I risultati

Eni, utile netto a 1,3 miliardi nel terzo trimestre. Descalzi: «Modello di business solido»

Nonostante lo scenario ancora incerto tengono i conti del gruppo che battono le attese degli analisti. Confermato l’obiettivo di produzione, rivisti al rialzo il risultato della GGP (gas) e l’obiettivo del piano di buyback

di Celestina Dominelli

Il quartier generale di Eni a Roma

4' di lettura

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Grazie alla combinazione tra l’esecuzione della strategia, con il piano di valorizzazione dei business e le dismissioni che procedono a passo spedito, e alla disciplina finanziaria, sostenuta dal controllo efficiente dei costi, Eni arriva al giro di boa dei risultati con una sostanziale tenuta dei risultati e sopra le attese degli analisti, nonostante il contesto energetico ancora molto complesso. Così i conti del gruppo vanno in archivio con un utile netto adjusted nel terzo trimestre di circa 1,3 miliardi, (1,8 miliardi nello stesso periodo del 2023, mentre sui nove mesi l’asticella segna 4,3 miliardi a fronte dei 6,7 miliardi dei primi nove mesi dell’anno prima), mentre l’utile operativo proforma adjusted si attesta a 3,4 miliardi (3,9 miliardi nello stesso periodo del 2023, nei nove mesi 11,6 miliardi rispetto ai 14 miliardi dei primi nove mesi del 2024). approvato i risultati consolidati del terzo trimestre e dei nove mesi 2024.

Descalzi: terzo trimestre dimostra solidità del nostro modello di business

«Nel terzo trimestre abbiamo ancora una volta dimostrato la solidità del nostro modello di business grazie a un portafoglio di attività caratterizzate da crescenti vantaggi competitivi, alla rigorosa disciplina adottata nei costi e negli investimenti, e ai continui progressi nell’esecuzione della nostra strategia di crescita e di creazione di valore, conseguendo risultati migliori delle aspettative - commenta l’ad di Eni, Claudio Descalzi -. Le performance di cassa e di redditività sono state eccellenti in un contesto operativo meno favorevole. Il rapporto di leva è rimasto stabile al 22%, mentre abbiamo accelerato il ritmo di esecuzione dei riacquisti di azioni»

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Il ceo: abbiamo aumentato produzione upstream

Descalzi ricorda poi i progressi strategici messi a segno dal gruppo, a cominciare dall’ultima mossa annunciata giovedì, la cessione del 25% di Enilive al fondo Usa Kkr. «Abbiamo aumentato la produzione upstream e nel contempo stiamo investendo nella successiva fase di crescita, per esempio conseguendo l’approvazione del piano di sviluppo dei nostri grandi progetti in Indonesia. La nostra strategia satellitare è in continuo sviluppo e, in tale ambito, siamo lieti di confermare l’investimento da 2,9 miliardi da parte del fondo Kkr in Enilive, che fa seguito alla transazione analoga che ha riguardato Plenitude nella prima parte dell’anno e dimostra la nostra capacità di attrarre investimenti, confermando il valore che stiamo esprimendo. Nel Regno Unito, abbiamo creato una nuova società satellite in ambito E&P grazie alla combinazione con Ithaca Energy, un ulteriore passo a sostegno della crescita».

Esplorazione e produzione

Tornando ai numeri e all’andamento dei settori, nel terzo trimestre 2024, il settore Exploration & Production (E&P) ha conseguito l’utile operativo proforma adjusted di 3,2 miliardi (3,4 miliardi nel terzo trimestre 2023) sostenuto dalla crescita di nuovi progetti a più elevata redditività, dall’efficace esecuzione e dal controllo dei costi, nonostante l’indebolimento del Brent e l’apprezzamento dell’euro abbiano influenzato sia il confronto con il trimestre dell’anno precedente sia quello sequenziale (-5% e -9%, rispettivamente). Solido livello produttivo (+2% rispetto al 2023), nonostante il calo sequenziale (-3%) che ha risentito delle manutenzioni nel Mare del Nord, degli uragani nel Golfo del Messico, dei disinvestimenti e della minore attività in Libia.

La divisione gas

Nel terzo trimestre 2024 il settore GGP (la divisione Global Gas) ha conseguito l’utile operativo proforma adjusted di 250 milioni mld, +65% rispetto al trimestre 2023, per effetto dell’ottimizzazione del portafoglio gas e GNL.

L’andamento di Enilive e Plenitude

Enilive ha conseguito l’utile operativo proforma adjusted di 180 milioni sostenuto dalla performance del marketing, parzialmente compensata dalla riduzione dei margini dei biocarburanti. Nel terzo trimestre Plenitude ha ottenuto l’utile operativo proforma adjusted di 130 milioni, in lieve riduzione rispetto al trimestre 2023, per effetto della più accentuata stagionalità del business e della riduzione delle vendite di gas che riflettono il trend della domanda.

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La raffinazione

L’utile operativo proforma adjusted della raffinazione (Refining) ammonta a 30 milioni, in riduzione sia nel confronto con il trimestre precedente sia su base sequenziale, a causa del significativo deterioramento dello scenario (il margine SERM in calo di oltre l’80% nel trimestre). La chimica ha registrato ulteriori perdite (0,2 miliardi) per effetto dell’ininterrotta contrazione dell’industria a causa della debole domanda, della pressione competitiva e dei costi energetici più elevati in Europa rispetto ad altre geografie. Ma il gruppo conta di rilanciar Versalis grazie al piano di trasformazione con investimenti da 2 miliardi annunciato giovedì.

Debito a quota 12 miliardi

Nei nove mesi 2024 il flusso di cassa operativo adjusted prima del capitale circolante è stato pari a 10,7 miliardi, ampiamente superiore al fabbisogno per gli investimenti organici di 6,1 miliardi Il free cash flow organico di 4,6 miliardi ha finanziato la remunerazione degli azionisti di 3,4 miliardi e unitamente agli incassi da dismissione di 1,7 miliardi ha consentito di contenere l’indebitamento finanziario netto a 12 miliardi considerando l’acquisizione di Neptune. Il rapporto di leva di 0,22 è in linea con il secondo trimestre, posizionandosi nell’intervallo obiettivo di 0,15-0,25 del piano 2024-27.

Rivisto al rialzo il risultato della GGP e sprint sul piano di buyback

Alla luce dei risultati, Eni conferma l’obiettivo di produzione e rivede al rialzo del risultato della divisione GGP. Inoltre, come ricorda anche Descalzi, il gruppo punta ad accelerare sul piano di buyback (riacquisto delle azioni) e sulle dismissioni che procedono a un ritmo sostenuto. «Oltre ai traguardi finanziari e progettuali, siamo focalizzati sul miglioramento qualitativo del nostro portafoglio, sull’esplicitazione del valore inespresso dei business e sul mantenimento di una robusta posizione finanziaria. Nell’upstream continuiamo il programma di disinvestimenti e siamo negli stadi finali di valutazione di diverse opzioni di monetizzazione dei nostri recenti successi esplorativi in applicazione del nostro “dual exploration model”. Siamo impegnati nell’offrire ai nostri azionisti remunerazioni competitive e, sulla base dei risultati conseguiti, dei progressi strategici realizzati e considerando la previsione di significativa riduzione del rapporto di leva, annunciamo un ulteriore incremento del piano 2024 di riacquisto a 2 miliardi (+25% rispetto alla guidance precedente che era pari a 1,6 miliardi, ndr)».

L’accordo con Seri industrial sulle batterie

Poco prima della diffusione dei conti, il gruppo ha poi annunciato un accordo con Seri Industrial, azienda attiva nel settore degli accumulatori di energia, per il potenziale sviluppo della filiera industriale delle batterie elettrochimiche al litio-ferro-fosfato per applicazioni storage (ESS) e per mobilità elettrica industriale e commerciale. L’intesa esplora la possibilità di costituire una società compartecipata per realizzare nel sito Eni di Brindisi un impianto di produzione accumuli di energia elettrica di tipo stazionario, una linea di produzione di materia attiva, input del processo produttivo, e di riciclo delle batterie, che affiancherà un impianto analogo in corso di realizzazione da FIB, società controllata da SERI Industrial, nella provincia di Caserta.

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