Lettera al risparmiatore

El.En, non solo medicale: la sfida è spingere i ricavi nel comparto industriale

Focus sul business principale dell’azienda, ma l’obiettivo è aumentare la marginalità nel settore manifatturiero. L’incognita del mercato cinese

di Vittorio Carlini

Energia: famiglie e risparmio, voce per voce

6' di lettura

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Da un lato rimane il focus sul principale settore, quello Medicale. Dall’altro c’è la sfida di spingere i ricavi nel mondo industriale per migliorarne la marginalità. Sono tra le priorità, unitamente all’impegno sull’innovazione, di El.En a sostegno del business. Già, il business. La società, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, produce e vende sistemi e applicazioni laser (al di là del restauro) essenzialmente per due settori . Il primo - il principale a più alta marginalità (55,9% dei ricavi consolidati nel primo semestre 2022) - è quello della medicina ed estetica, ed è chiamato Medicale. Appannaggio del secondo, invece, c’è l’area delle lavorazioni manifatturiere (dal taglio lamiera fino alla marcatura) ed è definito Industriale (44,1%).

SEMESTRI A CONFRONTO

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Il settore industriale

Ebbene una sfida, per l’appunto, è l’incremento del business nella divisione Industrial. Nella prima metà dell’anno, contraddistinta da fatturato (+19,37%) e redditività (Ebit a 41,39 milioni) di gruppo in aumento, il settore in oggetto è salito del 13,22%. La dinamica è inferiore a quella del Medicale (+24,71%). Tanto che il peso relativo dell’Industriale sul giro d’affari è sceso rispetto al primo semestre del 2021. Il trend, però, è contingente. El.En indica che, nel medio periodo, l’incidenza dell’Industrial dovrebbe crescere di qualche punto percentuale. Rimanendo, tuttavia, inferiore a quella del Medicale. Il focus primario dell’azienda resta soprattutto su quest’ultimo segmento. Al di là di ciò, l’obiettivo nell’Industriale è aumentare la produzione e sfruttare le economie di scala. Oltre, poi, ad accrescere la riconoscibilità aziendale. Una duplice strada finalizzata a migliorare la marginalità della divisione. Un ruolo centrale nella strategia lo recita il sotto-segmento del Taglio (84,74% delle vendite del comparto). Qui El.En punta a incrementare il business in Europa e negli Stati Uniti. Senza dimenticare, peraltro, la Cina. Nell’ex Regno di Mezzo il gruppo, di recente, ha completato una fabbrica (la seconda) nella città di Wenzhou. Inoltre prosegue a Wuhan la realizzazione del nuovo impianto (in sostituzione di quello, più vecchio, esistente), che dovrebbe essere completato tra fine 2022 ed inizio 2023. A fronte di un simile sforzo El.El vuole spingere - analogamente agli altri mercati- i suoi prodotti. Soluzioni caratterizzate, da un lato, da sorgenti sempre più potenti (fino a 40 Kilowatt) che consentono, tra le altre cose, di tagliare oggetti più spessi; e, dall’altro, da maggiore contenuto hi-tech che permette di realizzare tagli più sofisticati. Di più. La rilevanza della Cina è confermata dall’ipotesi di quotazione della divisione Taglio del gruppo. Il business delle società Penta Laser Zhejang, Penta Laser Wuhan, Penta Laser Techonology (Linyi), Cutlite Penta e Cutlite do Brasil potrebbe essere oggetto di un collocamento da realizzarsi proprio su un listino cinese. La società non offre ulteriori precisazioni. Se non l’indicazione che l’eventuale Ipo è finalizzata a raccogliere finanziamenti che, da una parte, consentano di sviluppare l’attività del Taglio e, quindi, il settore Industriale; ma che, dall’altra, evitino, restando essenziale il mondo del Medicale, di sbilanciare la struttura del gruppo sull’Industrial.

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IL PESO DELLE DIVISIONI

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Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore ricorda che in Cina, come indica la stessa relazione semestrale, i lockdown a macchia di leopardo hanno frenato il business locale. Un contesto che induce il dubbio rispetto alle prospettive di crescita nell’ex Regno di Mezzo. La società, pure consapevole della questione, professa fiducia. El.En rivendica la qualità, flessibilità e maggiore produttività - a minori costi - delle sue soluzioni. Prodotti i quali - unitamente all’efficienza della rete commerciale - non appena il mercato riacquisterà una minima normalità, consentiranno, dice El.En, l’accelerazione delle vendite. Ciò detto, però, può prospettarsi un’altra obiezione. L’inasprirsi della crisi geopolitica tra Pechino e Washington rischia di penalizzare le imprese Occidentali in Cina, compresa El.En. Non è così, ribatte il gruppo. L’azienda, come negli altri mercati esteri, è ben integrata con le realtà industriali, civili e politiche locali. I dipendenti sono cinesi, analogamente al management. La società, prosegue il gruppo, è percepita quale entità cinese a proprietà italiana. Inoltre: attorno al business di El.En, viene spiegato, si è costituito un indotto locale. Il che rafforza ancora di più il legame con il territorio. Quindi, conclude l’azienda, su questo fronte non è visto un particolare problema.

MEDICALE E SUB-DIVISIONI

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Il medicale

Fin qui alcune indicazioni sul settore Industriale e la Cina. Quali però le dinamiche del Medicale? Questo è il comparto più rilevante. Nel primo semestre del 2022, c’è stata l’accelerazione dei sub-segmenti della Chirurgia (+42,85%) e Terapia (25,12%). Un po’ più limitato il tasso di crescita dell’Estetica (+17,89%) che, comunque, rimane la più importante attività nel settore (60,67% dei ricavi della divisione). Il trend, tra le altre cose, è l’effetto della peggiore base di confronto nel 2021 di Chirurgia e Terapia che avevano subito maggiori problemi (rispetto all’Estetica) in scia alla pandemia. Al di là di ciò, i tre sub-segmenti, nel medio periodo, dovrebbero espandersi, più o meno, alla stessa velocità. Attraverso quali aree geografiche? Nell’Estetica è forte il mercato italiano, seppure l’export giochi il suo ruolo. Nella terapia, invece, ha maggiore importanza l’estero, soprattutto l’America. Quell’America che è anche in prima linea nella Chirurgia. Inutile dire che nel Medicale, similmente all’Industriale, una leva essenziale per l’espansione è l’innovazione. In generale il gruppo investe, in media l’anno, circa il 3% dei ricavi in Ricerca e Sviluppo. Un’innovazione che, in larga parte, si concretizza nella continua attività incrementale dei prodotti esistenti. Così, nel Medicale, si ha - in Estetica - la proposizione di soluzioni per depilazione più veloci, efficienti e a costi decrescenti. Nel 2023, invece, è attesa una tecnologia (nell’urologia) a stato solido e ad alta frequenza per la rimozione dei calcoli. Riguardo, infine, all’Industrial c’è per l’appunto, tra le altre cose, la spinta sulle sorgenti sempre più potenti in macchinari maggiormente flessibili.

INDUSTRIALE E SUB-DIVISIONI

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Costi e supply chain

Sennonché il rispamiatore ha un timore: la crisi energetica e geopolitica in Europa, insieme ai colli di bottiglia sulle supply chain, ha spinto all’insù i prezzi della componentistica. Una dinamica che rischia di schiacciare la redditività. La società, conscia del problema, dice di poter gestire la situazione. Dapprima viene ricordato che nel primo semestre del 2022, quando già c’era il rialzo dei componenti, il gross margin è del 37,3%. Cioè: maggiore di quello di un anno prima (36,5%). Si tratta, è la spiegazione, in parte dell’effetto dell’incremento delle vendite in dollari che, con la salita del biglietto verde rispetto all’euro, ha agevolato la redditività. E, in parte, della conseguenza del rialzo dei prezzi dei prodotti verso la clientela. Non solo. El.En sottolinea che l’aumento degli acquisti di componenti, soprattutto per fare fronte alla carenza d’offerta dei medesimi, ha conferito al gruppo un maggiore power pricing. Il che, unitamente alle maggiori efficienze operative, ha contribuito a gestire il rialzo dei costi. Ciò considerato, può però esserci il problema dello shortage dei componenti. A ben vedere, spiega El.En, questo è il vero tema. Il gruppo, tuttavia, da una parte ha, nei limiti del possibile, cercato, nei prodotti, di sostituire la componentistica meno diffusa con altra più facilmente recuperabile; e, dall’altra, ha diversificato i fornitori. Inoltre, attività più importante per gestire il problema, ha aumentato le rimanenze di magazzino. Una mossa che, conclude El.En, ha garantito la produzione.

Già, l’incremento del magazzino: questo, tra fine 2021 e metà 2022, è salito di 40,4 milioni. Un bel balzo che tra le altre cose, spingendo al rialzo il Net working capital, ha fatto diminuire il valore positivo della Posizione finanziaria netta (Pfn). Corretto, dice El.El la quale, tuttavia, ribatte di come si sia trattato di una scelta volta a sostenere la produzione a fronte di una domanda molto robusta. In tal senso il gruppo rivendica la bontà della strategia e, visti gli attuali miglioramenti della situazione, prevede che a fine anno l’ammontare delle rimanenze sarà ancora superiore a quello di fine 2021 ma inferiore al dato di metà esercizio. Questa condizione, insieme ai flussi di cassa attesi e al fatto che non è previsto il pagamento di altre cedole, aiuterà - dice sempre l’azienda - a far migliorare la Pfn a fine esercizio.

Quel fine 2022 rispetto al quale la società stima ricavi per oltre 660 milioni e l’Ebit superiore a quello del 2021.

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