A Piazza Affari

Vola Nexi con rumors su offerta Cvc da 9 miliardi. Dubbi dei broker

Secondo il Financial Times, Cvc potrebbe mettere sul piatto 9 miliardi di euro per il delisting di Nexi

Martina Soligo

 IMAGOECONOMICA

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 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - I rumors su una possibile offerta di Cvc Capital Partners per Nexi mettono le ali al titolo della fintech, che a Piazza Affari scatta in testa al listino principale, sui massimi da inizio anno. Nel dettaglio, secondo il Financial Times, Cvc potrebbe mettere sul piatto 9 miliardi di euro per il delisting di Nexi. L’operazione è ancora in fase preliminare ed è subordinata all’ok del governo italiano, che potrebbe anche decidere di applicare il golden power, vista l’importanza strategica degli asset del gruppo. Una possibile struttura dell’operazione prevede lo scorporo della divisione Digital Banking Solutions (Dbs), considerata un asset strategico nazionale, con il suo trasferimento a un investitore domestico, come per esempio Cassa Depositi e Prestiti, per facilitare l’approvazione regolatoria. Hellman & Friedman, il principale azionista di Nexi, al momento non sarebbe in trattative, «ma risponderebbe a un'eventuale offerta».

Analisti: «La creazione di valore per gli azionisti non appare immediata»

Per gli analisti di Intermonte, i 9 miliardi sono in linea con l’enterprise value di Nexi, che comprende 4,5 miliardi di capitalizzazione e un debito netto a fine 2025 di 4,9 miliardi, stimato in calo a 4,5 miliardi a fine 2026. «In queste condizioni, la creazione di valore per gli azionisti non appare immediata», scrivono gli esperti, sottolineando come, da un punto di vista regolatorio, «la necessità di preservare il controllo domestico di infrastrutture come la rete interbancaria» giocherà «un ruolo chiave, rendendo probabile uno spin-off della divisione Dbs in caso di avanzamento dell’operazione». Da sottolineare però come una precedente offerta di circa 1 miliardo di euro per questo asset sia già stata respinta per l’opposizione di Cdp. In generale Intermonte vede «un’elevata incertezza sulla credibilità dell’operazione, sulla sua esecuzione e sull’allineamento politico, che rappresentano i principali ostacoli a una possibile transazione».

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Gli ostacoli all'operazione

Dello stesso parere anche Banca Akros, che ritiene che «qualsiasi potenziale scenario di delisting (take-private) incontrerebbe ostacoli significativi se non fosse allineato con la posizione strategica di Cassa Depositi e Prestiti e con gli interessi più ampi del governo». Il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti è quindi «un fattore chiave nel determinare la flessibilità strategica futura di Nexi e la fattibilità di qualsiasi operazione». Allineata anche Equita, che evidenzia come «il processo rimane altamente incerto».

Intanto, la competitor francese Worldline ha dichiarato che lancerà un raggruppamento azionario inverso (reverse stock split), nel tentativo di rilanciare un prezzo delle azioni in calo da tempo. Nel dettaglio, il raggruppamento azionario si svolgerà dal 14 maggio al 12 giugno, la società sta consolidando le azioni in modo tale che ogni 40 vecchie azioni diventeranno una nuova azione con un valore nominale di 80 centesimi. Worldline da inizio anno ha messo a segno un ribasso di circa il 30% a causa di problemi di governance, fusioni costose, risultati deludenti e accuse di aver nascosto frodi da parte dei clienti.

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