Trasporto aereo

Ryanair, sospetto abuso posizione dominante: dall’Antitrust possibile multa di 1 miliardo

L’indagine risale al 2023. La decisione potrebbe arrivare il prossimo 22 dicembre

Un veicolo di assistenza a terra opera accanto a un aeromobile Boeing 737-8AS di Ryanair, targato SP-RSP, all'aeroporto di Varsavia-Modlin a Modlin, in Polonia, il 1° dicembre 2025. REUTERS/Kacper Pempel

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“Abbiamo documentato che, dopo aver sottoscritto l’accordo, Ryanair non sta rispettando il principio di parità tariffaria: le tariffe più basse sono riservate alla vendita esclusiva sul sito web del vettore, rendendole di fatto indisponibili tramite il canale Travel Agent Direct destinato alle agenzie”. Lo dice Giuseppe Ciminnisi, il presidente di Fiavet Confcommercio che è stata in audizione presso l’Autorità Garante della Concorrenza e per il Mercato (Agcm) per un aggiornamento sulle recenti condotte di Ryanair che, secondo la Federazione, violano gli accordi sottoscritti e comunque costituiscono condotte anticoncorrenziali. L’audizione fa parte del procedimento avviato dall’Antitrust nel 2023, relativo al blocco delle prenotazioni intermediate in agenzia di viaggio e alle comunicazioni inviate dal vettore ai clienti in cui disconosceva il rapporto commerciale con le agenzie stesse. Fiavet Confcommercio, dopo aver avviato un giudizio per concorrenza sleale e pubblicità ingannevole presso il Tribunale di Milano, era intervenuta anche nel procedimento davanti all’Autorità Garante, procedimento che pur a fronte della firma degli accordi Tad (Travel Agent Direct), era proseguito mentre l’istruttoria è stata chiusa lo scorso 8 ottobre.

Tuttavia, nonostante la firma degli accordi per il Tad ad aprile, Fiavet si trova di nuovo oggi a chiedere all’Autorità garante di intervenire. La principale contestazione mossa dalla Fiavet è il mancato rispetto del principio di “parity rate” (parità tariffaria). Ryanair si difende rivendicando il diritto di non mettere a disposizione tariffe più basse, in quanto si tratta di “tariffe promozionali”. Fiavet Confcommercio respinge questa argomentazione: “Le tariffe promozionali sono tariffe scontate legate a disponibilità limitate e offerte per un periodo ridotto di tempo” spiega l’avvocato Federico Lucarelli, consulente legale di Fiavet Confcommercio. Il procedimento è ora in attesa della decisione definitiva dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

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Non solo. Ryanair rischia una multa tra 500 milioni e 1 miliardo di euro da parte dell’Antitrust italiano, riguardo a un’indagine su sospetto abuso di posizione dominante avviata dall’autorità nel settembre del 2023: lo riporta il Corriere della Sera citando “fonti vicine al dossier”. “Una decisione - aggiunge il quotidiano - potrebbe arrivare già il 22 dicembre”.

Tribunale Ue respinge ricorso contro ok Bruxelles aiuti Portogallo a Tap

Non è l’unica notizia negativa per la compagnia. Il ricorso di Ryanair contro la decisione della Commissione Ue che approva un aiuto per la ristrutturazione dell’importo di 2,55 miliardi di euro che il Portogallo ha concesso alla Tap è stato respinto dal Tribunale Ue.

Nel 2021 il Portogallo ha notificato alla Commissione europea la sua intenzione di concedere alla Tap un aiuto per la ristrutturazione ai sensi degli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà. Si trattava di una garanzia di prestito e di una misura di ricapitalizzazione e implicava altresì la conversione di un prestito statale in capitale proprio. Dopo aver esaminato la compatibilità di tale misura con gli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, la Commissione ha adottato, il 21 dicembre 2021, una decisione in cui ha ritenuto che la misura in questione costituisse un aiuto di Stato, pur essendo compatibile con il mercato interno. L’importo totale della misura autorizzata ammontava a 2,55 miliardi di euro.

Ryanair ha chiesto al Tribunale dell’Unione europea di annullare quest’ultima decisione della Commissione. Oggi il Tribunale ha reso noto di ritenere che la Commissione abbia dimostrato che la Tap fosse legittimata a beneficiare di un aiuto per la ristrutturazione. Inoltre, ha correttamente ritenuto che la misura rispondesse a un obiettivo di interesse comune e fosse necessaria, adeguata e proporzionata, in conformità agli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

Il Tribunale respinge anche gli argomento di Ryanair secondo cui la Commissione non aveva dimostrato che il piano di ristrutturazione fosse realistico, coerente, di ampia portata e idoneo a ripristinare la redditività a lungo termine della Tap, in violazione degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

Taglio di 1 milione di passeggeri e 20 rotte a Bruxelles

Il giorno precedente Ryanair aveva annunciato un drastico ridimensionamento delle proprie operazioni in Belgio per la stagione invernale. La compagnia low-cost taglierà un milione di posti (-22%), ritirerà 5 aerei basati nel Paese (pari a un investimento perso di 500 milioni di dollari) e cancellerà 20 rotte da Bruxelles: 13 da Charleroi e 7 da Zaventem. La decisione, ha spiegato il vettore guidato da Michael O’Leary, è legata al raddoppio della tassa aerea deciso dal governo belga - che dal 2027 salirà a 10 euro per passeggero in partenza - e alla proposta del consiglio comunale di Charleroi di introdurre un’ulteriore tassa di 3 euro per i passeggeri che decolleranno dall’aeroporto già dal prossimo anno. Un aumento dei costi di accesso che, ricorda la compagnia, si aggiunge al +150% già scattato a luglio. Ryanair sostiene che tali incrementi rendono il Belgio “non competitivo” rispetto ad altri Paesi Ue - come Svezia, Ungheria, Italia e Slovacchia - che stanno abolendo le tasse sull’aviazione per favorire traffico, turismo e occupazione. La compagnia cita anche il caso della Germania, che ha rivisto il previsto aumento delle imposte aeroportuali. La compagnia irlandese sollecita dunque il premier Bart De Wever a ritirare la misura, avvertendo che, in caso contrario, il traffico aereo nel Paese “crollerà” e le tariffe “schizzeranno alle stelle”, come già accaduto in Austria e Germania dopo aumenti analoghi.

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