epa13052906 Il ministro degli Affari esteri iraniano, Seyyed Abbas Araghchi (al centro) sarà presente ai negoziati in Svizzera del 21 giugno 2026 EPA

21 giugno 2026

Guerra ultime notizie. Teheran richiude Hormuz, oggi al via i negoziati Iran-Usa in Svizzera

Il ministero degli Esteri del Pakistan ha annunciato che i colloqui tecnici si svolgeranno nella località alpina svizzera di Burgenstock

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20 giugno 2026

Libano: Idf, un soldato ucciso e 13 feriti in attacco notturno di Hezbollah

Un soldato dell’Idf è rimasto ucciso e altri 13 sono rimasti feriti in un attacco notturno di Hezbollah contro le truppe nel sud del Libano, secondo quanto annunciato dall’esercito israeliano. Il soldato ucciso è stato identificato come il sergente di prima classe Nir Ben Ari, 21 anni, dell’unità Maglan originario di Kerem Maharal. Secondo un’indagine militare, intorno all’1.30 del mattino, una raffica di razzi e un drone esplosivo hanno colpito una postazione militare nel villaggio di Kfar Tebnit, nella zona di Nabatieh.

20 giugno 2026

Pakistan, premier parteciperà a negoziati Iran-Usa in Svizzera

Il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif parteciperà ai negoziati tra Stati Uniti e Iran ospitati dalla Svizzera il 21 giugno. Lo ha riferito una fonte diplomatica pachistana.

“Il primo ministro Shehbaz Sharif e il capo dell’esercito Asim Munir prenderanno parte ai colloqui a livello tecnico tra Stati Uniti e Iran in Svizzera il 21 giugno”, ha dichiarato la fonte.

In precedenza, il ministero degli Esteri del Pakistan aveva annunciato che i colloqui tecnici tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran si sarebbero svolti domenica nella località alpina svizzera di Burgenstock. Secondo la stessa fonte, i preparativi logistici legati alla visita sono stati completati per circa il 70 per cento.

20 giugno 2026

Libano «deve bruciare tutto»: X segnala post di Ben Gvir

La piattaforma social X ha segnalato il post del ministro israeliano per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, pubblicato dopo l’uccisione di quattro soldati nel sud del Libano da parte di Hezbollah, in cui si leggeva: “Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare”. Secondo il messaggio aggiunto dalla piattaforma di Elon Musk, il contenuto “ha violato le regole di X”, ma è stato comunque lasciato visibile perché ritenuto “nell’interesse pubblico”.

Ben Gvir retweetato da Araghchi

Abbas Araghchi è un diplomatico e politico iraniano, ministro degli Esteri dell’Iran dal 21 agosto 2024

20 giugno 2026

Media pasdaran: Hormuz chiuso fino a rilascio 12 miliardi $ asset

Lo Stretto di Hormuz dovrebbe rimanere chiuso fino a quando non saranno soddisfatte diverse condizioni previste dal memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti. È quanto riporta l’agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran. Tra le richieste indicate figurano il rilascio di almeno 12 miliardi di dollari di asset iraniani, l’attuazione delle deroghe alle sanzioni sul petrolio e il ritiro di Israele dal Libano. Secondo i Guardiani della Rivoluzione, riaprire lo stretto in cambio della sola rimozione del blocco navale statunitense sarebbe un “errore strategico” e una violazione dell’intesa tra Teheran e Washington, che dovrebbe essere applicata integralmente.

20 giugno 2026

Pasdaran: «Hormuz chiuso fino a rilascio 12 mld dollari asset»

Lo Stretto di Hormuz dovrebbe rimanere chiuso fino a quando non saranno soddisfatte diverse condizioni previste dal memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti. È quanto riporta l’agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran. Tra le richieste indicate figurano il rilascio di almeno 12 miliardi di dollari di asset iraniani, l’attuazione delle deroghe alle sanzioni sul petrolio e il ritiro di Israele dal Libano. Secondo i Guardiani della Rivoluzione, riaprire lo stretto in cambio della sola rimozione del blocco navale statunitense sarebbe un “errore strategico” e una violazione dell’intesa tra Teheran e Washington, che dovrebbe essere applicata integralmente.

20 giugno 2026

Iran, portavoce Centcom: Teheran non controlla Stretto di Hormuz

Il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato ad al Jazeera Arabic che l’Iran non controlla lo Stretto di Hormuz. Il portavoce ha affermato che le forze statunitensi stanno monitorando la situazione per garantire la continuità della navigazione attraverso questa importante via marittima. In precedenza, il corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica dell’Iran aveva annunciato che lo Stretto di Hormuz era stato chiuso a causa del proseguimento degli attacchi israeliani nel Libano meridionale.

20 giugno 2026

Libano, Netanyahu: «Israele rimarrà nel sud del Paese per tutto il tempo necessario»

Il Premier israeliano Benjamin Netanyahu fa sapere che Israele rimarrà nel sud del Libano “per tutto il tempo che sarà necessario per difendere le sue frontiere occidentali”, emerge dall’ufficio del Premier israeliano. Il premier ha dato istruzioni all’Idf di “rispondere con la forza a qualsiasi attacco di Hezbollah e di agire per rimuovere le minacce contro le nostre forze”. Se Hezbollah ci attaccherà di nuovo, “colpiremo con la forza una volta di più”.

20 giugno 2026

Hezbollah, Israele mira a sabotare accordo fra Iran e Usa

Hezbollah afferma che l’intensificarsi degli attacchi israeliani contro il Libano meridionale mira a “sabotare” l’accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran. “Alla luce delle affermazioni e delle menzogne che il nemico israeliano continua a diffondere riguardo alle presunte violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Hezbollah affermiamo che tali dichiarazioni sono completamente infondate”, si legge in una dichiarazione diffusa dall’ufficio stampa del gruppo e riporta da Al Jazeera. “Queste azioni rientrano nel quadro dei persistenti tentativi del nemico di fuorviare l’opinione pubblica e fanno parte del suo chiaro e sfacciato sforzo di sabotare l’accordo tra la Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America”, argomenta ancora Hezbollah secondo cui Israele ha commesso più di 300 “violazioni” del cessate il fuoco dall’alba di venerdì, tra cui attacchi aerei, lancio di proiettili al fosforo e utilizzo di “bombe a grappolo vietate a livello internazionale”.

20 giugno 2026

Iran, il ministro degli Interni pakistano in visita a Teheran

Sabato il ministro degli Interni pakistano ha incontrato a Teheran il ministro degli Esteri iraniano nell’ambito degli sforzi volti a dare seguito al memorandum d’intesa recentemente firmato tra l’Iran e gli Stati Uniti.

20 giugno 2026

Libano, Hezbollah: «Israele ha piena responsabilità per violazioni tregua»

Le milize libanesi di Hezbollah, sostenute dall’Iran, hanno accusato Israele di essere “pienamente responsabile” delle violazioni del cessate il fuoco nell’est e nel sud del Paese. Il movimento ha affermato in una nota che le operazioni militari israeliane “non sono più semplici violazioni dell’accordo di cessate il fuoco, ma rappresentano una chiara aggressione e la continuazione della guerra in ogni senso”. Hezbollah ha quindi attribuito “piena responsabilità” a Israele, sostenendo che lo Stato israeliano “non ha mai rispettato le disposizioni del cessate il fuoco”, incluso il recente accordo tra Stati Uniti e Iran.

20 giugno 2026

Netanyahu e Katz ordinano a Idf cessate il fuoco in Libano

“Dopo una giornata di escalation, su indicazione del primo ministro Benjamin Netanyahu e del Ministro della Difesa Israel Katz, e in coordinamento con gli Stati Uniti, l’Idf ha ricevuto l’ordine di cessare il fuoco in Libano”. Lo riferisce Channel 12.

20 giugno 2026

Centcom, 55 navi mercantili hanno attraversato Hormuz

“Il traffico di navi commerciali nello Stretto di Hormuz è aumentato il 20 giugno, mentre le forze statunitensi continuavano a operare nella zona per garantire la libertà di navigazione”. E’ quanto si legge in un comunicato del Centcom. “La navigazione sicura attraverso la via navigabile internazionale è rimasta intatta anche oggi, con il transito di 55 navi mercantili che trasportavano ingenti quantità di merci e oltre 17 milioni di barili di petrolio verso i mercati globali”, si legge ancora. “Le forze statunitensi - viene spiegato - restano presenti e vigili per garantire che tutti gli aspetti dell’accordo con l’Iran siano rispettati, osservati e pienamente efficaci”.

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20 giugno 2026

Cnn: Vance potrebbe partire per la Svizzera oggi

Il vicepresidente JD Vance dovrebbe partire per la Svizzera oggi per i colloqui con l’Iran. Lo riporta Cnn citando alcune fonti.

20 giugno 2026

Iran: Pakistan, al via domani colloqui tecnici in Svizzera

Il ministero degli Esteri del Pakistan ha annunciato che domani in Svizzera si terranno colloqui tecnici tra Iran e Stati Uniti. Facendo seguito “alla firma del memorandum d’intesa a Islamabad, colloqui a livello tecnico si terranno a Burgenstock, in Svizzera, il 21 giugno”, si legge sull’account ufficiale del ministero su X. “Rappresentanti di Usa e Iran parteciperanno alle discussioni insieme ai rappresentanti di Pakistan e Qatar”.

20 giugno 2026

Libano: guerra Israele-Hezbollah ha causato più di 4mila vittime

Il ministero della Salute libanese ha affermato che il bilancio della guerra tra Israele e Hezbollah ha ora superato le 4mila vittime. Nella giornata di oggi la protezione civile libanese ha riferito di 16 morti nell’area di Nabatiye e lo stesso ministero ha dato notizia di 7 vittime a Qennarit, nel distretto di Sidone.

Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani iniziati 2 marzo hanno causato la morte di almeno 4.057 persone e il ferimento di altre 12.121. Nelle ultime 24 ore - si legge - le vittime sono state 83 e i feriti 141.

La maggior parte di loro si trovava nel Libano meridionale.

20 giugno 2026

Delegazione Teheran si sta per recare in Svizzera

La televisione di stato iraniana ha annunciato che la delegazione di Teheran si sta per recare in Svizzera per colloqui con gli Stati Uniti. L’emittente ha citato come fonte il portavoce del ministero degli Esteri. Il viaggio, inizialmente previsto per venerdì, era stato annullato. Il nuovo annuncio è arrivato poco dopo che il Comando militare congiunto iraniano ha annunciato una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz a causa dei continui attacchi israeliani in Libano. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Bagahei, ha dichiarato alla televisione di stato che “qualsiasi memorandum o accordo viene messo alla prova in ultima analisi quando entra nella fase di attuazione”.

20 giugno 2026

Vance, nessuna prova di chiusura Stretto Hormuz

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, in un’intervista a Fox News, ha affermato che non c’è “alcuna prova” del fatto che “gli iraniani stiano chiudendo lo Stretto di Hormuz”. “Ci vorrà del tempo per bonificare le mine, però”, ha osservato. “Abbiamo portato fuori 16 milioni di barili dallo Stretto di Hormuz solo nelle ultime 24 ore. È praticamente lo stesso livello di prima dell’inizio della guerra. E questo suggerisce che lo Stretto è effettivamente aperto”, ha aggiunto. Teheran in precedenza ha annunciato la chiusura dello Stretto in risposta a quelle che ritiene “violazioni del Memorandum d’intesa da parte di Stati Uniti e Israele” per gli attacchi israeliani in Libano.

20 giugno 2026

Hormuz di nuovo chiuso, Teheran: «Prima risposta al nemico che non rispetta gli impegni»

“Abbiamo adottato questa misura a causa del chiaro mancato rispetto da parte degli Stati Uniti degli impegni assunti - previsti nel primo articolo del Memorandum d’intesa Iran-Usa - nonché della continua violazione del cessate il fuoco da parte del regime sionista nel Libano meridionale, dell’uccisione spietata e dello sfollamento di centinaia di libanesi e anche in considerazione del fatto che le forze del regime occupante sionista non si sono ritirate dal Libano meridionale”, ha dichiarato il Comando Centrale di Khatamolanbia in un comunicato stampa. “Questo è il primo passo in risposta al mancato rispetto da parte del nemico dei suoi impegni e, se le aggressioni dovessero continuare, Teheran pianificherà e attuerà ulteriori misure per costringere il nemico a rispettare i propri impegni”, ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim.

20 giugno 2026

La guerra per immagini

Guerra in Iran e Medio Oriente, 20 giugno.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 20 giugno

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20 giugno 2026

Iran chiude Hormuz: «Raid di Israele in Libano violano accordo»

L’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico navale in seguito alle violazioni dell’accordo con gli Usa con i raid di Israele in Libano. Lo riferisce il comando militare iraniano.

20 giugno 2026

Trump rincara: «Miliardi a difesa ma da Italia no a basi per Iran». Meloni: «Restiamo nazione sovrana»

Un’altra giornata caldissima nei rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Italia. Nuovo affondo del presidente Usa Donald Trump nei confronti della premier Giorgia Meloni dopo il botta e risposta improvviso scaturito a seguito del G7 di Evian. Dal social Truth nuove critiche al Governo italiano: «Dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi “numeri”. No, grazie».

20 giugno 2026

Libano, bilancio raid Idf a Sohmor è salito a 4 morti

L’attacco israeliano che ha colpito un’abitazione privata a Sohmor, piccola città nella valle della Bekaa, ha causato almeno quattro morti, secondo quanto riportato dall’Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna). Il precedente bilancio indicava un solo morto. Una persona è rimasta ferita, mentre un bambino è tuttora intrappolato sotto le macerie, ha aggiunto la Nna, precisando che i soccorritori stanno cercando di liberarlo.

Con questi ulteriori tre morti, sale a 26 il bilancio odierno delle vittime degli attacchi israeliani in Libano.

20 giugno 2026

Parigi vieta manifestazione contro pena di morte in Iran. Nessuno tocchi Caino critica

Sulla decisione del prefetto di Parigi di vietare la manifestazione della resistenza iraniana contro la pena di morte, preparata da mesi e con decine di migliaia di partecipanti arrivati da tutta Europa, i dirigenti di Nessuno tocchi Caino, presenti a Parigi, Sergio D’Elia, Segretario, Elisabetta Zamparutti, Tesoriere e Roberto Rampi del Consiglio direttivo hanno dichiarato quanto segue:

“La decisione è particolarmente grave se si considera che la manifestazione è contro la pena di morte in Iran, campione del mondo di esecuzioni capitali, un record poco invidiabile con oltre 2000 compiute nel 2025 e oltre 900 quest’anno. È grave anche perché a promuovere la manifestazione è il movimento guidato da Maryam Rajavi che da decenni anni subisce e denuncia la repressione del regime iraniano e la sistematica violazione dei diritti umani.

Il potere prefettizio parigino si manifesta succube di quello clericale e militare iraniano. Quando viene impedita una manifestazione contro le esecuzioni e contro la dittatura, non è soltanto la libertà degli iraniani a essere colpita. È la credibilità stessa dell’Europa come spazio di libertà e di diritti a essere messa in discussione.

La decisione delle autorità francesi appare tanto più inquietante perché coincide con una fase cruciale dei rapporti tra l’Iran e l’Occidente e con la firma a Versailles dell’accordo tra Iran e Stati Uniti. Una coincidenza che rischia di trasformarsi nel simbolo di una scelta politica: mettere a tacere le vittime e gli oppositori del regime iraniano nel momento stesso in cui si cerca un’intesa con i loro persecutori.

Se così fosse, sarebbe un segnale devastante.

La decisione del prefetto è un residuo della tradizione napoleonica francese e poi fascista italiana. È espressione di un potere amministrativo centralista volto a limitare l’autonomia locale e la partecipazione democratica.

Marco Pannella ci ha insegnato a diffidare di ogni potere amministrativo che pretenda di sostituirsi al diritto. Quando un prefetto decide chi può manifestare e chi no, non siamo piu nel terreno delle libertà democratiche ma in quello dell’arbitrio amministrativo.”

Resistenza iraniana

Nella foto, il direttivo dell’associazione Nessuno tocchi Caino insieme a membri della resistena iraniana a Parigi

20 giugno 2026

Hezbollah: contrastato un tentativo di infiltrazione delle forze israeliane nel sud

Hezbollah ha affermato che i suoi combattenti hanno affrontato durante la notte le forze israeliane che tentavano di infiltrarsi verso le colline strategiche che sovrastano la città meridionale di Nabatieh. “Ancora una volta, approfittando del cessate il fuoco, la scorsa notte il nemico ha tentato un’infiltrazione verso le colline di Ali Taher”, ha affermato il gruppo sostenuto dall’Iran in un comunicato, aggiungendo che i combattenti hanno teso un’imboscata alle truppe israeliane e “le hanno affrontate con armi adeguate”. “Pur essendo impegnato nel cessate il fuoco, (Hezbollah) mostrerà tolleranza zero per qualsiasi tentativo israeliano di estendere la sua occupazione”, ha affermato il movimento filo-iraniano nella nota.

20 giugno 2026

Iran: agenzia Tasnim chiede a Araghchi di non incontrare Witkoff

L’agenzia iraniana Tasnim ha messo in guardia il ministro degli Esteri Abbas Araghchi dal recarsi in Europa per incontrare l’inviato statunitense Steve Witkoff. “Signor Araghchi! Non c’è alcuna giustificazione per incontrare Witkoff”, ha scritto Tasnim, considerata vicina al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie. L’agenzia ha sottolineato che il primo articolo del memorandum d’intesa - che chiede la cessazione dei combattimenti su tutti i fronti, compreso il Libano - “è stato, in pratica, completamente violato”. Questa parte del memorandum “è stata apertamente e ufficialmente violata dalle estese azioni militari di Israele nel Libano meridionale”, ha affermato Tasnim, pertanto “qualsiasi prosecuzione dei colloqui con i funzionari statunitensi sarebbe un grave errore e darebbe di fatto agli Stati Uniti il permesso di continuare a violare il memorandum”. “I funzionari negoziali non solo dovrebbero sospendere tutti i colloqui successivi, ma, prima che sia troppo tardi, dovrebbero anche chiudere completamente lo Stretto di Hormuz”, ha aggiunto Tasnim.

20 giugno 2026

Media Beirut: altri 7 morti in raid israeliani nel sud del Libano

Altre 7 persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano su un villaggio vicino alla città di Sidone, nel sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco annunciato ieri con Hezbollah. Lo afferma l’agenzia statale Nna. L’attacco a Qannarit ha ucciso “sette persone e ne ha ferite altre 13, secondo un bilancio preliminare”, ha affermato l’agenzia.

20 giugno 2026

Libano, portavoce Idf: il problema è Hezbollah e non Beirut

“Il Libano non è nemico di Israele. Il problema è Hezbollah, che trascina ripetutamente il Libano nella distruzione, privando i libanesi di stabilità, sicurezza e prosperità”. Lo ha affermato il colonnello Ella Wawiya, portavoce delle Idf, in un post su X. Se Hezbollah smettesse di violare gli accordi e di compiere da attività ostili, secondo Wawiya “la calma e la stabilità potrebbero essere raggiunte per entrambe le parti, israeliani e libanesi”. “Un futuro diverso per i libanesi è possibile. Un futuro basato sulla stabilità, lo sviluppo e la prosperità, anziché sulla continua spirale di scontri”, ha aggiunto il colonnello israeliano.

20 giugno 2026

Gaza, ucciso cameraman di Al Jazeera. Idf: era di Hamas

I partecipanti al funerale trasportano le salme di due ragazze palestinesi, Zeina Safadi e sua sorella Lana, uccise durante un attacco aereo israeliano avvenuto nella notte che ha danneggiato la loro casa, durante il funerale tenutosi nella città di Gaza sabato 20 giugno 2026. (Foto AP/Abdel Kareem Hana)      Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna APN

L’emittente Al Jazeera in un post su X ha reso noto che il suo cameraman Ahmed Washah, è stato ucciso in un raid aereo israeliano contro un’abitazione nel campo profughi di Al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.

L’esercito israeliano ha confermato di aver ucciso Ahmed Wishah, il cameraman di Al Jazeera morto in un raid aereo nel campo profughi di Bureij, nella Striscia di Gaza centrale, sostenendo che fosse un “terrorista di Hamas”. Lo ha dichiarato all’Afp un portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), precisando che l’attacco era stato deliberatamente diretto contro di lui. In precedenza era arrivata la dura condanna di Al Jazeera, che aveva definito l’uccisione del proprio collaboratore una “ignobile violazione di tutte le leggi e norme internazionali”.

20 giugno 2026

Media: colloqui tecnici Iran-Usa dovrebbero iniziare in Svizzera in 1-2 giorni

I colloqui a livello tecnico tra Stati Uniti e Iran dovrebbero iniziare in Svizzera “in uno o due giorni”. Lo scrive Anadolu citando fonti del governo pachistano. “Il Pakistan, insieme ad altri mediatori, è in contatto con entrambe le parti che dovrebbero incontrarsi in Svizzera in uno o due giorni per avviare la prossima fase del memorandum d’intesa di Islamabad”, ha affermato una fonte vicina al processo di mediazione. Nel frattempo, il ministro degli Interni pachistano Mohsin Naqvi è partito oggi per Teheran per discutere la prossima fase dei colloqui con la leadership iraniana, come confermato dai media statali iraniani e da fonti pachistane. Gli Stati Uniti e l’Iran avrebbero dovuto tenere i colloqui in Svizzera ieri per dare inizio a un periodo di negoziati di 60 giorni, ma Teheran ha rinviato l’incontro per protestare contro le “continue” violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano.

20 giugno 2026

Libano, deputato Hezbollah: “Resistenza ha diritto di rispondere”

Il parlamentare di Hezbollah Hassan Fadlallah ha affermato che il movimento filo-iraniano ha “il diritto” di rispondere agli attacchi israeliani, mentre Israele continua i suoi raid in Libano nonostante l’annuncio di un nuovo cessate il fuoco il giorno precedente. “Si parla di cessate il fuoco. Per noi, ciò che conta è che il nemico rispetti pienamente e completamente questo cessate il fuoco e che non tenti di attaccare il nostro Paese e i nostri villaggi, né di occupare nuove posizioni”, ha dichiarato Fadlallah in un comunicato, aggiungendo che “la resistenza ha pieno diritto di affrontare questo nemico quando ci attacca, perché è l’aggressore e l’occupante”.

20 giugno 2026

Fonte Idf: Hezbollah ha lanciato 50 ordigni contro l’esercito nella notte

Un funzionario militare israeliano ha dichiarato che Hezbollah ha lanciato più di 50 ordigni contro le forze israeliane nel Libano meridionale durante la notte, poche ore dopo che si presumeva fosse entrato in vigore il cessate il fuoco annunciato dagli Stati Uniti tra Israele e il gruppo sostenuto dall’Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Il funzionario ha affermato che l’Idf ha risposto colpendo “obiettivi di Hezbollah” nel Libano meridionale, aggiungendo che la stabilità sia per il Libano che per Israele potrebbe essere raggiunta se Hezbollah smettesse di violare gli accordi di cessate il fuoco.

20 giugno 2026

Iran, ministro Interni Pakistan vedrà Araghchi a Teheran

Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha in programma un incontro con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante la sua visita a Teheran. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iranino Esmaeil Baqaei citato dall’agenzia di stampa Isna. Baqaei ha aggiunto che la visita di Naqvi rientra nell’impegno di Islamabad di mediare i negoziati tra Iran e Stati Uniti.

20 giugno 2026

Protezione Civile: almeno 16 morti in raid israeliani nel sud del Libano

Almeno 16 persone sono morte negli attacchi israeliani nella regione meridionale di Nabatieh. Lo afferma la Protezione civile libanese.

20 giugno 2026

Media: amministrazione Usa crea contatti con l’opposizione in Israele

Funzionari dell’amministrazione statunitense stanno creando contatti informali con l’opposizione in Israele: fino ad oggi, l’opposizione ha cercato di trovare un collegamento e ora l’amministrazione americana sta agendo di propria iniziativa. Lo riferisce un servizio di Channel 12. Gli Stati Uniti già da tempo hanno espresso preoccupazione per la presenza di elementi estremisti all’interno del governo di Netanyahu e stimano che vi sia una probabilità significativa di un cambio di governo in Israele. A cento giorni dalle elezioni in Israele e sullo sfondo della crisi tra l’amministrazione statunitense e il governo israeliano, l’amministrazione americana sta “creando alternative”. Channel 12 ha riferito che per il momento Donald Trump non intende trasferire il suo sostegno a Netanyahu a qualcun altro, ma all’interno dell’amministrazione Usa si ritiene che sia necessario costruire nuovi sistemi informali di fiducia e di mediazione.

20 giugno 2026

Media: i pasdaran trarranno enormi vantaggi dalla revoca delle sanzioni Usa

Per anni, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno prosperato all’ombra delle sanzioni, costruendo un vasto impero commerciale che spazia dal petrolio ai trasporti marittimi, le telecomunicazioni e i porti. Ora, mentre Teheran e Washington si preparano ai colloqui per un accordo che porrà fine alla guerra e che potrebbe sbloccare miliardi di dollari per l’Iran e riaprire la sua economia agli investimenti globali, questa forza d’élite è destinata a essere una delle maggiori beneficiarie: a scriverlo è Reuters online citando quattro fonti iraniane di alto livello secondo cui il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche si trova in una posizione privilegiata per accaparrarsi una grossa fetta dei benefici finanziari derivanti dall’allentamento delle sanzioni, dalla ripresa delle esportazioni di petrolio e dagli investimenti stranieri. Il loro ruolo centrale potrebbe tuttavia rivelarsi uno dei tanti ostacoli a un accordo: con le Guardie Rivoluzionarie così saldamente intrecciate con gli affari iraniani, la loro designazione come organizzazione terroristica potrebbe complicare notevolmente gli sforzi per liberare l’economia dalle sanzioni. Una delle fonti ha descritto le Guardie Rivoluzionarie come i veri vincitori della guerra, affermando che, avendo garantito la sopravvivenza del sistema islamico iraniano, erano nella posizione migliore per beneficiare di un’eventuale revoca delle sanzioni, avendo già gestito la maggior parte delle operazioni iraniane per eludere le sanzioni negli ultimi decenni. Le Guardie Rivoluzionarie non pubblicano dati finanziari, ma qualsiasi sforzo per rilanciare l’economia amplierà la loro considerevole influenza finanziaria, ha affermato una seconda fonte di alto livello. Dato che la legge iraniana sugli investimenti impone alle aziende straniere di collaborare con partner locali, l’elevato numero di società legate ai pasdaran fa sì che queste diventino un filtro per i potenziali investitori nei settori più redditizi dell’Iran: questa realtà implica che le aziende occidentali che rientrano nel mercato iraniano potrebbero trovarsi a operare a fianco, o attraverso, entità collegate alle Guardie, anche senza un coinvolgimento diretto, con il rischio di incorrere in eventuali sanzioni ancora in vigore.

20 giugno 2026

Esercito libanese: un soldato ucciso in un attacco israeliano nel sud del Paese

L’esercito libanese ha dichiarato che un attacco israeliano ha ucciso un suo soldato nel sud del Paese oggi, nonostante il nuovo accordo di cessate il fuoco raggiunto il giorno prima tra Israele e Hezbollah. “Un attacco nemico israeliano ha preso di mira un soldato dell’esercito sulla strada Kfar Rumman-Nabatieh, causandone il martirio”, si legge in un comunicato dell’esercito, aggiungendo che “la continuazione dei brutali attacchi israeliani punta a ostacolare qualsiasi soluzione che permetta di ripristinare la stabilità in Libano”.

20 giugno 2026

Iran: sondaggio Ap, 65% americani disapprova modo Trump di gestire conflitto

La maggior parte degli americani continua a disapprovare il modo in cui il presidente Donald Trump sta gestendo la questione iraniana, mentre il suo indice di gradimento presidenziale complessivo rimane stabile. Lo rileva un sondaggio AP-NORC condotto mentre Trump suggeriva che fosse stato raggiunto un accordo con l’Iran. Il sondaggio evidenzia quanto sia impopolare la guerra, iniziata il 28 febbraio, tra gli americani, anche se il presidente repubblicano è passato bruscamente dalle minacce all’Iran alla riapertura dei negoziati. Il sostegno alla sua gestione della guerra rimane fortemente polarizzato a livello partitico. In particolare, circa due terzi, il 65%, degli adulti statunitensi disapprova il modo in cui Trump sta gestendo le questioni con l’Iran. Ma mentre la stragrande maggioranza dei democratici e degli indipendenti vede negativamente le azioni di Trump, solo il 28% dei repubblicani è insoddisfatto. Le opinioni degli americani su come il presidente sta gestendo l’Iran sono sostanzialmente in linea con il suo indice di gradimento complessivo, che si attesta al 37%, invariato rispetto a un sondaggio Associated Press-NORC Center for Public Affairs Research condotto a maggio.

Il nuovo sondaggio è stato condotto dall’11 al 17 giugno, subito dopo che Trump ha ritirato le minacce di intensificare la guerra con l’Iran. Il sondaggioè stato presentato mentre Trump annunciava un accordo con l’Iran e autorizzava la fine del blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz, concludendosi poco prima della firma dell’accordo mercoledì. L’approvazione delle azioni di Trump sull’Iran è stata bassa negli ultimi mesi. Ma nelle interviste, alcuni repubblicani non erano contenti dell’esito dell’accordo di questa settimana, che dà all’Iran un vantaggio immediato, consentendogli di vendere di nuovo liberamente il suo petrolio.

20 giugno 2026

Erdogan: “Turchia impegnata per una pace duratura” tra Usa e Iran

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che Ankara sta conducendo un intenso lavoro diplomatico per raggiungere una pace duratura tra Iran e Stati Uniti e sostiene la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

“La Turchia sta conducendo un intenso lavoro diplomatico per raggiungere una pace duratura tra Iran e Stati Uniti. Attribuiamo grande importanza alla garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato il leader turco, durante un incontro con il primo ministro di Singapore Lawrence Wong a Istanbul, secondo quanto riportato dalla presidenza turca.

20 giugno 2026

Teheran, pronti a procedere con l’accordo se gli Usa dimostreranno serietà

“Teheran è pronta a procedere passo dopo passo e a continuare il processo diplomatico con Washington, se l’altra parte dimostrerà la stessa serietà e garantirà che Israele rispetti i termini del recente memorandum d’intesa firmato tra Iran e Stati Uniti”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh. Il “proseguimento della guerra” da parte di Israele avrebbe “gravi e immediate conseguenze”, ha aggiunto, parlando ad Al Jazeera e denunciando i recenti attacchi israeliani contro il Libano. “L’Iran cerca la pace su tutti i fronti, inclusa Gaza. Il Libano è stato incluso nel memorandum d’intesa anche per il suo diretto coinvolgimento nel conflitto”, ha affermato.

20 giugno 2026

Da Oslo ai patti sul nucleare, se tra Iran e Israele vincono i nemici della pace

Ugo Tramballidi Ugo Tramballi

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu (a sinistra) e il presidente americano Donald Trump, in Florida lo scorso dicembre REUTERS

La fog of war, l’incertezza della verità nel caos della battaglia, rende difficile capire se abbia incominciato per primo Hezbollah o l’esercito israeliano. Ed è per il momento impossibile comprendere se sia solo un incidente nel complicato percorso del Memorandum d’intesa o la sua fine, 24 ore dopo la firma.

Se avessero incominciato gli israeliani, sarebbe la conferma che Bibi Netanyahu non vuole l’accordo: la guerra per lui è il palco dal quale condurre l’imminente campagna elettorale. Se fosse stata la milizia sciita libanese (l’ipotesi più probabile) sarebbe ugualmente preoccupante: di tutti i proxy dell’Iran, Hezbollah è il più obbediente. Quindi l’ordine di attaccare sarebbe venuto da Teheran, cioè da quella parte del regime contrario a un accordo con gli Usa.

20 giugno 2026

Ministro Interni Pakistan oggi a Teheran per colloqui

Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi si recherà oggi a Teheran per colloqui con alti funzionari iraniani. Lo riporta l’agenzia di stampa Irna. Secondo Al Arabiya, che cita fonti arabe anonime, l’obiettivo del ministro degli Interni pakistano è quello di seguire da vicino i progressi dei negoziati tra Iran e Stati Uniti.

20 giugno 2026

Guerra ultime notizie. Trump, saremo in grado di fermare Israele dall’attaccare il Libano

Una famiglia viaggia in auto con i propri effetti personali caricati sul tetto, fuggendo di nuovo dal Libano meridionale, dirigendosi verso nord dopo essere tornata in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran, mentre riprendono gli scontri notturni tra le forze israeliane e Hezbollah, alla periferia di Tiro, nel Libano meridionale.REUTERS/Zohra Bensemra REUTERS

20 giugno 2026

Media, 5 morti in raid israeliani nel sud nonostante la nuova tregua

Nuovi raid israeliani nel Libano meridionale hanno causato oggi la morte di cinque persone, secondo quanto riferisce dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna (National News Agency), nonostante l’annuncio ieri di un nuovo cessate il fuoco tra Israele e il gruppo filo-iraniano Hezbollah. I raid hanno colpito più di una decina di località dopo la mezzanotte e nella mattinata di sabato, uccidendo tre persone ad Arab Salim, una a Deir Zahrani e un’altra a Dweir, riferisce l’agenzia Nna.

20 giugno 2026

Usa e Qatar elaborano piano: sbloccare 6 mld “umanitari” per Iran

Gli Stati Uniti stanno elaborando con il Qatar un piano per sbloccare 6 miliardi di dollari a favore dell’Iran destinati a spese umanitarie, come incentivo per concludere un accordo definitivo sulla crisi. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti informate.

“Gli Stati Uniti stanno lavorando con il Qatar a un piano per consentire all’Iran l’accesso a miliardi di dollari di beni congelati per spese umanitarie”, scrive il quotidiano.

In base al piano, i fondi attualmente congelati in Qatar verrebbero utilizzati per l’acquisto di generi alimentari, medicinali e altri beni destinati a necessità umanitarie.

Secondo le fonti citate, questo schema potrebbe rappresentare la base per successive concessioni relative agli asset iraniani congelati. Tuttavia, l’Iran non avrebbe ancora dato il proprio assenso al meccanismo.

Iran e Stati Uniti il 18 giugno hanno firmato a distanza un memorandum che prevede la conclusione del conflitto militare iniziato il 28 febbraio. Il memorandum stabilisce inoltre i tempi entro cui gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco navale, mentre l’Iran deve ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz. Inoltre, l’Iran si impegna a non dotarsi di armi nucleari, mentre la questione del programma nucleare iraniano dovrà essere regolata da un accordo separato. Le parti si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo in 60 giorni.

20 giugno 2026

Iran, in Svizzera i negoziatori Usa e iraniani per primi colloqui

L’inviato statunitense Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi si incontrano oggi in Svizzera per i primi colloqui dopo l’intesa firmata nei giorni scorso, mentre il cessate il fuoco in Libano sembra rilanciare gli sforzi per trasformare un accordo provvisorio sulla guerra con l’Iran in un assetto regionale duraturo.

Israele e Hezbollah hanno concordato venerdì un cessate il fuoco in Libano, promettendo la fine dell’escalation dei combattimenti che aveva messo in dubbio i negoziati tra Stati Uniti e Iran, cruciali per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per la stabilizzazione delle forniture petrolifere.

Witkoff raggiunge in Svizzera Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, già presente sul posto, secondo Axios.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso oggi in Svizzera. Lo riporta il sito di Axios citando fonti ben informate, secondo le quali però i suoi piano potrebbero ancora cambiare. In precedenza Axios aveva riferito che l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff era in viaggo per la Svizzera. Attesi quindi per oggi nuovi colloqui tra funzionari iraniani e americani sul negoziato che ha messo fine al conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. In agenda probabilmente anche la questione libanese, dopo che, secondo un mediatore, Araghchi ha precisato che per l’Iran il cessate il fuoco in Libano è una questione cruciale e un fattore determinante per il successo o il fallimento dei negoziati con gli Stati Uniti.

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