Boeing rilancia con il 787, ma resta il nodo della catena dei fornitori
Il ceo Cahoun: «Essenziale la collaborazione tra fornitori e produttori di motori. Concentrati su supply chain e certificazioni, non sulla concorrenza di Airbus»
di Mara Monti
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Dopo quattro anni segnati dalla messa a terra del 737 MAX, dalla pandemia e dalle difficoltà nella catena di approvvigionamento, negli ultimi mesi Boeing ha ricominciato a prevedere un miglioramento nella produzione di aeromobili, nei ricavi, nel flusso di cassa e nelle consegne. La supply chain aerospaziale sta migliorando, ma rappresenta ancora una sfida per i piani del produttore americano di aumentare la produzione dei suoi 787 nel sito di Charleston, in South Carolina, dove dal 2021 ha concentrato la filiera del widebody mentre il Covid decimava il mercato del lungo raggio.
«Bisognerà attendere la fine del prossimo anno affinché la catena di approvvigionamento sia in grado di sostenere stabilmente il tasso di produzione prevista - ha detto il ceo Dave Calhoun, parlando ai giornalisti durante la visita al sito -. A quel punto la collaborazione tra i produttori di motori e i fornitori sarà cruciale».
Inversione di tendenza
Le difficoltà della supply chain ereditata dalla pandemia, dalla consegna dei motori ai fornitori, hanno ritardato la produzione e la consegna di aerei. La fine della crisi e la ripresa del traffico hanno segnato una inversione di tendenza: l'anno scorso Boeing ha consegnato 480 jet commerciali, un numero che benché sotto al record di 806 del 2018, è in aumento rispetto ai 340 del 2021 e ai 157 del 2020. Ciò ha fatto recuperare i ricavi della divisione commerciale a 25,9 miliardi di dollari nel 2022, rispetto al minimo di 16,2 miliardi di dollari nel 2020, riducendo le perdite. In Borsa il titolo Boeing guadagna l’8% dall’inizio dell’anno in linea con l’Indice S&P500 ma è ancora sotto del 25% rispetto a prima della pandemia.
L’aumento della produzione
Ora tutti gli sforzi vanno nella direzione di aumentare la produzione e le consegne in un momento in cui la domanda di aerei sta accelerando: «Il settore sta recuperando velocemente ed è più forte di quanto potevamo immaginare quando il traffico era giù dell’80%», ha aggiunto il ceo. Il primo segnale di miglioramento è l’aumento della produzione del Dreamliner passata da tre a quattro aerei al mese e si prepara a salire a cinque entro la fine dell'anno, come ha confermato Lane Ballard, vice presidente e general manager del 787.
Per rispondere alla crescente domanda, Boeing sta lavorando a una seconda linea di assemblaggio degli aerei nel sito di Charleston, operativa dal prossimo anno, con cui aumentare la produzione dei 787 a 10 al mese dal 2025. Sempre qui saranno recuperati circa 95 Dreamliner accumulati durante la crisi da consegnare entro due anni e per raggiungere l’obiettivo di 70-80 velivoli consegnati nel 2023 fissato all’inizio dell’anno.





