La sala riunioni del Lake Lucerne Summit presso il resort Buergenstock a Obbuergen, nei pressi di Lucerna, Svizzera, domenica 21 giugno 2026. (Urs Flueeler, foto Pool via AP) APN

21 giugno 2026

In Svizzera intesa su stop a sanzioni petrolio ma resta nodo Libano. Iran lascia colloqui dopo minacce Trump

«Chiudete Hormuz? Non avrete più un Paese», ha detto il presidente Usa in un’intervista a Fox News

English Version

21 giugno 2026Aggiornamento fissato

Iran, Islamabad: accetta di ridurre scorte uranio arricchito

L’Iran ha accettato di ridurre le scorte di uranio arricchito nel contesto dei negoziati in corso con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato alla rete Al Arabiya Muhammad Ishaq Dar, ministro degli Esteri del Pakistan, Paese che sta agenda da mediatore ai colloqui in Svizzera tra i due rivali insieme al Qatar. “Dobbiamo essere pazienti e raggiungeremo risultati soddisfacenti sia per gli Stati Uniti che per l’Iran”, ha aggiunto.

21 giugno 2026

Ex capo del Pentagono: dall’accordo con l’Iran dubbi e preoccupazioni

Nell’accordo con l’Iran “ci sono diversi punti che mi lasciano seri dubbi e preoccupazioni”. Lo afferma l’ex capo del Pentagono Mark Esper, secondo il quale a suo avviso l’amministrazione Trump sta dando troppa fiducia agli iraniani. Esper è stato alla guida del Dipartimento della Difesa durante la prima amministrazione Trump.

21 giugno 2026

Tv Teheran: in primo round trattative nucleare non discusso

Non ci sono state discussioni oggi in Svizzera, nel corso dei primi 80 minuti di trattative, sul programma nucleare dell’Iran, ha riferito la televisione itaniana, sottolineando che le due delegazioni, con mediazione di Pakistan e Qatar, si sono concentrate sull’attuazione del memorandum di intesa fra Teheran e Washington e sulla situazione in Libano.

21 giugno 2026

Fonti delegazione Teheran: quasi completato accordo su esenzione sanzioni su petrolio

E’ quasi completata - per Adnkronos, Ansa dice completata ndr - una bozza di accordo per una esenzione provvisoria dalle sanzioni Usa sulla vendita di petrolio e derivadi del petrolio iraniana e sarà presto attuata, ha reso noto Hossein Ghorbanzadeh, economista della delegazione di Teheran in Svizzzera, citato dalla Fars. Il nucleo centrale dell’accordo è basato su cinque punti, porre fine alla guerra su tutti i fronti, sollevare il blocco, riaprire lo Stretto, l’esenzione temporanea, e il rilascio degli asset iraniani congelati, ha spiegato.

Il negoziatore ha inoltre spiegato che i punti dell’accordo non saranno attuati fino a che non sarà risolta la questione della guerra in Libano. Una fonte iraniana citata da Cnn spiega che i negoziati sono in stallo ma non terminati, ancora, a causa delle minacce di Trump. E’ in corso un dialogo dietro le quinte per riavviare i negoziati, aggiunge la fonte.

21 giugno 2026

Hezbollah: no a zona sicurezza Israele nel sud del Libano

Il leader di Hezbollah Naim Qassem respinge la possibilità di una zona di sicurezza di Israele nel sud del Paese, come evocato invece dal Premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Non è possibile che rimangano in Libano forze di Israele. Non ci sono zone di sicurezza per Israele...abbiamo un esercito nazionale da dispiegare, responsabile per il mantenimento della sicurezza e con cui cooperiamo”, ha detto Qassem in un intervento trasmesso in televisione. “Israele è un aggressore e deve andarsene. L’America ne è responsabile”.

21 giugno 2026

Negoziatore Iran: bozza su esenzione sanzioni petrolio è stata finalizzata

“La bozza di esenzione temporanea dalle sanzioni sul petrolio e sui suoi derivati è stata finalizzata e a breve entrerà nella fase di attuazione”. Lo sostiene Hossein Ghorbanzadeh, membro della squadra negoziale iraniana citato dall’agenzia Fars. Secondo il funzionario, “la questione del Libano è stata il punto focale principale dei negoziati odierni e ha ricevuto maggiore attenzione rispetto a qualsiasi altro tema negli incontri bilaterali, multilaterali e principali. Fino a quando non sarà risolta la questione della fine della guerra in Libano, le altre clausole del memorandum d’intesa non entreranno nella fase di attuazione”.

21 giugno 2026

Membro delegazione Teheran: oggi discusso sblocco beni congelati e sanzioni

“Nei negoziati odierni abbiamo discusso della questione dei nostri beni congelati e delle modalità per il loro sblocco”. Lo ha dichiarato alla televisione di stato Hussein Gurbanzadeh, membro della delegazione iraniana che negozia con gli Stati Uniti.

Ha aggiunto che le discussioni si sono concentrate sull’allentamento delle sanzioni legate al settore energetico iraniano. “In Svizzera abbiamo discusso dell’esenzione temporanea dalle sanzioni sul petrolio e sui suoi derivati, e la bozza finale di una proposta in merito è stata completata”.

21 giugno 2026

Ministro Difesa tedesco: Trump responsabile della chiusura di Hormuz

Il responsabile della chiusura dello Stretto di Hormuz è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Ad affermarlo è il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius chiedendo la riapertura di questa via navigabile di vitale importanza. “In definitiva, è stato Donald Trump a infilare il tappo nel collo di bottiglia dello Stretto di Hormuz, non noi, ma è nel nostro interesse toglierlo”, ha sottolineato Pistorius in un’intervista all’emittente tedesco Ard. Lo Stretto di Hormuz è stato di fatto bloccato durante le ostilità iniziate il 28 febbraio con gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran. Teheran aveva accettato di riaprirlo in base a un accordo preliminare firmato da Trump e dal suo omologo iraniano Masoud Pezeshkian, e il traffico marittimo aveva iniziato a riprendersi. Sabato, però, l’Iran ha dichiarato che avrebbe chiuso nuovamente lo Stretto a causa degli attacchi israeliani in Libano.

21 giugno 2026

Delegazione iraniana lascia i colloqui in protesta contro Trump

La delegazione negoziale iraniana ha lasciato la sede delle trattative in segno di protesta contro le minacce di Donald Trump. Lo riporta Tasnim citando una fonte vicina al team negoziale. I negoziati sono stati interrotti e rimangono in una situazione di stallo, ha aggiunto la fonte.

21 giugno 2026

Lunedì ministro Esteri Francia Barrot in Svizzera, in agenda incontro con Al Thani

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, secondo quanto si apprende da fonti del Quai d’Orsay, si recherà lunedì in Svizzera dove si svolgono le trattative tra gli Stati Uniti e l’Iran. Sempre secondo le stesse fonti Barrot dovrebbe avere un colloquio con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar Mohammed Ben Abderrahmane Al Thani.

21 giugno 2026

In corso negoziati bilaterali fra delegazioni Teheran e Qatar

La televisione di Stato iraniana rende noto che in Svizzera sono iniziati i colloqui bilaterali tra le delegazioni di Teheran e del Qatar, a seguito della conclusione del primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran.

21 giugno 2026

Delegazione Teheran a negoziati con Usa protesta per minacce Trump

La delegazione iraniana impegnata nei negoziati con gli Stati Uniti in Svizzera ha protestato dopo le minacce rilasciata da Donald Trump a ’Fox News’. “La delegazione iraniana ha presentato una protesta agli americani e sta ora valutando le opzioni per una risposta appropriata alle recenti minacce verbali di Donald Trump”, ha riportato Press Tv.

21 giugno 2026

Senatore reoubblicano alleato di Trump: «Se l’accordo fallisce ci prenderemo Hormuz»

Se l’accordo fallisce, “ci prenderemo lo Stretto di Hormuz” e “distruggeremo” l’Iran. Lo ha detto il falco senatore repubblicano Lindsey Graham in un’intervista a Cbs, riferendo di essere stato “quattro ore e mezzo venerdì con Trump”. “Trump prenderà lo Stretto con la forza se l’intesa fallisce. Lo controlleremo e imporremo un pedaggio. Se l’Iran si oppone al nostro controllo, lo distruggeremo”, ha spiegato Graham. Rivolgendosi al popolo libanese, Graham ha poi lanciato un messaggio: “I soccorsi sono in arrivo. Hezbollah terrorizza il vostro Paese da tanto tempo ma sta per finire”.

21 giugno 2026

Netanyahu: «Non faremo compromessi su nucleare o Hezbollah, è mia sacra missione»

Il Premier israeliano Benjamin Netanyahu ribadisce che Israele non farà compromessi nel prevenire che l’Iran acquisisca testate nucleari o nel mantenere pressioni su Hezbollah, ha affermato il Premier israeliano Benjamin Netanyahu mentre in Svizzera sono in corso i negoziati diretti fra Stati Uniti e Iran. “Qualunque sviluppo diplomatico sia registrato, non consentirò all’Iran di acquisire armi nucleari. Fino a che sarà Premier di Israele questo non accadrà”, ha dichiarato, in un intervento a un memoriale per il 50esimo anniversario della morte del fratello Yoni, ucciso mentre comandava una forza di elite dell’Idf nell’operazione per il salvataggio degli ostaggi dell’aereo dirottato a Entebbe. “Ho dedicato a questa missione sacra la mia vita dal momento della morte di Yoni”, ha aggiunto.

21 giugno 2026

Nella prima sessione di colloqui non si è discusso di nucleare

“Durante la prima sessione di colloqui durata 80 minuti” tra Stati Uniti e Iran in Svizzera “non si sono svolte negoziazioni riguardanti il programma nucleare iraniano”. Lo conferma la tv iraniana aggiungendo che l’attenzione si è concentrata sull’attuazione del memorandum d’intesa e sulla situazione in Libano.

Nel frattempo, il direttore generale della Compagnia petrolifera nazionale iraniana, Hamid Bovard, membro della delegazione in Svizzera, ha dichiarato che la revoca delle sanzioni petrolifere è stata discussa nei colloqui odierni. “Il blocco navale statunitense è stato revocato e l’Iran ha iniziato a esportare petrolio. In una prima fase, le navi iraniane hanno superato le linee restrittive e si sono dirette verso le destinazioni”, ha affermato, citato dall’agenzia di stampa Irna. “Negli ultimi giorni quasi la metà del petrolio iraniano è stata esportata verso altri Paesi e, dopo la piena attuazione del Memorandum d’intesa, le esportazioni riprenderanno senza interruzioni”.

21 giugno 2026

Segretario Energia Usa, traffico ad Hormuz scorre piuttosto bene

“Il traffico attraverso lo Stretto scorre piuttosto bene”. Lo ha affermato Il Segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, in un’intervista a Fox News. Wright ha aggiunto che nelle ultime 24 ore 67 navi cisterna hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, “circa lo stesso numero che avevamo prima del conflitto”.

21 giugno 2026

Teheran, pausa nei negoziati dopo 80 minuti di colloqui

Dopo 80 minuti di negoziati, i colloqui a quattro tra Stati Uniti e Iran, a cui hanno partecipato anche i mediatori di Pakistan e Qatar, sono stati temporaneamente sospesi per una breve pausa e consultazioni interne. Lo rendono noto i media iraniani.

21 giugno 2026

Cnn, in colloqui fra Teheran e Usa dialogo aperto e onesto

Secondo un diplomatico informato sui colloqui, i negoziati in corso tra funzionari statunitensi e iraniani in Svizzera si concentrano sulla guerra in Libano, sullo stretto di Hormuz, punto critico per il traffico nucleare, e sull’arsenale nucleare iraniano. Il diplomatico ha dichiarato alla Cnn che gli incontri sono iniziati come un “dialogo aperto e molto onesto”. I partecipanti - viene spiegato - stanno inoltre discutendo la struttura del periodo di negoziazione di 60 giorni, in seguito al memorandum d’intesa in 14 punti firmato la scorsa settimana da Teheran e Washington.

21 giugno 2026

Iran, Pezeshkian: «Non rinunceremo all’arricchimento dell’uranio»

Le parole del presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

21 giugno 2026

Usa vorrebbero suggellare primo round colloqui con invito Iran a ispettori Onu

“Gli Stati Uniti vorrebbero che il primo round di colloqui si concludesse con un invito iraniano per gli ispettori dell’Onu a visitare i suoi siti nucleari, che sono stati bombardati dagli Stati Uniti e Israele”. Lo riferisce su X il giornalista di Axios Barak Ravid, citando due fonti regionali e ricordando che l’ultima visita del genere ha avuto luogo nel giugno 2025.

Loading...

21 giugno 2026

La guerra per immagini

Il conflitto in Iran e Medio Oriente, 21 giugno.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 21 giugno

Photogallery13 foto

21 giugno 2026

Delegazione Iran ha rifiutato stretta mano e foto con negoziatori Usa

“La delegazione americana e gli organizzatori dell’incontro negoziale avevano previsto che all’inizio della riunione multilaterale ci fosse una stretta di mano e una foto di gruppo tra le delegazioni iraniana e americana”, ma “il capo del team negoziale iraniano e i membri della delegazione si sono opposti a queste formalità e hanno annunciato che non avrebbero partecipato alla foto di gruppo con la delegazione americana”. Lo riporta l’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim citando una fonte vicina al team negoziale di Teheran. “A seguito dell’opposizione iraniana e della sua assenza dalla cerimonia, la diretta streaming e la foto di gruppo si sono svolte senza la delegazione iraniana, che è poi entrata nella sede dell’incontro”.

21 giugno 2026

Trump: «Iran fermi i suoi proxy in Libano o colpiremo ancora»

“L’Iran deve immediatamente fermare i suoi proxy ben pagati in Libano dal creare problemi. In caso contrario, colpiremo di nuovo l’Iran molto duramente, proprio come abbiamo fatto la scorsa settimana, ma con ancora maggiore forza”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

21 giugno 2026

Trump: «Dopo la scadenza dei 60 giorni posso fare quello che voglio in Iran»

Il presidente iraniano “farebbe meglio a tirare dritto, altrimenti ci prenderemo il suo paese”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando che dopo i 60 giorni fissati per i colloqui può fare “tutto quello che vuole”.

21 giugno 2026

Trump all’Iran: se chiudete Hormuz non avrete più un Paese

Donald Trump ha detto a Fox di aver parlato con gli iraniani nella notte, avvertendoli di non chiudere lo Stretto. “Se lo chiudete, non avrete più un Paese. Non riuscirete nemmeno a tornare nel vostro fottuto Paese”, ha detto il presidente riferendo il suo messaggio a Teheran.

21 giugno 2026

Trump: possiamo prenderci Hormuz se necessario e imporre pedaggi

Se l’Iran non raggiungerà un accordo, riscuoteremo pedaggi nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, senza escludere che gli Stati Uniti possano prendere il controllo dello Stretto. “Potremmo farlo, se necessario”, ha aggiunto sottolineando che gli Stati Uniti potrebbero diventare i “Guardian Angel” dello Stretto e prendersi il 20% del petrolio.

21 giugno 2026

Vance: incontro storico, rimodellare il Medio Oriente con la diplomazia

Il vicepresidente JD Vance parla di “incontro storico” in Svizzera e spiega che l’obiettivo degli Stati Uniti “è rimodellare il Medio Oriente attraverso la diplomazia. Ora immaginiamo un futuro di collaborazione per promuovere la pace e la prosperità”.

21 giugno 2026

Iran, Vance: Trump ci ha chiesto di voltare pagina nei rapporti

“Ciò che il presidente ci ha chiesto di fare è voltare pagina e trasformare il nostro rapporto con il popolo iraniano, tendendo una mano per dire al popolo iraniano che se la sua leadership è disposta a rinunciare a essere un motore di instabilità regionale, se è disposta a rinunciare alle ambizioni nucleari a lungo termine, allora gli Stati Uniti sono disposti a trasformare radicalmente il nostro rapporto con quel Paese”. Sono le parole del vicepresidente Usa JD Vance - riportate dai media amricani - a margine dell’incontro in corso in Svizzera con la delegazione iraniana sul Memorandum d’Intesa firmato da Washington e Teheran. Vance ha sottolineato come “mai prima d’ora i vertici iraniani e americani si erano incontrati a un livello così elevato”.

21 giugno 2026

Vance: abbiamo fatto progressi nelle ultime ore, speriamo di farne altri

“Abbiamo fatto progressi nelle ultime ore”. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in Svizzera per i colloqui con l’Iran, augurandosi che ulteriori progressi possano essere fatti nelle prossime ore. E ancora: “Voglio ringraziare Donald Trump perché ci ha messo nella condizione di trovare una soluzione per temi che stanno a cuore agli Stati Uniti e al resto del mondo. La questione ora è quanto altro possiamo ottenere in Medio Oriente”, per poi sottolineare che la “preferenza” degli Stati Uniti “non è tornare a fare le cose alla vecchia maniera”.

21 giugno 2026

Libano, Herzog: pace impossibile a causa grande influenza Iran

In un’intervista a Fox News, il presidente israeliano Isaac Herzog ha affermato accordo di pace tra Israele e Libano “non può esistere se l’Iran esercita un’influenza così grande”. “Come si può raggiungere la pace tra Israele e Libano quando Hezbollah controlla il Libano? È un’organizzazione terroristica armata dalla testa ai piedi dall’Iran”, ha aggiunto. Herzoh ha poi parlato dei rapporti fra Israele e Stati Uniti definendoli “molto stretti”. “Esprimere preoccupazione è una cosa assolutamente legittima, perché Israele è in prima linea in questa guerra. Siamo noi che subiamo i missili iraniani”, ha sottolineato.

21 giugno 2026

Iran: potenze regionali esortano ’conclusione rapida’ negoziati con Usa

I rappresentanti di Arabia Saudita, Egitto, Pakistan e Turchia si sono incontrati al Cairo, in coincidenza con l’avvio dei colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera, ed esortato i due avversari tramite una dichiarazione congiunta a raggiungere una “conclusione rapida e di successo” che sia “duratura, verificabile e reciprocamente accettabile”, tenendo conto delle preoccupazioni regionali, in particolare la sicurezza e la stabilità degli Stati del Golfo. L’Arabia Saudita, colpita da attacchi iraniani durante il conflitto, si è unita al mediatore Pakistan, insieme a Turchia ed Egitto, nel facilitare i negoziati a poche settimane dall’inizio della guerra in Medio Oriente.

21 giugno 2026

Media Teheran: nessuna intenzione di negoziare con Grossi

“L’Iran non ha alcuna intenzione di negoziare con il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi. La sua presenza era una proposta degli Stati Uniti ma l’Iran si è opposto”. Lo scrive l’agenzia di stampa iraniana Tasnim citando fonti informate. L’obiettivo del team negoziale - viene spiegato - “è unicamente quello di attuare l’articolo 13 del memorandum d’intesa con particolare enfasi sull’articolo 1 del memorandum (quello che riguarda la cessazione delle operazioni militari su tutti fronti compreso il Libano, ndr) e su questioni quali il rilascio dei beni iraniani e la revoca delle sanzioni petrolifere”.

21 giugno 2026

Media Iran: iniziati i colloqui con gli Usa sul Libano e i fondi congelati

L’Iran ha avviato a Lucerna i colloqui con gli Stati Uniti e il Qatar sul Libano e i fondi congelati. Lo rende noto la televisione di Stato iraniana.

21 giugno 2026

Libano, Katz: Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza

“Preservare la vita dei nostri soldati e dei nostri cittadini è una priorità assoluta, come abbiamo chiarito il primo ministro Benjamin Netanyahu e io: Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza in Libano”. Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz citato dai media israeliani. “Non c’è mai stata e non c’è alcuna restrizione per i soldati dell’Idf in Libano nell’agire per eliminare le minacce. Il cessate il fuoco annunciato ieri lascia l’Idf in tutte le posizioni nella zona di sicurezza che protegge gli insediamenti settentrionali”, ha aggiunto.

21 giugno 2026

Via ai colloqui sull’Iran, incontro tra delegazione Usa e Pakistan

Via ai primi colloqui sull’Iran al Bürgenstock Resort a Lucerna. Il vicepresidente JD Vance e gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner hanno accolto i mediatori pakistani: il premier Shehbaz Sharif e il capo di stato maggiore dell’ esercito, il Feldmaresciallo Asim Munir, secondo il pool di reporter che segue Vance. Si sono stretti la mano, abbracciati e ringraziati a vicenda. I giornalisti sono stati fatti entrare nella sala per meno di un minuto. Vance ha detto che parlerà con loro più tardi e non ha risposto a una domanda sul messaggio che avrebbe voluto rivolgere al premier israeliano sulle azioni militari in Libano.

21 giugno 2026

Al Jazeera contesta Idf: nostro cameraman ucciso a Gaza non era Hamas

Al Jazeera ha respinto le accuse delle Forze di difesa israeliane secondo cui uno dei suoi cameraman, ucciso ieri a Gaza, fosse un operativo di Hamas. L’emittente qatariota ha dichiarato in un comunicato di “condannare le accuse infondate dell’esercito di occupazione israeliano, che cercano di giustificare i suoi crimini contro i giornalisti e i cameraman di Al Jazeera a Gaza, il più recente dei quali è l’uccisione del cameraman Ahmed Wishah”. Ieri sera le Idf hanno dichiarato in un comunicato che Wishah è stato ucciso in un “attacco preciso” insieme ad altri due militanti di Hamas, e che aveva servito nella milizia come “operativo cecchino”. “In parallelo al suo lavoro come fotoreporter di Al Jazeera negli ultimi anni, Wishah era un operativo nell’ala militare di Hamas”, ha detto l’esercito, senza fornire prove a sostegno delle accuse. Nella sua dichiarazione, Al Jazeera ha affermato che una “campagna israeliana di incitamento ha diffuso incessantemente false accuse e illazioni infondate” contro il proprio personale. L’emittente ha definito lo sforzo una “campagna diffamatoria” e “un tentativo trasparente e futile di giustificare il deliberato attacco a giornalisti e cameraman”, aggiungendo che “questi tentativi non ingannano nessuno”. Secondo l’ong Reporter senza frontiere, le forze israeliane hanno ucciso più di 220 giornalisti da quando è scoppiata la guerra a Gaza, di cui almeno 70 nell’esercizio delle loro funzioni professionali. Le Idf hanno affermato di non prendere di mira deliberatamente i giornalisti.

21 giugno 2026

Iran, Pezeshkian: non rinunceremo mai a diritto di arricchire uranio

L’Iran “non farà mai un passo indietro” dal suo diritto ad arricchire l’uranio, e gli Stati Uniti “alla fine dovranno accettarlo”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conferenza a Teheran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani, mentre prendono il via i colloqui in Svizzera tra le delegazioni di Washington e Teheran.

21 giugno 2026

Nove morti a Gaza in ultime 24 ore dopo attacchi Israele

Nove persone sono state uccise e 41 sono rimaste ferite a causa degli attacchi israeliani in tutta la Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, secondo quanto comunica il Ministero della Sanità di Gaza e riporta la testata israeliana Haaretz. L’ente ha affermato che 1.021 persone sono state uccise e 3.249 ferite nella Striscia da quando il cessate il fuoco tra Israele e Hamas è entrato in vigore a ottobre 2025.

21 giugno 2026

Idf: uccisi membri rete finanziaria Hamas

Le Forze di difesa israeliane hanno dichiarato di aver ucciso due membri di Hamas e della Jihad islamica palestinese in un “attacco mirato” a Gaza nel corso della scorsa settimana, secondo quanto riportano diversi organi di stampa israeliani. Gli obiettivi dei raid, Hussein Qadra e Mohammed Farra, facevano parte di una rete finanziaria gestita da Hamas che ha facilitato il trasferimento di oltre 500 milioni di shekel, circa 147 milioni di euro, all’ala militare del gruppo, stando alle forze armate israeliane.

21 giugno 2026

Martedì colloqui Libano-Israele negli Usa sulle zone demilitarizzate

Il quinto round di colloqui diretti tra delegazioni libanesi e israeliane a Washington si concentrerà su un ritiro graduale da ’aree pilota demilitarizzate nel sud del Libano’. Lo riferisce Channel 12, aggiungendo che che l’esercito libanese chiede garanzie e respinge qualsiasi partecipazione israeliana alla gestione della sicurezza. Una fonte militare libanese ha dichiarato che l’esercito non si oppone in linea di principio alla proposta, ma chiede chiarimenti sui confini geografici e giuridici delle aree interessate. Secondo la fonte, la delegazione militare richiederà agli americani spiegazioni precise sul significato del concetto di ’zone sperimentali’ e sulle modalità della loro gestione.

21 giugno 2026

Iran: media Teheran, Hormuz resta chiuso fino a nuovo ordine

L’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars, citando fonti militari, riferisce che lo Stretto di Hormuz “rimane chiuso e la Marina delle Guardie Rivoluzionarie non rilascerà permessi di transito fino a nuovo avviso”.

21 giugno 2026

Il capo negoziatore Ghalibaf guida la delegazione iraniana

Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, guiderà la delegazione del Paese che in Svizzera parteciperà ai colloqui con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato oggi dall’agenzia di stampa iraniana Saberin News.

Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha svolto un ruolo centrale in tutta la serie di negoziati condotti dall’Iran per porre fine al conflitto.

Anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei fanno parte della delegazione, insieme a diversi altri funzionari, tra cui dirigenti del settore bancario e petrolifero, ha aggiunto l’agenzia.

21 giugno 2026

Teheran, ’Libano priorità in colloqui con Usa’

Il conflitto in corso in Libano tra Israele e il gruppo militante Hezbollah sarà in cima all’agenda dei colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera, insieme a questioni come i fondi iraniani congelati e la vendita del petrolio del Paese, come rende noto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei in un video condiviso dall’agenzia di stampa statale Irna. “Il regime sionista continua a violare il suo impegno in Libano, questo problema sarà l’argomento principale di discussione nei colloqui odierni”, ha detto Baqaei, riferendosi a Israele. Saranno all’ordine del giorno “anche la questione della messa a disposizione dei beni iraniani congelati o soggetti a restrizioni, così come la discussione relativa al rilascio delle licenze necessarie per la vendita del petrolio iraniano”, ha aggiunto.

21 giugno 2026

Iran: sondaggio, «per il 92% degli israeliani ha vinto guerra»

Il 92,1% degli israeliani ritiene che l’Iran sia uscito vittorioso dalla guerra con il duo Israele-Stati Uniti. Quesi i risultati di un sondaggio condotto dall’Istituto Agam in collaborazione con l’Università Ebraica e rilanciato dal Times of Israel. L’82,9% degli intervistati ritiene che la campagna militare abbia indebolito la sicurezza a lungo termine di Israele e l’86% ha un’opinione negativa dell’esito. Inoltre, il 72,5% non crede al premier Benjamin Netanyahu quando afferma che Israele ha ottenuto guadagni significativi e rimosso una minaccia esistenziale, con l’87,8% degli israeliani che ritiene che il Paese non sia riuscito a raggiungere i suoi obiettivi o li abbia realizzati solo in parte. Per quanto riguarda la performance di Netanyahu stesso, il 56,4% afferma che la gestione della campagna da parte del premier è stata scadente o fallimentare. Il sondaggio rileva che il 48,2% degli israeliani sostiene una rinnovata e significativa azione militare contro Hezbollah, anche a rischio di uno scontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

21 giugno 2026

Premier pakistano arriva in Svizzera per i colloqui Usa-Iran

Il premier pakistano, Muhammad Shehbaz Sharif, è atterrato a Zurigo per partecipare ai colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per oggi. Lo rende noto il suo ufficio che ha pubblicato su X un video che lo ritrae mentre scende dall’aereo e arriva nella città svizzera. Poco prima era arrivato il maresciallo Asim Munir, capo delle forze armate pakistane e principale mediatore tra Teheran e Washington.

21 giugno 2026

Teheran agli Usa, «rispettare l’accordo o subirne le conseguenze economiche»

Teheran non accetterà un accordo sulla carta a meno che Washington non rispetti pienamente i suoi impegni. Lo afferma Mohammad Mokhbar, consigliere e assistente della Guida Suprema iraniana, alla vigilia dei colloqui in Svizzera. In un post su X, Mokhbar ha affermato che gli Stati Uniti comprendono la pressione in termini economici. “Gli americani comprendono meglio il linguaggio dell’economia e del rapporto costi-benefici”, ha scritto. “Se l’accordo rimane solo sulla carta, anche il flusso di energia in Medio Oriente si fermerà”, sostiene Mokhbar. “I nostri negoziatori non saranno soddisfatti se non con la piena attuazione degli impegni e il rispetto dei diritti della nazione”, ha aggiunto. Mokhbar ha anche ricordato le vittime del conflitto, affermando che l’Iran non le dimenticherà.

21 giugno 2026

Così Israele ha sottratto 1000 km quadrati ai Paesi vicini

Rosalba Reggiodi Rosalba Reggio

Una mappa pubblicata dall'esercito israeliano della 'Zona di Sicurezza nel Libano meridionale'  Ansa

L’espansione di Israele, nelle sue diverse forme, ha subito una forte accelerazione dal 2023. Come calcolato dall’americana Associated Press, negli ultimi due anni e mezzo il governo Netanyahu ha assunto il controllo di numerose porzioni di terra nella Striscia di Gaza, in Libano e in Siria, arrivando a sottrarre territorio ai Paesi vicini, più di quanto non abbia fatto in decenni.

Si tratta - spiega l’agenzia - di un’area occupata militarmente, più estesa di molte grandi città, circa mille km quadrati (386 miglia quadrate), sulla quale Israele ha dichiarato di voler mantenere il controllo a tempo indeterminato. Per Tel Aviv si tratta di zone cuscinetto necessarie per proteggere il Paese dall’attacco di milizie nemiche.

21 giugno 2026

Vance arrivato in Svizzera per i colloqui con l’Iran

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato in Svizzera per l’avvio ufficiale dei negoziati con i leader iraniani volti a limitare il programma nucleare di Teheran e a consolidare il fragile accordo provvisorio per porre fine alla guerra in Iran. Lo riporta l’Ap. Secondo quanto riferito dal portavoce, scrivono i media internazionali, l’aereo con a bordo Vance e la moglie è atterrato presso la base aerea di Emmen, vicino a Lucerna, nella Svizzera centrale. ll nuovo ciclo di negoziati dovrebbe iniziare nel corso della giornata. La delegazione iraniana, composta dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, è arrivata nella tarda serata di ieri. Ai colloqui, insieme ai funzionari statunitensi e iraniani, saranno presenti anche il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il capo delle forze armate del Paese, il feldmaresciallo Asim Munir. Il Pakistan ha svolto il ruolo di mediatore durante la guerra e ha ospitato un precedente ciclo di negoziati tra Stati Uniti e Iran. “Il Pakistan continuerà a sostenere l’attuazione degli accordi tra Teheran e Washington”, ha dichiarato il ministero degli Esteri pakistano in un comunicato stampa prima dell’inizio dei colloqui. Vance spera di compiere progressi “sulla questione nucleare” e sul “cessate il fuoco in Libano”. “La situazione sta effettivamente migliorando e le tensioni si stanno un po’ attenuando. Sarà qualcosa che dovremo gestire costantemente per garantire che Israele e il Libano siano entrambi al sicuro. Questo è fondamentalmente l’obiettivo, rendere l’intera regione sicura”, ha affermato il vicepresidente Usa parlando con la stampa prima di imbarcarsi.

Il convoglio con a bordo il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance arriva al resort Buergenstock di Obbuergen, in Svizzera, il 21 giugno 2026. Dopo la firma di un accordo quadro di pace avvenuta questa settimana in Francia, le delegazioni degli Stati Uniti e dell’Iran si incontrano presso il resort Buergenstock per discutere ulteriori dettagli e questioni tecniche. EPA/URS FLUEELER

21 giugno 2026

Smotrich, resteremo per anni nelle zone che controlliamo in Libano

Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich promette che Israele rimarrà nella zona di sicurezza che controlla all’interno del Libano per gli anni a venire e non si ritirerà nemmeno di fronte a una richiesta esplicita in tal senso da parte degli Stati Uniti. In un’intervista al quotidiano degli ultra ortodossi ’Makor Rishon’ pubblicata nel fine settimana, secondo quanto riporta ’The Times of Israel’ Smotrich aggiunge che, a suo avviso, una richiesta del genere da parte degli Stati Uniti non arriverà, perché “capiscono quali sono le nostre linee rosse”. Alla domanda se l’esercito rimarrà in Libano per anni, il ministro di estrema destra risponde: “Sì, e lo dico in qualità di persona che sta attualmente conducendo negoziati sulla gestione del bilancio della difesa per il prossimo decennio”. Alla domanda se Israele debba istituire avamposti militari e intere basi nella zona di sicurezza, Smotrich risponde: “Assolutamente sì. Rimarremo lì finché Hezbollah non si disarmerà, e penso anche oltre, perché abbiamo bisogno di confini difendibili”. “Finché Hezbollah non si disarmerà, non ci sposteremo di un millimetro. Questa - conclude Smotrich - è la posizione del primo ministro e del ministro della Difesa, e anche la mia, e siamo determinati a mantenerla”.

21 giugno 2026

Gaza, ucciso cameraman di Al Jazeera. Idf: era di Hamas

I partecipanti al funerale trasportano le salme di due ragazze palestinesi, Zeina Safadi e sua sorella Lana, uccise durante un attacco aereo israeliano avvenuto nella notte che ha danneggiato la loro casa, durante il funerale tenutosi nella città di Gaza sabato 20 giugno 2026. (Foto AP/Abdel Kareem Hana)      Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna APN

L’emittente Al Jazeera in un post su X ha reso noto che il suo cameraman Ahmed Washah, è stato ucciso in un raid aereo israeliano contro un’abitazione nel campo profughi di Al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.

L’esercito israeliano ha confermato di aver ucciso Ahmed Wishah, il cameraman di Al Jazeera morto in un raid aereo nel campo profughi di Bureij, nella Striscia di Gaza centrale, sostenendo che fosse un “terrorista di Hamas”. Lo ha dichiarato all’Afp un portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), precisando che l’attacco era stato deliberatamente diretto contro di lui. In precedenza era arrivata la dura condanna di Al Jazeera, che aveva definito l’uccisione del proprio collaboratore una “ignobile violazione di tutte le leggi e norme internazionali”.

21 giugno 2026

Libano: raid aerei israeliani, sette morti

Sette persone sono morte nei raid aerei israeliani in Libano. Cinque persone, tra cui un bambino e una donna, sono state uccise in una città del Libano orientale mentre due palestinesi nella regione di Tiro, nel sud del Paese. E’ quanto fa sapere il ministero della Salute. Gli attacchi sono avvenuti prima di una pausa osservata da un corrispondente dell’Afp a fine giornata, quando l’esercito israeliano ha ricevuto l’ordine di cessare i combattimenti con Hezbollah nel Libano meridionale, pur continuando a operare nella zona a scopo “difensivo”.

21 giugno 2026

Guerra ultime notizie. Teheran richiude Hormuz, oggi al via i negoziati Iran-Usa in Svizzera

epa13052906 Il ministro degli Affari esteri iraniano, Seyyed Abbas Araghchi (al centro) sarà presente ai negoziati in Svizzera del 21 giugno 2026 EPA

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti