’Italia per proseguire i suoi studi universitari presso l’Università di Roma Tor Vergata, dopo mesi di tentativi per ottenere l’autorizzazione all’uscita da Gaza”.

3 giugno 2026

Araghchi, “qualsiasi attacco a Beirut porterà a ripresa guerra su vasta scala”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che qualsiasi attacco a Beirut scatenerà una “ripresa della guerra su vasta scala”.

3 giugno 2026

Pasdaran negano attacco ad aeroporto Kuwait, danni causati da Patriot Usa

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno negato di aver aperto il fuoco contro il terminal passeggeri dell’aeroporto del Kuwait, affermando che un’indagine ha dimostrato che i danni sono stati causati da un errore del sistema di difesa Patriot degli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie, che cita il portavoce dei pasdaran. Il portavoce ha aggiunto che le Forza Aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie non ha sparato “alcun colpo” e che “la distruzione del terminal passeggeri dell’aeroporto del Kuwait è stata causata da un errore nei sistemi Patriot americani, che sono atterrati sul terminal dopo non essere riusciti a intercettare i missili iraniani”.

3 giugno 2026

Hormuz, anche l’Italia fa i conti con il sistema di pedaggi imposti dall’Iran

Andrea Carlidi Andrea Carli

Una spiaggia di Bandar Abbas. Alle loro spalle lo Stretto di Hormuz, e una nave colpita. via REUTERS

Nell’attesa che maturino le condizioni per una tregua tra Usa e Iran, Teheran mantiene il controllo sullo Stretto di Hormuz. Sono circa 160 le petroliere, con a bordo 170 milioni di barili di greggio, ferme nel Golfo Persico in attesa di passare. Molti marittimi sono bloccati sulle navi. Le Guardie della rivoluzione islamica iraniana hanno dichiarato che, dopo aver ottenuto il loro permesso, 24 hanno attraversato lo Stretto nelle ultime 24 ore.

3 giugno 2026

Netanyahu convoca riunione di sicurezza stasera su Libano

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato per stasera una riunione su questioni di sicurezza che tratterà principalmente della questione libanese. Lo riportano i media israeliani.

3 giugno 2026

Iran, Ghalibaf: «Basta minacce, risposta decisa a qualsiasi aggressione»

«L’era in cui si minacciava l’Iran impunemente è finita e qualsiasi aggressione riceverà una risposta decisa» da parte di Teheran. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf citato dall’agenzia di stampa Fars. «Oggi, la nazione iraniana, nella sua battaglia contro l’America e il regime sionista, ha dimostrato che qualsiasi aggressione riceverà una risposta decisa e proporzionata», ha detto Ghalibaf secondo l’agenzia di stampa Isna.

3 giugno 2026

Il «conto» di Hormuz: così la crisi energetica frena l’Asia

Marco Masciagadal nostro corrispondente Marco Masciaga

Camion fermo presso una stazione di servizio in Vietnam, mentre i prezzi salgono alle stelle a causa dell'inflazione e dei problemi alla catena di approvvigionamento globale Alamy Stock Photo

NEW DELHI - L’impatto della crisi energetica innescata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz è sempre più percepibile anche nel Sud Est Asiatico. Il National Statistics Office vietnamita ha appena pubblicato i dati su bilancia commerciale e inflazione da cui emerge con chiarezza quanto alto sia il prezzo che la più dinamica delle economie della regione sta pagando per la guerra in Medio Oriente.

3 giugno 2026

Rubio: «Aspettiamo ok Teheran su nucleare per finalizzare accordo»

Gli Stati Uniti stanno ’’aspettando il via libera definitivo’’ da parte dell’Iran sulla questione nucleare per poi finalizzare l’accordo per la fine della guerra. Lo ha dichiarato il Segretario di Stato americano Marco Rubio nel corso di un’audizione alla Camera. “Sarebbe impossibile firmare un accordo che non riguardi l’uranio altamente arricchito”, ha precisato Rubio aggiungendo che qualche mese fa, l’Iran “si era rifiutato di discutere” del programma nucleare, ma ora la questione è stata “chiaramente affrontata” nelle bozze dei documenti. Rubio ha aggiunto che “non abbiamo ancora ricevuto l’approvazione definitiva da parte loro, almeno fino a stamattina”.

3 giugno 2026

Ocse: crescita mondiale sotto il 2% se la crisi in Medio Oriente non si risolve

Gianluca Di Donfrancescodi Gianluca Di Donfrancesco

Una nave portacontainer a Tokyo (EPA) EPA

Dopo tre mesi di guerra in Iran e Medio Oriente, l’Ocse vede all’orizzonte uno scenario grave e uno «drammatico» per l’economia globale. La variabile, ovviamente, è la durata del conflitto. Nel primo dei due scenari, tratteggiati nell’aggiornamento delle sue previsioni, la guerra si chiude in tempi relativamente brevi: in questo caso, vengono sostanzialmente confermate le previsioni di marzo, con crescita globale in forte frenata e sotto il 3% quest’anno. Se invece la crisi si prolunga, l’aumento del Pil potrebbe fermarsi al 2,1% nel 2026 e addirittura all’1,8% nel 2027.

«Sarebbe la metà della crescita media mondiale degli ultimi 25 anni, un quadro drammatico, anche in termini di inflazione, di costi per famiglie e imprese, e di scelte politiche, che sarebbero molto più difficili, sia sul fronte monetario che fiscale», spiega al Sole 24 Ore il capoeconomista dell’Ocse, Stefano Scarpetta.

3 giugno 2026

Libano, capo Idf: non c’è un cessate il fuoco per le nostre forze

Durante una visita alla base navale di Haifa, il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa d’Israele (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che in Libano “non c’è cessate il fuoco per le nostre forze”. “Stiamo lavorando per massimizzare la libertà d’azione che ci è stata concessa e coglieremo ogni opportunità per eliminare le minacce ai cittadini di Israele e alle nostre forze”, ha aggiunto. Lo riporta il Times of Israel.

3 giugno 2026

Libano, 3.516 i morti in raid israeliani

È di 3.516 morti e 10.674 feriti il bilancio delle vittime delle operazioni israeliane in Libano dal 2 marzo ad oggi: lo ha reso noto il Ministero della Sanità libanese.

3 giugno 2026

Iran-Usa: attacchi reciproci nella notte

3 giugno 2026

Rubio: cambio di regime in Iran «non era nostro obiettivo»

Un cambio di regime in Iran non era l’obiettivo della missione lanciata il 28 febbraio scorso dagli Stati Uniti insieme a Israele. Lo ha detto il segretario di Stato, Marco Rubio, parlando alla commissione Affari esteri della Camera all’indomani di un’audizione alla stessa commissione del Senato.

Secondo Rubio l’intento di Epic Fury era degradare uno “scudo convenzionale” di missili, droni e la Marina, “dietro i quali potevano costruire il loro programma nucleare”. “Ci piacerebbe vedere un cambiamento in Iran...ma quello non era l’obiettivo della nostra missione” ha dichiarato. Tuttavia, almeno all’inizio del conflitto il presidente Donald Trump aveva spiegato che un cambio di regime era un obiettivo tanto da avere incitato gli iraniani a ribaltare il loro governo.

3 giugno 2026

Netanyahu: «Usa e Israele pronti a riprendere azione militare su larga scala»

In caso di necessità Stati Uniti ed Israele sono pronti a riprendere “su larga scala” l’azione militare contro l’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un’intervista rilasciata alla Cnbc dopo la telefonata non proprio dai toni distesi avuta con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a causa delle operazioni delle Idf in Libano. Nel corso dell’intervista Netanyahu ha messo in dubbio la reale stabilità della tregua tra gli Usa e la Repubblica islamica, parlando di una “partita tattica” in corso tra le parti. Ha quindi ricordato le parole del presidente americano, Donald Trump, secondo cui “se necessario, ci sarà un ritorno su larga scala all’azione militare”, sottolineando che si tratta di una decisione di Washington. “Israele è pronto e anche le forze statunitensi sono pronte”, ha precisato.

3 giugno 2026

Libano: tv locale, Israele ha respinto 6-7 proposte per cessate fuoco

Israele avrebbe respinto tra le sei e le sette proposte di accordo per un cessate il fuoco immediato con il Libano. Lo riporta l’emittente libanese Mtv citando proprie fonti a conoscenza dei negoziati. La rivelazione avviene mentre al Dipartimento di Stato a Washington si stanno incontrando le delegazioni israeliana e libanese per un nuovo round di colloqui.

3 giugno 2026

Netanyahu: «Con Trump solo divergenze tattiche, d’accordo su punti principali»

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha minimizzato l’esistenza di divergenze con il presidente statunitense, Donald Trump, affermando che, pur avendo a volte “divergenze tattiche”, “sono d’accordo sulle questioni principali”. Lo ha detto in un’intervista alla Cnbc.

Tra “le questioni principali”, ha citato l’impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari e di minacciare Israele. “A volte, come nelle migliori famiglie, ci sono disaccordi tattici”, ha detto. Ma “troviamo sempre un modo per risolverli, e lo facciamo da grandi amici”. “Possiamo essere in disaccordo al mattino” e trovare un terreno comune nel pomeriggio, ha insistito.

3 giugno 2026

Bahrein, intercettati tre missili e diversi droni iraniani

Il Bahrein ha annunciato che la sua difesa aerea ha intercettato e distrutto tre missili e diversi droni iraniani lanciati contro obiettivi civili nel Paese. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa ufficiale, il Comando generale delle Forze di difesa del regno ha affermato che l’Iran persegue un “approccio ostile e sistematico” prendendo di mira obiettivi civili con missili e droni. Le forze del Bahrein hanno reagito agli attacchi con “elevata prontezza” e li hanno sventati, ha aggiunto. Il Comando Generale ha dichiarato che attaccare obiettivi civili e proprietà private con missili e droni costituisce una violazione del diritto internazionale umanitario.

3 giugno 2026

Rubio: “Iran ora disposto a discutere aspetti del nucleare che prima erano off limits”

L’Iran ha accettato di negoziare aspetti del suo programma nucleare che in precedenza si era rifiutato di discutere. Lo ha detto Marco Rubio alla commissione esteri della Camera precisando che ciò non costituisce una garanzia che i colloqui porteranno a un accordo per porre fine alla guerra. “Hanno accettato di negoziare aspetti del loro programma nucleare che un mese fa, un anno fa, si rifiutavano persino di menzionare”, ha affermato il segretario di Stato spiegando che i negoziati sono stati resi difficili dall’instabilità della leadership iraniana.

3 giugno 2026

Kuwait, sui social i danni all’aeroporto dopo l’attacco iraniano

Si registrano un morto e almeno 63 feriti.

3 giugno 2026

Kuwait convoca incaricato affari iraniano, 2 diplomatici Teheran via dal Paese entro 24 ore

Il Kuwait ha convocato l’incaricato d’affari iraniano, Hamed Hamid Yaqoubi Far, e dichiarato persona non grata due diplomatici di Teheran in risposta a quella che ha definito la “continua aggressione” iraniana contro il Paese. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri kuwaitiano, richiedendo che i due diplomatici lascino il Paese entro 24 ore. Secondo le autorità di Kuwait City, l’Iran ha lanciato missili e droni contro il territorio kuwaitiano, causando la morte di una persona e il ferimento di almeno altre 60.

3 giugno 2026

India condanna missili e droni contro Kuwait: «Ucciso nostro connazionale»

L’India ha condannato il lancio di missili e droni iraniani contro il territorio del Kuwait, che ha causato la morte di un suo cittadino e il ferimento di decine di altre persone. “Condanniamo l’attacco che oggi ha colpito l’aeroporto internazionale del Kuwait, in cui uno dei nostri cittadini ha perso la vita e molti altri sono rimasti feriti”, ha dichiarato il Ministero degli Affari Esteri indiano, esortando “con fermezza” le parti in conflitto a non prendere di mira la popolazione e le infrastrutture civili.

3 giugno 2026

Iran: Kuwait, 63 feriti in attacco su aeroporto

Il ministero della Salute del Kuwait ha dichiarato che almeno 63 persone, tra cui personale aeroportuale e passeggeri, sono rimaste ferite nell’attacco iraniano all’aeroporto internazionale. Gli attacchi iraniani hanno danneggiato il Terminal 1 dell’aeroporto internazionale del Kuwait e diverse sedi diplomatiche. Lo riporta Bbc Persian.

3 giugno 2026

Iran, Trump respinge critiche su gestione imprevedibile conflitto

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha respinto le critiche al suo approccio imprevedibile nella gestione del conflitto con l’Iran, affermando che le sue posizioni cambiano a mano a mano che i fatti sul terreno evolvono.

“È positivo se sono confusi. E gli iraniani sono confusi”, ha detto Trump in un’intervista al podcast Pod Force One. “Ma no, sono semplicemente fatto così. Cambia tutto. Potrei uscire da qui, darvi una risposta, e poi 20 minuti dopo, entrando nello Studio Ovale, rendermi conto che la mia risposta è ormai sbagliata. I fatti cambiano e le cose cambiano rapidamente”.

Il presidente degli Stati Uniti ha descritto la guerra con l’Iran come una scelta deliberata che non poteva essere rinviata.

3 giugno 2026

Amb. Israele, «scontro con Tajani, non c’è equità in dichiarazioni sul Libano»

“Ho avuto alcune divergenze con il ministro degli Esteri italiano, perché le sue dichiarazioni includono sempre la sofferenza del popolo libanese, e non c’è dubbio che il popolo libanese stia soffrendo, ma non c’è l’equivalenza nel riportare anche la sofferenza delle comunità israeliane, che noi invece cerchiamo sempre di sottolineare. E questo è un motivo di scontro anche con il ministro degli Esteri italiano” ed “è motivo di attrito che abbiamo con il governo italiano”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, conversando con i giornalisti a margine di un briefing sulla situazione in Libano.

3 giugno 2026

Trump, l’Iran ha accettato di rinunciare alle armi nucleari

Donald Trump afferma che l’Iran ha accettato di rinunciare alle armi nucleari. “Hanno già concordato che non avranno armi nucleari”, ha detto Trump in un’intervista podcast con Miranda Devine del Washington Post.

3 giugno 2026

Iran: Teheran, «dopo attacchi, Araghchi ha avuto colloqui con 6 omologhi»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto colloqui telefonici con i ministri degli Esteri di Francia, Turchia, Qatar, Egitto, Pakistan e Arabia Saudita. Lo ha riferito il Ministero degli Esteri iraniano in un post su X. Il colloquio con il Pakistan ha incluso anche il generale Asim Munir, capo di stato maggiore dell’esercito del paese. Le conversazioni avvengono dopo la serie di attacchi missilistici e con droni da parte dell’Iran che hanno preso di mira il Kuwait e il Bahrain. Teheran afferma che gli attacchi sono stati in risposta all’“aggressione statunitense”.

3 giugno 2026

Kuwait, una persona uccisa nell’attacco iraniano

Una persona è rimasta uccisa nell’attacco iraniano al Kuwait. Lo ha reso noto il ministero del Kuwait.

3 giugno 2026

Consigliere Khamenei, «diluvio di missili se Usa attaccano di nuovo»

Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezai, ex capo delle Guardie della Rivoluzione, ha messo in guardia contro “una valanga di missili e droni” in caso di una nuova aggressione statunitense. “Ad ogni colpo e ad ogni aggressione risponderà una valanga di missili e droni”, ha scritto su X, dopo gli attacchi statunitensi contro una petroliera iraniana e l’isola di Qeshm, che sono stati oggetto di attacchi di rappresaglia contro il Kuwait e il Bahrein.

3 giugno 2026

Beirut, 10 uccisi nei raid odierni, in 12 ore 17 vittime

Almeno 17 persone sono state uccise nelle ultime 12 ore in una serie di attacchi israeliani nel sud del Libano. Lo riferiscono il ministero della Salute e media locali. Dal canto suo, Hezbollah ha rivendicato 13 attacchi contro le forze israeliane di occupazione nel sud del Libano. Secondo il ministero di Beirut, nella notte sette persone sono state uccise e altre 48 ferite in vari attacchi. Da stamani il bilancio si è aggravato con almeno altri dieci uccisi.

3 giugno 2026

Bahrein, «intercettati tre missili e droni, da Iran approccio ostile sistematico»

Il Comando Generale delle Forze di Difesa del Bahrein ha annunciato l’intercettazione e la distruzione di tre missili e diversi droni, accusando l’Iran di proseguire il suo “approccio ostile sistematico” prendendo di mira obiettivi civili nel Regno. Lo scrive Kuna, l’agenzia nazionale del Kuwait, su X.

3 giugno 2026

Iran: esercito Kuwait, «sistemi difesa aerea operativi per intercettare missili e droni»

L’esercito kuwaitiano ha annunciato che i sistemi di difesa aerea sono operativi per intercettare missili e droni sul territorio nazionale. Secondo il comunicato militare, “i rumori di esplosioni nella zona sono dovuti alle intercettazioni”. Non sono stati segnalati colpi a segno.

3 giugno 2026

Idf emettono ordini evacuazione per tre villaggi sud Libano

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno emesso ordini di evacuazione per tre villaggi e località del Libano meridionale in vista di raid aerei contro Hezbollah.

Ai residenti di Arzay, Mazraat Kauthariyet al-Rez e Zrariyeh è stato ordinato di lasciare l’area e dirigersi a nord del fiume Zahrani. “Alla luce delle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf sono costrette ad agire con forza nei suoi confronti e non intendono arrecare danno alla popolazione civile”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito, colonnello Avichay Adraee.

3 giugno 2026

Media, attacco iraniano danneggia l’aeroporto del Kuwait e provoca feriti

Il Kuwait ha attivato un piano di emergenza nel suo aeroporto internazionale dopo che droni e missili iraniani hanno preso di mira il terminal T1, secondo quanto comunicato dall’autorità per l’aviazione civile del Paese. Lo scrive Iran International. Le autorità hanno affermato che l’attacco ha causato gravi danni a diverse strutture aeroportuali e ha provocato feriti. I voli sono stati sospesi e dirottati verso aeroporti alternativi fino a nuovo avviso.

3 giugno 2026

Usa, raid difensivi a Qaeshm, intercettati missili e droni iraniani

Gli Stati Uniti hanno condotto raid difensivi sull’isola iraniana di Qaeshm. Lo afferma il US Centcom, sottolineando che le forze americane hanno intercettato missili balistici e droni iraniani, inclusi tre missili lanciati al Bahrein che sono stati abbattuti. Le forze americane hanno abbattuto anche tre droni iraniani, ha messo in evidenza il Centcom.

3 giugno 2026

Libano, «5 morti e 48 feriti nei raid israeliani nel sud»

Gli attacchi israeliani di oggi nel sud del Libano hanno causato la morte di cinque persone, tra cui un bambino, e 48 feriti. Lo ha annunciato il ministero della Sanità libanese. Tra i feriti in questi attacchi nel sud ci sono “un medico e cinque dipendenti dell’ospedale pubblico di Tebnine, che ha subito danni in un nuovo caso della serie di attacchi effettuati dal nemico israeliano contro ospedali e centri sanitari”, ha affermato il ministero in una nota.

3 giugno 2026

Rappresaglia Iran, «missili e droni contro il Kuwait»

“Le difese aeree kuwaitiane stanno affrontando attacchi missilistici e droni nemici”. A comunicarlo, su X, l’esercito del Kuwait. La tv di Stato iraniana Irib sembra affermare che si tratti di una rappresaglia: ripostando un contenuto del CentCom a proposito di una “nave non collaborativa” messa fuori uso, scrive: “Di conseguenza l’Iran mette fuori uso le basi americane non collaborative in Kuwait, nel Golfo Persico occidentale”.

3 giugno 2026

Tv Teheran, «anche il Bahrein è sotto attacco»

“È iniziata una nuova ondata di attacchi contro le basi statunitensi in Kuwait e Bahrein”. Lo scrive su X la tv di Stato iraniana Irib. La notizia è confermata anche da Al-Jazeera, che cita il ministro dell’Interno del Bahrein: ’State calmi e dirigetevi in un punto sicuro’ l’appello ai cittadini. In Kuwait le sirene, secondo i media internazionali, hanno suonato per una seconda volta.

3 giugno 2026

Iran, pasdaran: attaccato quartier generale Quinta Flotta Usa

I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniana (Irgc) hanno affermato di aver attaccato il quartier generale della Quinta Flotta statunitense, oltre a una base aerea ed elicotteri in un Paese della regione del Medio Oriente, utilizzando missili e droni, in risposta a quello che i pasdaran hanno descritto come un attacco statunitense contro una torre per le comunicazioni a sud dell’isola di Qeshm.

I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno inoltre dichiarato che la loro marina ha colpito con missili una nave identificata come Panaya, in risposta a quello che sostiene essere stato un attacco americano contro una petroliera iraniana nei pressi dello Stretto di Hormuz, effettuato con un proiettile che avrebbe danneggiato la sala macchine.

“La compromissione della sicurezza dello Stretto di Hormuz comporterà un prezzo molto alto per le forze armate statunitensi”, hanno riferito i media locali citando una dichiarazione dei pasdaran.

3 giugno 2026

Teheran, «americani capiscono linguaggio dei missili meglio di quello della diplomazia»

“Gli americani hanno dimostrato di comprendere il linguaggio dei missili meglio di quello della diplomazia”. Lo ha scritto su X il portavoce del Comitato per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera dell’Iran, Ibrahim Rezaei.

3 giugno 2026

Attacchi reciproci nella notte tra Iran e Usa

Attacchi reciproci nella notte fra Iran e Stati Uniti. L’Iran, secondo quanto riferito dall’esercito Usa, ha lanciato missili contro Kuwait e Bahrain, che secondo gli Usa sono stati abbattuti o non hanno raggiunto il bersaglio, mentre Washington dal canto suo ha lanciato attacchi contro una stazione di controllo militare terrestre iraniana sull’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Secondo la versione fornita dal Centcom Usa, i due missili lanciati da Teheran contro il Kuwait si sono disintegrati in volo, mentre le forze di Usa e Bahrain hanno intercettato i missili diretti verso questo Paese. I Guardiani della rivoluzione hanno dichiarato di aver preso di mira il quartier generale della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti in Bahrein e un altro Paese nel loro attacco, senza nominare il Kuwait. Secondo quanto riferito dai Pasdaran, l’Iran ha lanciato l’attacco in risposta al lancio da parte degli Stati Uniti di un missile nella sala macchine di una petroliera, battente bandiera del Botswana, che cercava di raggiungere l’Iran nonostante il blocco statunitense. “Avevamo già avvertito che in caso di aggressione la risposta sarebbe stata diversa e più severa, e abbiamo agito di conseguenza”, ha dichiarato la Guardia rivoluzionaria nel suo comunicato.

A proposito della petroliera, la versione fornita dal Comando centrale Usa Centcom è che le forze Usa hanno applicato “misure di blocco contro la M/T Lexie, battente bandiera del Botswana, mentre transitava in acque internazionali verso l’isola di Kharg” e “un velivolo Usa ha neutralizzato l’imbarcazione lanciando un missile Hellfire nella sala macchine della nave” dopo che “l’equipaggio della nave ha ignorato ripetuti avvertimenti, non ottemperando alle direttive delle forze statunitensi più volte nell’arco di 24 ore”. Gli Usa hanno inoltre smentito la versione dei Pasdaran secondo cui avrebbero colpito con missili e droni il quartier generale della Quinta Flotta Usa in Bahrain e una base americana nella regione: è “falso”, ha scritto il Centcom, aggiungendo che “tutti gli attacchi iraniani contro le forze americane sono falliti”.

Gli attacchi sono avvenuti dopo che l’Iran, secondo quanto riportato da due agenzie di stampa iraniane, ha interrotto le comunicazioni con i mediatori sull’estensione del cessate il fuoco nella guerra con gli Stati Uniti e Israele. Il presidente Usa Donald Trump ha contestato l’affermazione e ha dichiarato che i colloqui stanno proseguendo. Le notizie delle agenzie di stampa iraniane Fars e Tasnim, entrambe ritenute vicine ai Pasdaran, sono arrivate mentre le tensioni si inasprivano nella guerra di Israele in Libano contro Hezbollah, milizia sostenuta dall’Iran. I conflitti sono diventati sempre più intrecciati, poiché l’Iran insiste che qualsiasi potenziale tregua nella guerra in Iran debba anche porre fine ai combattimenti in Libano. Israele e gli Stati Uniti sostengono invece che i combattimenti in Libano siano separati dai negoziati sulla guerra in Iran.

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