03 giugno 2026
Notte di combattimenti nel Golfo: missili e droni su Iran, Bahrain e Kuwait. Attacchi israeliani in Libano
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato nuove sanzioni contro la principale piattaforma iraniana di criptovalute. Almeno 12 i morti in raid israeliani sul Libano dalla de-escalation chiesta lunedì da Trump
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Sintesi per punti
2 giugno 2026Aggiornamento fissato
Furia Trump contro Netanyahu: «Che c...o stai facendo? Tutti odiano Israele per colpa tua»

I due alleati nella guerra in Iran mostrano le prime crepe in un rapporto che sembrava inossidabile. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si sarebbe scagliato contro il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu durante la loro telefonata di ieri, definendolo «fottutamente pazzo» e dicendogli che tutti «odiano Israele», mentre chiedeva a Israele di accettare un cessate il fuoco con Hezbollah.
Axios ha citato un funzionario statunitense che ha riassunto il messaggio di Trump a Netanyahu in questo modo: «Sei fottutamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il culo. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo motivo». Una seconda fonte informata sulla telefonata ha riferito alla testata che il presidente degli Stati Uniti era «furioso» e a un certo punto ha urlato a Netanyahu: «Che c...o stai facendo?».
3 giugno 2026
Missili e droni in Iran, Bahrain e Kuwait. Notte di battaglia nel Golfo
Le ostilità nel Golfo sono nuovamente esplose mercoledì, con l’esercito degli Stati Uniti che ha dichiarato che gli attacchi missilistici iraniani contro il Bahrain, il Kuwait e altri obiettivi regionali sono stati sventati o non hanno colpito i bersagli. Secondo lo United States Central Command, due missili iraniani lanciati contro il Kuwait non hanno raggiunto il bersaglio oppure si sono disintegrati in volo, mentre diversi missili balistici diretti verso altri obiettivi regionali hanno fallito. Tre missili diretti verso il Bahrain sono stati intercettati. Il Centcom ha dichiarato che le forze americane hanno abbattuto droni iraniani diretti contro navi civili nelle acque della regione e hanno effettuato attacchi sull’isola di Qeshm, vicino allo Stretto di Hormuz.
3 giugno 2026
Rappresaglia Iraniana, «missili e droni contro il Kuwait»
«Le difese aeree kuwaitiane stanno affrontando attacchi missilistici e droni nemici». Lo comunica su X, l’esercito del Kuwait. La tv di Stato iraniana Irib sembra suggerire che si tratterebbe di una rappresaglia: ripostando un contenuto del CentCom a proposito di una «nave non collaborativa» messa fuori uso e scrivendi: «Di conseguenza l’Iran mette fuori uso le basi americane non collaborative in Kuwait, nel Golfo Persico occidentale».
Martedì Israele è tornato a bombardare il sud del Libano REUTERS
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3 giugno 2026
Usa lanciano missile contro nave, «voleva aggirare il blocco all’Iran»
Le forze statunitensi hanno lanciato un missile contro una nave che tentava di dirigersi verso un porto iraniano in violazione del blocco americano, mettendo fuori uso l’imbarcazione. Lo afferma l’Us Central Command, sottolineando che la nave, la M/T Lexie battente bandiera del Botswana, ha «ignorato ripetuti avvertimenti» nell’arco di 24 ore. Un aereo è quindi intervenuto e ha messo fuori uso l’imbarcazione «lanciando un missile Hellfire contro la sala macchine della nave».
2 giugno 2026
Iran: Tesoro Usa sanziona principale piattaforma criptovalute Teheran
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato nuove sanzioni contro il settore degli asset digitali iraniani, colpendo in particolare Nobitex, la principale piattaforma di scambio di criptovalute del Paese, insieme ad altre tre exchange. Le misure, adottate dall’Office of Foreign Assets Control (Ofac), rientrano nella strategia di “massima pressione” sull’Iran e mirano a interrompere presunti flussi finanziari legati al finanziamento del terrorismo, all’elusione delle sanzioni e ai legami con le Guardie rivoluzionarie iraniane. Secondo il Tesoro, Nobitex avrebbe gestito oltre la metà degli afflussi di criptovalute iraniani nel 2025 e facilitato transazioni riconducibili a soggetti legati alle attività militari e informatiche del regime, oltre a operazioni di aggiramento delle restrizioni internazionali. Sanzionate anche le piattaforme Wallex, Bitpin e Ramzinex, insieme a dirigenti e fondatori. Washington ha ribadito che continuerà a colpire i canali finanziari tradizionali e digitali utilizzati da Teheran, avvertendo che anche soggetti stranieri coinvolti in tali operazioni rischiano ulteriori sanzioni.
2 giugno 2026
Libano, Idf: decine militanti Hezbollah nascosti in quartiere cristiano a Tiro
Decine di militanti di Hezbollah si nasconderebbero in un quartiere cristiano della città costiera di Tiro, nel Libano meridionale. Lo sostiene l’esercito israeliano, secondo cui l’area non era stata inclusa negli avvisi di evacuazione emessi la scorsa settimana dopo quelle che Israele definisce violazioni del cessate il fuoco da parte del gruppo sciita. “Recentemente abbiamo identificato attività di decine di operativi di Hezbollah all’interno del quartiere cristiano”, ha dichiarato la portavoce in lingua araba delle Forze di difesa israeliane, Ella Waweya. “Non è la prima volta che scopriamo attività di Hezbollah in aree cristiane, sulla base della convinzione che questi quartieri offrano un rifugio più sicuro”, ha aggiunto Waweya, invitando i residenti a “chiedere la rimozione dalle proprie zone degli operativi dell’organizzazione terroristica”. Rivolgendosi direttamente ai membri del gruppo, la portavoce ha avvertito: “Non siete al sicuro lì. Se continuerete a rimanere e a operare in quest’area, le Forze di difesa israeliane emetteranno istruzioni per l’evacuazione del quartiere cristiano e adotteranno contro di voi le misure necessarie”.
2 giugno 2026
Libano: almeno 4 morti in attacco Israele a Tiro
Secondo l’agenzia di stampa libanese NNA, almeno quattro persone sono rimaste uccise negli ultimi attacchi israeliani contro il distretto di Tiro, nel sud del Libano. Un attacco al Burj Shamali ha causato due morti e quattordici feriti, mentre due persone sono rimaste uccise in un raid aereo su Shehour.
2 giugno 2026
Iran, Trump: colloqui interrotti? Notizia falsa
“Le notizie false secondo cui la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti avrebbero interrotto i colloqui alcuni giorni fa sono infondate ed errate. I nostri colloqui sono proseguiti senza interruzioni, anche quattro giorni fa, tre giorni fa, due giorni fa, ieri e oggi”. Lo scrive il presidente americano, Donald Trump, sul suo profilo su Truth.
“Non si sa mai dove porteranno - ha aggiunto - ma come ho detto all’Iran: ’È ora, in un modo o nell’altro, che voi raggiungiate un accordo. Lo state facendo da 47 anni e non si può permettere che continui ancora!’”.
2 giugno 2026
Flotilla, attivisti italiani in Libia restano in carcere

«I due connazionali partecipanti alla Flotilla di terra e trattenuti in Libia sono apparsi oggi davanti al Procuratore libico che ha disposto la continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza. Il Console Generale a Bengasi ha presentato una nuova richiesta formale di visita consolare ai due italiani». Lo riferisce, in una nota, il ministero degli Esteri italiano.
«La Farnesina, l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e il Consolato Generale a Bengasi - si legge ancora nella nota - continuano a seguire la vicenda in raccordo con le autorità locali al fine di consentire il rientro in Italia dei connazionali il prima possibile. Le famiglie dei connazionali sono informate dello stato della detenzione e dei passi diplomatici effettuati per la tutela dei due familiari», conclude il ministero.
2 giugno 2026
Iran, Rubio: negoziati sul nucleare potrebbero durare mesi
I negoziati sul programma nucleare iraniano sarebbero “di natura altamente tecnica” e potrebbero protrarsi per mesi: lo ha affermato il Segretario di Stato americano Marco Rubio.
Il massimo diplomatico statunitense ha precisato che tale fase sarebbe subordinata alla riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran.
“La fase 2 prevede che si impegnino in negoziati molto specifici su… lo smaltimento dell’uranio altamente arricchito che giace ancora sepolto nelle profondità di una montagna da qualche parte”, ha dichiarato Rubio alla Commissione Affari Esteri del Senato. “Devono accettare di negoziare limitazioni severe e a lungo termine e/o la cessazione delle attività di arricchimento nel loro paese”.
2 giugno 2026
Rubio: «Fino a 6 giorni per una risposta da Iran, Khamenei più attivo»
Il frammentato regime iraniano “sta riscontrando problemi di comunicazione. Possono trascorrere oltre sei giorni per ricevere una risposta dall’Iran”. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio nel corso di un’audizione in Senato, durante la quale ha sottolineando che la guida suprema Mojtaba Khamenei è sempre più attivo e impegnato.
2 giugno 2026
Iran, Rubio: no a revoca sanzioni Usa in cambio di riapertura Hormuz
Il segretario di stato americano Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti non allenteranno le sanzioni contro l’Iran semplicemente in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz.
“No, non se n’è discusso, non è stata proposta”, ha affermato Rubio davanti alla Commissione per le Relazioni Estere del Senato, rispondendo a una domanda sulla possibilità di un simile accordo.
2 giugno 2026
Libano: 3.468 morti dal 2 marzo in raid Israele
Il bilancio degli attacchi israeliani contro il Libano dal 2 marzo è salito a 3.468 morti e 10.577 feriti. Lo indica un aggiornamento pubblicato dal Centro per le operazioni di emergenza sanitaria del ministero della Salute libanese e ripreso dall’Nna.
2 giugno 2026
Teheran ha interrotto contatti con mediatori per raid in Libano
L’Iran ha interrotto da giorni le comunicazioni con i mediatori dopo che Israele ha minacciato di bombardare Beirut. Le notizie riportate dalle agenzie di stampa Fars e Tasnim, entrambe ritenute vicine alla Guardia Rivoluzionaria paramilitare iraniana, arrivano mentre l’Iran insiste che i combattimenti in Libano fanno parte dei più ampi negoziati di cessate il fuoco con gli Stati Uniti sulla guerra. Israele e gli Stati Uniti sostengono invece che i combattimenti in Libano siano separati dai negoziati di guerra con l’Iran. Un funzionario regionale coinvolto nella mediazione, parlando in condizione di anonimato per discutere dei colloqui, ha affermato che l’Iran non ha comunicato affatto oggi dopo aver dichiarato che era necessario imporre un cessate il fuoco in Libano affinché i negoziati potessero continuare.
2 giugno 2026
Gofman nuovo capo Mossad, Netanyahu: «Regime Iran è destinato a sparire»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che il regime iraniano è “destinato a scomparire” e ha promesso che Israele contribuirà a far sì che questo accada, intervenendo alla cerimonia di insediamento del nuovo capo del Mossad, Roman Gofman, che ha ufficialmente assunto l’incarico dopo una lunga serie di contestazioni legali sulla sua nomina.
“Questo regime del terrore, il cui destino è scomparire dal mondo - e noi lo aiuteremo a raggiungere quel destino - non ci minaccerà più con bombe nucleari e migliaia di missili balistici letali. Questa è la mia direttiva”, ha affermato Netanyahu rivolgendosi ai presenti, ribadendo concetti analoghi già espressi durante la cerimonia di commiato del direttore uscente del Mossad, David Barnea.
“Questa è la tua missione, Roman”, ha aggiunto Netanyahu rivolgendosi a Gofman, sottolineando che “il Mossad continuerà a essere in prima linea nella nostra lotta contro l’aggressione iraniana. In conformità con la politica costante che perseguiamo da anni, non permetteremo al regime iraniano di tornare indietro. Non gli consentiremo di ottenere armi nucleari e non gli permetteremo di minacciare la nostra esistenza”.
2 giugno 2026
Così l’escalation in Libano ingrossa le file dei profughi
dal nostro inviato Roberto Bongiorni

DAMASCO - Nonostante le sorprendenti rassicurazioni di Donald Trump tra molti libanesi prevale lo stesso, amaro presentimento, e gli stessi timori: non sarà una toccata e fuga. I soldati israeliani sono arrivati per restare, gli sfollati rischiano di essere profughi a tempo indeterminato. Il Libano, infine, resterà amputato di una fetta del suo territorio. Quanto estesa, e per quanto tempo, oggi non si può prevedere.
Era da quasi mezzo secolo, dal 1982, che le forze armate israeliane (Idf) non avanzavano così in profondità in Libano. In quest’operazione militare, avvenuta in teoria sotto un cessate il fuoco esteso a metà maggio di 45 giorni, le Idf hanno superato il fiume Litani, il corso d’acqua che divide le regioni meridionali del Libano dal resto del Paese e che dista dai 15 ai 30 chilometri dal confine israeliano.
2 giugno 2026
Wsj, «Iran ha spinto Trump a salvare Hezbollah e legare le mani a Israele»
L’Iran ha indotto Donald Trump a “salvare Hezbollah. Minacciando le trattative, il regime ha spinto gli Stati Uniti a legare le mani a Israele”. Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal, sottolineando che intervenendo con Israele e Hezbollah il presidente “ha scelto di evitare l’escalation e continuare il dialogo”. Se Trump “non invierà un messaggio diverso, sarà difficile indurre il regime a rispettare un accordo a prescindere dalle promesse di Teheran”.
2 giugno 2026
Al via a Washington il nuovo round di colloqui diretti fra Israele e Libano
È iniziato a Washington il nuovo round di colloqui tra Israele e Libano. I colloqui seguono le tensioni degli ultimi giorni e l’intervento di Donald Trump per fermare l’escalation israeliana in Libano.
“Il quarto round di negoziati libanesi-israeliani è iniziato poco fa presso la sede del Dipartimento di Stato americano a Washington, dopo l’arrivo delle delegazioni partecipanti”, ha dichiarato l’Agenzia Nazionale di Stampa libanese.
2 giugno 2026
Spagna: non parteciperemo ad alcuna operazione militare a Hormuz
La Spagna non prenderà parte ad alcuna operazione militare nello Stretto di Hormuz che possa portare a un’ulteriore escalation nella regione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares.
“Non parteciperemo ad alcuna azione che possa comportare un’escalation. E soprattutto, riteniamo che non esista una soluzione militare a questa crisi”, ha affermato Albares in un’intervista al Financial Times, rispondendo a una domanda sulla possibile partecipazione del Paese a una missione Nato per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz nel caso in cui Stati Uniti e Iran non riuscissero a raggiungere un accordo di pace.
A maggio, i ministri della Difesa di circa 40 Paesi della coalizione per sbloccare lo Stretto di Hormuz hanno tenuto colloqui presieduti da Regno Unito e Francia. Il comunicato finale affermava che la missione della coalizione avrebbe integrato il processo diplomatico per risolvere il conflitto tra Stati Uniti e Iran.
2 giugno 2026
Mattarella: «La popolazione del Libano colpita brutalmente»
Le parole del capo dello Stato in occasione della festa della Repubblica italiana.
2 giugno 2026
Israele: da Trump toni tesi ma nessun insulto a Netanyahu al telefono
Un membro dello staff di Benjamin Netanyahu ha ammesso a Channel 12 che il premier israeliano ha avuto una telefonata “tesa” con Donald Trump la notte scorsa riguardo al piano israeliano di attacco contro obiettivi di Hezbollah a Beirut, ma ha smentito una precedente notizia dell’emittente secondo cui il presidente degli Stati Uniti avrebbe insultato Netanyahu e lo avrebbe attaccato personalmente durante il colloquio.
La nuova ricostruzione ha chiarito che tra i due leader ci sono state due telefonate nella serata, una alle 19 ora locale e una verso mezzanotte; quest’ultima è stata quella più tesa.
Dopo la prima telefonata, Trump ha scritto sul suo social Truth che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) non avrebbero attaccato Beirut e che Israele e Hezbollah si sarebbero astenuti dal colpirsi reciprocamente. Netanyahu ha poi avvertito che avrebbe portato avanti i suoi piani precedenti di colpire Beirut se Hezbollah non avesse interrotto i suoi attacchi nel nord di Israele e che l’offensiva ampliata di Israele nel sud del Libano sarebbe continuata.
2 giugno 2026
Libano: 4 morti e 127 feriti per raid Israele a Tiro di ieri
Gli attacchi israeliani di ieri sulla città di Tiro, nel sud del Libano, hanno provocato la morte di quattro persone e ne hanno ferite altre 127, tra cui 39 membri del personale di un ospedale. Lo ha annunciato il ministero della Salute libanese.
Gli attacchi hanno gravemente danneggiato l’ospedale Jabal Amel, uno dei principali della città, ha indicato il ministero in una nota. “Quattro medici, 27 infermieri e otto membri del personale sono rimasti feriti, quattro dei quali sono in terapia intensiva in condizioni critiche”, ha precisato.
2 giugno 2026
Libano: uomo e due figli uccisi in auto da drone israeliano
Un media statale libanese ha annunciato che un attacco israeliano ha ucciso un uomo e i suoi due figli che viaggiavano in auto nel sud del Libano. “Un dentista del villaggio di Qlayaa (...) è stato ucciso insieme a suo figlio e sua figlia” quando, ieri, un drone israeliano ha “colpito la loro auto” su una strada nel sud del Libano, ha indicato l’agenzia Ani.
Il villaggio cristiano di Qlayaa, al confine con Israele, si trova sotto il fuoco incrociato tra Israele e il movimento filo-iraniano Hezbollah, ma una parte dei suoi abitanti ha scelto di rimanere nonostante l’avanzata dell’esercito israeliano.
“L’uomo e i suoi due figli erano andati all’università al mattino per sostenere degli esami e, sulla via del ritorno, il drone israeliano ha colpito la loro auto”, ha dichiarato alla France Presse il padre Antonios Farah, parroco della loro comunità.
2 giugno 2026
Israele fa registrare record export armamenti per quinto anno
Le esportazioni di armamenti israeliani hanno raggiunto un livello record per il quinto anno consecutivo, superando i 19 miliardi di dollari (circa 16,5 miliardi di euro) nel 2025, grazie in particolare ai sistemi di difesa antiaerea. Lo ha annunciato il ministero della Difesa dello stato ebraico.
Secondo il ministero, si tratta della cifra più alta mai registrata da Israele in questo settore, con un aumento di quasi il 30 per cento rispetto all’anno precedente. I sistemi missilistici, i razzi e i sistemi di difesa antiaerea hanno rappresentato il 29 per cento dei contratti conclusi da Israele, secondo lo stesso comunicato. I Paesi europei sono stati destinatari del 36 per cento delle esportazioni israeliane di armamenti nel 2025, seguiti dai Paesi dell’area Asia-Pacifico (32 per cento), del Medio Oriente e del Nord Africa (15 per cento).
Su centinaia di nuovi contratti firmati, più della metà erano “mega-contratti” del valore di 100 milioni di dollari o superiori, ha precisato il comunicato. Israele figura tra i principali esportatori mondiali di armamenti.
Il ministero della Difesa ha attribuito questo record di vendite anche all’interesse suscitato all’estero dai sistemi utilizzati durante le guerre condotte da Israele dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
“Esiste un legame evidente e indiscutibile tra i successi ottenuti dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf) su tutti i fronti, le straordinarie capacità delle industrie della difesa israeliane e il successo delle esportazioni israeliane nel settore della difesa in tutto il mondo”, ha affermato il ministro della Difesa Israel Katz, secondo il comunicato.
2 giugno 2026
Katz: Israele ha via libera Usa per colpire periferia sud Beirut
Israele ha ottenuto l’approvazione degli Stati Uniti per colpire la periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah, in caso di attacco da parte del gruppo filo-iraniano sul proprio territorio. Lo ha indicato il ministro della Difesa dello stato ebraico, Israel Katz, secondo un comunicato diffuso dal suo ufficio.
“Il primo ministro e io abbiamo condotto, insieme all’esercito israeliano, un’azione volta a stabilire un’equazione secondo cui il destino di Dahiyeh (la periferia sud, ndr) di Beirut sarebbe legato a quello delle località del nord di Israele. Se le località israeliane continueranno a essere attaccate, evacueremo e colpiremo il quartiere sciita di Dahiyeh a Beirut, roccaforte di Hezbollah”, ha dichiarato Katz.
2 giugno 2026
Iran: Msc, da Pasdaran ritorsione ingiustificata contro la nostra nave
Msc conferma che la propria nave MSC Sariska V è stata colpita ieri da due proiettili nel porto di Um-Qasr, in Iraq. Il primo impatto è avvenuto mentre il pilota era a bordo durante la partenza della nave dal porto; il secondo ha colpito poco dopo l’area destinata all’equipaggio. Tutti i membri dell’equipaggio sono al sicuro, illesi e hanno agito con eccezionale professionalità durante tutto l’incidente per mettere in sicurezza la nave e il suo carico, riferisce Msc in una nota, ricordando che, secondo quanto riportato dai media locali, i Guardiani della rivoluzione hanno rivendicato la responsabilità dell’attacco in risposta alle azioni statunitensi contro la nave Lion Star. “Questa azione di ritorsione è del tutto ingiustificata sulla base delle accuse formulate dai Pasdaran, poiché Msc è un vettore commerciale neutrale e non ha alcuna affiliazione con gli Stati Uniti o Israele”, sottolinea il gruppo. Fondata dal cittadino italiano Gianluigi Aponte, l’azienda ha sede legale e operativa in Svizzera ed è interamente di proprietà dei suoi figli, Diego e Alexa Aponte, entrambi cittadini italiani e privi di altre cittadinanze. Msc esprime “profonda preoccupazione per questi attacchi non provocati e per il rischio che essi comportano per i propri marittimi innocenti e per il commercio marittimo essenziale nella regione”.
2 giugno 2026
Tajani: «La pace? Sono gli Usa che devono fermare Israele»
“Il governo italiano non può risolvere la pace del mondo, del resto non ci riescono gli Stati Uniti e la Cina. Il governo italiano non è la panacea dell’universo. Soprattutto sono gli Stati Uniti che devono fermare Israele. Noi stiamo facendo la nostra parte”. Cosi il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine della parata ai Fori Imperiali, in merito agli sforzi diplomatici per una pace in Medio Oriente.
2 giugno 2026
Media, tra vittime raid Israele in Libano tre sono bambini
Nel raid aereo su Marwaniyé, nel distretto di Saida, nel Libano meridionale, dove hanno perso la vita sei membri della stessa famiglia, tra le vittime ci sarebbero anche tre bambini. Alcuni soccorritori sono rimasti feriti in un secondo attacco nella stessa area. Lo riporta il quotidiano libanese L’Orient-Le Jour, secondo il quale nel sud il primo raid, effettuato con due missili, ha completamente distrutto l’edificio, che è crollato sulla famiglia di , Mountasser Abdallah, uccidendo sei dei suoi membri. Quando le squadre di soccorso sono arrivate sul posto, il sito è stato colpito una seconda volta e diverse persone sono rimaste ferite, tra cui alcuni soccorritori degli Scout della Missione Islamica (al-Rissala, affiliati al movimento Amal).
Questo bombardamento è avvenuto nonostante l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, che non ha impedito all’esercito israeliano di continuare a colpire il Libano meridionale.
2 giugno 2026
Beirut, sei morti in raid nel sud
Altri sei morti in Libano in un nuovo raid israeliano. La Difesa civile di Beirut ha annunciato di aver recuperato i corpi di sei persone dalle macerie di una casa colpita ieri sera in un attacco israeliano in un villaggio del sud. In un comunicato, la Difesa civile ha precisato che i soccorritori sono riusciti a “estrarre dalle macerie sei corpi, oltre a tre feriti”, nel villaggio di Marwaniyé, vicino a Sidone.
2 giugno 2026
Idf, avviso di evacuazione per i residenti di Nabatieh, nel sud del Libano
Un avviso urgente di evacuazione è stato diffuso dall’Idf per i residenti di Nabatieh, nel Libano meridionale. “Le ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah stanno costringendo l’Idf a rispondere. L’esercito israeliano non desidera arrecare danno alla popolazione civile. Per la vostra sicurezza, vi esortiamo con forza ad allontanarvi dalle aree operative spostandovi a nord del Fiume Zahrani. Chiunque si trovi nelle vicinanze di operatori di Hezbollah, delle sue infrastrutture o delle sue armi, mette in pericolo la propria vita”, ha scritto l’Idf.
2 giugno 2026
Presidente del Parlamento libanese garantirà adesione Hezbollah a cessate il fuoco
Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, che svolge un ruolo di intermediario tra Hezbollah e gli Stati Uniti, garantirà l’adesione del movimento filo-iraniano a un “cessate il fuoco globale” con Israele. Lo ha dichiarato il suo consigliere alla France Presse.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato ieri sera che Israele gli ha promesso di non colpire la periferia sud di Beirut e che, in cambio, Hezbollah avrebbe “cessato completamente il fuoco”. Nessuna delle due parti ha confermato ufficialmente.
“La principale richiesta del presidente Berri è un cessate- il-fuoco globale. Se sarà raggiunto un accordo per un cessate-il-fuoco globale, ne garantirà il rispetto da parte di Hezbollah”, ha dichiarato alla France Presse il suo consigliere, Ali Hamdan.
Nabih Berri è il leader del movimento sciita Amal Movement, alleato di Hezbollah, che non intrattiene contatti diretti con gli Stati Uniti. Il suo consigliere ha precisato che per “cessate il fuoco globale” si intende la cessazione degli attacchi aerei, terrestri e navali, oltre che l’interruzione delle operazioni di demolizione o distruzione nel Libano meridionale, dove Israele è accusato di radere al suolo intere località.
2 giugno 2026
Idf, uccisi 5 miliziani a Gaza, pianificavano attentati
Le forze di difesa israeliane affermano di aver ucciso “5 terroristi che stavano avanzando attacchi terroristici contro le truppe delle Idf a Gaza”. Si tratta 4 miliziani di Hamas e di un comandante della Jihad Islamica. Le Idf parlando di “una minaccia immediata” e di “piani terroristici” contro l’esercito.
2 giugno 2026
Comandante militare iraniano: «Ripresa guerra contro gli Usa inevitabile»
Una ripresa della guerra contro gli Stati Uniti è «inevitabile». È quanto sostiene un alto responsabile militare iraniano, mentre continua lo stallo nei colloqui tra Teheran e Washington. «Gli Stati Uniti esigono la nostra resa totale e la nazione iraniana non si arrenderà mai - ha dichiarato Mohammad Jafar Assadi, vice del comando militare Khatam al-Anbiya, citato dalla tv Irib - Senza resa, la guerra è inevitabile. Quindi aspettiamo e la guerra non ci spaventa».
2 giugno 2026
Media Libano, un morto e vari raid israeliani nel sud
Una persona è rimasta uccisa in un attacco di droni contro un’auto ad Ansar nel sud del Libano. Lo scrive L’Orient Le jour segnalando altri attacchi israeliani con due raid aerei su Hanniyé e un attacco con droni su Srifa nel distretto di Tiro mentre un aereo da caccia ha bombardato la periferia di Kfarremmane a Nabatiye. Ieri sera Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah ma il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiarito che nel sud “le operazioni continuano”. Secondo il quotidiano libanese, il fuoco dell’artiglieria ha preso di mira Haris, Tebnine e Aïta el-Jabal, nel distretto di Bint Jbeil.
2 giugno 2026
Iran: media, «sfiducia negli Usa, Teheran non ha ancora risposto a proposta accordo»
L’Iran non ha ancora risposto alla proposta di accordo finale con gli Stati Uniti, volta a porre fine al conflitto tra i due Paesi, e le discussioni sul testo definitivo sono ancora in corso a Teheran, secondo quanto riferito a Mehr News da una fonte vicina al team negoziale iraniano. La fonte ha dichiarato che l’Iran sta esaminando la proposta con cautela a causa di quella che considera una storia di inadempienze da parte degli Stati Uniti e di una radicata sfiducia nei loro confronti. “Sulla base delle esperienze precedenti, l’Iran è alla ricerca di benefici tangibili e concreti”, ha affermato la fonte.
2 giugno 2026
Axios, Trump contro Netanyahu: «Sei pazzo, senza di me saresti in prigione»
Secondo quanto riporta Axios, la recente telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe stata a dir poco burrascosa. Due funzionari statunitensi e una terza fonte a conoscenza della conversazione avrebbero rivelato al sito d’informazione che durante la chiamata Trump avrebbe dato del «pazzo» a Netanyahu e lo avrebbe accusato di ingratitudine. Un funzionario statunitense sostiene che Trump avrebbe detto a Netanyahu cose come: «Se non fosse per me, saresti in prigione» e «Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo motivo». Ieri, l’Iran ha minacciato di abbandonare i negoziati con gli Stati Uniti a causa delle azioni di Israele in Libano.
2 giugno 2026
Trump, l’accordo con Iran potrebbe essere la prossima settimana
L’accordo con l’Iran per l’estensione della tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe avvenire nel corso della «prossima settimana». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista ad Abc News, sottolineando che un accordo di pace potrebbe essere migliore di una vittoria militare. «Sembra mettersi bene», ha aggiunto. Poche ore prima Trump aveva detto a Cnbc di trovare le trattative «molto noiose» e che non poteva importargli di meno del loro esito.
2 giugno 2026
L’Iran rivendica attacco al mercantile nel Golfo persico
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha affermato che la sua marina ha colpito il mercantile Msc Sariska V con un missile da crociera «in rappresaglia per un attacco militare statunitense contro la nave mercantile Lian Star, battente bandiera gambiana e diretta in Iran, nel Mar d’Oman», definendo la nave come appartenente al «nemico sraelo-americano». Lo riporta Iran International. L’esplosione è avvenuta a circa 40 miglia nautiche a sud-est di Umm Qasr, in Iraq.
1 giugno 2026
Hezbollah: cessate-il-fuoco con Israele riguarda tutto Libano
Il deputato di Hezbollah, Hassan Fadlallah, sostiene che il cessate-il-fuoco accettato oggi dal suo movimento e da Israele riguardi tutto il Libano, non soltanto Beirut.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stato il primo ad annunciare il cessate-il-fuoco, affermando che le Idf non sarebbero entrate a Beirut e che Israele e Hezbollah avrebbero cessato di attaccarsi reciprocamente.
Malgrado gli Stati Uniti abbiano mediato un cessate-il-fuoco in Libano nell’aprile scorso, successivamente prorogato più volte, Israele e Hezbollah hanno continuato a scambiarsi attacchi quotidiani, mentre le Idf si sono in gran parte astenute dal colpire Beirut su richiesta di Washington.
Parlando all’emittente Al-Manar, Fadlallah ha lasciato intendere che in futuro la situazione sarà diversa.
Ha affermato che ieri sono stati compiuti sforzi diplomatici per ristabilire la calma in Libano, dopo diversi giorni durante i quali entrambe le parti avevano intensificato in modo significativo i rispettivi attacchi.
Fadlallah sostiene che gli Stati Uniti abbiano proposto un cessate il fuoco in base al quale Hezbollah avrebbe dovuto interrompere completamente gli attacchi contro Israele, mentre Israele avrebbe dovuto soltanto astenersi dal colpire Beirut.
Secondo Fadlallah, una simile proposta era inaccettabile per il Partito di Dio. Il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, vicino a Hezbollah e attivo come intermediario, avrebbe risposto che il movimento chiedeva un cessate-il-fuoco esteso a tutto il Libano e non limitato a Beirut.
Il deputato di Hezbollah afferma che l’accordo di tregua raggiunto oggi dimostra che la posizione del suo gruppo è stata ascoltata e condivisa anche da Berri.
1 giugno 2026
Libano, Netanyahu: «posizione Israele immutata, risponderemo ad attacchi Hezbollah»
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato di aver avuto un colloquio telefonico con il presidente americano Donald Trump. “Se Hezbollah non smetterà di attaccare le nostre città e i nostri cittadini, Israele colpirà obiettivi terroristici a Beirut - ha scritto su X - La nostra posizione rimane immutata. Parallelamente, le Forze di difesa israeliane continueranno a operare come previsto nel Libano meridionale”.
1 giugno 2026
Beirut conferma: «Hezbollah accetta stop attacchi reciproci con Israele»
L’ambasciata libanese a Washington ha confermato l’accordo di cessazione reciproca degli attacchi tra Hezbollah e Israele, mediato dagli Stati Uniti. “Nel quadro degli sforzi intrapresi dallo Stato libanese per preservare la stabilità ed evitare al Libano un’ulteriore escalation - e a seguito del colloquio avvenuto tra il Presidente Joseph Aoun e il Segretario di Stato americano Marco Rubio - le autorità libanesi hanno ricevuto conferma dell’accettazione da parte di Hezbollah della proposta statunitense che prevede una cessazione reciproca degli attacchi”, si legge in una dichiarazione. “In base all’accordo proposto, gli attacchi israeliani alla periferia sud di Beirut cesserebbero in cambio dell’astensione di Hezbollah dal compiere attacchi contro Israele, con la portata del cessate il fuoco successivamente estesa fino a comprendere l’intero territorio libanese - riferisce Beirut - Successivamente, il presidente Donald Trump ha telefonato all’ambasciatrice del Libano negli Stati Uniti, Nada Maawad, informandola di aver ottenuto l’assenso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sull’accordo proposto. L’ambasciatrice Maawad ha riferito l’esito di queste discussioni al presidente Aoun, il quale, a sua volta, ha comunicato questa informazione a Hezbollah”.
1 giugno 2026
Libano: ufficio Netanyahu per ora non commenta annuncio Trump
L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è per il momento rifiutato di commentare l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump riguardante un cessate-il-fuoco tra Israele e Hezbollah.
L’annuncio degli Stati Uniti ha suscitato preoccupazione nei media israeliani in lingua ebraica e tra alcuni parlamentari israeliani, che hanno criticato il premier Netanyahu per aver apparentemente accantonato i piani di colpire Beirut su richiesta di Washington.
Questo segue precedenti notizie secondo cui gli Stati Uniti avrebbero mostrato una crescente apertura verso un’escalation israeliana in Libano, sebbene tali indiscrezioni si basassero su fonti anonime dello stato ebraico.
1 giugno 2026
Libano, Israele rinvia attacchi su Beirut dopo annuncio Trump
In seguito all’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di un imminente nuovo cessate-il-fuoco in Libano, una fonte israeliana ha riferito al sito di notizie Ynet che Israele, su richiesta degli Stati Uniti, ha rinviato gli attacchi pianificati su Beirut, aggiungendo che Washington sta portando avanti un’iniziativa per il cessate-il-fuoco e ha chiesto a Israele di attendere.
Un ufficiale israeliano aveva dichiarato a Ynet in precedenza che Israele aveva coordinato l’attacco pianificato con gli americani. Il sito d’informazione osserva la possibilità che lo scopo dell’attacco fosse quello di fare pressione su Hezbollah affinché accettasse un cessate-il-fuoco.
1 giugno 2026
Libano, Trump: Hezbollah ha accettato il cessate-il-fuoco
“Ho avuto una conversazione telefonica molto proficua con il primo ministro israeliano Bibi Netanyahu: non ci sarà alcun dispiegamento di truppe a Beirut e tutte le unità già in marcia sono state ritirate. Allo stesso modo, tramite rappresentanti di alto livello, ho avuto un ottimo colloquio con Hezbollah, che ha accettato di cessare ogni forma di scontro a fuoco: Israele non li attaccherà e loro non attaccheranno Israele”. Lo annuncia su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
1 giugno 2026
Al Arabiya: Aoun riceve assicurazioni da Hezbollah su fine escalation
Una fonte americana ha rivelato ad Al-Arabiya-Al-Hadath che il presidente libanese Joseph Aoun ha ricevuto nelle ultime ore “assicurazioni da Hezbollah sulla cessazione dell’escalation”. Una mossa che ha contribuito a far progredire gli sforzi diplomatici per contenere la tensione sul fronte israelo-libanese. Secondo la fonte, questa posizione libanese ha permesso agli Stati Uniti di condurre intensi contatti con la parte israeliana, attraverso i quali sono riusciti a convincere Netanyahu a ridurre il livello di escalation militare e a non procedere, al momento, con le misure più ampie proposte nei giorni scorsi. Washington sta lavorando da diversi giorni per impedire il fallimento del percorso negoziale che sta guidando tra Libano e Israele, considerando che qualsiasi ulteriore escalation minaccerebbe il quarto round di colloqui previsto tra le parti libanese e israeliana, in programma per domani presso il Dipartimento di Stato americano. La fonte ha inoltre confermato che gli Stati Uniti non prevedono di raggiungere un accordo definitivo durante l’incontro di martedì, ma sperano di compiere progressi che consentano di costruire un terreno comune da cui avviare i successivi round, sottolineando che il successo degli sforzi di de-escalation nelle ultime ore ha contribuito a creare un’atmosfera più positiva per i colloqui previsti.
1 giugno 2026
Trump: «Colloqui con Teheran continuano a ritmo serrato»
«I colloqui con la Repubblica Islamica dell’Iran proseguono a ritmo serrato». Lo scrive su Truth, il social media di sua proprietà, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
1 giugno 2026
Trump: «Non abbiamo bisogno della Nato»
La Nato dovrebbe aiutare gli Stati Uniti nel conflitto con l’Iran. Lo ha ribadito il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista telefonica con Cnbc. «Noi non usiamo lo Stretto di Hormuz. Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo tanto petrolio», ha detto Trump stando al giornalista con cui ha parlato. Alla domanda se ne abbia parlato con qualcuno nell’alleanza transatlantica, Trump ha risposto: «Non abbiamo bisogno di loro. Sono stati molto deboli e tristi».
1 giugno 2026
Trump: «Negoziati con Iran terminati? Non me ne potrebbe importare di meno»
Il presidente statunitense, Donald Trump, ha minimizzato il possibile fallimento dei negoziati di pace con l’Iran, dichiarando alla Cnbc: «Onestamente, non mi interessa se finiscono». «Non me ne importa davvero. Non potrebbe importarmene di meno», ha detto Trump, rispondendo a una domanda sulla decisione dell’Iran di interrompere i negoziati. Trump ha poi detto di non essere preoccupato per i prezzi del petrolio. «Penso che il prezzo del petrolio crollerà a breve, sapete, a brevissimo termine», ha concluso Trump.
1 giugno 2026
Media Israele: in corso telefonata Trump-Netanyahu
Il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu stanno tenendo un colloquio telefonico, dopo la minaccia da parte dell’Iran di interrompere i negoziati con Washington a causa dell’escalation israeliana in Libano. Lo riferisce l’emittente israeliana Channel 12.
1 giugno 2026
Media, consigliere di Khamenei incontra rappresentante di Hezbollah
Mohammad Mokhber, consigliere della Guida Suprema iraniana, ha incontrato Abdullah Safi al-Din, rappresentante di Hezbollah a Teheran. Lo riportano i media iraniani, ripresi da Iran International. Durante l’incontro, Mokhber ha affermato che qualsiasi cessate il fuoco che coinvolga Teheran e che non tenga conto del Libano e dei gruppi regionali alleati dell’Iran è «irrilevante».
1 giugno 2026
Trump: «Non ho notizie dall’Iran sulla sospensione dei colloqui»
Donald Trump non ha ricevuto notizie dall’Iran in merito alla sospensione dei colloqui. Lo ha riferito il presidente americano stesso in un’intervista a Nbc, sottolineando che se fosse vero andrebbe bene. «Penso che abbiamo parlato troppo. Un po’ di silenzio va bene», ha aggiunto. «Questo non significa che inizieremo a bombardare. Ci limiteremo al silenzio. Manterremo il blocco», ha detto inoltre Trump. A chi gli chiedeva se può attendere, ha risposto: «Posso aspettare quanto vogliono. Stanno perdendo una fortuna».
1 giugno 2026
Iran, «Tregua seriamente a rischio se non cessano gli attacchi contro il Libano»
La televisione di Stato iraniana ha dichiarato che «la probabilità che il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti salti è alta, se gli attacchi israeliani contro il Libano non cesseranno». Lo riporta su X il media arabo Al Arabiya.
1 giugno 2026
Libano, Arabia Saudita condanna «aggressione israeliana»
L’Arabia Saudita ha condannato «l’aggressione israeliana» contro il territorio libanese e ha invitato la comunità internazionale ad assumersi la responsabilità di porvi fine. Il Regno «condanna l’aggressione israeliana contro le terre della sorella Repubblica libanese e respinge categoricamente la penetrazione israeliana nel territorio libanese e la violazione della sua sovranità», si legge in una dichiarazione su X del ministero degli Esteri di Ryad. Riyad ha inoltre invitato la comunità internazionale ad «assumersi le proprie responsabilità per porre fine a questa aggressione e frenare i movimenti militari israeliani volti ad espandersi nel territorio libanese». Il Regno ha ribadito inoltre «l’importanza di proteggere la sovranità delle terre libanesi».
1 giugno 2026
Consultazioni Egitto-Pakistan su negoziati Usa-Iran
L’importanza «cruciale» di proseguire il processo negoziale tra Stati Uniti e Iran è stata riaffermata in un colloquio tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il suo omologo pakistano Muhammad Ishaq Dar. La telefonata - fa sapere il ministero egiziano - si inserisce nel quadro delle consultazioni e del coordinamento in corso tra i due Paesi in merito agli sviluppi regionali e agli sforzi per sostenere la sicurezza e la stabilità nella regione. Insieme, hanno auspicato un negoziato che conduca «ad accordi reciprocamente accettabili che promuovano la de-escalation e rafforzino la sicurezza e la stabilità nella regione», e «hanno ribadito la necessità di dare priorità alle soluzioni politiche e diplomatiche per risolvere l’attuale crisi e prevenire un’escalation del conflitto e il peggioramento delle sue ripercussioni per i Paesi e le popolazioni della regione». Una intesa - aggiunge la nota - «che tenga conto delle preoccupazioni di tutte le parti, porti alla fine della guerra e sostenga la sicurezza e la stabilità nella regione».
1 giugno 2026
Iran, centro monitoraggio: nave cargo colpita da proiettile nel Golfo Persico
Una nave cargo in navigazione nel Golfo Persico è stata colpita da un proiettile di origine non identificata. Lo ha riferito lo United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto), il centro britannico di monitoraggio della sicurezza marittima, precisando che l’incidente è avvenuto circa 40 miglia nautiche a sud-est del porto iracheno di Umm Qasr. L’Ukmto ha riferito di una forte esplosione dopo l’impatto del proiettile sul lato destro dell’imbarcazione.
1 giugno 2026
Libano, Netanyahu ordina di colpire Beirut: «Stiamo eliminando roccaforti Hezbollah»
Le parole del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
1 giugno 2026
Iran, Pezeshkian: navi Giappone avranno passaggio agevole a Hormuz
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha assicurato che faciliterà il passaggio delle navi giapponesi attraverso lo Stretto di Hormuz, di fatto bloccato dall’Iran dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Israele, lo scorso 28 febbraio.
“La Repubblica Islamica dell’Iran è pienamente preparata a facilitare il traffico marittimo” attraverso lo Stretto di Hormuz, ha dichiarato Pezeshkian alla primo ministro giapponese Sanae Takaichi nel corso di una telefonata tra i due leader.
“Ci impegneremo per garantire un passaggio agevole e senza ostacoli alle navi giapponesi”, ha aggiunto Pezeshkian, secondo una nota rilasciata dall’ufficio presidenziale.
1 giugno 2026
Israele esorta i civili a evacuare Dahyeh, quartiere sud di Beirut
“L’Idf esorta con forza tutti i residenti del quartiere di Dahyeh (nella zona meridionale di Beirut) a trasferirsi per la propria sicurezza. Se Hezbollah continuerà a lanciare attacchi contro le nostre città e comunità, l’esercito israeliano risponderà colpendo obiettivi terroristici a Dahyeh”. Lo scrive sui social il portavoce in lingua araba dell’Idf sottolineando che “Israele non è in guerra con il popolo libanese, ma con l’organizzazione terroristica Hezbollah”.
1 giugno 2026
Iran, pattuglie perlustrano lo Stretto di Hormuz
Le immagini dei motoscafi armati sulla tv di Teheran.
1 giugno 2026
Teheran: stop a colloqui con Usa, pronti a blocco totale Hormuz e altri stretti
Non ci saranno colloqui tra Teheran e Washington finché non saranno soddisfatte le richieste dell’Iran sulla cessazione delle operazioni israeliane in Libano e a Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, che su X evidenzia come “funzionari e negoziatori iraniani hanno sottolineato l’immediata cessazione delle operazioni aggressive e brutali dell’esercito del regime sionista a Gaza e in Libano, nonché la necessità del completo ritiro del regime dalle aree occupate in Libano”. Inoltre, “il Fronte di Resistenza e l’Iran hanno deciso di perseguire la chiusura completa dello Stretto di Hormuz e l’attivazione di altri fronti, tra cui lo Stretto di Bab el-Mandeb, come parte del loro piano per punire i sionisti e i loro sostenitori”, scrive ancora l’agenzia, secondo cui Teheran ha interrotto lo “scambio di messaggi con l’America in segno di protesta contro i crimini sionisti”. I continui attacchi israeliani in Libano sono infatti considerati dall’Iran una violazione del cessate il fuoco.
1 giugno 2026
Bloomberg: Iran interrompe lo scambio di messaggi con gli Usa
L’Iran interrompe lo scambio di messaggi con gli Stati Uniti in segno di “protesta per l’escalation di Israele in Libano”. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando l’iraniana Tasnim.
1 giugno 2026
Libano, Aoun: negoziati con Israele proseguono, trattative meglio di guerra
Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato che i negoziati con Israele proseguono. “I negoziati potrebbero subire ostacoli o ritardi nel raggiungimento dell’obiettivo prefissato, ma stanno comunque procedendo”, le sue parole riportate da Al Jazeera. Secondo Aoun sebbene la negoziazione sia “più sicura della guerra”, non “risolverà il problema in pochi istanti e non abbiamo altra scelta”.
1 giugno 2026
Libano, Rubio sente Aoun e Netanyahu: «Hezbollah cessi attacchi»
Gli Stati Uniti hanno presentato una proposta per favorire una graduale riduzione delle tensioni tra Israele e Hezbollah, nel tentativo di arrivare a una cessazione completa delle ostilità lungo il confine libanese.
1 giugno 2026
Nyt, 70 navi commerciali hanno attaversato Hormuz con coordinamento Usa
Le forze armate statunitensi hanno coordinato nelle ultime tre settimane il transito attraverso lo Stretto di Hormuz di circa 70 navi commerciali, nonostante lo stallo nei negoziati per porre fine al conflitto con l’Iran. Lo riferiscono al New York Times funzionari americani, secondo cui la maggior parte delle imbarcazioni ha attraversato il passaggio con i transponder disattivati per evitare di essere individuate.
Le autorità Usa non hanno precisato la tipologia delle navi coinvolte né i percorsi esatti, ma analisti del settore hanno evidenziato come almeno una della navi si sia mantenuta più vicina alle coste dell’Oman e lontana da quelle iraniane.
Nonostante l’assistenza americana, il traffico marittimo resta ben al di sotto dei livelli precedenti all’escalation militare. Prima degli attacchi congiunti israelo-americani contro Teheran, lo stretto era attraversato ogni giorno da oltre 100 navi commerciali; oggi con i passaggi coordinati da Washington la media si attesta sui tre al giorno. La continuità delle traversate suggerisce comunque che ci siano armatori disposti ad assumersi il rischio per raggiungere o lasciare il Golfo Persico, dove risultano bloccate da settimane numerose unità.
Il corridoio coordinato dagli Stati Uniti rappresenta inoltre un’alternativa per gli operatori che non intendono richiedere autorizzazioni all’Iran o pagare pedaggi per il transito.
1 giugno 2026
Libano: Idf ritira una divisione dal sud, ne restano due
L’esercito israeliano ha annunciato il ritiro della 146ª Divisione dal Libano meridionale, dopo tre mesi di operazioni contro Hezbollah.
Al culmine dell’offensiva militare contro Hezbollah, operavano nel Libano meridionale cinque divisioni delle Forze di Difesa Israeliane (Idf). Attualmente, nota il Times of Israel, ne rimangono solo due, la 91esima e la 36esima.
1 giugno 2026
Iran, Baqaei: «Libano condizione per l’accordo con gli Usa»
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, dice che un cessate il fuoco in Libano resta una condizione essenziale per qualsiasi accordo con gli Stati Uniti.
1 giugno 2026
Teheran: neanche europei sono al sicuro da ambizioni Israele
“Nemmeno gli europei sono al sicuro dal male” di Israele. È quanto ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri dell’Iran, Esmail Baghaei, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. “Israele non ha alcun timore di manifestare le proprie ambizioni colonialiste e razziste in ambiti come quello del ’Grande Israele’ e lo ha dichiarato esplicitamente”, ha aggiunto il portavoce.
Israel's Colonial Ambitions Threaten Even Europeans, Iran Warns
— Tasnim News Agency (@Tasnimnews_EN) June 1, 2026
Iran's Foreign Ministry has stated that the Zionist regime openly declares its colonial and racist ambitions, such as the concept of "Greater Israel," and warned that even Europeans are not safe from its threats. https://t.co/Irg5lTlpYc pic.twitter.com/bMvYVtbhlU
1 giugno 2026
Libano: Axios, Pasdaran hanno esortato Hezbollah ad escalation tensione
I Guardiani della Rivoluzione iraniani avrebbero esortato Hezbollah ad incrementare la tensione in Libano, per conquistare un vantaggio negoziale nei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Ad affermarlo è un funzionario libanese citato da Axios. Lo stesso funzionario ha sottolineato che né Hezbollah né Israele vogliono un cessate il fuoco ed ha accusato gli Stati Uniti di non avere intrapreso alcuna azione decisa per prevenire una escalation da parte di Netanyahu.
1 giugno 2026
Iran, Ynet: “Esercito segreto del Mossad” partecipò ad attacco giugno
“L’esercito nascosto del Mossad in Iran”: titola così oggi il quotidiano Ynet, riferendo dell’operazione condotta da civili iraniani addestrati in Israele durante l’operazione “Rising Lion”, lanciata il 13 giugno 2025. “Agenti iraniani addestrati in Israele che, tornati nel loro paese, avevano ripreso la loro vita normale da civili e avevano atteso la loro missione”, ha riportato Ynet, precisando che fu nella primavera del 2025 che venne deciso che “questa squadra avrebbe neutralizzato un’installazione della difesa aerea iraniana, per ottenere libertà d’azione aerea su Teheran”.
Successivamente “il capo della squadra di agenti in Iran ricevette un messaggio tramite comunicazioni segrete criptate in cui veniva informato che sarebbero stati attivati presto per lanciare un missile contro un obiettivo critico” e che per scongiurare fughe di notizie “avrebbero ricevuto le coordinate dell’obiettivo, il luogo e l’orario del loro dispiegamento sul campo poco prima dell’operazione”. Equipaggiamento e attrezzature da combattimento per la missione erano stati fatti arrivare in Iran “smontati in piccoli componenti e nascosti dentro oggetti che non avrebbero destato sospetti”. Ma secondo Ynet, “questi non erano gli unici agenti a operare per conto del Mossad”.
Per Approfondire
1 giugno 2026
Iran, Araghchi: violare tregua in Libano è violarla su tutti fronti
“Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti è inequivocabilmente un cessate il fuoco su tutti i fronti, compreso quello in Libano. La sua violazione su un fronte equivale alla violazione del cessate il fuoco su tutti i fronti”. Lo ha scritto su X il ministro degi Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi. “Gli Stati Uniti e Israele sono responsabili delle conseguenze di qualsiasi violazione”, ha aggiunto Araghchi.
1 giugno 2026
Media Israele, «via libera Usa per operazione Idf più incisiva a Beirut»
“L’amministrazione statunitense ha dato il via libera a un’operazione israeliana più incisiva a Beirut dopo che Israele ha chiarito agli Stati Uniti che non tollererà più gli attacchi di Hezbollah”. Lo riferiscono i media israeliani, mentre la Tv saudita Al Hadath, citando una fonte Usa, ha affermato che “Washington ha informato il Libano che l’escalation israeliana è la conseguenza del rifiuto del governo libanese di disarmare Hezbollah’’. ”Il Libano è in grado di difendere Beirut se arresta figure di spicco di Hezbollah. Ciò darebbe l’impressione che il governo sia intenzionato ad affrontare Hezbollah”, ha detto la fonte Usa
1 giugno 2026
Iran: Teheran contro l’Ue, «indignazione morale selettiva»
Teheran contro l’Ue, che accusa di avere una posizione “ipocrita”, condannando solo la risposta iraniana ai raid americani in violazione del cessate il fuoco. “Il comunicato dell’Ue che accusa l’Iran perché esercita il suo diritto alla legittima difesa di fronte all’aggressione statunitense da basi in Paesi vicini è una lezione magistrale di indignazione morale selettiva - denuncia il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei - E’ ipocrita e sconsiderato”. Teheran chiede quindi a Bruxelles di “rimanere fedele allo Stato di diritto e ai principi della Carta delle Nazioni Unite che da tempo afferma di difendere” e di “smettere di placare gli aggressori mentre incolpa coloro che rispondono ad attacchi illegali”. “Gli attacchi dell’Iran contro quelle basi e asset utilizzati per lanciare attacchi illegali contro l’Iran costituiscono un legittimo esercizio di legittima difesa”, sostiene ancora il portavoce del ministero degli Esteri, ricordando che “gli Stati hanno un obbligo legale di non permettere che il loro territorio o i loro beni siano usati per invadere altri Paesi”. L’Ue, dunque, insiste, “non può rimanere in silenzio di fronte alla plateale aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran e adottare una posizione selettiva”. Infine Baghaei sostiene che “l’Iran è consapevole del tipo di cooperazione, azioni e supporto di alcuni Paesi vicini nella codarda guerra lanciata dagli Stati Uniti e dal regime sionista: ci auguriamo che questi Paesi vicini riconsiderino il loro comportamento, correggano il loro passato e facciano passi positivi per migliorare la situazione”.
1 giugno 2026
Iran, non esiteremo ad agire per aiutare Libano contro aggressione Israele
“Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare il Libano e la resistenza libanese contro l’aggressione illegale e l’ingerenza del regime sionista”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, citato dall’Irna.
1 giugno 2026
Berlino, avanzata israeliana in Libano motivo di grande preoccupazione
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha esortato con urgenza Israele e la milizia Hezbollah a rispettare il cessate il fuoco concordato. “L’ulteriore avanzata dell’esercito israeliano nel sud del Libano è motivo di grande preoccupazione”, ha dichiarato il politico della Cdu a margine della sua visita alle Nazioni Unite. “Ogni ulteriore escalation aggrava ulteriormente la situazione già tesa e provoca nuovi flussi di profughi all’interno del Libano”, ha avvertito Wadephul. Lo riporta la Dpa.
1 giugno 2026
Iran, «cessate il fuoco in Libano condizione per un accordo con gli Usa»
«Abbiamo sottolineato e continuiamo a sottolineare che un cessate il fuoco in Libano è parte integrante di qualsiasi cessate il fuoco e di qualsiasi accordo finale per porre fine alla guerra». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall’Irna. “Non è solo il regime sionista (Israele) a violare il cessate il fuoco; anche gli Stati Uniti violano il cessate il fuoco nella nostra regione in modo diffuso”, ha poi accusato.
Per Approfondire
1 giugno 2026
Teheran, «abbiamo diritto a tasse ambientali per navi nello Stretto di Hormuz»
Teheran ha il diritto di imporre alle navi una tassa ambientale per il transito nello Stretto di Hormuz. Lo sostiene Arman Khorsand, capo del Centro iraniano per gli affari internazionali e le convenzioni ambientali, aggiungendo che l’inquinamento da petrolio, l’attività delle flotte militari straniere e i danni agli ecosistemi sensibili nel Golfo hanno “raddoppiato la necessità di fornire risorse per il ripristino ambientale” e che le tariffe riscosse potrebbero essere utilizzate per compensare i danni causati all’ambiente del Golfo. Secondo il sistema del “passaggio inoffensivo”, ha affermato, i paesi che si affacciano sullo stretto possono riscuotere tariffe per i servizi marittimi e risarcimenti per i danni causati da violazioni delle normative, “e questa questione ha un precedente nel diritto internazionale”. Khorsand ha respinto le critiche al provvedimento, spiegando che “l’affermazione secondo cui la riscossione di tasse ambientali dalle navi di passaggio è illegale non ha fondamento giuridico” e che l’azione potrebbe essere intrapresa “nel quadro delle norme internazionali riconosciute”.
1 giugno 2026
Trump, «Iran vuole veramente un accordo, sarà buono per Usa e nostri alleati»
“L’Iran vuole davvero raggiungere un accordo, e sarà un buon accordo per gli Stati Uniti e per chi è con noi. Ma i Democratici, e alcuni Repubblicani apparentemente antipatriottici, non capiscono che per me è MOLTO più difficile svolgere correttamente il mio lavoro e negoziare quando i politicanti continuano a ”cinguettare” negativamente, a livelli mai visti prima, ripetutamente, che dovrei muovermi più velocemente, o più lentamente, o entrare in guerra, o non entrare in guerra, o qualsiasi altra cosa? Sedetevi e rilassatevi, alla fine andrà tutto bene, come sempre!“ Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
1 giugno 2026
Iran: media, «Teheran introdurrà nuovi emendamenti all’accordo di tregua»
Teheran cercherà di introdurre nuovi emendamenti alla bozza di accordo con gli Stati Uniti. Lo rende noto l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina alle Guardie Rivoluzionarie, citando una “fonte a conoscenza dei dettagli”. Secondo l’agenzia, la decisione di Teheran sarebbe stata presa dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha apportato per primo modifiche al testo proposto.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 1 giugno
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1 giugno 2026
Iran: video Irna mostra Pezeshkian premiare atleta per smentire voci dimissioni
In un video su X, l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna mostra il presidente Masoud Pezeshkian premiera un’atleta. Le immagini arrivano dopo che nelle ultime ore sono rimbalzate sui media internazionali voci secondo le quali il presidente della Repubblica islamica avrebbe inviato alla guida suprema, Mojtaba Khamenei, una lettera di dimissioni. Irna pubblica la smentita del vice portavoce della presidenza iraniana che parla di “speculazione della rete straniera senza vergogna” e il video in cui Pezeshkian premia la campionessa mondiale di wushu, consegnandole il riconoscimento di “Signora dello Sport Iraniano”.
1 giugno 2026
Trump, «nel mio accordo si parla approfonditamente di nucleare»
“La Cnn, fonte di fake news, ha affermato oggi come al solito che il mio accordo sul nucleare iraniano non parla di nucleare, quando in realtà afferma, molto chiaramente, che l’Iran non avrà armi nucleari. Prosegue poi, in modo molto dettagliato e approfondito, discutendo vari altri aspetti del nucleare. In effetti, è proprio questo il tema principale dell’accordo”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “La Cnn, e tanti altri media che diffondono fake news, è un disastro con ascolti bassissimi. Anche con una nuova proprietà, è improbabile che le cose migliorino mai”.
1 giugno 2026
Iran, Trump condivide bozza accordo con Israele e altri alleati
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto circolare la bozza di accordo di pace per la guerra con l’Iran tra gli alleati, tra cui Israele, mentre sono in corso tentativi per impedire che nuove violazioni del cessate il fuoco degenerino e facciano fallire qualsiasi accordo. Intanto, con l’intento di accelerare i negoziati, il ministro degli Esteri pachistano, Mohammad Ishaq Dar, sarà oggi a Washington per incontrare il suo omologo statunitense, Marco Rubio.
Ieri Teheran ha preso di mira una base aerea statunitense in Kuwait dopo che Washington ha colpito quella che ha definito un’operazione di droni iraniani vicino allo Stretto di Hormuz, evidenziando la fragilità della situazione, dato che entrambe le parti negoziali si rifiutano di cedere sugli ultimi punti di disaccordo. Mercoledì era previsto che il gabinetto di Trump discutesse dell’accordo, ma Axios - che ha riportato le condizioni dell’intesa raggiunta - ha riferito che il presidente statunitense aveva bisogno di qualche giorno in più per riflettere sull’eventuale via libera.
La bozza condivisa da Trump non è molto diversa da quella che circola in Medio Oriente da giorni, secondo la quale lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto alla navigazione commerciale, il blocco statunitense dei porti iraniani verrebbe revocato e all’Iran verrebbe concesso l’accesso a circa 12 miliardi di dollari (9 miliardi di sterline) di beni congelati.
L’obiettivo sarebbe quello di riportare il traffico commerciale nello Stretto ai livelli prebellici entro 30 giorni e di avviare negoziati, che si prevede dureranno fino a 60 giorni, sul futuro del programma nucleare iraniano. Questi includerebbero discussioni sulle scorte di uranio altamente arricchito, una sospensione temporanea dell’ulteriore arricchimento e la supervisione da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), l’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite. L’Iran rinuncerebbe all’uso di armi nucleari.
Il vicepresidente americano JD Vance ha dichiarato ieri che entrambe le parti erano vicine a un accordo, ma che persistevano un paio di punti critici nei colloqui con Teheran riguardanti le scorte di uranio arricchito e la questione dell’arricchimento. “È difficile dire con esattezza quando, o se, il presidente firmerà” il memorandum d’intesa. “Stiamo ancora discutendo su un paio di punti relativi alla formulazione”, ha affermato Vance.
La Cina sta esercitando pressioni sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché ratifichi qualsiasi accordo. L’attuale portata dell’intesa sarebbe profondamente inaccettabile per Israele, perché rimanda qualsiasi impegno nucleare definitivo da parte dell’Iran e richiede un cessate il fuoco permanente che includa il Libano, secondo quanto riportato dal Guardian.
1 giugno 2026
Pasdaran: «Colpita e distrutta base aerea Usa»
“Le forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane hanno colpito e distrutto la base aerea da cui le forze statunitensi avevano lanciato un attacco contro una torre di telecomunicazioni sull’isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan”. Lo scrive su X l’agenzia Mehr.
1 giugno 2026
Usa, attacchi di autodifesa condotti contro siti droni iraniani
Questo fine settimana, gli Stati Uniti hanno condotto attacchi di autodifesa contro radar e siti di comando e controllo di droni iraniani a Goruk, in Iran, e sull’isola di Qeshm. Lo rende noto il Comando Centrale (CentCom) su X.
Gli attacchi, mirati e controllati, si sono svolti sabato e domenica in risposta alle aggressive azioni iraniane, tra cui l’abbattimento di un drone statunitense MQ-1 che operava su acque internazionali. I caccia statunitensi hanno risposto prontamente eliminando le difese aeree iraniane, una stazione di controllo a terra e due droni d’attacco che rappresentavano una chiara minaccia per le navi intransito nelle acque regionali. Nessun militare americano è rimasto ferito. Il CENTCOM continuerà a proteggere le risorse e gli interessi degli Stati Uniti in risposta all’ingiustificata aggressione iraniana durante il cessate il fuoco in corso.
1 giugno 2026
Rubio sente Aoun e Netanyahu, Hezbollah cessi immediatamente il fuoco
Gli Stati Uniti hanno presentato una proposta per la de-escalation delle ostilità in Libano, ha dichiarato un funzionario statunitense ad Al Jazeera, aggiungendo che il Segretario di Stato Marco Rubio ha avuto colloqui separati con il Presidente libanese Joseph Aoun e il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo la “tabella di marcia”, Hezbollah cesserebbe tutti gli attacchi contro Israele in cambio dell’astensione di Israele da ulteriori escalation nella capitale libanese, Beirut, ha affermato il funzionario.
La proposta statunitense mira a creare un ambiente favorevole a una graduale de-escalation e a una cessazione completa e totale di tutte le ostilità, ha aggiunto il funzionario.
“Il modo più rapido per proteggere i civili e ridurre l’escalation è che Hezbollah cessi immediatamente il fuoco”, ha affermato il funzionario, aggiungendo che Washington non si aspetta che Israele tolleri ulteriori attacchi contro i suoi civili.
Fumo dopo un raid israeliano nel sud del Libano. REUTERS/Amir Cohen
1 giugno 2026
Trump, ancora fake news da Cnn, accordo dice Iran non avrà armi nucleari
“La CNN, con le sue solite affermazioni, ha dichiarato oggi che il mio accordo sul nucleare iraniano non parla di nucleare, quando in realtà afferma, molto chiaramente, che l’Iran non avrà armi nucleari. Prosegue poi, con dovizia di particolari e in modo dettagliato, discutendo vari altri aspetti del nucleare. In effetti, la maggior parte dell’accordo riguarda proprio questo. La CNN, e molti altri media che diffondono notizie false, sono un disastro in termini di ascolti. Anche con una nuova proprietà, è improbabile che la situazione migliori mai”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo social media ’Truth’.






