Da Cingoli alle valli del Fiastra e della Mivola, viaggio fra natura e storia nelle terre marchigiane
Cingoli, il “Balcone delle Marche” fra storia e natura
È una delle mete simbolo dell’entroterra marchigiano grazie alla sua posizione privilegiata: a 631 metri di altitudine, il borgo domina un paesaggio che nelle giornate limpide si estende fino all’Adriatico, offrendo una delle viste più ampie e suggestive di tutte le Marche. Il centro storico di Cingoli, il cui nome deriva dal latino “cingulum”, termine che richiama l’idea di una sporgenza rocciosa o di un ripiano che si affaccia sul versante di un monte, è racchiuso da una cinta muraria quasi completamente intatta e si sviluppa lungo un tessuto urbano popolato da palazzi nobiliari, portali rinascimentali e chiese che ricordano un passato secolare. Piazza Vittorio Emanuele II, dove si affaccia la Cattedrale di Santa Maria Assunta, è il cuore della vita cittadina, mentre nel Palazzo Comunale è custodito uno dei capolavori del Rinascimento marchigiano, la Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto, celebre dipinto del 1539. Il patrimonio archeologico è conservato invece nel Museo archeologico statale, con reperti che vanno dalla preistoria all’età ellenistico-romana. Oltre che per la sua dimensione storico-artistica, Cingoli si distingue anche per l’ambiente naturale circostante: il lago di Castreccioni, la faggeta di Canfaito, la Macchia di Tassinete e il Bosco di Montenero ampliano l’esperienza di viaggio e si specchiano con il piacere di una gastronomia che racconta il territorio attraverso i suoi prodotti tipici, dall’olio extravergine d’oliva Mignola alla pizza di formaggio fino ai dolci della tradizione contadina come il “Serpe”.

