Compagnie aeree

Ryanair, la prima compagnia in Italia con 65 milioni di passeggeri

Con la stagione invernale gli aeroporti milanesi (Malpensa e Bargamo) avranno cinque rotte in più. il ceo Willson: «Via l’addizionale comunale»

di Mara Monti

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Ryanair si conferma la compagnia numero uno in Italia con 65 milioni di passeggeri e si prepara ad una stagione invernale in crescita per gli aeroporti di Milano (Malpensa e Orio Al Serio), dove con i suoi 31 aerei basati (+3), potrà contare su 120 rotte, cinque in più rispetto allo scorso anno. «Questo importante investimento su Milano, circa 3,1 miliardi di dollari, ha l’obiettivo di raggiungere 19 milioni di passeggeri e sostenere la nostra strategia di lungo termine per la crescita degli aeroporti regionali italiani», ha detto il ceo del vettore Eddie Willson a Milano per presentare la stagione invernale. Da qui il rinnovato appello del manager irlandese al governo italiano di eliminare la tassa municipale in tutti gli aeroporti in cambio di 42 aerei in più basati in Italia sui 106 già presenti sul territorio italiano e 20 milioni di passeggeri per un investimento, secondo i calcoli di Ryanair, di 4 miliardi di dollari.

La proposta è stata presentata un anno fa dalla low cost al governo, ma per ora l’unico segnale arrivato è stato l’aumento dell’addizione per i voli su Roma Fiumicino. Una decisione che ha scatenato le furie del chairman Michael O’Leary, sceso alla Capitale per minacciare la soppressione di un aereo sui 16 basati a Roma. Il mercato italiano «è resiliente e molto forte», ha detto Willson: mentre il Nord continua crescere, il tappo ora è rappresentato dagli aeroporti romani, Ciampino e Fiumicino, il primo con limiti ai sorvoli per l’inquinamento acustico, il secondo per l’aumento dell’addizionale comunale. «Roma non sta crescendo i costi sono troppo elevati: tra le tasse aeroportuali e l’addizionale comunale paghiamo 50 euro a passeggero, troppo per le nostre tariffe», ha aggiunto. Via allora un aereo sui 16 basati nella capitale. «Le regioni ci chiedono i collegamenti su Roma perché Lufthansa non sta facendo crescere Ita Airways sulla capitale. Penso sia ovvio che se riduci le tasse ottieni più passeggeri, lo abbiamo già fatto nelle regioni. L’addizionale rende gli investimenti più difficili e meno competitivi».

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Dall’Abruzzo, alla Calabria, al Friuli-Venezia Giulia e Sicilia la low cost ha rafforzato la sua presenza dove l’addizionale è stata ridotta o cancellata. Altre regioni si potrebbero aggiungere alla lista come l’Emilia Romagna la cui amministrazione si è detta disponibile ad accollarsi l’addizionale comunale per gli aeroporti di Parma, Rimini e Forlì: «Stiamo parlando con gli aeroporti locali e attendiamo sviluppi». L’altro fronte è la Sicilia dove dal gennaio 2026 saranno abolite le addizionali per gli scali di Comiso, Lampedusa, Pantelleria e Trapani in quest’ultimo la low cost ha già basato 2 aerei. Decisioni a macchia di leopardo che senza una strategia nazionale, rischiano di mettere in competizione tra loro gli aeroporti a scapito di una crescita organica.

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