Vodafone Italia, ok del Governo all’acquisizione da parte di Swisscom
Via libera da parte della presidenza del Consiglio di ministri all’acquisizione di Vodafone Italia da parte di Swisscom, che nel nostro Paese controlla già Fastweb
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Via libera della Presidenza del Consiglio dei Ministri alla vendita di Vodafone Italia a Swisscom, casa madre di Fastweb. Ed è un via libera senza prescrizioni.
Ok «senza riserve»
Il primo grande scoglio, quello del “Golden Power”, viene aggirato senza intoppi. A darne notizia è Swisscom, con una nota. «In seguito all’annuncio dell’acquisizione di Vodafone Italia diffuso il 15 marzo 2024, Swisscom informa - si legge - che la Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana ha approvato l’acquisizione senza riserve, nell’esercizio del Golden Power», i poteri speciali del Governo nel caso di asset strategici.
Nessun pregiudizio agli interessi nazionali
La comunicazione, ricevuta dalla compagnia svizzera il 17 maggio, stabilisce che «l’operazione notificata non determina una minaccia di grave pregiudizio agli interessi nazionali e che, pertanto, non sussistono i presupposti per l’esercizio dei poteri speciali di cui all’articolo 2 del decreto-legge n. 21 del 2012».
Questo è infatti il fine della legislazione sul Golden Power che riserva al Governo poteri di intervento speciali in determinate transazioni, investimenti o delibere societarie che potrebbero compromettere o pregiudicare gli interessi pubblici essenziali dell’Italia, consentendogli di far valere il proprio veto o imporre speciali condizioni e prescrizioni. Una “tagliola” che si può attivare in quelle operazioni che vedono coinvolte tutte le aziende extra Ue (non solo cinesi) e, in caso di acquisizioni di controllo di aziende italiane, persino le imprese europee.
Swisscom: «L’operazione procede nei tempi»
«L’acquisizione di Vodafone Italia - conclude la nota di Swisscom - procede in linea con le tempistiche previste. Il compimento della transazione è tuttora soggetto a ulteriori approvazioni regolamentari e ad altre approvazioni consuete e dovrebbe verificarsi nel primo trimestre 2025».



