Guerra in Iran

Furia Trump contro Netanyahu: «Che c...o stai facendo? Tutti odiano Israele per colpa tua»

Dura telefonata tra i due leader dopo l’escalation israeliana in Libano

Il Presidente Usa Donald Trump alla Casa Bianca (AP Photo/Alex Brandon) APN

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I due alleati nella guerra in Iran mostrano le prime crepe in un rapporto che sembrava inossidabile. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si sarebbe scagliato contro il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu durante la loro telefonata di ieri, definendolo «fottutamente pazzo» e dicendogli che tutti «odiano Israele», mentre chiedeva a Israele di accettare un cessate il fuoco con Hezbollah.

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Axios ha citato un funzionario statunitense che ha riassunto il messaggio di Trump a Netanyahu in questo modo: «Sei fottutamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il culo. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo motivo». Una seconda fonte informata sulla telefonata ha riferito alla testata che il presidente degli Stati Uniti era «furioso» e a un certo punto ha urlato a Netanyahu: «Che c...o stai facendo?».

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Due fonti hanno anche affermato che Trump ha accusato Netanyahu di ingratitudine durante la telefonata sull’escalation dei combattimenti in Libano decisa dal governo israeliano, telefonata che Axios ha descritto come «piena di parolacce».

Sebbene funzionari statunitensi abbiano dichiarato al sito di notizie che Trump era consapevole che Hezbollah aveva ripetutamente sparato contro Israele e che Gerusalemme ha il diritto di rispondere, il presidente riterrebbe che le Forze di Difesa Israeliane hanno reagito in modo sproporzionato negli ultimi giorni, mettendo a rischio gli sforzi di Washington per ottenere una proroga del cessate il fuoco con l’Iran, che subordina l’accordo a una tregua in Libano.

Trump avrebbe inoltre bloccato il piano di Israele di colpire Beirut. Un funzionario statunitense ha affermato che Trump ha detto a Netanyahu che dare seguito alle sue minacce di bombardare la capitale libanese avrebbe ulteriormente isolato Israele nel mondo. Due fonti hanno riferito che Trump ha affermato di aver contribuito a evitare l’arresto di Netanyahu, un riferimento al suo sostegno durante il processo per corruzione a carico del premier israeliano.

Oltre alle minacce a Beirut, Israele ha ampliato le sue operazioni di terra nel Libano meridionale. Un altro funzionario statunitense ha affermato che Trump era preoccupato per il fatto che Israele avesse ucciso così tanti civili in Libano e si opponeva al fatto che gli israeliani abbattessero edifici per eliminare un singolo comandante di Hezbollah.

Trump aveva annunciato lunedì il suo imminente piano per il Libano: «Non ci saranno truppe dirette a Beirut e tutte le truppe che erano in viaggio sono già state respinte», ha dichiarato il presidente in un post sui social media. «Ho avuto un’ottima conversazione con Hezbollah e hanno concordato che tutti gli scontri a fuoco cesseranno: Israele non li attaccherà e loro non attaccheranno Israele».

La situazione in queste ultime ore sarebbe cambiata: Israele non ha più intenzione di colpire obiettivi di Hezbollah a Beirut, ha dichiarato un funzionario israeliano ad Axios. Ma finora non c’è stata nessuna conferma sulla presunta tregua da parte di Israele o di Hezbollah.

L’escalation di violenza in Libano negli ultimi giorni rischia di compromettere i colloqui indiretti tra Washington e Teheran per estendere l’accordo di cessate il fuoco. Lunedì, l’Iran ha annunciato la sospensione dei negoziati con gli Stati Uniti in segno di protesta contro l’offensiva israeliana in Libano. I negoziatori sospenderanno “i colloqui e lo scambio di documenti tramite mediatori”, ha riportato lunedì l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, citando una dichiarazione non attribuita ad alcun funzionario o istituzione. Secondo quanto riportato, l’Iran ha minacciato la chiusura completa dello Stretto di Hormuz, un canale cruciale per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto.

L’annuncio dell’Iran di sospendere i negoziati ha fatto impennare i prezzi del petrolio. Il Brent, benchmark globale, ha ridotto parte dei guadagni, attestandosi intorno ai 95 dollari al barile, dopo i post di Trump sulla cessazione dei combattimenti in Libano.

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