Auto elettrica in frenata, Volkswagen rinvia la Ipo di PowerCo
Dopo lo stop momentaneo di Renault alla quotazione dell’unità elettrica Ampere, anche il Gruppo tedesco rivede i piani: «Prima ultimare gigafactory»
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La frenata dell’auto elettrica, dopo Renault (che ha riviato l’Ipo dell’unità elettrica Ampere prevista per quest’anno) e dopo l’outlook incolore di Tesla, non esclude nessuno. Il Gruppo Volkswagen ha deciso di rinviare il debutto in Borsa della sua unità batterie PowerCo fino a quando le gigafactory in corso di realizzazione (la prima in Germania dovrebbe essere pronta nel 2025) non saranno operative e la nuova batteria a celle unificate non sarà una realtà. Lo ha dichiarato a Reuters Thomas Schmall, responsabile tecnologia nel board del gruppo e presidente di PowerCo, escludendo sostanzialmente una possibile Ipo prima del 2026. Inizialmente si era parlato di quest’anno o del 2025. Ed è possibile che debba anche essere necessario l’ingresso di un investitore esterno o l’avvio di partnership strategiche con altri produttori di batterie. Borsa positiva per Vw dopo la notizia.
Volkswagen ha scorporato la sua unità batterie a metà del 2022, investendo 20 miliardi di euro con i suoi partner per costruire impianti che raggiungano i 240 gigawattora di capacità entro il 2030.
L’unità, che punta a un fatturato di 20 miliardi di euro entro la fine del decennio, ha finora annunciato l’apertura di tre fabbriche di celle per batterie a Salzgitter (la principale), Valencia (lavori avviati) e Ontario, rispettivamente nel 2025, 2026 e 2027.
Il colosso di Wolfsburg prevede di utilizzare la sua cella unificata, una singola cella disponibile in tre diverse chimiche, per almeno l’80% delle sue auto elettriche a partire dal 2025, il che rende il 2026 la prima finestra utile in cui le condizioni di Schmall per la quotazione sarebbero soddisfatte. Finora PowerCo aveva evitato di dettagliare i tempi di una potenziale Ipo, limitandosi a dire che intendeva mettere l’azienda ai blocchi di partenza, pronta per gli investitori, già a partire dal 2024. Schmall, per la prima volta, ha anche escluso un altro impianto in Europa, per adesso. «Al momento non se ne parla, sia dal punto di vista della concorrenza che dei costi», ha dichiarato.
L’entusiasmo del mercato dei capitali per i veicoli elettrici si è raffreddato con il rallentamento della crescita delle vendite e l’accumularsi delle perdite finanziarie, con le aziende più piccole ma non solo, da Polestar a Fisker, in lotta per la sopravvivenza. Venerdì 1 marzo la stessa Volkswagen per bocca del suo ceo Oliver Blume ha previsto un 2024 di tenuta con la ripresa rinviata al 2025.

