Volkswagen, 30 nuovi modelli e flessibilità. Ma il titolo cade
Il gruppo ha dichiarato di aver iniziato il 2024 «con un trend chiaramente positivo» rispetto al 2023. Profitti previsti in calo per le jv in Cina
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I punti chiave
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Tentata dimostrazione di forza con un piano da 170 miliardi di investimenti (-10 sul previsto, risparmi) tra il 2025 e il 2029. Affondo sull’offerta di prodotti: 30 novità, probabilmente troppe. Rassicurazioni sulla flessibilità, spingendo sull’ibrido plug-in, a fronte di un mercato che in questa fase non premia il passaggio all’auto elettrica a batteria nella misura auspicata. Senza dimenticare la concorrenza sempre più agguerrita e le stime sugli utili, soprattutto in Cina. Così il Gruppo Volkswagen guarda all’anno in corso senza entusiasmare: crescita dei ricavi fino al 5% e solo un leggero miglioramento dei margini. Il titolo, inevitabilmente, finisce come in un vuoto d’aria: -4,45% nella seduta di oggi. Ma il problema non nasce oggi: -23% da un anno e -58% dai massimi di tre anni fa, nel post-Covid. Viene scambiato a meno di quattro volte gli utili. Toyota, unico pari in termini di dimensioni e portata globale, è a 10 volte, ricorda il Wsj. Stellantis, che per lungo tempo è stata scambiata a sconto persino rispetto a Vw, viene ora valutata a cinque volte gli utili dopo un ottimo 2023. Oggi Volkswagen è solamente il nono gruppo mondiale per capitalizzazione, subito dopo Ferrari.
Intanto la casa di Wolfsburg ha realizzato nel 2023 un utile netto di 17,9 miliardi di euro nell’esercizio 2023 (+13,1%) e un utile operativo, prima di voci straordinarie, di 22,6 miliardi in linea con il 2022 su ricavi cresciuti del 15% a 322,3 miliardi. Ancora il Wsj fa notare che l’utile netto non è poi quel che sembra. In termini approssimativi, Toyota prevede di ottenere un utile netto superiore del 50% per l’esercizio finanziario fino a marzo, anche se ha venduto solo il 20% di veicoli in più rispetto a Vw nel 2023. E ancora, i volumi di vendita sono saliti del 12% con 9,24 milioni di veicoli consegnati. Il ritorno sulle vendite, prima delle voci straordinarie, è del 7%, non brillante se si guarda, per esempio, alla doppia cifra di Stellantis. «Nel 2023 - ha commentato durante la conferenza annuale con la stampa il ceo, Oliver Blume - abbiamo creato una base solida. Siamo consapevoli delle sfide attuali e le stiamo affrontando con rigore per sfruttare l’enorme potenziale del Gruppo Volkswagen. Con prodotti stimolanti, una strategia coerente e una chiara attenzione all’implementazione, guardiamo con fiducia all’esercizio 2024».
Il Cda proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 9 euro per le azioni ordinarie e di 9,06 per le azioni privilegiate, pari a un aumento di 0,30 euro per entrambe le categorie di titoli rispetto a un anno fa. La distribuzione dei dividendi corrisponde a un payout del 28 per cento. Vw con AP Möller-Maersk ed Equinor è una delle tre società europee con i maggiori rendimenti da dividendi nei rispettivi portafogli azionari, secondo uno studio Janus Henderson.
Trenta nuovi modelli e un allarme dalla Cina
Il primo costruttore automobilistico europeo prevede che nei prossimi mesi gli ordini riguardanti i suoi veicoli in Europa occidentale riceveranno una spinta da un record 30 nuovi modelli, compresi quelli elettrici a batteria.
Il gruppo di Wolfsburg, che ha recentemente lanciato la nuova ammiraglia elettrica del brand Vw, ID.7, ha dichiarato di aver «iniziato il nuovo anno con un trend chiaramente positivo» rispetto all’inizio del 2023. Nell’intero anno, la quota di veicoli elettrici a batteria (Bev) ha raggiunto l’8,3%, un nuovo record. In assoluto l’anno scorso il colosso tedesco ha consegnato 771.100 Bev, il che corrisponde a un aumento del 35% rispetto al 2022, trainato dalla crescita in tutte le regioni. Il Gruppo ha confermato la leadership europea in questo segmento.



