Alimentare

Unilever scorpora il Cornetto e vola in Borsa: +6%

Piano di separazione delle attività ice cream tra cui Walls (che include il Cornetto) e Magnum

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Unilever scorpora il cornetto e vola in Borsa. Il gruppo alimentare ha annunciato di volere separare la sua attività nei gelati. Il colosso britannico dei beni di consumo Unilever separerà la divisione dei gelati, ritenendo che possa avere migliori risultati come business stand-alone, e annuncia un piano di risparmi da 800 milioni di euro in tre anni che impatterà su 7.500 posti di lavoro.

Balzo del 6% in Borsa

La reazione del mercato è stata violenta, con le azioni balzate del 6% in Borsa; «la separazione delle attività ice cream creerà un business leader a livello mondiale, che opera in una categoria altamente attrattiva, con marchi che insieme hanno realizzato un fatturato di 7,9 miliardi di euro nel 2023», afferma Unilever, la cui divisione ice cream possiede 5 dei primi 10 marchi mondiali per vendita tra cui Walls (che include il Cornetto), Magnum, Ben&Jerry e l’italiana Grom. Gli analisti sono positivi sull’operazione di ristrutturazione, data la crescita più lenta e i margini più bassi dell’unità. «Il piano di Unilever di separare il ramo gelati (7,9 miliardi di ricavi, 760 milioni di euro di utile operativo) per una probabile dismissione ha senso, elimina la stagionalità e il trascinamento verso bassi margini». La separazione piace, visto il profilo di crescita più lento e la mancanza di sinergie di costo, scrive l’analista di RBC Capital Markets James Edwardes Jones in una nota.

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Le attese di crescita dei ricavi

Il retailer anglo-olandese delinea inoltre obiettivi più elevati a medio termine, una crescita delle vendite sottostanti a una cifra media e un modesto miglioramento dei margini.

«Ci piaceva la precedente guidance di Unilever in quanto ci è sembrata conservativa e lasciava spazio per battere le aspettative, tuttavia siamo rassicurati dalla mancanza di un obiettivo di margine specifico dato il rischio di costi incagliati», afferma Jones aggiungendo che il valore delle precedenti cessioni è stato diluito da costi significativi che sono rimasti in azienda dopo la dismissione.

Lo spin off partirà immediatamente e dovrebbe concludersi nel 2025. Una volta condotta in porto la ristrutturazione dovesse essere condotta in porto, l’azienda rimarrà focalizzata su quattro business: bellezza e benessere, cura della persona, cura della casa e nutrizione (anche un competitor come Nestlé aveva precedentemente separato la propria attività di gelato creando una joint venture con il private equity PAI Partners). Il margine di profitto della divisione gelati, riporta Bloomberg, ha un margine inferiore alla metà di quello dell’unità di cura personale dell’azienda. Si tratta inoltre di un’attività stagionale, ad alta intensità di capitale, che ha una logistica più complessa rispetto alle altre divisioni dell’azienda a causa della necessità di celle frigorifere.

«La nostra idea generale è quella di fare meno cose, meglio e con un impatto maggiore - ha spiegato il ceo Hein Schumacher -. Il gelato è davvero un business diverso ed è già gestita separatamente rispetto alle altre nostre attività».

La mossa fa parte di una strategia di ristrutturazione più ampia, nel tentativo di rilanciare la crescita e i margini compressi dall’effetto inflazione sui consumi. Unilever ha affermato che i tagli ai posti di lavoro, che riguarderanno circa il 6% dei 128.000 totali dell’azienda, sono parte di un piano per realizzare 800 milioni di euro di risparmi sui costi nei prossimi tre anni.

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