Una famiglia viaggia in auto con i propri effetti personali caricati sul tetto, fuggendo di nuovo dal Libano meridionale, dirigendosi verso nord dopo essere tornata in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran, mentre riprendono gli scontri notturni tra le forze israeliane e Hezbollah, alla periferia di Tiro, nel Libano meridionale.REUTERS/Zohra Bensemra REUTERS

19 giugno 2026

Guerra ultime notizie. Trump, saremo in grado di fermare Israele dall’attaccare il Libano

Riprende il traffico a Hormuz, passa anche la nave di Grimaldi. Ma Macron: «Non è finita qui». I negoziati previsti in Svizzera tra Iran e Stati Uniti sono stati rinviati a tempo indeterminato. Lo ha annunciato il governo svizzero dopo la cancellazione del viaggio del vicepresidente statunitense JD Vance nel Paese alpino. Ben-Gvir: «Ora tutto il Libano deve bruciare», almeno 25 morti

English Version

19 giugno 2026

Media, Rubio in Medio Oriente la prossima settimana

Il segretario di Stato Marco Rubio prevede di andare in Medio Oriente la prossima settimana. Lo riporta Axios citando due fonti, secondo le quali Rubio andrà in Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrain.

19 giugno 2026

Trump, le navi stanno transitando a Hormuz, circa 700

“Le navi stanno transitando nello Stretto” di Hormuz: sono circa 700 navi sono in transito. Lo ha detto Donald Trump con alle spalle il nuovo Air Force One donato dal Qatar.

19 giugno 2026

Iran, Vance: azione militare rimane sempre un’opzione

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha affermato che l’azione militare contro l’Iran rimane sempre un’opzione per Washington. “Ulteriori azioni militari... sono sempre sul tavolo. Possiamo sempre farlo”, ha dichiarato Vance in un’intervista rilasciata oggi a Cbn News (Christian Broadcasting Network). Vance ha aggiunto che gli Stati Uniti prenderanno in considerazione tale azione se l’Iran non “cambierà atteggiamento

19 giugno 2026

Trump, saremo in grado di fermare Israele dall’attaccare il Libano

“Saremo in grado di fermare Israele dall’attaccare il Libano”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Axios.

19 giugno 2026

Trump, ho chiesto a Israele di accettare il cessate il fuoco con Hezbollah

Donald Trump ha detto a Nbc di aver parlato con Israele oggi e di aver chiesto di accettare il cessate il fuoco con Hezbollah. «È un fatto positivo. È un po’ la ciliegina sulla torta», ha detto il presidente senza specificare con chi ha parlato in Israele.

19 giugno 2026

Libano, in coda per fuggire dal Sud dopo nuovi attacchi Israele

Gli ingorghi nei pressi di Saida, in Libano, mentre centinaia di persone fuggono dal sud del Paese per rifugiarsi a Beirut in seguito ai nuovi attacchi israeliani, avvenuti dopo che era stata diffusa la notizia di un cessate il fuoco fra Israele e Hezbollah.

19 giugno 2026

Libano, portavoce Idf: «Continueremo ad agire finché non riceveremo istruzioni diverse»

Le parole del portavoce dell’esercito israeliano.

19 giugno 2026

Libano, Onu accoglie con favore cessate il fuoco Israele-Hezbollah

Le Nazioni Unite accolgono con favore l’accordo di cessate il fuoco tra Israele e il movimento libanese Hezbollah. Lo ha dichiarato il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric.

“Siamo ovviamente a conoscenza delle notizie che indicano che Israele e Hezbollah hanno concordato un cessate il fuoco e accogliamo con favore tali sviluppi”, ha dichiarato Dujarric durante un briefing.

Ha aggiunto che l’Onu continua a esortare le parti a rispettare gli accordi di cessate il fuoco esistenti e a perseguire il dialogo come unica via praticabile per la sicurezza e la stabilità a lungo termine.

“L’Unifil”, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano, “conferma che la sua leadership è in costante contatto con le parti attraverso i meccanismi concordati”, ha aggiunto Dujarric.

19 giugno 2026

Trump stratega del disordine. Ma Meloni non può più abbozzare

Manuela Perronedi Manuela Perrone

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al G7 di Evian, 17 giugno 2026. US PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI +++FOTO DIFFUSA DALL'UFFICIO STAMPA - USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE - NON VENDERE - NON USARE PER FINI NON GIORNALISTICI - NPK+++ ANSA

Altro che disgelo. Non è passato neanche un giorno dal ritorno negli Stati Uniti che Donald Trump disfa con disinvoltura e perfidia gli esiti del G7 e torna ad attaccare pesantemente Giorgia Meloni sul piano personale, con parole sprezzanti: «Mi ha fatto pena». Ma stavolta a fare pena agli italiani è lui, omaggiato a Versailles come un Re Sole. Perché tanti, non solo a queste latitudini, aspettano soltanto che la “favola” finisca come l’altra celebre di Andersen, “I vestiti nuovi dell’imperatore”: con qualcuno che all’improvviso riesca a dire la verità, ossia che “il re è nudo”.

L’affondo trumpiano, giunto mentre la premier è impegnata al Consiglio europeo a Bruxelles, suona del tutto gratuito. Una forma di bullismo istituzionale, che tradisce il disprezzo per un’Italia che non si è piegata alle aspettative del tycoon di trasformarsi in avamposto dei Maga nel Vecchio Continente, cavallo di Troia per mettere l’Europa a ferro e fuoco. La “sciamana” (copyright Massimo Giannini) si è mossa molto più prudentemente e molto più in asse con i partner europei di quanto Trump volesse.

19 giugno 2026

Intelligence Usa a Trump, probabile che Israele ostacoli l’accordo con l’Iran

Le agenzie di intelligence americane hanno messo in guardia l’amministrazione Trump sul fatto che probabilmente il premier israeliano Benjamin Netanyahu adotterà iniziative per ostacolare il raggiungimento di un accordo di pace duraturo con l’Iran. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali Israele sarebbe intenzionato a proseguire le operazioni contro Hezbollah in Libano.

19 giugno 2026

Israele bombarda il sud del Libano dopo l’inizio del cessate il fuoco

Un nuovo raid israeliano ha colpito il centro di Sejoud, nel sud del Libano, dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah. Lo riferisce l’agenzia nazionale d’informazione libanese (Ani). L’agenzia di Beirut ha inoltre segnalato il sorvolo di droni sopra alcuni villaggi vicino a Tiro, mentre un corrispondente dell’Afp ha affermato di aver sentito continui colpi di artiglieria a Nabatiyeh.

Giovedì 18 giugno 2026, nella città portuale meridionale di Tiro, in Libano, alcuni operai riparano i danni all’interno dell’Unità di terapia intensiva cardiaca dell’ospedale Jabal Amel, gravemente danneggiata dai raid israeliani che hanno colpito gli edifici vicini all’inizio di questo mese. (Foto AP/Hassan Ammar)

19 giugno 2026

Israele conferma cessate il fuoco con Hezbollah

Un funzionario israeliano ha confermato che Israele ha accettato un cessate il fuoco nei combattimenti contro Hezbollah, in base al quale le forze dell’Idf resteranno nel sud del Libano e potranno intervenire contro “minacce emergenti”.

Secondo il funzionario israeliano, sentito da Ynet, “se Hezbollah non ci attacca, noi non lo attaccheremo. Se ci attacca, risponderemo”.

19 giugno 2026

Libano, Von der Leyen: «La situazione preoccupa, Israele rispetti sovranità»

“Quanto sta accadendo in Libano è profondamente preoccupante. Un Medio Oriente stabile e pacifico richiede anche un Libano stabile e sovrano. Sosteniamo gli sforzi della leadership libanese per raggiungere il disarmo di Hezbollah. Allo stesso tempo, è importante che Israele rispetti sia la sovranità che l’integrità territoriale del Libano”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo. “Questa crisi” in Iran “ha messo in luce un’importante lezione. Non dobbiamo permettere che l’economia globale venga presa in ostaggio. Dobbiamo sviluppare altre rotte e corridoi, ad esempio, in quella regione, l’Imec, e per questo intensificheremo il nostro impegno con i nostri partner nel Golfo e oltre, e questo sarà un argomento che discuteremo al nostro prossimo incontro con i Paesi del Golfo”, aggiunge.

19 giugno 2026

Così Israele ha sottratto 1000 km quadrati ai Paesi vicini

Rosalba Reggiodi Rosalba Reggio

Una mappa pubblicata dall'esercito israeliano della 'Zona di Sicurezza nel Libano meridionale'  Ansa

L’espansione di Israele, nelle sue diverse forme, ha subito una forte accelerazione dal 2023. Come calcolato dall’americana Associated Press, negli ultimi due anni e mezzo il governo Netanyahu ha assunto il controllo di numerose porzioni di terra nella Striscia di Gaza, in Libano e in Siria, arrivando a sottrarre territorio ai Paesi vicini, più di quanto non abbia fatto in decenni.

Si tratta - spiega l’agenzia - di un’area occupata militarmente, più estesa di molte grandi città, circa mille km quadrati (386 miglia quadrate), sulla quale Israele ha dichiarato di voler mantenere il controllo a tempo indeterminato. Per Tel Aviv si tratta di zone cuscinetto necessarie per proteggere il Paese dall’attacco di milizie nemiche.

19 giugno 2026

Beirut: da mezzanotte 47 morti negli attacchi dell’Idf

Il ministero della Salute del Libano ha annunciato che 47 persone sono state uccise e 97 sono rimaste ferite negli attacchi delle forze armate israeliane dalla mezzanotte. Lo riferisce il giornale israeliano Ynet.

19 giugno 2026

Sondaggio Ap-Norc: Iran, approvazione Trump resta bassa nonostante accordo

La maggioranza degli americani continua a disapprovare il modo in cui il presidente Donald Trump sta gestendo la questione iraniana, mentre il suo indice generale di approvazione rimane stabile. Sono i dati forniti da un nuovo sondaggio Ap-Norc.

L’indagine è stata realizzata dall’11 al 17 giugno, poco dopo che Trump aveva ritirato le minacce di escalation militare annunciando poi l’accordo con l’Iran e la fine del blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz. Le opinioni degli americani sulla gestione dell’Iran sono sostanzialmente in linea con l’approvazione generale del presidente, che si attesta al 37%, invariata rispetto al sondaggio Ap-Norc di maggio.

Il sostegno alla gestione del conflitto resta fortemente diviso lungo linee partitiche: circa il 65% degli adulti statunitensi disapprova il modo in cui Trump ha affrontato la questione iraniana. Sebbene la stragrande maggioranza di democratici e indipendenti giudichi negativamente le sue azioni, solo il 28% dei repubblicani si dichiara insoddisfatto.

19 giugno 2026

Trump: «Non siamo noi ad aver chiesto l’incontro ma l’Iran»

«Non siamo noi ad aver chiesto l’incontro per disperazione: è stato l’Iran. Sono finiti! Faremo scorrere tutti i 60 giorni. Non avranno un soldo, neanche un centesimo». Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.

19 giugno 2026

Iran chiede alle navi domanda di transito Hormuz 48 ore prima

L’Iran introduce nuove procedure per il transito delle navi nello Stretto di Hormuz, dopo la firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti che ha portato alla riapertura della strategica via marittima. L’Autorità iraniana dello Stretto del Golfo Persico (Pgsa) - creata di recente dal governo di Teheran - ha annunciato che tutte le imbarcazioni che intendono attraversare Hormuz durante il periodo coperto dall’accordo (60 giorni) dovranno presentare una richiesta preventiva di transito almeno 48 ore prima dell’arrivo. A questo si aggiunge un’assicurazione obbligatoria per il “passaggio sicuro delle navi commerciali senza costi aggiuntivi”.

L’autorità iraniana ha infatti spiegato che le nuove procedure si rendono necessarie anche per la presenza di aree interessate da mine. “La Pgsa si riserva il diritto di introdurre in futuro delle tariffe assicurative”, si legge, e “i proprietari saranno quindi tenuti ad acquistare e rinnovare la copertura di conseguenza”. Ma per il momento “l’assicurazione è fornita gratuitamente all’armatore, con tutte le spese coperte dalla Repubblica islamica dell’Iran” per 60 giorni, si legge.

19 giugno 2026

Funzionario Usa: Israele e Hezbollah hanno concordato un cessate il fuoco

Israele e Hezbollah hanno concordato un cessate il fuoco che dovrebbe essere iniziato alle 16 ora locale di oggi (le 15 italiane). Lo ha dichiarato a Reuters online un alto funzionario statunitense. “Hezbollah e Israele hanno concordato un cessate il fuoco”, ha affermato il funzionario in via confidenziale, aggiungendo che i negoziatori degli Stati Uniti e del Qatar hanno raggiunto l’intesa con l’aiuto dell’Iran. “A quanto ci risulta, dopo lo scambio di fuoco avvenuto oggi, Israele e Hezbollah sono ora in un cessate il fuoco”.

19 giugno 2026

Hillary Clinton appoggia il Piano Trump per Gaza

L'ex presidente Bill Clinton e l'ex segretario di Stato Hillary Rodham Clinton sul palco durante la cerimonia di inaugurazione dell'Obama Presidential Center, giovedì 18 giugno 2026, a Chicago. (AP Photo/Alex Brandon)

Il piano in 20 punti per Gaza “non è quello che molti di noi avrebbero elaborato, ma rimane l’unico quadro supportato da sufficiente influenza, impegno politico e risorse potenziali per spingere le parti verso l’attuazione”. Lo scrive in un commento pubblicato dal Financial Times l’ex Segretario di Stato Usa Hillary Clinton.

19 giugno 2026

Iran: condanniamo raid Idf in Libano, Usa responsabili violazione accordo

Il portavoce del Ministro degli Esteri iraniano ha condannato fermamente le recenti operazioni militari israeliane e “gli atti terroristici” contro diverse regioni del Libano. Ismaeil Baghaei ha messo in guardia dalle immediate conseguenze delle azioni di escalation del regime e ha ritenuto gli Stati Uniti direttamente responsabili, citando le violazioni del memorandum di pace firmato il 17 giugno. Lo scrive Isna.

19 giugno 2026

Wsj, Pentagono al Congresso: servono 80 miliardi per la guerra in Iran

Al Pentagono servono 80 miliardi di dollari per coprire i costi della guerra in Iran e altre spese legate al conflitto. Lo riporta il Wall Street Journal citando l’indicazione del numero due del dipartimento della Difesa a deputati e senatori. Secondo i calcoli di Moody’s Analytics, ai contribuenti americani la guerra in Iran costa almeno 132 miliardi di dollari. La cifra include - mette in evidenza il New York Times - le spese militari, l’aumento dei prezzi dell’energia e i tassi di interesse. Nelle scorse settimane un funzionario del Pentagono ha stimato con il Congresso un costo di 29 miliardi di dollari per le forze armate.

19 giugno 2026

L’Iran presenta un reclamo alla Fifa contro le restrizioni imposte alla squadra

Marco Bellinazzodi Marco Bellinazzo

 

La Federazione iraniana di calcio ha fatto sapere che presenterà un reclamo ufficiale alla Fifa per le «restrizioni» che sono state imposte alla propria squadra durante i Mondiali del 2026. Restrizioni che hanno impedito, secondo quanto affermato, di affrontare con serenità la prossima partita contro il Belgio in programma a Los Angeles domenica 21 giugno (ore 21 italiane).

19 giugno 2026

Libano, Idf: attacco contro oltre 80 obiettivi di Hezbollah

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno affermato di aver ucciso decine di operativi di Hezbollah in attacchi contro oltre 80 obiettivi nel sud e nell’est del Libano dalla notte scorsa, dopo che il gruppo armato ha lanciato diversi attacchi contro le truppe israeliane.

Tra gli obiettivi colpiti durante la notte nell’area di Nabatieh e in altre zone del sud del Libano figurano centri di comando di Hezbollah, lanciarazzi e altre infrastrutture, secondo quanto riferito dall’esercito di Tel Aviv. Inoltre, poco fa riporta il giornale Times of Israel, sono stati colpiti due centri di comando presidiati nella valle della Beqaa.

19 giugno 2026

Hormuz, navi tornano a transitare dopo l’intesa tra Usa e Iran: il timelapse

Diverse navi sono tornate a transitare nello Stretto di Hormuz dopo la firma di un memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto tra i due Paesi.

19 giugno 2026

Guardian, rallentato traffico Hormuz per presenza circa 80 mine

Anche dopo la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran e la conseguente, seppur graduale, ripresa del traffico navale nello Stretto di Hormuz, il ritorno alla normalità appare ancora lontano. Secondo il Guardian, che cita Intertanko, l’associazione degli armatori di petroliere indipendenti, circa 80 mine restano disseminate lungo la principale rotta di navigazione dello stretto, rendendo impraticabile il corridoio centrale utilizzato prima del conflitto. “Ci vorrà del tempo per ripulire l’area”, ha dichiarato Phil Belcher, direttore marittimo dell’organizzazione. Le mine sarebbero state posizionate dall’Iran lungo il sistema di separazione del traffico marittimo tra le acque iraniane e quelle omanite, costringendo le navi a seguire rotte alternative più vicine alla costa dell’Oman. Una situazione che aumenta il rischio di collisioni, incidenti e incagli, aggravato dalle interferenze ai sistemi elettronici di navigazione segnalate durante il conflitto. Secondo gli operatori del settore, quasi 600 navi restano ancora ferme nel Golfo, mentre circa 20.000 marittimi hanno subito le conseguenze dei ritardi accumulati negli ultimi mesi. A preoccupare è anche l’intenzione di Teheran di introdurre, una volta concluso il periodo transitorio di 60 giorni previsto dall’accordo con Washington, un pedaggio per le navi in transito nello stretto. L’ipotesi è contestata dall’industria marittima internazionale, che la considera contraria al diritto internazionale e teme possa creare un precedente per altri passaggi strategici, come lo Stretto di Malacca o quello di Taiwan. Secondo Richard Meade, direttore di Lloyd’s List, “siamo in un territorio inesplorato” e il traffico nello Stretto di Hormuz potrebbe non tornare ai livelli pre-conflitto prima della fine dell’anno.

19 giugno 2026

Libano, almeno 25 uccisi nell’escalation israeliana nel sud

Almeno 25 persone sono state uccise nelle ultime ore dai bombardamenti israeliani nel sud del Libano, mentre Israele ha lanciato una nuova offensiva massiccia su Nabatiye, Tiro, la Bekaa e i villaggi circostanti. Lo riferiscono l’agenzia governativa di notizie libanese (Nna) e media di Beirut secondo cui le vittime sono in gran parte famiglie rientrate nelle case colpite dai raid e soccorritori accorsi sui luoghi dei bombardamenti. L’escalation è seguita all’annuncio della morte di quattro soldati delle forze israeliane di occupazione, colpiti da Hezbollah nel sud del Libano nelle ultime ore di combattimenti. Secondo le stesse fonti, più di 50 raid israeliani hanno colpito Nabatiye e i centri vicini, tra cui Haruf, Doueir, Jibshit, Bfaruwe, Habbush, Toul e Deir Zahrani. L’esercito israeliano tenta intanto di avanzare verso le alture strategiche di Ali Taher, che dominano Nabatiye e Iqlim al-Tuffah. I combattimenti tra Kfartebnit, Kfarremmane e Nabatiye al Fawqa hanno avvicinato la linea del fronte ai principali centri abitati della zona. A Haruf sono morti sei membri della stessa famiglia, padre, madre e quattro figli. Altre vittime sono state segnalate a Sharqiye, Kfarsir, Jibshit, Doueir e Deir Zahrani. Raid sono stati compiuti anche nella Bekaa, tra Baalbek, Ain Burday, Douris, Zelaya e le alture di Abu Rashed. Le nuove ondate di raid hanno provocato una fuga di residenti dai villaggi colpiti verso Sidone e Beirut.

19 giugno 2026

Ft, Teheran: «Noi abbiamo frenato Hezbollah, ma gli Usa non riescono a frenare Israele»

Gli attacchi israeliani a Beirut hanno ripetutamente minacciato di far deragliare i negoziati tra Stati Uniti e Iran, con il presidente americano Donald Trump che ha espresso apertamente la propria frustrazione per l’insistenza di Israele nel proseguire la propria offensiva, nota il quotidiano della City. L’Iran ha mantenuto ferma la propria posizione di “niente Libano, niente accordo”, ha affermato una seconda fonte a conoscenza dei negoziati, aggiungendo che Teheran ritiene di poter avere il sopravvento e di poter ottenere concessioni da Washington riguardo alla guerra di Israele contro il Libano. Secondo il primo diplomatico, il messaggio degli iraniani era: “Noi abbiamo frenato Hezbollah, gli Stati Uniti non riescono a frenare Israele. Finché non lo faranno, non ci presenteremo”. Due delle fonti hanno riferito che i colloqui erano stati provvisoriamente riprogrammati per lunedì, ma che ciò dipendeva dalla situazione in Libano. Una terza fonte ha affermato che resta ancora da confermare la durata del rinvio.

19 giugno 2026

Colloqui Usa-Iran saltati per gli attacchi israeliani in Libano

“I colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera sono stati rinviati a causa della serie di attacchi aerei letali sferrati da Israele nel Libano meridionale, secondo quanto riferito da tre fonti informate sulla questione”. Lo riporta il Financial Times. L’Iran non ha inviato una delegazione in Svizzera per i colloqui sul nucleare a causa degli attacchi, hanno affermato le fonti. “Gli iraniani hanno chiesto garanzie che le ostilità in Libano cessino, come previsto dall’accordo firmato, e i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione”, ha dichiarato un diplomatico a conoscenza della questione.

19 giugno 2026

Libano, raid Idf sulla Valle della Bekaa: 3 morti

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver condotto attacchi ’’in profondità’’ in Libano, in particolare nella Valle della Bekaa, dopo che quattro soldati israeliani sono stati uccisi nel sud del Paese a causa di attacchi condotti da Hezbollah. Si tratta di ’’una risposta alle violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah’’, hanno riferito le Idf spiegando di aver colpito ’’infrastrutture’’ appartenenti al gruppo. L’agenzia di stampa libanese Nna riferisce che almeno tre persone sono state uccise in seguito ai raid aerei israeliani sulla città di Jamaliyah, vicino alla città di Baalbek nella Valle della Bekaa.

19 giugno 2026

Così Israele ha sottratto 1000 km quadrati ai Paesi vicini

Rosalba Reggiodi Rosalba Reggio

Una mappa pubblicata dall'esercito israeliano della 'Zona di Sicurezza nel Libano meridionale'  Ansa

L’espansione di Israele, nelle sue diverse forme, ha subito una forte accelerazione dal 2023. Come calcolato dall’americana Associated Press, negli ultimi due anni e mezzo il governo Netanyahu ha assunto il controllo di numerose porzioni di terra nella Striscia di Gaza, in Libano e in Siria, arrivando a sottrarre territorio ai Paesi vicini, più di quanto non abbia fatto in decenni.

Si tratta - spiega l’agenzia - di un’area occupata militarmente, più estesa di molte grandi città, circa mille km quadrati (386 miglia quadrate), sulla quale Israele ha dichiarato di voler mantenere il controllo a tempo indeterminato. Per Tel Aviv si tratta di zone cuscinetto necessarie per proteggere il Paese dall’attacco di milizie nemiche.

19 giugno 2026

Teheran: colloqui con Usa vincolati a nostre linee rosse

I colloqui tra l’Iran e gli Stati Uniti rimarranno vincolati alle “linee rosse ” di Teheran. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa Irna il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore di Teheran. “Come abbiamo dimostrato in passato durante i negoziati, siamo determinati ad attenerci alle condizioni e alle linee rosse stabilite e a salvaguardare gli interessi della nazione iraniana”, ha affermato Ghalibaf.

19 giugno 2026

Guerra in Iran e Medio Oriente, le foto del 19 giugno

Guerra in Iran e Medio Oriente, 19 giugno

Photogallery21 foto

19 giugno 2026

Libano, Smotrich: «Aprire le porte dell’inferno»

In Libano occorre ’’aprire le porte dell’inferno’’. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich dopo l’attacco di Hezbollah nel sud del Libano costato la vita a quattro soldati delle Idf. Su ’X’, il ministro ha parlato di ’’mattinata difficile’’ e ha detto che ’’è tempo di parlare con il fuoco. Di spalancare le porte dell’inferno’’.

19 giugno 2026

Ecco perché Versailles non ha incoronato Trump

Gregory Alegidi Gregory Alegi

Il presidente Donald Trump (a sinistra) viene accompagnato in una visita guidata alla Reggia di Versailles dal presidente francese Emmanuel Macron APN

Quanto c’è di simbolico nella scelta di Donald Trump di firmare e diffondere l’accordo con l’Iran dalla reggia di Versailles? A prima vista, molto. Fu nel suo salone degli specchi che nel 1870 la Germania umiliò la Francia sconfitta proclamando l’impero, e fu nello stesso salone che nel 1919 la Germania fu costretta ad accettare un umiliante trattato di pace. L’ambiente stesso, ridondante di ori e di stucchi, rimanda al potere monarchico che Trump non ha mai fatto mistero di amare.

19 giugno 2026

Idf: 5 militari israeliani feriti in attacco Hezbollah. Uno è grave

Oltre ai quattro carristi uccisi nelle scorse ore altri cinque soldati israeliani sono rimasti feriti in un attacco di Hezbollah avvenuto nella notte nel sud del Libano. Uno di questi sarebbe stato colpito in modo grave, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Secondo l’esercito, citato da The Times of Israel un drone esplosivo lanciato da Hezbollah ha colpito le forze della Brigata Commando a Kfar Tebnit, poche ore dopo l’attacco a un tank israeliano nello stesso villaggio, in cui sono rimasti uccisi un comandante di battaglione e altri tre soldati.

19 giugno 2026

Libano, nuova escalation mette sotto pressione accordo Usa-Iran

La nuova escalation in Libano mette sotto pressione la tenuta del memorandum d’intesa tra Stati uniti e Iran, che prevede una cessazione delle ostilità nella regione “su tutti i fronti, incluso il Libano”. Nella notte e stamani raid israeliani nel sud del Libano hanno causato 18 morti e 33 feriti, mentre Israele ha annunciato la morte di quattro suoi soldati, i primi caduti israeliani nel teatro libanese dopo l’intesa tra Washington e Teheran. C’è poi notizia di almeno altri cinque feriti tra i militari israeliani.

Il ministero libanese della Salute ha indicato che “intensi raid aerei israeliani condotti da mezzanotte fino a questa mattina hanno impedito l’evacuazione dei morti e dei feriti” e hanno provocato 18 morti e 33 feriti, secondo un bilancio provvisorio. Si tratta del bilancio più pesante diffuso da Beirut dall’annuncio, lunedì, della conclusione dell’accordo.

I raid hanno colpito almeno dieci località nei pressi della città di Nabatiyeh, nel sud del Libano, tra cui Harouf, dove otto persone sono morte, ha riferito l’Agenzia nazionale d’informazione libanese.

19 giugno 2026

Libano, salgono a 18 i morti per gli attacchi di Israele

L’agenzia di stampa di Stato libanese Nna riporta che è salito ad almeno 18 morti il bilancio dei raid aerei israeliani di stanotte. Secondo l’esercito israeliano (Idf) gli attacchi sono ancora in corso. Nel frattempo l’Idf ha riferito che 4 suoi soldati, fra cui un tenente colonnello, sono stati uccisi in un attacco di Hezbollah nel sud del Libano.

19 giugno 2026

Ben-Gvir: «Ora tutto il Libano deve bruciare»

“Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare”. Così su X il ministro della Sicurezza Nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir, dopo che è stata diffusa la notizia di 4 militari uccisi da Hezbollah in Libano. “Con tutto il rispetto per gli americani - aggiunge - Israele deve chiarire all’intero mondo che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono alla mercé di nessuno. Tutto il Libano deve bruciare. Il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Idf, e questo impegno prevale su ogni altra considerazione”.

“L’ho detto al primo ministro” Benjamin Netanyahu, “anche nei nostri incontri privati: per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere”, ha ribadito Ben-Gvir. E ancora: “Basta con il ping-pong. In Medioriente non si vince con risposte misurate e moderazione: bisogna scatenarsi. Annientare. Schiacciare il terrore”. Le notizie dell’intensificarsi dei combattimenti in Libano giungono mentre i colloqui previsti in Svizzera fra l’Iran e gli Stati Uniti, volti a porre fine in modo definitivo alla guerra, sono stati rinviati. L’occupazione israeliana del Libano meridionale e i suoi continui attacchi in Libano contro Hezbollah, milizia sostenuta dall’Iran, sono stati un tema chiave nei colloqui. Secondo quanto riferito dal canale Al-Mayadeen prima della notizia del rinvio dei colloqui, l’Iran stava ritardando l’invio della propria delegazione in Svizzera a causa della campagna militare israeliana in corso in Libano. Israele sostiene di dover continuare a mantenere il controllo del sud del Libano e di avere mano libera per combattere Hezbollah poiché il gruppo libanese lancia attacchi nel nord di Israele.

19 giugno 2026

Al Pentagono servono 80 miliardi in più per guerra Iran e altre spese

Il Pentagono ha bisogno di 80 miliardi di dollari per coprire i costi della guerra in Iran e altre spese non direttamente legate al conflitto. Lo ha detto il vice segretario alla Difesa Usa Stephen Feinberg a parlamentari americani in telefonate avvenute questa settimana, hanno riferito persone a conoscenza delle discussioni al Wall Street Journal.

Da settimane il Congresso chiede all’amministrazione Trump una stima complessiva del costo della guerra iniziata il 28 febbraio. Una delle preoccupazioni dei parlamentari riguarda il consumo di munizioni di valore strategico, che potrebbero essere necessarie per affrontare minacce in altre aree del mondo.

I vertici del Pentagono hanno avvertito che le forze armate potrebbero iniziare a restare senza fondi operativi già questa estate se il Congresso non approverà un nuovo pacchetto di spesa di guerra. In assenza di nuovi fondi, i servizi militari dovrebbero ridurre esercitazioni, addestramento e altre priorità, anche a causa della guerra in Iran e dei dispiegamenti di truppe lungo il confine meridionale degli Stati uniti.

Qualsiasi richiesta supplementare del Pentagono dovrebbe prima essere approvata dall’Ufficio per la gestione e il bilancio della Casa bianca prima di arrivare al Congresso. Il bilancio del Pentagono per l’anno fiscale 2026 è di circa 1.000 miliardi di dollari.

19 giugno 2026

Idf: «4 militari uccisi da Hezbollah nel sud del Libano»

Quattro soldati israeliani dell’Idf sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco con Hezbollah nel sud del Libano la scorsa notte. Lo ha annunciato stamattina il portavoce dell’Idf, ripreso dalle testate israeliane. Tra i caduti figura il tenente colonnello Dor Gedaliah Ben Simhon, comandante del 52° battaglione della 401ª brigata corazzata. I nomi degli altri caduti non sono stati ancora resi noti.

Il grave incidente, scrive Channel 12, è avvenuto intorno alle 00:20 nel villaggio di Tibnit. Un ordigno aereo lanciato da Hezbollah ha colpito un carro armato dell’Idf. A seguito di ciò, sono iniziati gli attacchi contro i terroristi e le loro infrastrutture nella zona di Nabatieh. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) stanno continuando a indagare sull’accaduto. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco in aprile sono 23 i combattenti uccisi in Libano, ricorda la testata israeliana.

19 giugno 2026

Iran: transito a Hormuz senza pedaggio per 60 giorni

Le navi che chiederanno di attraversare lo Stretto di Hormuz non dovranno pagare pedaggio per 60 giorni e sarà l’amministrazione della Repubblica islamica dell’Iran a coprire questi costi. Lo ha annunciato il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Irna.

L’organismo ha indicato che l’Autorità della via d’acqua del Golfo persico è stata incaricata di esaminare e dare priorità rapidamente alle richieste di passaggio, in linea con gli obiettivi del memorandum d’intesa di Islamabad.

La nota precisa tuttavia che, alla luce delle condizioni speciali e della presenza di alcuni rischi per la sicurezza lungo la rotta, le navi dovranno transitare nel percorso e negli orari che saranno comunicati loro. L’obiettivo è garantire un traffico sicuro, prevenire incidenti marittimi e aumentare gradualmente la capacità di transito.

Le disposizioni operative e i dettagli tecnici del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz saranno annunciati dall’Autorità della via d’acqua del Golfo persico.

Il Consiglio ha inoltre sottolineato che le misure necessarie su altre questioni, compresa la bonifica dalle mine, saranno adottate in conformità con il memorandum d’intesa firmato con gli Usa.

19 giugno 2026

Media: «Raid aerei Idf nella notte in Libano, almeno 16 morti»

Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver effettuato raid aerei durante la notte e di aver continuato ad attaccare terroristi e infrastrutture di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale. Lo scrive il Times of Israel, aggiungendo che gli attacchi sono stati una risposta alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del gruppo terroristico sostenuto dall’Iran. L’agenzia di stampa statale libanese afferma che almeno 16 persone sono state uccise nei raid aerei israeliani.

19 giugno 2026

Rinviati a tempo indeterminato i colloqui Usa-Iran in Svizzera

I negoziati previsti in Svizzera tra Iran e Stati Uniti, volti a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente, sono stati rinviati a tempo indeterminato. Lo ha annunciato il governo svizzero poche ore dopo la cancellazione del viaggio del vicepresidente statunitense JD Vance nel Paese alpino. “I colloqui previsti tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan sono stati rinviati. La Svizzera resta disponibile a facilitare tali colloqui. Il relativo lavoro preparatorio prosegue”, ha annunciato il ministero degli Esteri in un messaggio inviato all’Afp, senza specificare una nuova data per i colloqui.

I colloqui tra Stati Uniti e Iran erano previsti per oggi al Bürgenstock, nei pressi di Lucerna. Ad annunciare il rinvio, in particolare, il Dipartimento federale degli Affari esteri elvetico. “La Svizzera resta pronta e prosegue i preparativi”, ha detto Nicolas Bideau, portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae), citato dall’agenzia Keystone-ATS. “Rimane pienamente impegnata nei suoi sforzi per promuovere il dialogo”, ha aggiunto.

19 giugno 2026

Superpetroliere con 80 milioni di barili di petrolio pronte a passare Hormuz

Superpetroliere cariche di quasi 80 milioni di barili di petrolio sono ormeggiate nel Golfo Persico e pronte ad attraversare lo Stretto di Hormuz in qualsiasi momento, se i commercianti e gli armatori daranno il via libera.

Questo greggio non soggetto a sanzioni, proveniente da produttori del Golfo Persico (escluso l’Iran), si trova a bordo di 40 superpetroliere (VLC) nel Golfo, secondo i dati di Vortexa raccolti da Bloomberg. Il volume di greggio nel Golfo è probabilmente ancora maggiore se si considerano anche le petroliere di dimensioni inferiori. L’anno scorso, circa 15 milioni di barili di petrolio al giorno provenienti dalla regione sono stati consegnati all’Asia.

Le industrie petrolifera e marittima stanno monitorando attentamente eventuali segnali di ripresa dell’attività nello Stretto, dopo che Stati Uniti e Iran hanno firmato un accordo provvisorio volto a ripristinare il traffico attraverso la via navigabile. Le petroliere, con i loro preziosi carichi, saranno probabilmente tra le prime tipologie di navi a tentare il passaggio.

Circa 21 delle superpetroliere hanno indicato di essere dirette in Asia, di cui cinque con destinazione la Cina. Altre cinque navi sono dirette verso i centri di trasbordo al largo delle coste di Malesia e Singapore. Almeno tre sembravano dirigersi verso est, in direzione dello stretto, a velocità sostenuta,questa mattina.

I volumi di greggio diretti in Asia sono di buon auspicio per gli acquirenti di quella regione, fortemente dipendente dal petrolio mediorientale. Durante la guerra, le raffinerie asiatiche hanno dovuto ridurre la produzione e i paesi attingere alle proprie riserve per far fronte all’improvvisa carenza di petrolio.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti