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Trump rincara: «Miliardi a difesa ma da Italia no a basi per Iran». Meloni: «Restiamo nazione sovrana»

Dal social Truth nuovo affondo del Tycoon: vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi numeri. La risposta della premier: la mia popolarità non la riguarda, la sua amicizia non è stata d’aiuto

di Redazione Roma

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Un’altra giornata caldissima nei rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Italia. Nuovo affondo del presidente Usa Donald Trump nei confronti della premier Giorgia Meloni dopo il botta e risposta improvviso scaturito a seguito del G7 di Evian. Dal social Truth nuove critiche al Governo italiano: «Dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi “numeri”. No, grazie».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Meloni: attacchi insensati, la sua amicizia non ha aiutato la mia popolarità

Parole a cui ha replicato la premier Giorgia Meloni attraverso i suoi social: «Presidente Trump, questi attacchi costanti e immotivati sono insensati. Quanto alla mia popolarità, la sua amicizia non è stata certamente di aiuto, né dipende dal mio rapporto con lei. La mia popolarità dipende dalla mia capacità di difendere l’interesse nazionale italiano, ed è esattamente ciò che ho sempre fatto». E aggiunge Meloni: «La mia popolarità non la riguarda. Le suggerisco di concentrarsi sulla sua».

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Nel post Instagram che contiene la sua risposta a Trump, Meloni annuncia che non tornerà sull’argomento: «Credo ancora nell’unità dell’Occidente e non credo che questo sia uno spettacolo all’altezza del nostro compito».

Il presidente Usa: diamo miliardi a difesa Italia ma ci ha negato basi per Iran

Sempre secondo Trump la premier Giorgia Meloni «non ci ha nemmeno concesso di utilizzare le piste di atterraggio o di decollo italiane, causando un notevole disagio logistico, nonostante gli Stati Uniti - ha sostenuto Trump - contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno alla difesa dell’Italia e degli altri “cosiddetti” alleati della Nato. Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, lei vuole tornare a essere amica». Il Tycoon torna sulla foto dopo il vertice di Evian: «Mi ha chiesto ripetutamente di farsi una foto con me durante il vertice del G7 in Francia. La sua popolarità in Italia è in calo, forse perché ha voltato le spalle agli Stati Uniti - un Paese che ama e protegge davvero l’Italia - rifiutandosi di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare armi nucleari (cosa che, peraltro, ha fatto anche la Nato!)».

Meloni: uso basi Usa regolato da accordi, restiamo nazione sovrana

Anche sul punto, però, Meloni ha voluto puntualizzare nella sua replica che l’utilizzo delle basi militari americane in Italia «è regolato da accordi che abbiamo sempre rispettato e che non possono essere violati finché sarò primo ministro. L’Italia rimane una nazione sovrana».

Salvini: da Trump parole gratuite, inutili e sgradevoli

«È chiaro che sono parole gratuite, inutili e sgradevoli però non c’è una guerra fra Italia e Stati Uniti». Così il vicepremier Matteo Salvini a un gazebo della Lega a Milano parlando del nuovo attacco di Trump a Meloni. «Ci sono già troppe guerre e spero che gli Stati Uniti ci aiutino a porre fine ad alcune di queste guerre, visto che anche in Iran mi sembra che le cose non stiano andando benissimo» ha aggiunto Salvini. «Mentre in Iran, in Libano, in Israele, in Ucraina e in Russia si continua a sparare, ritengo che la più importante potenza mondiale debba rivolgere le sue attenzioni a questi fronti di guerra e non ad altro» anche perché «litigare con gli alleati non è utile, lo dico dal punto di vista della presidenza americana», ha sottolineato Salvini. «L’Italia è un Paese alleato responsabile, sempre presente e generoso. Nessuno - ha concluso - può mettere in discussione i buoni rapporti fra Italia e Stati Uniti. Sicuramente c’è un problema in questo momento perché, ribadisco, chi attacca il nostro presidente del Consiglio attacca tutto il governo e tutto il paese. Tuttavia, questo non può e non deve mettere in discussione i buoni rapporti e le relazioni diplomatiche e commerciali fra Italia e Stati Uniti, che prescindono dal presidente attuale o dal presidente futuro».

Il nome sbagliato e poi corretto

Nel post su Truth in cui ha attaccato la premier Giorgia Meloni, affermando che è in calo di popolarità e che ha voltato le spalle agli Usa sull’Iran, Trump è inciampato sul nome della leader, scrivendo «Gigiorgia». Poi dopo poco ha corretto il testo. Non è la prima volta che il tycoon storpia il nome di un leader italiano, era già successo il 27 agosto 2019, quando chiamò «Giuseppi» l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in tweet in cui lo elogiava.

Conte: richiamo all’ordine di chi ha sempre obbedito

Proprio il leader M5S Giuseppe Conte commenta sui suoi social che lo scontro «non è contro un leader che alza la testa, ma è un richiamo all’ordine verso chi ha sempre obbedito senza fiatare, assumendo impegni insostenibili per il popolo italiano. Chi ha ridotto l’Italia così non la rimetterà in piedi di certo. Tocca a noi». E aggiunge: «Potete anche controllare quasi tutte le tv e i giornali ma risparmiateci la favoletta del Governo Meloni che tutela l’Italia con la schiena dritta».

Renzi: Meloni non credibile, governo trasformato in fan club Trump

«Sono molto rattristato dalle parole del presidente Trump. È un brutto messaggio per tutti gli italiani. Respingiamo ogni tipo di accusa, ma dobbiamo essere chiari: Giorgia Meloni ha difeso Trump fino a ieri e oggi la sua posizione non è credibile», ha detto Matteo Renzi, intervistato dalla Bbc: «Meloni ha seguito Trump su ogni fronte - ha aggiunto -. Ha proposto Trump per il Premio Nobel. Hanno trasformato il governo italiano in una squadra di fan del presidente americano. Oggi Trump, con il suo stile, ha abbandonato Giorgia Meloni».

Lo scontro Trump-Meloni sui giornali italiani

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Il precedente attacco

Venerdì 19 giugno era andato in scena il primo attacco del presidente degli Stati Uniti. Infatti, Donald Trump in occasione di un intervento telefonico con l’Aria che tira su La7 ha attaccato la premier italiana Giorgia Meloni: «Mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena».

«Probabilmente - ha aggiunto - è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato a parlarle! Gli europei hanno sbagliato tutto sull’energia e hanno sbagliato tutto sull’immigrazione, e se non risolvono questi problemi l’Europa non sarà mai più la stessa. Probabilmente non riusciranno a risolverli. L’immigrazione è un disastro e l’energia, con tutte quelle pale eoliche che sono un fallimento, è un disastro».

Trump, in realtà, ha anche insistito dopo diverse ore e quindi dopo le reazioni dall’Italia. «Lei era una grande sostenitrice - ha detto a Nbc - ma non la voglio come fan, perché non c’era, né lei né la Nato, quando si trattava della questione dello Stretto di Hormuz». Sorpresi e solidali Macron e Sanchez.

La risposta di Meloni

Una situazione simile si era presentata poco tempo fa, quando Trump aveva attaccato Meloni parlando al Corriere della Sera. Quella volta, però, la premier non aveva risposto ufficialmente. In questa occasione, invece, è andata diversamente. La replica della presidente del Consiglio è stata durissima. Sui social Meloni ha detto la sua. Chiarendo, intanto, che «le dichiarazioni di Trump sono totalmente inventate. Sono francamente allibita. Io e l’Italia non imploriamo mai». Poi, aggiungendo che «certe cose meritano una riposta immediata. Non so perché il presidente degli usa si comporti così con gli alleati. Non è la prima volta che accade, posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente».

Meloni: Da Trump dichiarazioni inventate, io e l'Italia non imploriamo mai

Annullato Forum imprenditoriale a Miami

Le voci dalla maggioranza in difesa della Meloni sono state diverse. Il primo è stato il suo sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, che ha parlato di «deliri di Trump». Quella più “pesante” è stata del vicepremier Antonio Tajani, ministro degli Esteri, che ha annullato la sua visita a Miami prevista all’inizio della prossima settimana. «Le gravi e offensive parole del presidente Trump nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno».

Alla luce dell’annullamento della visita di Tajani negli Usa, la Farnesina ha comunicato che non avrà luogo il Forum imprenditoriale e scientifico previsto a Miami lunedì 22 giugno. Il forum era previsto nell’ambito della cornice politica della visita del ministro. Il ministero degli Esteri, si legge in una nota, aggiornerà le imprese e le associazioni di categoria su future iniziative di partenariato economico bilaterale con gli Stati Uniti.

Trump a Meloni nel 2025: Potrò dirti che sei bella? Corro il rischio

Telefonata da Mattarella alla premier per solidarietà

Poco dopo le parole di Trump, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per solidarietà.

Solidarietà anche dall’opposizione

E così come era successo la prima volta, anche gran parte dell’opposizione ha mostrato solidarietà a Meloni. A partire dal leader del M5S Giuseppe Conte: «L’Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata - ha detto Conte - lo dico da cittadino italiano prima che da politico. È del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto. La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere mai sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza».

Poi, in serata, sono arrivate le parole della segretaria del Pd Elly Schlein: «Gli attacchi di Trump alla presidente del Consiglio Meloni sono inaccettabili e da respingere con forza. Noi non accettiamo insulti rivolti al Governo del nostro Paese e continuiamo a difendere le istituzioni italiane. Ci aspettiamo però che cominci a farlo di più la destra di questo Paese e capisca quanto è stato sbagliato l’atteggiamento remissivo nei confronti di Trump».

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