Tribunale Pechino ordina a Malaysia Airlines risarcimenti da 410mila dollari per ogni famiglia delle vittime del volo MH370
L'incidente dell'MH370 resta irrisolto, ma i legali e le autorità lavorano per portare chiarezza e giustizia alle famiglie
di Mara Monti
2' di lettura
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Un tribunale di Pechino ha stabilito che la Malaysian Airlines deve pagare 2,9 milioni di yuan (410mila dollari) a ciascuna delle famiglie degli otto passeggeri scomparsi nel misterioso incidente aereo del volo MH370 più di dieci anni fa.
Il tribunale popolare del distretto di Chaoyang in conformità con la Convenzione di Montreal e le leggi cinesi pertinenti, ha ordinato alla compagnia aerea di pagare a ciascuna famiglia un risarcimento per la morte dei propri cari, le spese funerarie e i danni derivanti dal trauma emotivo, secondo quanto dichiarato dal tribunale. Sebbene non si sappia cosa sia successo ai passeggeri, essi sono stati dichiarati legalmente morti.
A bordo del volo, scomparso dopo essere partito da Kuala Lumpur alla volta di Pechino nel 2014, c’erano 239 passeggeri e membri dell’equipaggio. Nonostante anni di ricerche, non si sa perché l’aereo sia precipitato né cosa sia successo alle persone a bordo. La maggior parte dei passeggeri era cinese e le loro famiglie in Cina hanno continuato a cercare risposte. Delle restanti 70 cause relative al volo MH370, il tribunale ha dichiarato che altri 23 casi rimangono pendenti. In altri 47 casi, le famiglie hanno raggiunto un accordo con le compagnie aeree e hanno ritirato le loro cause.
Dal 2016 i familiari dei passeggeri scomparsi hanno intentato 78 cause legali, «per chiedere il risarcimento dei danni e l’istituzione di un fondo di ricerca e soccorso, tra le altre richieste, contro Malaysia Airlines e altri imputati».
Intanto, la ricerca del volo MH370 della Malaysia Airlines riprenderà il 30 dicembre, ha dichiarato mercoledì il Ministero dei Trasporti. La società di esplorazione Ocean Infinity riprenderà le operazioni di ricerca sul fondale marino a intervalli intermittenti per un totale di 55 giorni, ha affermato il ministero in una dichiarazione.



