Transizione difficile

Volkswagen: domanda debole, taglio alle elettriche. Tesla, torna lo scontro con Trump

La casa di Wolfsburg sospende le linee a Zwickau ed Emden, colpite dalla frenata europea. Negli Usa Musk si oppone alla deregolamentazione che minaccia miliardi di crediti ambientali

di Alberto Annicchiarico

Auto Volkswagen nuove nello stabilimento di Wolfsburg, in Germania. EPA/JULIAN STRATENSCHULTE

3' di lettura

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Volkswagen ha annunciato un taglio alla produzione di auto elettriche in Germania, segnalando un rallentamento della domanda, nonostante in agosto il primo produttore mondiale abbia confermato la leadership continentale nelle immatricolazioni dei veicoli a batteria (Bev). Lo stabilimento di Zwickau fermerà le linee per un’intera settimana a partire dal 6 ottobre, mentre ad Emden – dove si assemblano i modelli ID.4 e ID.7 – sono previsti tagli di turni e possibili giornate di chiusura. Si tratta dei due impianti dedicati in esclusiva ai Bev, resi così particolarmente esposti alle oscillazioni della domanda.

L’Audi Q4 e-tron sarebbe il modello più penalizzato, complice l’effetto dei dazi statunitensi e le incertezze sulla politica climatica europea, con Berlino che spinge per rivedere il bando ai motori endotermici dal 2035. «Volkswagen sta adeguando la produzione alla domanda effettiva dei clienti», ha spiegato un portavoce, sottolineando che in altri siti le turnazioni saranno invece rafforzate. E’ il caso dello stabilimento principale, a Wolfsburg, dove, secondo la stampa tedesca si procede con turni aggiuntivi, quasi ogni fine settimana, fino a Natale. Una scelta che si spiega con l’elevata domanda di motori a combustione interna per Golf, Tiguan e Tayron.

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Con Volkswagen in difficoltà i grandi costruttori

Il rallentamento non è un caso isolato. Una settimana fa è esploso il caso Porsche. La casa di auto sportive e di lusso controllata da Vw ha dovuto rimodulare l’offerta verso motorizzazioni tradizionali e ibride. Scelta che ha pesato per diversi miliardi sui conti di Wolfsburg. Negli ultimi mesi Mercedes-Benz ha rivisto i propri obiettivi ambientali privilegiando modelli termici e ibridi; Renault Group ha ridotto le stime di consegne EV; Stellantis ha rallentato l’arrivo di alcuni modelli elettrici. Negli Stati Uniti Ford ha tagliato la produzione del pick-up F-150 Lightning e del crossover Mustang Mach-E, mentre General Motors ha fermato temporaneamente le linee dei modelli Chevrolet Bolt ed Equinox EV. Decisioni che riflettono una fase di “aggiustamento” del mercato, tra margini compressi, domanda più debole in Europa e Usa e concorrenza cinese in forte crescita.

La battaglia di Tesla contro la visione di Trump

Oltreoceano, intanto, entra in campo Tesla. La casa di Elon Musk, che perde quota in Europa, ha invitato l’amministrazione Trump a non smantellare gli standard sulle emissioni e la storica definizione secondo cui i gas serra rappresentano un pericolo per la salute pubblica. L’Environmental Protection Agency (Epa) sta valutando un allentamento delle regole, sostenuto da un fronte che include General Motors, Toyota e la stessa Volkswagen. Tesla teme di perdere miliardi di dollari in crediti ambientali, che nel 2024 hanno fruttato 2,8 miliardi di ricavi (+50% sul 2023), venduti ad altri costruttori per compensare le proprie emissioni.

Nel suo intervento, il gruppo californiano ha definito “dannoso” il progetto dell’Epa, perché rischia di indebolire gli incentivi basati sulle performance e di ridurre l’attrattiva per investimenti innovativi. Musk, un tempo vicino a Trump, è ora in rotta di collisione con l’ex presidente, che ha promesso di eliminare diversi sussidi all’elettrico.

E per Vw tornano i fantasmi del Dieselgate

Alle difficoltà sull’elettrico si sommano le eredità del passato. La Corte d’Appello dello Schleswig-Holstein ha confermato l’illegittimità di due dispositivi di spegnimento dei sistemi di depurazione dei gas di scarico montati su alcuni modelli diesel Golf Plus TDI, giudicati non conformi alle norme Ue. Il software riduceva l’efficienza di abbattimento degli ossidi di azoto a basse temperature (“Thermofenster”), con il risultato di emissioni superiori ai limiti consentiti.

La Corte ha respinto il ricorso congiunto di Volkswagen e dell’Autorità federale Kba, rendendo inammissibile un ulteriore ricorso davanti al Tribunale amministrativo federale. La casa di Wolfsburg e Kba hanno già annunciato l’intenzione di presentare appello, ma la vicenda riporta sotto i riflettori il “Dieselgate”, a dieci anni dallo scandalo che ha segnato in profondità la reputazione e i conti del gruppo.

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