Il mercato riscopre i farmaceutici, a Milano svettano Diasorin e Amplifon
Il comparto beneficia dell'allentamento della tensione sul settore grazie anche all'annuncio del presidente Usa, Donald Trump, di un accordo con Pfizer per sconti sui medicinali. Sul fronte dazi il mercato dà per scontato il mantenimento di un'aliquota al 15% come da accordi
3' di lettura
3' di lettura
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il mercato riscopre il settore farmaceutico dopo la debolezza dell'ultimo periodo e a Piazza Affari guidano il Ftse Mib Diasorin, Recordati e Amplifon. L'Euro Stoxx HealthCare svetta su tutti gli altri con un balzo vicino ai tre punti percentuali (nella mattina della prima seduta di ottobre). Tra i titoli, avanzano Novo Nordisk, AstraZeneca, Novartis, Sanofi Aventis, Roche, Merck e Bayer.
Dopo un settembre debole, il comparto beneficia dell'allentamento della tensione sul settore, grazie anche all'annuncio fatto dal presidente Usa Donald Trump sull'accordo con Pfizer che offrirà sconti sui medicinali prescritti venduti negli Stati Uniti. Inoltre, Pfizer venderà alcuni dei suoi medicinali più popolari a tutti i consumatori a prezzi scontati, che saranno disponibili per la vendita online su un sito gestito dal governo federale, chiamato TrumpRx. Gabriel Debach, market analyst di eToro, vede il momento del settore come «un bicchiere mezzo pieno. Il mercato - dice - sembra non prezzare il prezzo listino, ma il valore atteso del flusso di cassa dopo cambi di regole e canali. L’annuncio di TrumpRx e degli accordi con big pharma (sebbene attualmente solo con Pfizer) riduce rischi, rialloca margini, aumenta la visibilità. Il risultato: premio al settore, nonostante headline su prezzi più bassi. Un tetto al prezzo - conclude - non equivale obbligatoriamente ad un taglio agli utili».
Il mercato sembra dunque mettere da parte le incertezze sul tema dazi, con quelli sui prodotti europei confermati al 15%, dopo il nervosismo per le minacce di Trump di qualche giorno fa su dazi al 100%. Il settore Healthcare europeo, ricordano gli analisti di Equita, ha registrato il mese scorso un calo medio del -3%, in linea con il settore med-tech. La sottoperformance è stata guidata da revisioni negative degli utili (per via dei dazi Usa e della debolezza della fiducia dei consumatori) e da un de-rating dei multipli, legato al calo del sostegno politico globale al settore (focus europeo sulla difesa, tagli Medicare/Medicaid negli Usa, approvvigionamento basato sui volumi in Cina). «Riteniamo - dice Equita - che la sottoperformance recente rifletta principalmente la cautela generale sul settore, più che problemi specifici, e che i titoli siano poco impattati dai dazi Usa e in grado di raggiungere le guidance per il 2025».
Infine, ad alimentare il fermento su Diasorin c'è anche l'intervista di Carlo Rosa al Corsera, in cui l'ad conferma che Diasorin investirà 500 mln euro in 5 anni, tra Usa ed Europa, dopo i 350 mln dei cinque anni passati. Rosa ha poi evidenziato che dazi e tensioni geopolitiche alimentano
incertezza, ma non modificano la strategia del gruppo. Per Intermonte, «le indicazioni sugli investimenti e quelle sui margini sono coerenti con quelle fornite nel piano industriale e con le nostre stime». Sui dazi, «l’azienda si aspetta un impatto limitato e gestibile sull’ebitda quantificabile in circa 6-7 mln quest’anno (stimiamo circa 10 mln euro di impatto annualizzato, come indicazione per il prossimo anno)». Intermonte, che per il terzo trimestre della società si aspetta «dinamiche non troppo diverse da quelle viste nel secondo trimestre, con un recupero nel segmento MolecularDX compensato da un rallentamento nell’LTG (Licensed technologies group). Intermonte rivede il target price sul titolo a 89 euro da 103), «per riflettere più adeguatamente il recente de-rating del settore». Confermata la raccomandazione neutral, «in attesa di evidenze più concrete di una significativa accelerazione nel MolecularDX prima di adottare un approccio più costruttivo sul titolo».


