
15 aprile 2026
Accordo Israele-Libano-Usa su avvio negoziati diretti. Tesoro Usa non prorogherà esenzioni su petrolio Iran
Trump respinge proposta su stop 5 anni per arricchimento uranio. Pakistan propone secondo round colloqui a Islamabad con Usa. Xi presenta un piano in 4 punti per la pace al principe emiratino Bin Zayed
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Sintesi per punti
14 aprile 2026
Iran, Wsj: europei preparano piano per liberare Hormuz senza coinvolgimento Usa
I Paesi europei stanno elaborando un piano per creare una coalizione internazionale con l’obiettivo di ripristinare la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz una volta terminato il conflitto iraniano, senza il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. Lo rivela il Wall Street Journal, secondo cui l’iniziativa, promossa da Regno Unito e Francia, prevederebbe una missione difensiva con operazioni di sminamento e il dispiegamento di navi militari per garantire il transito delle imbarcazioni. Il presidente francese Emmanuel Macron ha precisato che la missione escluderebbe le “parti belligeranti”, ovvero Stati Uniti, Israele e Iran, e non sarebbe sotto comando americano. L’obiettivo è favorire la ripresa del traffico commerciale nello stretto, da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. Il piano potrebbe coinvolgere anche la Germania, finora riluttante a operazioni militari all’estero, ma dotata di importanti capacità, in particolare nel campo dello sminamento. Secondo fonti diplomatiche, un primo confronto internazionale è previsto con una riunione convocata da Macron e dal premier britannico Keir Starmer, alla quale Washington non parteciperà. Restano tuttavia divergenze tra gli alleati europei: Parigi ritiene che l’assenza degli Stati Uniti renderebbe la missione più accettabile per Teheran, mentre Londra teme ripercussioni nei rapporti con Washington. Il piano si articolerebbe in tre fasi: evacuazione delle navi bloccate, bonifica delle mine e successivo pattugliamento con scorte militari.
14 aprile 2026
Libano: Israele-Beirut-Usa, accordo su avvio negoziati diretti
“Tutte le parti hanno concordato l’avvio di un processo di negoziato diretto in un luogo e in un momento che verranno concordati riguardo alla sua forma”. E’ quanto si legge in una dichiarazione congiunta di Israele, Libano e Stati Uniti dopo i colloqui di oggi a Washington. Lo riporta Ynet. Da parte americana è stato riferito che gli Stati Uniti “hanno sostenuto i piani del governo libanese per ripristinare il monopolio sulle armi e porre fine all’influenza iraniana interna, nonché il diritto di Israele a difendersi”. Da parte israeliana è stato dichiarato che Tel Aviv “ha espresso il proprio sostegno allo smantellamento di tutte le organizzazioni armate non governative e delle infrastrutture terroristiche in Libano, e sottolinea il proprio impegno a collaborare con il governo libanese per raggiungere questo obiettivo”.
14 aprile 2026
Tesoro Usa non prorogherà le esenzioni sul petrolio dell’Iran
Il dipartimento del Tesoro Usa ha dichiarato che non rinnoverà l’esenzione temporanea dalle sanzioni che ha consentito la vendita di parte del petrolio iraniano, la cui scadenza è prevista tra pochi giorni. “Le istituzioni finanziarie devono essere consapevoli che il Dipartimento sta facendo leva sull’intera gamma di strumenti e poteri a sua disposizione ed è pronto ad applicare sanzioni secondarie nei confronti di chi continua a sostenere le attività dell’Iran”, ha affermato il dipartimento in una nota.
Un'immagine ripresa da un drone mostra i serbatoi di stoccaggio di petrolio, gas e carburante presso il Navigator Terminal di Grays, in Gran Bretagna, il 14 aprile 2026. I prezzi del petrolio hanno superato nuovamente i 100 dollari al barile, mentre la Marina degli Stati Uniti avvia un blocco dello Stretto di Hormuz a seguito del fallimento dei negoziati di cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. Nel frattempo, il leasing di veicoli elettrici ha registrato un'impennata in tutta Europa a causa dell'aumento dei prezzi della benzina legato alla guerra con l'Iran. EPA/NEIL HALL EPA
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14 aprile 2026
Colloqui tra Israele-Libano a Washington costruttivi
I rappresentanti di Israele e Libano “hanno avuto discussioni costruttive sulle misure necessarie per avviare negoziati diretti tra i due Paesi”. Lo si legge in una nota congiunta pubblicata dopo gli incontri a Washington. “Le parti hanno concordato di avviare negoziati diretti in una data e in un luogo da stabilirsi successivamente”, si sottolinea.
14 aprile 2026
Israele: con Libano dalla stessa parte contro Hezbollah
L’ambasciatore israeliano Yechiel Leiter ha accolto con favore l’“eccellente scambio” al termine dei primi colloqui diretti con il Libano tenutisi oggi a Washington. “Oggi abbiamo scoperto di essere dalla stessa parte. Questa è la cosa più positiva che possiamo trarre da questo incontro. Siamo entrambi uniti nel desiderio di liberare il Libano dall’occupazione, da una potenza dominata dall’Iran e chiamata Hezbollah”, ha concluso.
14 aprile 2026
Ambasciata Uk: «Su Hormuz noi in primo piano per ripristinare libera circolazione»
«Il Regno Unito sta svolgendo un ruolo di primo piano negli sforzi internazionali per ripristinare la libera circolazione delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz». Lo ha raffermato il portavoce dell’ambasciata britannica a Roma, Pierluigi Puglia, a margine dell’evento oggi a villa Wolkonsky con cui è stata inaugurata la mostra fotografica “A riveder le stelle”. «Il ministro degli Esteri ha guidato la scorsa settimana colloqui con oltre 40 Paesi per discutere l’urgente necessità di ristabilire la libertà di navigazione per il traffico marittimo internazionale. Il ministero della Difesa ha riunito pianificatori militari di più di 30 Paesi per valutare come coordinare al meglio le risorse comuni. Il primo ministro ha inoltre tenuto ulteriori consultazioni con gli alleati nella regione del Golfo», ha ricordato il portavoce. «Continueremo a collaborare con i settori della navigazione, delle assicurazioni e dell’energia per ristabilire la fiducia in questa rotta il più rapidamente possibile - ha spiegato -. L’Iran deve cessare immediatamente tutte le attività di posa di mine, gli attacchi con droni e ogni altro tentativo di bloccare il traffico commerciale nello Stretto».
14 aprile 2026
Aerei: richiesta alla Ue per misure urgenti contro la carenza di carburante
di Mara Monti

Dopo gli aeroporti anche le compagnie aeree si appellano all’Unione Europea per chiedere misure temporanee al fine di aiutarle ad affrontare le potenziali carenze di carburante per aerei e i maggiori costi causati dalla guerra con l’Iran. Dal monitoraggio degli stoccaggi del carburante a livello europeo, a una gestione degli slot più flessibile quando i voli vengono cancellati, all’abolizione delle tasse sull’aviazione e degli ETS fino all’introduzione di agevolazioni per le compagnie aeree che trasportano carburante in eccesso. L’associazione A4E, che rappresenta compagnie come Lufthansa, Air France-KLM e IAG (British Airways e Iberia, oltre alle low cost easyJet, Ryanair, ha anche chiesto all’UE di consentire l’importazione e l’utilizzo nel blocco del carburante Jet di tipo A, utilizzato prevalentemente negli Stati Uniti, una tipologia che non è ammessa in Europa perché troppo inquinante.
14 aprile 2026
Iran, Nyt: Pakistan spinge per secondo round colloqui in settimana
Il Pakistan sta spingendo per organizzare in settimana il secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, nella speranza di sfruttare lo slancio derivante dallo scorso incontro a Islamabad tra le delegazioni guidate dal vicepresidente americano JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf. Lo riferiscono al New York Times tre funzionari pakistani.
14 aprile 2026
Guterres, «Essenziale che negoziati Usa-Iran proseguano»
«È essenziale che questi negoziati proseguano. Credo sarebbe irrealistico aspettarsi che un problema così complesso e di lunga data venga risolto nel corso della prima sessione». Lo ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres sulla possibilità di un nuovo round di colloqui Usa-Iran per porre fine alla guerra. «Pertanto, è necessario che i negoziati vadano avanti e che, nel frattempo, venga mantenuto il cessate il fuoco per favorire il processo negoziale - ha aggiunto - Le informazioni in nostro possesso suggeriscono che sia in programma un incontro con il premier del Pakistan».
14 aprile 2026
Rubio: trattative Israele-Libano sono «un processo, non un evento»
Il capo della diplomazia americana sconsiglia di aspettarsi una svolta immediata nelle relazioni tra Israele e Libano con l’inizio odierno delle trattive. Parlando dalla capitale americana il segretario di Stato, Marco Rubio, ha spiegato che «questo è un processo, non un evento. Tutte le complessità di questa questione non saranno risolte nelle prossime sei ore».
14 aprile 2026
Libano: «Almeno 2.124 uccisi dal 2 marzo, tra loro 168 bambini»
Almeno 35 persone sono state uccise negli attacchi israeliani contro il Libano nelle ultime 24 ore. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese nel suo aggiornamento quotidiano, mentre funzionari libanesi e israeliani si incontrano a Washington, DC, per discutere di possibili colloqui per un cessate il fuoco, scrive la Cnn. Secondo quanto riferito dal ministero della Salute, gli attacchi aerei del Paese contro il Libano hanno causato la morte di almeno 2.124 persone dal 2 marzo. Tra le vittime figurano 168 bambini e almeno 88 operatori sanitari. Israele ha iniziato gli attacchi contro quelli che definisce obiettivi di Hezbollah, sostenuto dall’Iran, nel Paese poco più di sei settimane fa, e ha continuato a condurre raid anche dopo l’attuale cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti.

Mercoledì 8 aprile 2026, alcune persone trasportano un uomo rimasto ferito in seguito a un attacco aereo israeliano che ha colpito un complesso religioso nella città portuale meridionale di Sidone, in Libano. (AP Photo/Mohammed Zaatari) Associated Press / LaPresse
14 aprile 2026
Iran, Cnn: almeno 9 navi hanno attraversato Hormuz da inizio blocco Usa
Almeno nove navi commerciali hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dall’inizio del blocco navale dichiarato dagli Stati Uniti ed entrato in vigore ieri alle 16 ora italiana. Lo riferisce la Cnn, citando dati di tracciamento marittimo, mentre il Comando centrale statunitense (Centcom) ha assicurato che nessuna imbarcazione ha violato le restrizioni nelle ultime 24 ore. Lo stesso Centcom ha chiarito che il blocco si applica esclusivamente al traffico in entrata e in uscita dai porti dell’Iran, consentendo invece il transito alle navi dirette verso altre destinazioni. Secondo la Kpler, azienda francese che mappa in tempo reale i flussi mondiali di petrolio e materie prime, tra le imbarcazioni transitate figurano la petroliera “Rich Starry”, sanzionata dagli Stati Uniti dal 2023 per i suoi legami con l’Iran, e la “Elpis”, anch’essa sotto sanzioni. Dati di MarineTraffic indicano il passaggio anche della portarinfuse “Christianna”, battente bandiera liberiana, e della petroliera “Murlikishan” di proprietà di una società con sede alle Isole Marshall e inserita nel programma sanzionatorio Usa contro Teheran. Tra le navi segnalate figurano anche una petroliera di una compagnia cinese e una nave per il trasporto di gpl. La Cnn precisa che non è possibile verificare in modo indipendente questi movimenti poiché i dati di tracciamento possono presentare anomalie, anche a causa di interruzioni del segnale o pratiche di spoofing, ovvero la trasmissione di segnali falsi per mascherare la reale posizione delle navi.
14 aprile 2026
Costa: «Blocco non è risposta giusta, iniziativa Francia-Gb strada percorribile»
Un blocco «non è mai la risposta giusta, un blocco non risolve altri blocchi», ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, in una intervista a Cnn in cui spiega che la conferenza franco-britannica per la costituzione di una coalizione di Paesi disponibili ad adottare azioni difensive nello Stretto di Hormuz è invece una strada più percorribile. «Stiamo procedendo nel modo giusto e il modo giusto è quello di affrontare la questione nel pieno rispetto del diritto internazionale», ha affermato Costa, sottolineando che, anche se Cina e Russia hanno posto il veto all’Onu al progetto di risoluzione con l’autorizzazione a una tale coalizione, «non è impossibile fare progressi» su questo fronte. «Nel mondo ideale potremmo contare su un mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ma non è impossibile agire in un quadro diverso, non nel quadro di questa guerra ma di una soluzione di pace».
14 aprile 2026
Fmi: «Nella migliore delle ipotesi, la crescita globale frenerà al 3,1% nel 2026»

Nella migliore delle ipotesi, vale a dire se il confitto in Iran e Medio Oriente si trascinerà ancora solo per qualche settimana, l’economia mondiale rallenterà di pochi decimali nel 2026. Se le cose dovessero andare male o molto male, con una guerra lunga, la crescita potrebbe frenare dal 3,4% del 2025 al 2,5% o addirittura al 2%, a un passo da quella che gli economisti considerano recessione globale.
Sono gli scenari illustrati dal Fondo monetario internazionale nell’aggiornamento del suo World economic outlook, pubblicato martedì 14 aprile. Come anticipato la settimana scorsa dalla direttrice generale, Kristalina Georgieva, i danni sono già tali da cancellare i progressi dei primi mesi dell’anno e da fermare la crescita sotto il livello del 2025. «Prima della guerra, l’economia globale stava ottenendo risultati migliori del previsto», sottolinea il Fondo, nonostante il caos già scatenato sui dazi dal presidente Usa, Donald Trump. Nello scenario di riferimento, la crescita dell’Italia si ferma allo 0,5% nel 2026, con una correzione al ribasso dello 0,2%.
14 aprile 2026
Libano: in corso a Washington colloqui diretti tra ambasciatori
Al dipartimento di Stato di Washington sono in corso i colloqui diretti tra l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, e l’ambasciatrice libanese negli Stati Uniti, Nada Hamadeh, con la mediazione del segretario di Stato Marco Rubio. Il segretario di Stato, al momento della foto con gli altri diplomatici non ha risposto alle domande dei giornalisti sulla guerra in Iran.
14 aprile 2026
Trump: «Colloqui con Iran potrebbero riprendere nei prossimi due giorni, non in Pakistan»
I colloqui tra Stati Uniti e Iran potrebbero riprendere nei prossimi due giorni. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista al New York Post. «Abbiamo in mente un altro luogo» per i negoziati, ha aggiunto il presidente, escludendo che i prossimi colloqui possano svolgersi di nuovo in Pakistan. «Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro».
14 aprile 2026
Blocco Hormuz: 10mila soldati Usa impegnati e sei navi respinte
«Oltre 10.000 tra marinai, Marines e aviatori statunitensi, insieme a più di una dozzina di navi da guerra e decine di velivoli, stanno eseguendo la missione volta a bloccare le navi in entrata e in uscita dai porti iraniani». Lo riferisce il Comando centrale Usa in un post su X. «Nelle prime 24 ore, nessuna nave è riuscita a superare il blocco statunitense e 6 navi mercantili si sono conformate alle direttive delle forze Usa, invertendo la rotta per rientrare in un porto iraniano affacciato sul Golfo dell’Oman», afferma il Comando, sottolineando che «il blocco viene applicato in modo imparziale nei confronti delle navi di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani situati sul Golfo Arabico e sul Golfo dell’Oman».
14 aprile 2026
Iran, Pezeshkian elogia Paesi tra cui Italia: «civiltà contro crimini regime sionista»
«L’essenza delle civiltà si rivela nei momenti cruciali della storia. Le posizioni assunte da Spagna, Cina, Russia, Turchia, Italia ed Egitto contro il bellicismo e i crimini del regime sionista affondano le loro radici nelle loro profonde tradizioni culturali e storiche». Con queste parole il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, si è espresso a favore delle prese di distanza di alcuni governi, tra cui quello italiano, rispetto a Israele.
اصالت تمدنها در بزنگاههای مهم تاریخی خود را نشان میدهد. مواضع اسپانیا، چین، روسیه، ترکیه، ایتالیا و مصر در مخالفت با جنگطلبی و جنایات رژیم صهیونیستی، ریشه در جایگاه فرهنگی و تاریخی آنها دارد. https://t.co/ocJZTUHqHj
— Masoud Pezeshkian (@drpezeshkian) April 14, 2026
14 aprile 2026
Idf: uccisi 3 miliziani Hezbollah che avevano ferito 10 soldati
Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver ucciso tre miliziani di Hezbollah che durante la notte hanno ferito dieci paracadutisti in uno scontro a fuoco nella città di Bint Jbeil, nel sud del Libano. Nel corso della notte, i soldati del 101esimo battaglione della Brigata Paracadutisti hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con una cellula composta da tre militanti del movimento integralista islamico sostenuto dall’Iran. Secondo le Idf, il bilancio è di tre paracadutisti in condizioni gravi, uno in condizioni moderate e sei con ferite lievi.
Le truppe hanno risposto al fuoco e, insieme al supporto di carri armati e attacchi aerei, hanno ucciso due dei militanti di Hezbollah, ha riferito l’esercito. Il terzo miliziano del ’Partito di Dio’ ha cercato di fuggire dall’area, ma poco dopo è stato preso di mira e ucciso in un attacco, hanno aggiunto le Idf.
14 aprile 2026
Dombrovskis: Mosca guadagna dalla crisi energetica, non allentare la pressione
“Nel discutere del conflitto in Iran è importante non dimenticare la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina: il messaggio è chiaro, non è il momento di allentare la pressione su Mosca, perché la Russia sta purtroppo emergendo come vincitrice da questa guerra, dato che l’aumento dei prezzi dell’energia le garantisce entrate aggiuntive per la sua macchina bellica”. Lo ha detto Valdis Dombrovskis intervenendo al Semafor World Economic Summit.
Per approfondire: Petrolio e gas, perché il blocco navale di Trump in Iran è un rischio
14 aprile 2026
Iran: dopo la petroliera Elpis una seconda nave ha rotto il blocco Usa a Hormuz
Sono almeno due le navi provenienti da porti iraniani che ieri hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, nonostante il blocco militare statunitense, secondo quanto riferisce la società di dati marittimi Kpler. Nel dettaglio, la nave portarinfuse battente bandiera liberiana Christianna ha attraversato lo stretto, dopo aver scaricato mais nel porto iraniano di Bandar Imam Khomeini, passando vicino all’isola iraniana di Larak intorno alle 16:00 di ieri, cioè dopo l’entrata in vigore del blocco imposto da Washington alle 14. In aggiunta, la petroliera Elpis, battente bandiera delle Comore, è stata individuata vicino all’isola di Larak intorno alle 11:00 e ha attraversato lo stretto intorno alle 16:00. Oltre a queste due navi, secondo Reuters, a passare nelle scorse ore per Hormuz, nonostante il blocco americano, sarebbe stata anche una petroliera cinese, che era già stata sanzionata dagli Stati Uniti per i rapporti commerciali con l’Iran.
14 aprile 2026
Fmi: «Nella migliore delle ipotesi, la crescita globale frenerà al 3,1% nel 2026»

Nella migliore delle ipotesi, vale a dire se il confitto in Iran e Medio Oriente si trascinerà ancora solo per qualche settimana, l’economia mondiale rallenterà di pochi decimali nel 2026. Se le cose dovessero andare male o molto male, con una guerra lunga, la crescita potrebbe frenare dal 3,4% del 2025 al 2,5% o addirittura al 2%, a un passo da quella che gli economisti considerano recessione globale.
Sono gli scenari illustrati dal Fondo monetario internazionale nell’aggiornamento del suo World economic outlook, pubblicato martedì 14 aprile. Come anticipato la settimana scorsa dalla direttrice generale, Kristalina Georgieva, i danni sono già tali da cancellare i progressi dei primi mesi dell’anno e da fermare la crescita sotto il livello del 2025. «Prima della guerra, l’economia globale stava ottenendo risultati migliori del previsto», sottolinea il Fondo, nonostante il caos già scatenato sui dazi dal presidente Usa, Donald Trump. Nello scenario di riferimento, la crescita dell’Italia si ferma allo 0,5% nel 2026, con una correzione al ribasso dello 0,2%.
14 aprile 2026
Iran, Fmi a governi: contro effetti guerra aiuti mirati, ridefinire spese e priorità
Laddove il sostegno fiscale sia ritenuto necessario per proteggere i più vulnerabili da shock esterni estremi, “dovrebbe essere mirato, tempestivo, temporaneo e finanziato nell’ambito delle attuali dotazioni di bilancio ridefinendo le priorità di spesa e, se ciò non fosse possibile, comunicando chiaramente il percorso per il ripristino dei saldi di bilancio”. Così il Fondo monetario internazionale nel World economic outlook. “Per ricostituire le riserve in vista di shock futuri, i governi dovrebbero - in base alle circostanze specifiche del proprio Paese - mobilitare le entrate, ridefinire le priorità di spesa, rendere la spesa più efficiente e gestire con prudenza le entrate straordinarie”, si aggiunge. “Una seconda priorità è affrontare gli squilibri interni, soprattutto quando ciò contribuisce anche a ridurre gli squilibri esterni eccessivi. Le azioni volte a rimuovere le distorsioni interne - attraverso politiche fiscali, strutturali e industriali - possono contemporaneamente ridurre gli squilibri esterni e aumentare la produzione globale. Le restrizioni commerciali svolgono un ruolo limitato nel correggere gli squilibri, ma possono incidere negativamente sulla produzione. I Paesi dovrebbero invece cooperare e adottare misure coordinate per ripristinare la stabilità nelle relazioni economiche internazionali. Dovrebbero cercare opportunità per rafforzare l’integrazione commerciale, avvalendosi di quadri normativi in materia di commercio prevedibili, trasparenti e ben comunicati”, si aggiunge.
14 aprile 2026
Iran: capo Mossad, «operazione israeliana terminerà quando regime cadrà»
L’operazione israeliana contro l’Iran terminerà ’’quando verrà sostituito il regime’’ degli Ayatollah. Lo ha dichiarato il capo del Mossad, David Barnea, intervenendo a una cerimonia in memoria dell’Olocausto. Barnea ha paragonato l’Olocausto al regime iraniano, sottolineando che l’impegno di Israele “sarà pienamente rispettato solo quando il regime estremista sarà sostituito. Quel regime, che mira alla nostra distruzione, deve scomparire dal mondo”. Barnea ha poi detto che ’’si sbagliano coloro che credono ingenuamente che l’Olocausto appartenga al passato e che nella realtà odierna il genocidio non possa verificarsi, che non possano esserci appelli allo sterminio né odio che minacci l’esistenza di un popolo’’. Nello specifico, ’’la minaccia iraniana si è intensificata costantemente sotto i nostri occhi, quasi senza che il mondo intervenisse”. Come israeliani, ha aggiunto, ’’più volte abbiamo messo in guardia dal pericolo nucleare come minaccia esistenziale; più volte abbiamo messo in guardia dalla quantità di missili balistici che minacciano i civili israeliani in tutto il paese e dal pericolo rappresentato dal regime iraniano. Alla fine, abbiamo preso il nostro destino nelle nostre mani e siamo andati incontro a due guerre necessarie”.
14 aprile 2026
Iran, Aie rivede stime greggio: domanda -80mila b/g in 2026 causa guerra
L’Agenzia internazionale per l’energia prevede che “la domanda di petrolio si contrarrà di 80.000 barili al giorno quest’anno, a causa dello sconvolgimento delle prospettive globali dovuto alla guerra con l’Iran”. Nel rapporto di questo mese, l’Agenzia rivede le stime. A marzo, l’offerta globale di petrolio è crollata di 10,1 milioni di barili al giorno, attestandosi a 97 milioni di barili al giorno, a causa dei continui attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente e delle persistenti restrizioni al transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, che hanno provocato la più grande interruzione della storia.
Per quanto riguarda la domanda “si tratta di 730.000 barili al giorno in meno rispetto al rapporto del mese scorso e il calo previsto di 1,5 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre del 2026 sarebbe il più marcato da quando il Covid-19 ha ridotto drasticamente i consumi di carburante”.
Inizialmente, i tagli più consistenti nell’uso del petrolio si sono registrati in Medio Oriente e nella regione Asia-Pacifico, principalmente per nafta, Gpl e carburante per aerei. Tuttavia, la contrazione della domanda si estenderà a causa della persistenza della scarsità e degli alti prezzi.
La produzione dell’Opec+ è diminuita di 9,4 milioni di barili al giorno su base mensile, raggiungendo i 42,4 milioni di barili al giorno, mentre l’offerta dei paesi non Opec+ è calata di 770 mila barili al giorno su base mensile, arrivando a 54,7 milioni di barili al giorno, poiché il calo della produzione del Qatar ha compensato gli aumenti registrati in Brasile e negli Stati Uniti.
14 aprile 2026
Meloni, l’economia preoccupa molto se non riapre Hormuz
“Sono preoccupata, sull’andamento dell’economia in generale sono molto preoccupata se non si riesce a riprendere e mandare avanti il round di negoziati e non si riesce a riaprire lo Stretto di Hormuz. Noi dall’inizio della crisi siamo stati tempestivi nel dare le risposte e continueremo a essere tempestivi nel dare le risposte. Per fare questo c’è bisogno di un impegno del governo italiano, e c’è bisogno dell’Europa”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un punto stampa al Vinitaly a Verona.
14 aprile 2026
Il Papa, «Dio straziato dalle guerre, non sta con i prepotenti»
Ancora un attacco da parte di Papa Leone contro i prepotenti del mondo che decidono le guerre. Dopo la replica di ieri a Donald Trump, oggi Leone ribadisce che “il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne. Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno”, ha detto lodando quanto si fa invece nella Casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri ad Annaba, in Algeria
14 aprile 2026
Lettera di Crosetto a ministro Israele per sospensione memorandum
E’ stato il ministro della Difesa Guido Crosetto a scrivere al suo omologo israeliano Israel Katz la lettera di sospensione del memorandum Italia-Israele. Il memorandum, che stabilisce una sorta di cornice per la cooperazione nel settore della difesa riguardo allo scambio di materiali militari e la ricerca tecnologica nell’ambito delle forze armate, in precedenza, prevedeva un rinnovo ogni cinque anni ed era entrato in vigore il 13 aprile 2016.
14 aprile 2026
Jp Morgan: Dimon, da guerre rischi significativi, preparati a diversi scenari
«Esiste un insieme di rischi sempre più complesso, dalle tensioni geopolitiche e dalle guerre alla volatilità dei prezzi dell’energia, dall’incertezza commerciale agli ampi deficit fiscali globali e agli elevati prezzi degli asset. Sebbene non possiamo prevedere come si evolveranno alla fine, questi rischi e queste incertezze sono significativi e rafforzano le ragioni per cui prepariamo l’azienda ad affrontare un’ampia gamma di scenari». Lo ha dichiarato l’a.d. di Jp Morgan, Jamie Dimon, commentando i risultati del primo trimestre. Dimon ha comunque notato che tra gennaio e marzo «l’economia statunitense è rimasta resiliente, con i consumatori che continuano a guadagnare e spendere e le imprese ancora in buona salute. Diversi fattori favorevoli sostengono questa resilienza - ha concluso -, tra cui un maggiore stimolo fiscale, i benefici della deregolamentazione, gli investimenti in capitale trainati dall’Ai e gli acquisti di asset da parte della Fed».
Per Approfondire
14 aprile 2026
Iran: stretto di Bab al-Mandeb, ecco perché Riad chiede a Usa di revocare blocco navale
C’è il timore della chiusura dello Stretto di Bab al-Mandeb, sul Mar Rosso, tra i motivi principali che hanno spinto l’Arabia Saudita a fare pressione sugli Stati Uniti perché revochi il blocco navale entrato in vigore ieri. Quello che per Riad sarebbe un durissimo colpo, infatti, è che Teheran decida, come rappresaglia, di chiudere, oltre allo Stretto di Hormuz, anche Bab al-Mandeb, che ora risulta fondamentale per le rimanenti esportazioni di petrolio saudita. Spiegandolo al Wall Street Journal, alcuni funzionari arabi hanno notato che l’Arabia Saudita è riuscita a riportare le sue esportazioni di petrolio ai livelli prebellici di circa sette milioni di barili al giorno, nonostante il blocco di Hormuz. E ci è riuscita proprio dirottando gran parte delle sue esportazioni di greggio dall’impianto di Ras Tanura nel Golfo Persico al porto di Yanbu sul Mar Rosso pochi giorni dopo l’inizio della guerra il 28 febbraio. Se lo Stretto di Bab al-Mandeb venisse chiuso, però, queste forniture sarebbero a rischio. Quello di Bab al-Mandeb è un passaggio angusto tra lo Yemen e il Corno d’Africa che collega il Mar Rosso con l’Oceano Indiano. Lo stretto, il cui nome significa “Porta delle Lacrime”, conduce al Canale di Suez ed è uno dei collegamenti più importanti per le navi che navigano tra l’Asia e l’Europa. Ma già durante la guerra nella Striscia di Gaza i miliziani yemeniti Houthi hanno dimostrato di essere in grado di danneggiare la navigazione a Bab al-Mandeb e lo potrebbero fare anche questa volta, se l’Iran lo chiedesse. Gli Houthi controllano infatti un lungo tratto di costa vicino a Bab al-Mandeb e durante la guerra a Gaza hanno lanciato missili e droni contro le navi che lo attraversavano. L’Iran sta già esercitando pressioni sugli Houthi affinché richiudano lo stretto, secondo quanto riferito da funzionari arabi al Wall Street Journal. “Se l’Iran vuole davvero chiudere Bab al-Mandeb, gli Houthi sono il partner ideale per farlo e la loro reazione al conflitto di Gaza dimostra che ne hanno la capacità”, ha affermato Adam Baron, esperto di Yemen e ricercatore presso New America, istituto di analisi politica con sede a Washington.
Per Approfondire
14 aprile 2026
Bbc, 4 navi legate all’Iran sono passate per Hormuz dall’inizio del blocco
I dati di tracciamento navale mostrano che quattro navi collegate all’Iran hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante l’inizio del blocco navale di Washington. Lo dice una analisi di Bbc Verify, il team dell’emittente britannica specializzato in analisi dei dati e uso di intelligence open-source (Osint). Secondo il portale di tracciamento MarineTraffic, due di queste navi avevano fatto scalo in porti iraniani. La nave portarinfuse Christianna ha attraversato lo stretto ieri, dopo l’inizio del blocco, dopo aver fatto scalo a Bandar Iman Khomeini, in Iran. La Rich Starry, sanzionata dagli Stati Uniti per il commercio con l’Iran, ha navigato invece verso est da Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, attraversando lo stretto durante la notte. La petroliera Murlikishan, anch’essa soggetta a sanzioni statunitensi per il commercio con l’Iran, è salpata da Lanshan, in Cina, e ha attraversato lo stretto verso ovest durante la notte. Secondo MarineTraffic, la sua ultima posizione segnalata era a est dell’isola iraniana di Qeshm. Un’altra petroliera, la Elpis, ha attraversato lo stretto oggi, diretta verso est, proveniente dal porto iraniano di Bushehr, come dimostrano i dati di tracciamento. È soggetta a sanzioni statunitensi e la sua destinazione è sconosciuta. “È possibile che queste navi abbiano trasmesso falsi segnali di posizione - una pratica nota come ’spoofing’ - per mascherare la loro ubicazione” sottolinea Bbc. L’esercito statunitense ha dichiarato che avrebbe bloccato tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani ma che non avrebbe ostacolato la libertà di navigazione per le navi che transitano nello stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani
14 aprile 2026
Iran: Costa negli Emirati, impegno per ripristinare libertà navigazione Hormuz
“Nel mio incontro con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed Bin Zayed, ho espresso la mia gratitudine per l’assistenza e l’attenzione dedicate alla sicurezza dei 200.000 cittadini dell’Ue residenti negli Emirati Arabi Uniti.
Abbiamo discusso di come l’Ue e gli Emirati Arabi Uniti possano cooperare più strettamente per riportare la stabilità nella regione e proteggere i nostri interessi comuni”. Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. “L’Ue si impegna a collaborare con i partner della regione per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, garantire il passaggio sicuro delle navi intorno alla penisola arabica e sostenere tutti gli sforzi diplomatici per una pace duratura in Medio Oriente”, aggiunge.
14 aprile 2026
Media, una terza petroliera è entrata nello Stretto di Hormuz
Secondo i dati di navigazione, una terza petroliera è entrata oggi nel Golfo Persico attraverso lo stretto di Hormuz. Lo scrive Al Jazeera. La Peace Gulf, battente bandiera panamense, è diretta al porto di Hamriyah negli Emirati Arabi Uniti, come mostrano i dati di Lseg. In precedenza, due petroliere soggette a sanzioni statunitensi avevano attraversato lo stretto. Le tre navi non erano dirette a porti iraniani, e non sono state interessate dal blocco statunitense. La petroliera Handy Murlikishan è diretta in Iraq per caricare olio combustibile il 16 aprile, secondo i dati di Kpler. La nave, precedentemente nota come Mka, ha trasportato petrolio russo e iraniano. Un’altra petroliera soggetta a sanzioni, la Rich Starry, è stata invece la prima ad attraversare lo stretto e a uscire dal Golfo dall’inizio del blocco, secondo i dati di Lseg e Kpler.
14 aprile 2026
Libano, perché la trattativa con Israele è tutta in salita

Stretto tra l’intransigenza di Benjamin Netanyahu da un lato e quella altrettanto estrema di Hezbollah dall’altro, il fragile Governo di Beirut si appresta ad affrontare una trattativa nata già in salita. Oggi, martedì 14 aprile, negli Stati Uniti, dovrebbero prendere il via i primi negoziati diretti tra il governo libanese e quello israeliano. Un passo senza precedenti negli ultimi decenni. Ma il contesto è avverso.
Un alto esponente di Hezbollah ha precisato che il movimento sciita filo-iraniano non rispetterà alcun accordo raggiunto negli Usa. La sola speranza per l’Esecutivo di Beirut è la determinazione di Donald Trump a portare avanti la via negoziale tra Israele e Libano. Trump è deciso a non lasciare al regime iraniano un pretesto per rifiutarsi di arrivare a un accordo di larga intesa con gli Stati Uniti. Netanyahu e Hezbollah sono arroccati sulle reciproche posizioni. L’adesione di Israele alle trattative che partiranno oggi appare più dettata dal timore di essere accusata di non averci provato che da una genuina volontà di arrivare a un cessate il fuoco. La formula di Netanyahu, se davvero fosse questa, è molto difficile da realizzare: i combattimenti sul terreno dovrebbero andare avanti insieme alle trattative. Israele non è intenzionato per ora a lasciare il sud del Libano.
14 aprile 2026
Meloni, sospeso il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele
“In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”. Lo ha reso noto la premier Giorgia Meloni, a margine del Vinitaly di Verona.
14 aprile 2026
Cina, dazi e blocco di Hormuz minano il surplus commerciale

I dati record della bilancia commerciale del 2025 rischiano di finire nel cassetto dei ricordi. Dal caotico contesto internazionale emerge che a marzo del 2026 la Cina ha evidenziato un rallentamento dell’export (+2,5% su base annua) controbilanciato da un forte balzo delle importazioni (+27,8%). Il surplus commerciale, in crescita esponenziale nel 2025, è ora sceso a 51,13 miliardi di dollari, con un netto calo delle spedizioni verso gli Stati Uniti (-26,5%, pari a 29,4 miliardi di dollari). A gennaio-febbraio era stato di 213,6 miliardi di dollari.
14 aprile 2026
Missione dei Paesi ’non belligeranti’ su Hormuz, conferenza venerdì a Parigi
Una conferenza si svolgerà venerdì a Parigi fra i “Paesi non belligeranti” volontari per una missione sullo stretto di Hormuz, secondo quanto annuncia l’Eliseo.
14 aprile 2026
Sanchez, la Cina può giocare ruolo importante per fine guerra Usa-Iran

“È molto difficile incontrare altri interlocutori che possano sbrogliare questa situazione provocata in Iran e nello Stretto di Hormuz più della Cina, perciò penso che la Cina possa giocare un ruolo importante per trovare una via diplomatica affinché cessi la guerra, contribuendo alla stabilità e alla pace”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in conferenza stampa a Pechino, dopo aver incontrato il presidente Xi Jinping. “Questa guerra non la appoggiamo, però le imprese, le famiglie, la Spagna, l’Ue e il mondo già ne notano le conseguenze, e quindi, qualsiasi sforzo che possono fare tutte le nazioni e in particolare quelle che hanno un’interlocuzione e che non hanno partecipato in modo attivo a questa guerra illegale, è benvenuto e necessario”, ha aggiunto il leader socialista.
14 aprile 2026
Hormuz, ecco come funziona il blocco di Trump
Il blocco navale con cui gli Stati uniti hanno iniziato ieri a interdire il traffico marittimo da e per l’Iran non coincide, almeno per ora, con una chiusura totale dello stretto di Hormuz. L’annuncio politico del presidente Usa Donald Trump parlava di navi che cercano di entrare o uscire dallo stretto, ma la formulazione operativa dello US Central Command (CentCom) è più circoscritta: il blocco riguarda “tutto il traffico marittimo” in entrata o in uscita dai porti iraniani, sulle coste del Golfo e del Golfo di Oman, mentre il passaggio verso porti non iraniani resta formalmente consentito.
Questo significa che Washington, più che sigillare ogni movimento dentro Hormuz, sta cercando di trasformare il collo di bottiglia marittimo in un filtro militare. L’obiettivo è separare il traffico “neutrale” da quello collegato ai terminali iraniani, sottraendo a Teheran la possibilità di esportare normalmente petrolio e prodotti raffinati. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, il blocco può togliere dal mercato circa 2 milioni di barili al giorno di greggio e derivati iraniani, ma senza fermare in teoria le navi dirette verso Emirati, Iraq, Kuwait o altri scali del Golfo.
Sul piano pratico, il meccanismo è quello classico di una interdizione navale: unità di superficie Usa, verosimilmente cacciatorpediniere e altre navi da guerra, sorvegliano le rotte d’accesso; droni e sensori seguono i movimenti in uscita e in entrata; una volta individuato un “contatto di interesse”, la nave viene chiamata via radio e interrogata su porto di provenienza, destinazione, carico e composizione dell’equipaggio. A quel punto può essere invitata ad accettare una squadra di abbordaggio. Se coopera, deve rallentare, correggere la rotta e consentire l’ispezione con battelli veloci o, nei casi più delicati, con elicotteri e discesa rapida sul ponte con corde. Se non coopera, si passa dalla sorveglianza alla coercizione: intercettazione, deviazione, sequestro.
Questo fatto, tuttavia, richiede un’effettiva capacità operativa, che è difficile e onerosa. Un blocco navale non vive di annunci, ma di capacità continuativa di fermare davvero le navi. Anche il diritto internazionale lo descrive così: secondo il “San Remo Manual on International Law Applicable to Armed Conflicts at Sea” deve essere dichiarato, notificato, applicato in modo legale ed essere effettivo, cioè sostenuto da forze sufficienti. Non basta una “paper blockade”, una proclamazione senza mezzi adeguati. Per questo Reuters, citando esperti ed ex responsabili del Pentagono e della marina Usa, parla di un’impresa militare costosa e potenzialmente di lunga durata.
14 aprile 2026
Reuters: «Usa e Iran tornano a Islamabad»
Squadre negoziali provenienti da Stati Uniti e Iran potrebbero tornare a Islamabad questa settimana, pochi giorni dopo la conclusione, nella capitale pakistana, dei colloqui di più alto livello tra i due Paesi dalla Rivoluzione islamica del 1979, senza alcun risultato concreto. Lo riporta Reuters che cita quattro fonti diverse.
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14 aprile 2026
La Cina promette contromisure alle minacce tariffarie di Trump
La Cina ha promesso di imporre “contromisure” dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di applicare nuovi dazi sui beni cinesi in entrata negli Stati Uniti qualora Pechino dovesse fornire assistenza militare all’Iran durante la guerra in Medio Oriente. “Se gli Stati Uniti insistono nell’usare questo come pretesto per imporre dazi aggiuntivi alla Cina, la Cina adotterà sicuramente contromisure risolute”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in conferenza stampa, aggiungendo che le notizie secondo cui la Cina starebbe fornendo armi all’Iran “sono completamente inventate
14 aprile 2026
Iran: per Cina blocco Usa a Hormuz è «pericoloso e irresponsabile»
La Cina definisce “pericoloso e irresponsabile” il blocco voluto dagli Stati Uniti dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Affari esteri Guo Jiakun.
“Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e imposto un blocco mirato, che non farà altro che esacerbare le tensioni, indebolire un accordo di cessate il fuoco già fragile e compromettere ulteriormente la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto. Si tratta di un comportamento pericoloso e irresponsabile”.
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14 aprile 2026
Iran: Vance, la palla è nel campo degli iraniani
“La palla è nel campo degli iraniani”. Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance sullo stato delle posizioni tra Washington e Teheran dopo il negoziato fallito in Pakistan nello scorso fine settimana.
“Vogliamo che quel materiale - ha detto con riferimento all’uranio arricchito - esca completamente dal paese, in modo che gli Stati Uniti ne abbiano il controllo”, ha detto a Fox News sottolineando la necessità di prevedere verifiche sul fatto che Teheran non possa arricchire l’uranio in futuro.
“Una cosa è che gli iraniani dicano che non acquisiranno armi nucleari, un’altra è che noi mettiamo in atto i meccanismi necessari per garantire che ciò non accada” ha detto Vance.
14 aprile 2026
Iran, Wsj: pressioni di Riad su Usa per revoca blocco Stretto Hormuz
L’Arabia Saudita sta facendo pressione sugli Stati Uniti perchè revochino il blocco nello Stretto di Hormuz e tornino al tavolo dei negoziati con l’Iran. Lo riporta il Wall Street Journal citando funzionari arabi, secondo cui Riad teme che Teheran possa rispondere al blocco chiudendo lo Stretto di Bab el-Mandeb, rotta strategica nel Mar Rosso per le rimanenti esportazioni di petrolio dell’Arabia Saudita.
14 aprile 2026
Xi presenta un piano in 4 punti per la pace al principe emiratino Bin Zayed
Il presidente cinese Xi Jinping ha presentato una proposta in quattro punti volta a promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente a Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti, durante un incontro avvenuto a Pechino. Lo riporta Xinhua.
La proposta prevede il rispetto del principio della coesistenza pacifica, il rispetto del principio della sovranità nazionale, il rispetto del principio dello Stato di diritto internazionale e il rispetto del coordinamento tra sviluppo e sicurezza. La Cina, ha affermato Xi, intende continuare a giocare un ruolo “costruttivo” per la pace in Medio Oriente.
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Netanyahu e l’unica strategia della guerra continua
12 aprile 202614 aprile 2026
Media, Islamabad propone di ospitare un secondo round di negoziati Usa-Iran
“Il Pakistan ha proposto di ospitare un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad nei prossimi giorni, prima della fine del cessate il fuoco”: lo scrive l’agenzia Ap sul suo sito citando due funzionari pachistani. I funzionari, hanno aggiunto che la proposta dipenderà dalla richiesta, da parte delle parti, di una sede diversa.
14 aprile 2026
Iran: petroliera cinese ha attraversato lo Stretto di Hormuz
È entrata da pochi minuti nel Golfo dell’Oman la petroliera Riche Starry, di proprietà cinese, battente bandiera del Malawi che ha attraversato lo Stretto di Hormus dopo il blocco statunitense. Sono le ultime informazioni relative alla nave in base al servizio di trattaciamento di Marine Traffic, aggiornato a poco prima delle 7.
Nella giornata di ieri, la Rich Starry è salpata il 4 aprile scorso da Sbharjah Anch, negli Emirati Arabi e la sua destinazione è la Cina.
Si tratta di una una petroliera/nave cisterna per prodotti chimici che naviga sotto bandiera del Malawi. La sua lunghezza è di 188,2 metri e la sua larghezza è di 29 metri.
14 aprile 2026
Usa, Rubio parteciperà ai colloqui tra Israele e Libano
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, parteciperà ai colloqui diretti tra Israele e Libano in programma oggi a Washington. Lo ha detto alla Cnn un funzionario del dipartimento di Stato, precisando che al confronto, in programma al dipartimento di Stato, parteciperanno anche l’ambasciatore americano in Libano, Michel Issa, e il consigliere del dipartimento di Stato, Michael Needham. Le delegazioni israeliana e libanese saranno guidate dai rispettivi ambasciatori negli Stati Uniti, Yechiel Leiter e Nada Hamadeh.
“Questo colloquio amplierà il dialogo in corso su come garantire la sicurezza a lungo termine del confine settentrionale di Israele e su come sostenere la determinazione del governo libanese alla piena sovranità sul proprio territorio e sulla propria vita politica - ha detto il funzionario americano - Israele è in guerra con Hezbollah, non con il Libano, quindi non c’è motivo per cui i due Paesi vicini non debbano dialogare”.
14 aprile 2026
Pakistan propone secondo round colloqui a Islamabad con Usa
Il Pakistan ha proposto di ospitare un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad nei prossimi giorni, prima della fine del cessate il fuoco, secondo quanto riferito da due funzionari pakistani.
I funzionari, che hanno parlato a condizione di anonimato perché non autorizzati a discutere la questione con la stampa, hanno affermato che la proposta dipenderà dalla richiesta delle parti di una sede diversa.
Uno dei funzionari ha aggiunto che, nonostante si siano conclusi senza un accordo, i primi colloqui facevano parte di un processo diplomatico in corso e non erano un’iniziativa isolata.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 14 aprile
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14 aprile 2026
Hezbollah: «Non rispetteremo accordi presi tra Libano e Israele»
Il gruppo militante libanese Hezbollah non rispetterà alcun accordo che possa derivare da colloqui diretti tra Libano e Israele negli Stati Uniti, negoziati a cui si oppone fermamente. Lo ha dichiarato - come riporta il The Guardian - Wafiq Safa, membro di alto rango del consiglio politico di Hezbollah, alla vigilia dei colloqui previsti a Washington tra gli ambasciatori libanese e israeliano. Sarà la prima volta in decenni che gli inviati dei due paesi, che non intrattengono relazioni diplomatiche, si incontreranno faccia a faccia per colloqui diretti.
14 aprile 2026
Scorte di petrolio destinate alla Cina immuni dal blocco di Hormuz
Un’ampia scorta di greggio iraniano a bordo di petroliere già in navigazione e consistenti depositi a terra in Cina forniranno una riserva alle raffinerie indipendenti del Paese qualora un blocco statunitense dello Stretto di Hormuz dovesse interrompere i flussi di petrolio.
Secondo i dati raccolti da Kpler, si trovano circa 38 milioni di barili di petrolio iraniano a bordo di navi nei mari dell’Asia, di cui oltre un terzo ancorate nel Mar Giallo al largo della costa cinese. Le scorte complessive di greggio nella provincia dello Shandong, sede della maggior parte delle raffinerie indipendenti del Paese, note come “teapots”, sono anch’esse aumentate e si avvicinano ai massimi di quest’anno, secondo OilChem.
Le riserve di greggio iraniano stoccate in mare garantiscono alle compagnie petrolifere una fornitura di circa due mesi e mezzo, ha affermato Emma Li, analista di mercato cinese presso Vortexa, con sede a Singapore. Le importazioni cinesi dalla Repubblica Islamica hanno raggiunto il livello record di 1,8 milioni di barili al giorno il mese scorso, ha aggiunto.
Pechino ha recentemente concesso alle compagnie petrolifere quote di importazione di greggio aggiuntive per consentire loro di continuare a produrre carburanti, contribuendo ad attutire l’impatto delle interruzioni delle forniture dal Golfo Persico. Tuttavia, un blocco statunitense prolungato potrebbe complicare questi sforzi per la sicurezza energetica qualora i flussi iraniani dovessero diminuire.
Intanto, nella notte fra lunedì e martedì la petroliera ’Rich Starry’, di proprietà cinese e con bandiera del Malawi, ha quasi completato l’attraversamento dello Stretto di Hormuz dopo il blocco imposto dagli Stati Uniti. È quanto appare dai dati di tracciamento navale del sito MarineTraffic. La nave, lunga 188 metri e larga 29 metri, è partita ieri dall’ancoraggio di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) e naviga (velocità 8 nodi) a pieno carico, con un pescaggio segnalato di 11,3 metri, indicando la Cina come destinazione. Ieri aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, mentre ora sta facendo ingresso nel Golfo dell’Oman.
I PORTI E I TERMINAL IRANIANI
14 aprile 2026
Rubio ospita colloqui diretti Beirut-Israele
Il segretario di Stato Marco Rubio ospiterà martedì a Washington, un incontro tra gli ambasciatori di Israele e Libano per avviare negoziati diretti tra i due Paesi. Lo riporta Axios.
I colloqui, che si svolgeranno nel contesto degli scontri tra Israele e Hezbollah e di una vasta invasione di terra israeliana nel Libano meridionale, si concentreranno sulla possibilità di un cessate il fuoco e sul disarmo a lungo termine di Hezbollah, oltre che su un accordo di pace tra i due Paesi, secondo quanto riferito da alcune fonti.
14 aprile 2026
Trump respinge proposta su stop 5 anni per arricchimento uranio
Secondo il New York Times, il presidente americano Donald Trump ha respinto la proposta dell’Iran di sospendere il programma di arricchimento dell’uranio per 5 anni.
Il vicepresidente JD Vance ha chiesto una sospensione di 20 anni nei negoziati del fine settimana, conclusisi senza un accordo il giorno prima dell’inizio del blocco militare statunitense dello Stretto di Hormuz. Il presidente Trump ha respinto l’offerta iraniana.









