Caro carburante e ritardi nelle consegne
La Iata, l'associazione delle compagnie aeree, è scesa in campo ricordando che «il prezzo del carburante per aerei ha raggiunto il livello record di 172 dollari al barile nel giugno 2022», ma dall’inizio dell’anno è sceso del 17%. A questo, sempre secondo la Iata, si sono aggiunte le difficoltà nella catena di approvvigionamento, ritardi nella consegna degli aeromobili, carenza di personale di volo e della manodopera, tutti fattori che hanno contribuito all’aumento dei costi. Tuttavia, «l’aumento dei prezzi dei biglietti aerei ha superato l’inflazione complessiva a livello globale solo di recente e ha eguagliato l’OCSE CPI rispetto ai livelli pre-pandemia alla fine di febbraio 2023», aggiunge la Iata.
Oltre al prezzo del carburante, c’è un altro aspetto che sta causando l’aumento dei prezzi dei biglietti aerei, ovvero la limitata capacità di posti offerti dalle compagnie aeree, in parte per i ritardi nelle consegne di nuovi aerei. È il caso di Ryanair, che come ha riferito di recente il suo ceo Michael O’Leary, a luglio potrebbe ridurre il suo programma a causa dei ritardi della Boeing nelle consegne. Secondo Ubs, la capacità offerta tornerà ai livelli pre-Covid a partire dal 2024.
I fattori di rischio e la Borsa
Il mood resta positivo e gli operatori considerano i rischi Covid ormai alle spalle, non quelli di disruption per gli scioperi e i voli contingentati imposti dagli aeroporti ancora per la mancanza di staff. Tutti motivi per i i quali gli investitori faticano a tornare nel settore. I prezzi delle azioni in Borsa per molti vettori sono ancora inferiori ai livelli pre-Covid: Air France-Klm -56%, IAG -50%, Wizz Air -12%, easyJet -46%, Delta Air -28%, United -26%, in controtendenza Lufthansa +9,2% e Ryanair +27%. La pandemia ha lasciato come eredità un livello di indebitamento senza precedenti aprendo le porte a operazioni di aumento di capitale. Nonostante ciò, il settore sta uscendo da questa difficile fase rafforzato e più snello, avendo ridotto molte voci di costi e ora è pronto a una nuova fase di sviluppo con nuovi aerei e meno competitori dal momento che le compagnie più deboli sono sparite e le new entry faticano a farsi strada in un settore diventato altamente competitivo.
Questo ottimismo nasconde i timori sulla vulnerabilità del settore agli shock esterni come una guerra, una pandemia o il risveglio di un vulcano. Del resto dopo gli ultimi tre anni può ben dire di essere pronto a tutte le emergenze.