14 aprile 2026
Guerra Iran ultime notizie. Cina-Usa: crisi di Hormuz rende più difficile summit Xi-Trump. Aie: «Pronti a usare di nuovo riserve petrolio se serve»
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto è nuovamente bloccato dopo che il presidente degli Stati Uniti ha annunciato l’avvio di un blocco navale (dalle 16 di oggi) a seguito del fallimento dei negoziati con l’Iran
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Sintesi per punti
- Aie, Birol: «Pronti a usare nuovamente riserve petrolio se necessario»
- Trump: «Non mi scuso con il papa»
- Trump attacca Leone XIV: «È terribile, senza di me non sarebbe Papa»
- Ghalibaf, «presto gli Usa rimpiangeranno i 4-5 dollari a gallone»
- Trump, «altri Paesi coinvolti per non fare vendere petrolio all’Iran»
- Iran: Araghchi, noi in buona fede, eravamo a una passo dall’accordo
13 aprile 2026Aggiornamento fissato
Cina-Usa: crisi di Hormuz rende più difficile summit Xi-Trump
Il blocco annunciato dal presidente Usa Donald Trump a Hormuz contro il traffico marittimo da e per i porti iraniani rischia di trasformare il vertice con il presidente cinese Xi Jinping, previsto a Pechino il 14 e 15 maggio, da occasione di stabilizzazione nei rapporti tra le prime due economie mondiali a nuovo terreno di scontro tra i due giganti.
Trump, parlando del viaggio in Cina, ha rivendicato di avere una “relazione molto buona con la Cina” e ha sostenuto che anche Xi “vorrebbe a sua volta vedere la fine” del conflitto con l’Iran. Ma nello stesso passaggio ha ribadito che “non possiamo consentire un’arma nucleare a un gruppo di persone che ha causato nulla ma caos per 47 anni”, tenendo dunque insieme apertura verso Pechino e massima pressione su Teheran.
D’altro canto, nella percezione cinese la distinzione tecnica tra blocco dello stretto (praticato da Teheran) e blocco dei soli porti iraniani (ventilato da Trump) cambia fino a un certo punto: Hormuz resta il “choke point” decisivo dell’energia asiatica e ogni militarizzazione ulteriore del passaggio viene letta a Pechino come un rischio diretto per la sicurezza energetica, le catene di approvvigionamento e il commercio con il Golfo.
La reazione di Pechino alla mossa di Trump è stata prudente nei toni, ma netta nella sostanza. Il ministro degli Esteri Wang Yi ha fatto sapere che un blocco di Hormuz “non serve gli interessi comuni della comunità internazionale”, mentre il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun ha invitato le parti a “rispettare gli accordi temporanei di cessate il fuoco”, a perseguire soluzioni “politiche e diplomatiche” e a “evitare una ripresa delle ostilità”.
E’ una linea che conferma come la Cina non voglia essere trascinata in una scelta secca tra l’alleanza tattica con l’Iran e la necessità di non far deragliare la relazione con Washington alla vigilia del summit.
La posta in gioco è enorme. Prima della guerra, attraverso Hormuz passava circa un quinto delle esportazioni mondiali di petrolio e gas naturale. La Cina ha importato circa 12 milioni di barili di greggio al giorno nei primi due mesi del 2026, più di qualsiasi altro paese, ed è esposta in modo rilevante sia ai flussi del Golfo sia al petrolio iraniano. Sul fronte del gas, circa un terzo del Gnl cinese arriva dal Medio Oriente, mentre il Qatar da solo ha rappresentato quasi un quarto delle spedizioni dirette in Cina lo scorso anno.
13 aprile 2026
Fmi-Banca mondiale-Iea: azione comune su impatto guerra in Medio Oriente
L’impatto della guerra in Medio Oriente “è rilevante, globale e fortemente asimmetrico, colpendo in modo sproporzionato i Paesi importatori di energia, in particolare quelli a basso reddito”, con l’aumento dei prezzi di petrolio, gas e fertilizzanti. Lo affermano in una nota congiunta i vertici di Agenzia internazionale dell’energia (Iea), Fmi e Banca mondiale riunitisi oggi a Washington, impegnandosi a “monitorare e valutare attentamente l’impatto della guerra sui mercati energetici, sull’economia globale e sui singoli Paesi, coordinando al contempo la nostra risposta e il sostegno” ai Paesi interessati.
13 aprile 2026
Usa: dialogo con Iran prosegue, ci sono progressi
Il dialogo fra gli Stati Uniti e l’Iran prosegue e si registrano progressi nel tentativo di raggiungere un accordo. Lo ha detto un funzionario americano a Nbc.
I PORTI E I TERMINAL IRANIANI
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13 aprile 2026
Libano, Hezbollah: nostro territorio non diminuirà di un solo metro
Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha sottolineato che il piano di Israele di creare una “zona cuscinetto” nel Libano meridionale demolendo tutti gli edifici nei villaggi di confine è destinato a fallire. “Il ritorno degli sfollati e la ricostruzione sono due condizioni essenziali per porre fine all’aggressione prima di ogni altra cosa”, le sue parole riportate da Al Jazeera. “Tutto questo verrà ricostruito. Tutto questo sarà territorio libanese. Il territorio libanese non diminuirà di un solo metro”, ha aggiunto.
13 aprile 2026
Bbc: prima nave attraversa Hormuz dall’inizio del blocco Usa
La Bbc riferisce di aver identificato quella che sembra essere la prima nave ad attraversare lo Stretto di Hormuz da quando gli Usa hanno imposto un blocco alle petroliere legate all’Iran e ai porti iraniani. Secondo i dati di tracciamento navale di MarineTraffic, la portacontainer Paya Lebar è diretta a Dubai, negli Emirati, dopo essere partita dall’India. Un’altra nave, la petroliera Rich Starry, ha invertito la rotta durante l’avvicinamento allo Stretto, come mostra MarineTraffic. Non è chiaro se la nave, soggetta a sanzioni statunitensi, stesse tentando di attraversare lo stretto per poi uscire attraverso il Golfo dell’Oman.
13 aprile 2026
Onu: non esiste soluzione militare al conflitto
“Non esiste una soluzione militare all’attuale conflitto in Medioriente”. Lo ha affermato Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite. Dujarric - riporta Al Jazeera - ha chiesto che il cessate il fuoco venga rispettato e che i negoziati proseguano in modo “costruttivo” fino al raggiungimento di un accordo. “Le interruzioni del commercio marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz hanno già avuto ripercussioni dirette ben oltre la regione circostante, con un aumento della fragilità economica globale e dell’insicurezza in molti settori”, ha spiegato. “L’interruzione della fornitura di fertilizzanti e dei relativi fattori produttivi aggrava ulteriormente l’insicurezza alimentare per milioni di persone vulnerabili in tutto il mondo, contribuendo all’aumento del costo della vita dovuto all’impatto delle interruzioni nella fornitura di carburante, nei trasporti e nelle catene di approvvigionamento, ha concluso.
13 aprile 2026
Cremlino: non chiare conseguenze di blocco navale di Trump
Le potenziali conseguenze della minaccia del presidente statunitense Donald Trump di bloccare le coste iraniane non sono ancora chiare, ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
“Di fatto, Trump ha promesso un blocco delle coste iraniane. Non comprendiamo ancora cosa significhi o quali saranno le conseguenze”, ha dichiarato Peskov.
13 aprile 2026
Russia a Israele: «Gravi rischi con raid vicino a centrale Bushehr»
Nelle scorse settimane la Russia ha ripetutamente avvertito Israele del rischio di una “grave catastrofe nucleare” a causa dei continui attacchi aerei in prossimità della centrale nucleare iraniana di Bushehr. Lo riferisce l’emittente israeliana Channel 12, secondo cui funzionari di Mosca hanno inoltre comunicato a Israele che gli attacchi stavano mettendo in pericolo esperti e civili russi presso la centrale elettrica civile, che la Russia ha in parte costruito e contribuisce a gestire. Gli attacchi, hanno aggiunto, minacciavano le relazioni bilaterali. Secondo quanto riportato, in seguito agli avvertimenti, le Forze di Difesa Israeliane hanno modificato le proprie procedure operative in quell’area, hanno chiarito di non essere a conoscenza dei pericoli e hanno affermato di non avere alcuna intenzione di nuocere al personale russo.
Il ministero degli Esteri russo e l’ambasciata russa in Israele, hanno riferito le fonti all’emittente, hanno ripetutamente avvertito i funzionari israeliani dei pericoli degli attacchi. In particolare, un attacco avrebbe colpito “molto vicino” al personale russo. “State mettendo in pericolo il nostro popolo”, ha sottolineato un funzionario del Cremlino in un messaggio inviato a un funzionario israeliano. “Questo è un gioco pericoloso che rischia di causare un grave disastro nucleare, con gravi implicazioni per il Medioriente. Vi esortiamo a fermarvi”. Israele avrebbe risposto di non essere a conoscenza dei pericoli e di aver modificato le proprie procedure. Secondo alcune fonti, sia Israele che gli Stati Uniti avrebbero effettuato attacchi aerei contro obiettivi iraniani nella zona.
13 aprile 2026
Sumud Flotilla di nuovo in mare alla volta di Gaza: «Situazione sempre drammatica»
Circa 100 imbarcazioni e un migliaio di attivisti da diverse parti del mondo (tra cui l’Italia) fanno rotta verso Gaza per consegnare aiuti umanitari a una popolazione “su cui si è spenta ogni luce”: la Global Sumud Flotilla è di nuovo in mare. Le prime barche hanno lasciato il porto di Barcellona ma, ostacolate dal maltempo con onde alte 3 metri, sono ancora in mare aperto vicino alla Spagna. Durante la spedizione umanitaria (la coalizione comprende tra le organizzazioni Global Sumud Movement, Freedom Flotilla Coalition, Thousand Madleens to Gaza, Sumud Maghreb, Sumud Nusantara, affiancate dalle navi di Greenpeace e Open Arms) man mano si aggiungeranno dall’Italia e dalla Grecia altre barche.
“Complessivamente saranno un centinaio le imbarcazioni. Dal nostro Paese dovrebbero partire, intorno al 23 aprile, una trentina di natanti ai quali si uniranno le venti barche arrivate da Marsiglia, in questo momento in Calabria”, spiega la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia. “Gli obiettivi della nuova missione sono gli stessi della precedente perché purtroppo la situazione a Gaza non è cambiata - sottolinea Maria Elena Delia - Malgrado alcune narrazioni, a Gaza c’è ancora una situazione drammatica e i valichi continuano ad essere quasi tutti chiusi. Entrano quindi pochissimi aiuti, ma gli stessi operatori umanitari fanno molta fatica ad entrare.
Le cronache ci restituiscono il quadro della situazione: sono state mandate via diverse organizzazioni, persino Caritas ed Oxfam. Il motivo quindi della nostra missione è portare aiuti e professionisti, come medici, infermieri, educatori, eco-builders, ovvero persone che vogliono arrivare per fermarsi. Il nostro scopo non è solo aprire un corridoio umanitario e provare a rompere il blocco navale illegale, navighiamo anche per accendere i riflettori su ciò che succede in Palestina, così come in Libano, in Iran e a Cuba. Navighiamo per dire no a questi venti di guerra, alla corsa al riarmo”.
“Lo scenario attuale - aggiunge la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla - è diverso rispetto allo scorso anno e non sarà facile: non mi riferisco solo alla guerra in corso (ieri i negoziati sono falliti, quindi non sappiamo cosa succederà), ma anche al ’Board of Peace’ per Gaza che sarà una nuova sfida per la nostra missione. Arrivare a destinazione dipenderà molto da come saranno gli equilibri geopolitici in quel momento. Quest’anno, infatti, navigheremo cercando di fare delle brevi soste - sempre in mare - cercando di valutare la situazione geopolitica e laddove questo dovesse comportare dei rischi che vanno al di là di quello che riteniamo accettabile correre, metteremo in atto alternative. Al momento riteniamo di arrivare per i primi di maggio più o meno davanti alla Turchia, a circa 200 miglia da Gaza”.

Le imbarcazioni della flotta Global Sumud si preparano a salpare per Gaza dal porto di Barcellona, nel nord-est della Spagna, il 12 aprile 2026. Un totale di 70 navi con a bordo circa 1.000 attivisti provenienti da circa 70 paesi, che trasportavano aiuti umanitari, hanno dovuto rinviare la partenza da Barcellona il 12 aprile a causa delle condizioni meteorologiche, ma hanno simbolicamente lasciato il porto per salutare Barcellona. EPA/MARTA PEREZ
lternative. Al momento riteniamo di arrivare per i primi di maggio più o meno davanti alla Turchia, a circa 200 miglia da Gaza”.
13 aprile 2026
Trump: «Potremmo fermarci a Cuba dopo l’Iran»
Dopo il dossier Iran, gli Stati Uniti di Donald Trump preparano quello di Cuba, «un paese che è stato gestito male da tanto tempo ed è molto opprimente», una “nazione fallita”. Lo ha detto il presidente Usa parlando alla stampa dalla Casa Bianca. «Potremmo fermarci a Cuba dopo avere finito con questo», ha detto facendo riferimento alla guerra contro l’Iran.
13 aprile 2026
Aie, Birol: «Pronti a usare nuovamente riserve petrolio se necessario»
“Abbiamo fatto il più grande rilascio di riserve della nostra storia” e “siamo pronti ad agire” nuovamente anche se la speranza è che questo non sia necessario. Lo ha detto il direttore generale dell’Aie - l’Agenzia internazionale dell’energia -,Fatih Birol, parlando all’Atlantic Council a margine dei lavori del Fondo Monetario Internazionale a Washington. Birol ha ribadito che la guerra ha provocato la peggiore interruzione energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 infrastrutture petrolifere e del gas, tra cui impianti di produzione, terminal e raffinerie, sono state danneggiate dal conflitto con l’Iran. Per questo potrebbero occorrere 2 anni prima di tornare ai livelli pre-crisi.
13 aprile 2026
Trump: «Teheran non stan facendo affari, faremo in modo resti così»
“Adesso c’è il blocco navale e non ci sono combattimenti. L’Iran non sta facendo assolutamente alcun affare - e faremo in modo che le cose restino così”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti alla Casa Bianca, a cui ha ammesso: “non mi piaceva vedere navi uscire da lì, perché vuol dire che erano in affari con loro”.
13 aprile 2026
Axios: Usa hanno chiesto a Teheran di congelare arricchimento uranio per 20 anni
Lo riporta la testa statunitense Axios.
13 aprile 2026
Trump: «Non mi scuso con il papa»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non intende scusarsi con il papa. “Non mi scuserò perché papa Leone ha detto cose sbagliate, è contrario a quello che sto facendo in merito all’Iran. (L’Iran) non può avere un’arma nucleare. Papa Leone non sarebbe contento del risultato: ci sarebbero centinaia di milioni di persone», ha detto Donald Trump alla stampa aggiungendo che il «Papa è molto debole sui crimini e altre cose». Trump ha detto che preferisce il fratello del papa, un supporter Maga.
13 aprile 2026
Trump sull’Iran, «Siamo stati chiamati, vogliono un accordo»
Il vicepresidente JD Vance ha fatto un buon lavoro nelle trattative con l’Iran. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che il punto critico dei negoziati è stato il nucleare. «L’altra parte di ha chiamato» e vuole «un accordo. Siamo stati chiamati questa mattina dalle persone giuste e vogliono lavorare a un accordo», ha aggiunto senza nominare l’Iran.
13 aprile 2026
Trump «Trentaquattro navi hanno attraversato ieri lo Stretto di Hormuz»
“Trentaquattro navi hanno attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, di gran lunga il numero più alto da quando è iniziata questa sciocca chiusura”. Lo ha dichiarato in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a poche ore dall’entrata in vigore del blocco navale contro l’Iran.
13 aprile 2026
Patuelli: «Se vanno in crisi le imprese poi seguono famiglie e banche»
“La mia prima preoccupazione va alle imprese”, perché “se vanno in crisi le imprese seguono le famiglie e le banche, questo meccanismo è indissolubile”. Lo ha affermato Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, intervenendo all’iniziativa ’Le imprese e il contesto internazionale, la criticità dei mercati e gli scenari futuri’ organizzata da Confidustria Toscana Centro e Costa oggi a Firenze. “Bisogna ragionare su nuovi investimenti per lo sviluppo delle imprese - ha detto -, cioè cogliere ex malo bonum, cogliere il momento di difficoltà per rilanciare gli investimenti”. Secondo Patuelli “questa crisi che è in atto dal 28 febbraio, e che si assomma a quella ucraina, dobbiamo confrontarla con le crisi energetiche che abbiamo vissuto dagli anni ’70 in poi. E quindi dobbiamo pensare che il petrolio possa non solo stabilizzarsi attorno a 100 dollari, ma possa anche ulteriormente crescere. Quindi dobbiamo ragionare sui fattori produttivi, e dobbiamo tener conto che possono arrivare fasi di crisi delle imprese”.
13 aprile 2026
Axios, contatti continui tra Washington e Teheran per giungere a accordo
Pur nell’apparente stallo dei negoziati, tra Stati Uniti e Iran «c’è un contatto continuo», nonché «un progresso nel tentativo di giungere a un accordo». Lo riferisce su X il giornalista di Axios Barak Ravid, citando fonti dell’amministrazione americana.
13 aprile 2026
Guerre, petrolio, energia: ecco come gli Usa ridisegnano la mappa del potere globale

Quattro anni fa, la mappa energetica del mondo era uno scacchiere con molti attori e molte opzioni. La Russia forniva all’Europa 150 miliardi di metri cubi di gas naturale. Iran e Venezuela vendevano greggio alla Cina fuori del sistema finanziario basato sul dollaro. Il Qatar forniva un quinto del GNL mondiale con il più grande impianto di liquefazione del pianeta. La Cina stava costruendo la Belt and Road Initiative con un corridoio terrestre attraverso Iran, Iraq e Siria che le consentiva di aggirare gli stretti marittimi controllati dalla Marina USA.
Dopo il rilascio al pubblico di ChatGPT, nel 2022, il potere dell’AI è diventato chiaro a tutti e quella scacchiera energetica è diventata irriconoscibile. L’intelligenza artificiale è un’industria che funziona con energia e chip. I data center richiedono enormi quantità di elettricità continua, fornita principalmente dal gas naturale. La produzione di semiconduttori richiede elio e terre rare. E allora? In questi giorni è diventato virale un video che riprende un discorso tratto dal film “W.” di Oliver Stone, del 2008, che racconta la presidenza di George W. Bush. Nella scena chiave, il vicepresidente Dick Cheney spiega la logica strategica americana: controllare l’Iran significherebbe controllare il petrolio, l’Eurasia e quindi il mondo.
13 aprile 2026
Teheran: su Hormuz una vendetta intenzionale per vincere una guerra illegale
In un post su X, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha criticato il blocco statunitense in atto nello Stretto di Hormuz: “Si può vincere una guerra illegale grazie a una vendetta per scelta, contro l’economia globale?”. “Vale mai la pena tagliarsi il naso per fare un dispetto alla propria faccia?”, ha aggiunto Baghaei.
13 aprile 2026
Iran: colloqui con Usa in corso, obiettivo raggiungere un accordo
Sono in corso dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, con l’obiettivo di raggiungere un accordo. Lo riporta la tv israeliana Channel 12, che cita fonti statunitensi.
13 aprile 2026
Fao: con crisi prolugata su Hormuz sarebbe catastrofe agroalimentare globale
Una crisi prolungata nello Stretto di Hormuz potrebbe trasformarsi in una catastrofe agroalimentare globale. A lanciare l’allarme è la Fao, secondo cui le navi che trasportano prodotti agricoli essenziali devono iniziare a transitare attraverso lo Stretto il prima possibile per scongiurare il rischio di un pericoloso aumento dell’inflazione dei prezzi alimentari entro la fine dell’anno, che potrebbe innescare una serie di effetti a catena simili a quelli successivi alla pandemia di Covid-19. “Il tempo stringe”, ha affermato Maximo Torero, capo economista delll’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. “L’ultima cosa che vogliamo è una riduzione dei raccolti, un aumento dei prezzi delle materie prime e un’inflazione alimentare per il prossimo anno”, ha dichiarato Torero, sottolineando che ciò costringerebbe probabilmente i Paesi ad adottare politiche per ridurre i prezzi alimentari interni, innescando un aumento dei tassi di interesse e, di conseguenza, un potenziale rallentamento della crescita economica a livello globale.
13 aprile 2026
Usa hanno chiesto a Iran di congelare di 20 anni l’arricchimento dell’uranio
Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran di congelare per 20 anni l’arricchimento dell’uranio. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali gli iraniani hanno replicato proponendo un periodo più breve, ovvero una durata a “una sola cifra”.
13 aprile 2026
Iran, Cina: mantenimento cessate il fuoco sia la priorità
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha dichiarato che la priorità attuale dovrebbe essere quella di mantenere il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti e impedire che il conflitto si riaccenda in Medioriente. Secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua, il massimo diplomatico cinese ha rilasciato tali dichiarazioni durante una conversazione telefonica con il suo omologo pakistano, Ishaq Dar.
13 aprile 2026
Wsj: oltre 15 navi americane nello stretto per il blocco di Hormuz
Il blocco dello Stretto di Hormuz è in vigore e ci sono più di 15 navi americane a condurre l’operazione. Lo riporta il Wall Street Journal citando un funzionario statunitense, secondo il quale in Medio Oriente gli Stati Uniti possono contare su cacciatorpediniere lanciamissili e svariate unità da guerra in grado di lanciare elicotteri a supporto delle operazioni di abbordaggio.
Leggi anche: Aerei, giù in Borsa per la mancata apertura di Hormuz
13 aprile 2026
Libano: Israele convoca ambasciatore italiano per parole Tajani su attacchi a civili
Israele ha convocato l’ambasciatore italiano a Tel Aviv Luca Ferrari, per protestare contro le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani sugli attacchi “inaccettabili” contro i civili libanesi. Lo riferiscono fonti della Farnesina.
13 aprile 2026
Kallas: Ue contraria ad accordi che limitino accesso a Hormuz
L’Unione europea ribadisce che lo Stretto di Hormuz deve rimanere libero e sicuro per il passaggio delle navi e non sosterrà alcun accordo che lo comprometta, ha dichiarato oggi Kaja Kallas, Alta rappresentante della politica estera dell’Ue.
“L’Ue continuerà a respingere qualsiasi accordo che limiti il libero e sicuro passaggio attraverso lo Stretto, in conformità con il diritto internazionale”, ha dichiarato Kallas al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
13 aprile 2026
Araghchi a Barrot: «Accordo saltato a causa richieste massimaliste Usa»
“Nonostante i progressi su molte questioni durante i colloqui, gli Usa hanno impedito che si raggiungesse un accordo a causa delle loro richieste massimaliste e dei continui cambiamenti nelle loro richieste”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nel corso di una telefonata con il suo omologo francese, Jean-Noel Barrot. Durante il colloquio, Araghchi ha messo al corrente Barrot sull’esito dei negoziati a Islamabad, sottolineando come la Repubblica islamica, “nonostante l’assoluta sfiducia nella parte americana”, si sia approcciata ai colloqui “con responsabilità e buona fede”. Secondo la nota del ministero degli Esteri iraniano, Barrot ha ribadito il sostegno della Francia all’approccio diplomatico, auspicando che i colloqui proseguano e che si arrivi a un accordo finale nell’ambito dei negoziati a Islamabad.
13 aprile 2026
Bahrein convoca incaricato d’affari Iraq, «Protesta per attacchi con droni»
Il ministero degli Esteri del Bahrein ha convocato l’incaricato d’affari dell’Iraq a Manama per una “condanna inequivocabile” e per esprimere una “forte denuncia” per i “continui attacchi ostili con droni lanciati dal territorio iracheno contro il regno e altri Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo” nonostante la tregua tra Usa e Iran. L’agenzia Bna riferisce che al diplomatico iracheno Ahmed Ismail Al Karawi è stata consegnata una “nota formale di protesta” sottolineando “l’obbligo urgente” per l’Iraq di “affrontare queste minacce e attacchi”. Il Bahrein, si legge ancora, “si riserva il pieno diritto di adottare tutte le precauzioni necessarie e le misure per tutelare la sua sicurezza, la sua stabilità e l’incolumità” di chi vive nel Paese. A fine marzo il Bahrein - con Arabia Saudita, Emirati arabi uniti, Kuwait, Qatar e Giordania - aveva sollecitato Baghdad ad agire per fermare gli attacchi di milizie filoiraniane.
13 aprile 2026
Iran, Pezeshkian: Trump minaccia infrastrutture perché è debole
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, intervenendo al ministero delle Strade e dello sviluppo urbano, ha affermato che le minacce contro le infrastrutture rappresentano “un segno della debolezza del nemico”. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars.
Ieri il presidente Usa Donald Trump, in un’intervista telefonica a Fox News dopo il fallimento dei negoziati di Islamabad, ha reiterato la minaccia di colpire le infrastrutture energetiche e idriche iraniane.
13 aprile 2026
Trump: «Se navi Teheran sfideranno blocco saranno eliminate»
Il presidente Donald Trump ha minacciato di affondare “le navi da attacco veloce” dell’Iran che tenteranno di forzare il blocco che gli Stati Uniti hanno imposto a partire dalle 16 ora italiana nello Stretto di Hormuz. “La Marina iraniana giace sul fondo del mare, completamente annientata - 158 navi. Quelle che non abbiamo colpito sono le loro poche, come le chiamano loro, ’navi da attacco veloce’, perché non le consideravamo una minaccia significativa. Avviso: se una qualsiasi di queste navi si avvicinerà anche solo minimamente al nostro blocco, verrà immediatamente eliminata, utilizzando lo stesso sistema di uccisione che usiamo contro i trafficanti di droga sulle imbarcazioni in mare. È rapido e brutale”, ha dichiarato Trump in un post su Truth Social. Il presidente ha aggiunto un post scriptum al post, precisando che “il 98,2% della droga che entrava negli Stati Uniti via oceano o via mare è stato bloccato”.
13 aprile 2026
Premier Qatar sente Araghchi: «Stretti non siano strumenti di ricatto»
Non usare gli stretti come “strumenti di ricatto”. Lo ha chiesto il ministro degli Esteri e primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, nel corso di una telefonata con il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi. Al Thani, si legge in una nota diffusa dal governo di Doha, ha ribadito “la necessità di aprire i corridoi marittimi, garantire la libertà di navigazione e non utilizzarli come strumento di pressione o di ricatto”, evidenziando “gli effetti negativi” della chiusura dello Stretto di Hormuz “sui Paesi della regione, sulle forniture energetiche e alimentari nel mondo e sulla sicurezza e la pace internazionali”.
13 aprile 2026
Premier Pakistan, «cessate il fuoco tiene, sforzi per risolvere questioni aperte»
Il cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran “sta tenendo” e “stiamo dedicando tutti nostri sforzi per risolvere” le questioni aperte. Lo ha detto il premier pachistano Shehbaz Sharif, che sabato ha ospitato i colloqui tra Washington e Teheran per mettere fine alla guerra. “Credo - ha sottolineato, citato dai media locali - che i colloqui di pace a Islamabad siano stati un momento storico, il Pakistan ha avuto l’opportunità di mediare e ospitare i colloqui in un momento in cui l’intera economia mondiale è instabile”.
13 aprile 2026
Guerra, patto stabilità: Von der Leyen, «non ci sono condizioni per sospenderlo»
«Le misure» anti-crisi ’dei Paesi membri devono essere temporanee, mirate, tempestive. Riguardo l’attivazione della sospensione del Patto di stabilità e crescita, al momento, mentre vi parlo non ci sono le condizioni per fare ricorso’» Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. La Commissione, ha aggiunto, «continuerà a coordinarsi tenendo in conto gli interessi europei: vedremo come la crisi si sviluppa» In ogni caso, ha concluso, «riguardo agli interventi economici, è bene che gli Stati non peggiorino i livelli di deficit».
13 aprile 2026
Energia: mercoledì 22 le misure Ue, nodo sul come ridurre la domanda
Con la crisi sull’Iran già costata 22 miliardi di euro in più nella bolletta energetica all’Unione europea, Bruxelles si appresta a varare un pacchetto di provvedimenti e proposte sul capitolo energia su cui intende agire a due livelli. Misure per l’immediato, tra cui il contenimento dei consumi - e come effettivamente realizzarlo, aspetto non facile e potenzialmente controverso - interventi mirati e temporanei sui rincari. E poi, a più lungo termine, revisione dei permessi Ets ma soprattutto più rinnovabili, nucleare e elettrificazione. A delineare la strategia è stata la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen durante un punto stampa.
Dopo aver fornito la stima sul sovra menzionato sul costo supplementare di questi 44 giorni di conflitto in Iran, Von der Leyen ha rilevato come “anche se le ostilità cessassero immediatamente” la crisi “persisterà per un certo tempo”. E per questo “abbiamo discusso una serie di misure che presenteremo ai leader al prossimo Consiglio informale, la prossima settimana a Cipro, e su cui avremo una comunicazione nel mercoledì precedente” (il 22 aprile).
Per l’immediato si punta a intervenire su tre aspetti. Il coordinamento tra paesi negli interventi, anche riguardo alle scorte di gas e di petrolio e sulle misure di contenimento dei rincari, che “devono essere mirate ai gruppi vulnerabili, rapide, immediate e temporanee”. Secondo, un “quadro temporaneo” che assicuri più flessibilità alle regole sugli aiuti di Stato.
E, terzo elemento, e forse il più problematico: “come possiamo ridurre la domanda”. Qui Von der Leyen non ha fornito elementi precisi, limitandosi a dire che si tutelerà “la libertà di scelta dei consumatori” e che si vuole fare leva anche su efficienza energetica, efficienza specifica degli degli edifici, rinnovo degli equipaggiamenti per l’industria. Questi ultimi, tuttavia, non sembrano provvedimenti che possano consentire un immediato taglio ai consumi.
Misure in grado di limitare rapidamente la domanda potrebbero essere non facili da far digerire all’opinione pubblica. Peraltro la chiusura di Hormuz interviene mentre l’Ue sta continuando a restringere gli approvvigionamenti di carburanti fossili anche dalla Russia, nell’ambito nel moltiplicarsi di pacchetti di sanzioni contro Mosca a seguito della guerra in Ucraina. Al momento le maggiori criticità sembrano riguardare kerosene e diesel.
E oltre alle misure per l’immediato, la Commissione europea si appresta a adottare provvedimenti anche più a medio e lungo termine sul capitolo energia, facendo leva su revisione dei meccanismi Ets, rinnovabili e nucleare. Von der Leyen ha ribadito che secondo la Ue i permessi Ets sono una parte marginale dei costi dell’energia, anzi “la parte più piccola”. Ad ogni modo, “abbiamo già proposto cambiamenti al mercato delle riserve, stiamo rafforzando le riserve e stiamo migliorando stabilità e prevedibilità dei prezzi degli Ets. Inoltre, a breve consulteremo gli Stati membri su una revisione dei riferimenti Ets usando tutte le flessibilità che il testo legale ci consente e siamo in carreggiata per presentare una piena revisione del sistema Ets già a luglio”, ha detto.
“Poi discuteremo il grosso del costo delle bollette energetiche e questa è la fonte delle stessa dell’energia”. Con la chiusura dello stretto di Hormuz “sentiamo l’impatto” e “stiamo pagando un prezzo molto alto per la nostra eccessiva dipendenza dai carburanti fossili. E la realtà amara per il nostro continente è che l’energia fossile resterà l’opzione più costosa negli anni a venire”.
“Ma abbiamo altre possibilità, abbiamo l’energia prodotta in Europa da rinnovabili e nucleare e per questo la nostra strategia non solo è stata confermata negli anni scorsi, ma vede un accresciuta importanza giorno per giorno”. La presidente della Commissione ha ribadito la strategia che punta molto su “mini” reattori atomici, piuttosto che su maxi centrali.
“Il nostro obiettivo è molto chiaro: dobbiamo rafforzare l’energia affidabile e a prezzi accessibili che produciamo all’interno (della Ue). Dalle rinnovabili, ovviamente, ma anche dal nucleare, perché questo ci darà indipendenza, prevedibilità e sicurezza energetica”. Ed è “l’unica strada per uscire dalla dipendenza dai fossili: modernizzare la generazione di elettricità da rinnovabili e nucleare”, ha sostenuto. Oltre “ovviamente” a una “elettrificazione più rapida possibile”.
E per questo Bruxelles vuole accelerare sull’elettrificazione del suo sistema energetico e di Trasporti: “presenteremo la nostra strategia sull’elettrificazione prima dell’estate”, ha detto ancora Von der Leyen durante un punto Stampa. “Includerà un nuovo obiettivo ambizioso di elettrificazione. E per raggiungerlo - ha detto - dovremo rimuovere gli ostacoli regolamentari che permangono e dobbiamo organizzare gli investimenti”.
13 aprile 2026
Ambasciatore Iran: «Navi indiane non hanno pagato per passare da Hormuz»
L’ambasciatore iraniano a New Delhi, Mohammad Fathali, sostiene che le petroliere indiane che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz non hanno pagato pedaggi all’Iran: lo riporta la Reuters sul suo sito web. «Potete chiedere al governo indiano se abbiamo addebitato qualcosa fino ad ora», ha detto il diplomatico.
13 aprile 2026
Iran, il portavoce dell’esercito: «Nessun porto sarà al sicuro»
Prosegue lo scambio di minacce tra Iran e Stati Uniti. La tv di Stato di Teheran ha riportato il duro avvertimento del portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaghari: nessun porto del Golfo Persico e del Golfo di Oman sarà al sicuro in caso di minacce alle infrastrutture iraniane.
13 aprile 2026
Iran: Guardie rivoluzionarie, Usa lasceranno regione a mani vuote
Il comandante della Forza Quds iraniana, Esamil Qaani, ha affermato che gli Stati Uniti lasceranno la regione senza nulla in mano. Lo riportano le agenzie stampa Tasnim e Mehr. Qaani ha rimarcato che Stati Uniti e Israele dovrebbero ricordarsi di aver lasciato lo Yemen senza aver raggiunto nessun obiettivo in una operazione precedente. Il generale della Forza Quds, parte del Corpo delle Guardie rivoluzionarie, ha anche avanzato l’ipotesi di una chiusura dello stretto di Bab el-Mandeb da parte dei ribelli Houthi, così come è successo tra il 2023 e il 2025.
13 aprile 2026
Iran: media, premier Pakistan atteso in Arabia Saudita
Imminente una visita in Arabia Saudita del premier pakistano, Shehbaz Sharif. Secondo Geo News, Sharif è atteso nelle prossime 48 ore nella monarchia del Golfo su invito del principe ereditario Mohammed bin Salman. Previste consultazioni sugli sviluppi nella regione e a livello internazionale dopo i colloqui del fine settimana a Islamabad, ma l’attenzione è anche sulla cooperazione a livello finanziario. Secondo Geo News, ad accompagnare il premier ci saranno il capo dell’Esercito, Asim Munir, e il vicepremier e ministro degli Esteri, Ishaq Dar. Possibile anche la presenza nella delegazione del ministro delle Finanze, Muhammad Aurangzeb. Il Pakistan, che è stato tra i protagonisti di un difficile processo di medazione tra Stati Uniti e Iran, ha da settembre un patto di difesa con l’Arabia Saudita. Nelle scorse ore aerei da guerra e da supporto pakistani sono atterrati nel Regno nel quadro del patto di difesa.
13 aprile 2026
Netanyahu, «sentito Vance, negoziati esplosi per violazione accordi Teheran»
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha riferito - durante la riunione di gabinetto - di aver avuto un colloquio con il vicepresidente americano Jd Vance di ritorno dai colloqui di Islamabad con l’Iran. “Mi ha aggiornato sull’esplosione dei negoziati - ha detto Netanyahu, citato da Axios - L’esplosione è partita dalla parte americana, che non ha potuto tollerare la palese violazione da parte dell’Iran dell’accordo per avviare i negoziati. L’intesa prevedeva un cessate il fuoco e che gli iraniani aprissero immediatamente le porte. Non lo hanno fatto. Gli americani non hanno potuto accettarlo”. Vance, ha continuato Netanyahu, “ha anche chiarito che la questione principale all’ordine del giorno per il presidente Trump e per gli Stati Uniti è la rimozione di tutto il materiale arricchito e la garanzia che non vi sia più alcun arricchimento nei prossimi anni, e questo potrebbe significare anche decenni”. “Questo è il loro obiettivo e, naturalmente, è importante anche per noi”, ha concluso il premier.
13 aprile 2026
Iran: «Se nostri porti presi di mira, nessuno scalo nel Golfo sarà sicuro»
Le forze armate iraniane hanno avvertito che qualsiasi minaccia ai porti del Paese scatenerebbe una risposta regionale più ampia, dichiarando che nessun porto nel Golfo Persico o nel Mar d’Oman rimarrebbe sicuro se i porti iraniani venissero presi di mira. Lo riporta l’emittente iraniana Press Tv. “Se la sicurezza dei porti della Repubblica islamica dell’Iran verrà minacciata, nessun porto del Golfo Persico o del Mar d’Oman rimarrà al sicuro”, ha detto il tenente colonnello Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya. In merito al passaggio dallo stretto Hormuz, Zolfaqari ha detto che “le navi affiliate al nemico non hanno e non avranno il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz”. “Alle altre navi - ha aggiunto - sarà consentito il transito nello stretto nel rispetto delle normative delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran”.
13 aprile 2026
Netanyahu: cessate il fuoco può terminare rapidamente
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato oggi, durante la riunione di governo, che “il cessate il fuoco in Iran può terminare in tempi molto brevi”.
Riguardo al Libano, Netanyahu, secondo quanto riferito dall’emittente israeliana Channel 12, ha affermato: “Sono rimasto molto colpito anche dalla disponibilità e dalla comprensione del fatto che dobbiamo ristabilire la sicurezza nel nord e occuparci dei residenti del nord, che meritano lo stesso livello di sicurezza di tutti i cittadini di Israele, e che anche loro lo ottengano. Non ci fermeremo finché non restituiremo loro la sicurezza. Naturalmente i combattimenti continuano, non si sono fermati. Proseguono costantemente. Ieri e oggi si sono concentrati a Bint Jbeil.”
13 aprile 2026
Netanyahu: «Ovvio sostegno di Israele al blocco navale di Trump»
Israele “ovviamente sostiene” il blocco navale imposto all’Iran dal presidente americano Donald Trump. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la riunione di gabinetto. “Poiché l’Iran ha violato le regole, Trump ha deciso di imporre un blocco, un assedio navale, e noi ovviamente sosteniamo questa posizione risoluta”.
13 aprile 2026
Von der Leyen: «La pace non può essere data per scontata»
“Oggi abbiamo avuto un incontro di orientamento, incentrato principalmente sull’impatto economico della crisi in Medio Oriente sull’Unione Europea, poiché, come tutti sappiamo, da ormai 44 giorni il Medio Oriente è nuovamente travolto dalla guerra, e queste ultime sei settimane ci hanno ricordato che la pace non può essere data per scontata”. Lo dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un punto stampa a Palazzo Berlaymont dopo la riunione del Collegio dei commissari sull’impatto della situazione in Medio Oriente.
13 aprile 2026
Paesi mediatori proseguiranno colloqui per arrivare ad accordo
I mediatori di Pakistan, Egitto e Turchia continueranno i colloqui con gli Stati Uniti e l’Iran nei prossimi giorni, nel tentativo di colmare le divergenze rimaste e raggiungere un accordo per mettere fine al conflitto. Lo hanno riferito una fonte regionale e un funzionario statunitense ad Axios.
Tutte le parti, ha riportato Axios, reputano ancora possibile un accordo. I mediatori sperano che la riduzione delle divergenze possa consentire un nuovo ciclo di negoziati prima della scadenza della tregua il 21 aprile.
13 aprile 2026
Starmer: Gb non parteciperà a blocco navale Stretto Hormuz
La Gran Bretagna non si unirà al blocco navale dello stretto di Hormuz annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo ha ribadito il primo ministro di Londra, Keir Starmer.
“Non stiamo sostenendo il blocco”, ha detto Starmer alla radio della Bbc, aggiungendo che il Regno Unito “non si farà trascinare” nella guerra con l’Iran.
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13 aprile 2026
Cina: navigazione Stretto Hormuz avvenga senza ostacoli
La Cina ha chiesto che avvenga “senza ostacoli” la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato il blocco navale, il portavoce del ministro degli Esteri Guo Jiakun ha detto in una conferenza stampa che “lo Stretto di Hormuz è un’importante rotta commerciale internazionale per merci ed energia, e mantenerne la sicurezza, la stabilità e il libero flusso è nell’interesse comune della comunità internazionale”.
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13 aprile 2026
Trump attacca Leone XIV: «È terribile, senza di me non sarebbe Papa»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avuto parole ’di fuoco’ per papa Leone XIV ieri in tarda serata, in un insolito e diretto attacco al leader della Chiesa cattolica, che ha scatenato immediate reazioni di condanna da parte dei credenti e delle isituzioni eccelesiastiche.
In quella che a tutti è sembrata una risposta alle crescenti critiche del pontefice al conflitto lanciato congiuntamente da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e alle politiche migratorie molto rigide dell’amministrazione Trump, Il presidente americano ha definito Leone XIV “terribile”.
I cattolici sui social media hanno reagito criticando Trump per aver attaccato il leader della Chiesa. E l’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, si è detto rattristato dalle dichiarazioni di Trump. “Papa Leone non è il suo rivale; né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime”, ha dichiarato in una nota ufficiale.
Robert Francis Prevost, originario di Chicago, è il primo papa statunitense. Trump ha sostentuo che è stato eletto proprio perchè americano, anzi proprio perchè alla Csaa Bianca è tornato lui: “Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa incredibile. Non figurava in nessuna lista degli eleggibili ed è stato scelto esclusivamente perché americano, perchè si riteneva che fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”, ha affermato.
Conosciuto per la sua cautela nel linguaggio, nelle ultime settimane è diventato un critico esplicito del conflitto in Iran e ha denunciato la “follia della guerra” in un appello per la pace sabato. Lo scorso anno ha messo in dubbio che le politiche migratorie molto dure dell’amministrazione Trump fossero coerenti con l’insegnamento pro-vita della Chiesa.
“Chi dice: ’Sono contro l’aborto ma sono d’accordo con il trattamento disumano degli immigrati negli Stati Uniti’, non so se sia davvero pro-vita”, aveva affermato il pontefice a settembre.
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13 aprile 2026
Wsj: Trump valuta la ripresa di attacchi limitati contro l’Iran
Donald Trump e i suoi consiglieri stanno valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l’Iran, in aggiunta al blocco statunitense dello Stretto di Hormuz, come mezzo per sbloccare la situazione di stallo nei colloqui di pace. Lo scrive il Wsj. E’ una delle opzioni che Trump sta valutando dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan, hanno detto i funzionari.
Trump potrebbe anche riprendere una vera e propria campagna di bombardamenti, sebbene i funzionari abbiano affermato che ciò fosse meno probabile data la prospettiva di un’ulteriore destabilizzazione della regione e l’avversione di Trump ai conflitti militari prolungati.
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Borse e bond in balia di una bussola scossa da Trump
13 aprile 202613 aprile 2026
Iran: blocco americano di Hormuz «atto di pirateria»
Un “atto di pirateria: così l’Iran definisce le restrizioni imposte dagli Stati Uniti alla navigazione nelle acque internazionali, e rilancia, rivendicando il controllo sullo Stretto di Hormuz e avvertendo che i porti del Golfo Persico e del Mare di Oman saranno ”o per tutti o per nessuno”.
Secondo quanto riportato dall’emittente statale IRIB, il Comando unificato delle forze armate iraniane ha ribadito che la difesa dei diritti del Paese è un dovere “naturale e legale” e che l’esercizio della sovranità nelle acque territoriali rappresenta un diritto della nazione iraniana.
L’Iran afferma che continuerà a garantire la sicurezza dello stretto, ma che le “navi affiliate al nemico” non avranno diritto di transito nello Stretto di Hormuz, mentre le altre potranno passare nel rispetto delle regole stabilite da Teheran. Inoltre, anche dopo la fine del conflitto, intende mantenere un un meccanismo permanente di controllo sullo Stretto.
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13 aprile 2026
Comandante Marina Teheran, «minacce blocco ridicole»
Il comandante della marina iraniana Shahram Irani ha liquidato - definendola ’ridicola’ - la minaccia di Donald Trump di bloccare le navi in entrata o in uscita dai porti iraniani a partire dalle 10 di Washington oggi, secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Press TV. Shahram Irani ha assicurato che la marina sta “tracciando e monitorando tutti i movimenti delle forze armate dell’aggressore statunitense nella regione”. “Le minacce del presidente degli Stati Uniti, a seguito dell’umiliante sconfitta del suo esercito nella terza guerra imposta, sono davvero ridicole e risibili”, ha aggiunto. A riferirne è SkyNews.
13 aprile 2026
Iran: Sanchez chiede a Cina ’maggior coinvolgimento’ per fine conflitto
Il premier spagnolo Pedro Sanchez, che si trova in Cina in visita ufficiale, in un discorso pronunciato all’Università Tsinghua, ha chiesto alla Cina un “maggiore coinvolgimento”, esigendo il rispetto del diritto internazionale e la fine dei conflitti in Ucraina, Libano e Iran. “La Cina sta facendo molto, e noi lo accogliamo con favore, ma può fare di più, pretendendo, come già fa, che il diritto internazionale venga rispettato e che cessino conflitti come quelli in Iran, Libano, Cisgiordania o Ucraina”, ha detto il leader socialista, dopo che il primo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran in Pakistan si è concluso senza arrivare a un accordo. Sanchez ha quindi rimarcato la necessità di un maggiore coinvolgimento delle grandi potenze nella gestione e fornitura di beni pubblici per affrontare sfide come la lotta ai cambiamenti climatici, lo sviluppo di un’intelligenza artificiale responsabile, il controllo degli arsenali nucleari e l’eradicazione della povertà.
13 aprile 2026
Ghalibaf: «Presto gli Usa rimpiangeranno i 4-5 dollari a gallone»
- “Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto ’blocco’, presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone”. Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf reagendo all’ordine del presidente statunitense Donald Trump di imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco con l’Iran a Islamabad.
13 aprile 2026
Trump, il blocco dei porti iraniani da oggi alle 16
Gli Stati Uniti bloccheranno le navi “in entrata o in uscita” dai porti iraniani a partire dalle 16 di questo pomeriggio ora italiana. Lo ha scritto su Truth il presidente Donald Trump, in merito alla crisi dello Stretto di Hormuz
13 aprile 2026
Iran: media, traffico in Stretto Hormuz nuovamente fermo
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è nuovamente bloccato dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’avvio di un blocco navale a seguito del fallimento dei negoziati con l’Iran. Lo riporta Lloyd’s List. Prima dell’annuncio del blocco - spiega il quotidiano - il traffico marittimo attraverso lo Stretto era continuato, seppur a livelli ridotti, anche domenica. Sabato si era registrato un leggero aumento del transito di petroliere, in quanto le compagnie di navigazione si preparavano a mettere a rischio il provvisorio accordo di cessate il fuoco per far uscire alcune navi dal Golfo Persico.
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Netanyahu e l’unica strategia della guerra continua
12 aprile 202613 aprile 2026
Iran: Araghchi, noi in buona fede, eravamo a una passo dall’accordo
L’Iran ha negoziato con gli Stati Uniti in “buona fede” per porre fine alla guerra. “Ma quando eravamo a un passo” dall’accordo “ci siamo imbattuti in posizioni massimaliste, nel continuo mutare delle regole e nel blocco”. Lo ha scritto su X il ministro iraniano degli Esteri, Abbas Araghchi, che ha poi ribadito le minacce già espresse in precedenza dai funzionari iraniani: “La buona volontà genera buona volontà. L’inimicizia genera inimicizia.”
Guerra in Iran e Medio Oriente, 13 aprile
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13 aprile 2026
Trump, «il cessate il fuoco con l’Iran regge, da domani blocco dei porti»
Il cessate il fuoco in Iran “sta reggendo bene”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington. Il presidente ha confermato quanto annunciato dal Comando centrale americano che il blocco navale nei porti iranian entrerà in vigore domani alle 10:00, le 16 in Italia, e che “ci sono molte navi dirette verso il nostro Paese per fare rifornimento di petrolio”.
13 aprile 2026
Trump, «non mi importa se l’Iran torna al tavolo dei negoziati»
“Non mi importa se l’Iran torna al tavolo dei negoziati”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington da Mar-a- Lago dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan.
13 aprile 2026
Trump, «altri Paesi coinvolti per non fare vendere petrolio all’Iran»
Donald Trump ha detto che “altre nazioni stanno lavorando affinché l’Iran non possa vendere petrolio” parlando con i giornalisti al suo arrivo a Washington. Il presidente americano non ha precisato quali Paesi siano coinvolti e in che modo.






