Da Cingoli alle valli del Fiastra e della Mivola, viaggio fra natura e storia nelle terre marchigiane

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Gradara, la rocca dell’amore di Paolo e Francesca

Rocca di Gradara

È uno dei borghi più iconici delle Marche, e la sua notorietà è dovuta alla presenza scenografica della sua rocca medievale (il mastio centrale è alto circa 30 metri) e a una delle storie più struggenti della letteratura italiana. Costruito e ampliato tra il XII e il XV secolo, il complesso del castello di Gradara, oggi spazio museale pubblico, è circondato da una doppia cinta muraria tra le meglio conservate d’Italia e domina le colline tra Marche e Romagna restituendo l’immagine di una fortezza strategica contesa tra le casate dei Malatesta, degli Sforza e dei Della Rovere. Al suo interno si trovano ambienti di grande fascino che spaziano dalle sale di rappresentanza agli eleganti cortili fino alle camere private che riportano alla vita di corte. Tra queste anche la stanza simbolo della vicenda di Paolo e Francesca narrata da Dante nella “Divina Commedia”: ogni dettaglio della camera (il letto in legno, l’angolo della lettura, il libro galeotto che i due amanti stavano leggendo, la botola da cui Paolo tentò invano di fuggire) alimenta un intreccio tra storia e immaginario che contribuisce a rendere unico questo borgo e invita a scoprirlo passo dopo passo camminando lungo le mura del castello o tra vie del piccolo centro.

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