Diasorin crolla e torna sui livelli del 2017 dopo i conti e la revisione della guidance
Il mercato valuta negativamente le prospettive future di Diasorin dopo le performance
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Brutto scivolone per Diasorin all'indomani dei risultati trimestrali inferiori alle attese e della riduzione significativa della guidance, che ha portato a una revisione delle stime per i principali broker. Il titolo precipita in fondo al listino milanese ed è sceso brevemente sotto la soglia dei 64 euro, un livello che non vedeva dall'aprile 2017. Le stime del 2025 vedono un fatturato (al netto del fatturato Covid) in crescita del 5% a cambi costanti, dal +8% precedente, mentre includendo il fatturato Covid la crescita complessiva è prevista a +4% (da +7%). L’ebitda margin adjusted è atteso intorno al 33% (dal 34% circa precedente).
Gli analisti di Deutsche Bank (buy con target price a 109 euro) definiscono «sorprendente» l'entità della revisione della guidance 2025, a solo un trimestre dalla fine dell'anno. I numeri del trimestre, dice Deutsche Bank, sono stati inferiori alle stime «del 3% sulle vendite, dell’8% sull’Ebitda adjusted e del 5% sull’utile netto adjusted». Gli analisti di Jp Morgan, dopo la trimestrale, hanno ridotto il target price sul titolo a 68 euro, mentre Intermonte riduce il prezzo obiettivo da 89 a 82 euro, confermando il rating neutral. I risultati sono stati «più deboli del previsto, con ricavi e ebitda adjusted inferiore rispettivamente del 5% e 12% rispetto alle nostre stime e a quelle del consenso». La società ha visto un rallentamento trimestrale a cambi costanti «in tutte le divisioni principali» con l’aggiunta di «ulteriori headwind legati ai tassi di cambi».
Gli analisti sottolineano che «alcuni elementi sfavorevoli erano già noti dal primo semestre, come le difficoltà nel mercato cinese, la persistente debolezza della divisione delle tecnologie in licenza (-15% nel segmento Life Science, senza ancora segnali di stabilizzazione) e il previsto calo dei test Covid». Si è inoltre registrata una flessione dei volumi di test nella divisione MolecularDX, legata al ritardo nell’avvio della stagione respiratoria. Inoltre, hanno pesato sulla redditività i dazi statunitensi e il mix sfavorevole sulle vendite. Intermonte allinea le stime al nuovo outlook, con una riduzione dell’eps di circa il 6% per il 2025 e dell’8-10% per i due anni successivi. Anche Equita taglia le stime di fatturato del 3%-4% e dell'ebitda adjusted del 10%-11% e si aspetta una revisione simile del consensus. Il target price si riduce del 19% a 96 euro, ma il giudizio resta buy.
«Il titolo è arrivato debole ai risultati e ha performato male da inizio anno (-25% da inizio anno) ma i risultati e il taglio della guidance sono deludenti e per questo ci aspettiamo una reazione negativa significativa del titolo oggi», dicono gli analisti. «Riteniamo - aggiungono - che il 2026 possa mostrare una riaccelerazione del business con la piena disponibilità dei nuovi prodotti e con il venire meno di alcuni headwinds che hanno impattato quest’anno. Il ritorno a una crescita mid-to-high single digit non è evidentemente scontato alle attuali valutazioni».



