Titoli oil in luce con rialzo del greggio, Eni beneficia della scoperta del gas in Indonesia
Il prezzo del petrolio torna a correre dopo che gli Usa hanno preso il controllo di una nave iraniana vicino a Hormuz. Bene anche Saipem con il nuovo contratto da 700 milioni per una bioraffineria in Sicilia
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - In una giornata in cui sui listini prevalgono le vendite, i titoli oil si mettono in evidenza – con il sottoindice di settore tra i pochi in rialzo -, trainati dalla corsa del prezzo del greggio. A Milano, infatti, Eni si posizione in testa al listino principale, seguita da Saipem e Tenaris. A spingere gli acquisti, come detto, sono i prezzi del petrolio, tornati a salire dopo che gli Stati Uniti hanno preso il controllo di una nave cargo battente bandiera iraniana nei pressi dello Stretto di Hormuz. Così, il Brent vale circa 95 dollari al barile e il Wti scambia attorno a quota 88 dollari.
A influenzare il buon andamento di Eni è anche una nuova scoperta di gas effettuata dal pozzo esplorativo Geliga-1, perforato nel blocco Ganal nel bacino del Kutei, a circa 70 km dalla costa del Kalimantan Orientale, nell’offshore indonesiano. Come specificato in una nota della società, le stime preliminari indicano volumi in posto pari a circa 140 miliardi di metri cubi di gas (5 Tcf) e 300 milioni di barili di condensati nell'intervallo incontrato. «Sono in corso analisi per valutare opzioni di sviluppo accelerato, tenendo conto anche della vicinanza a infrastrutture - esistenti e da realizzare - che offrono potenziali sinergie in termini di time-to-market e ottimizzazione dei costi», sottolineano gli analisti di Intermonte. La nuova scoperta, notano gli esperti, «è adiacente alla scoperta a gas di Gula (circa 56 miliardi di metri cubi di gas in posto con 75 milioni di barili di condensati), non ancora sviluppata». Secondo le prime stime, «le risorse combinate di Geliga e Gula hanno il potenziale per produrre 28 milioni di metri cubi al giorno aggiuntivo di gas e 80.000 bpd di condensati, aprendo tra l'altro la possibilità di realizzare, in modalità fast-track, un terzo hub produttivo nel prolifico Bacino del Kutei».
Per quanto riguarda Saipem, il mercato premia anche il nuovo contratto con Eni per la realizzazione della nuova bioraffineria di Priolo, in Sicilia. Il contratto ha un valore di circa 700 milioni e il termine dei lavori è atteso a fine 2028. Il nuovo impianto avrà una capacità di 500 mila tonnellate/anno con un’ampia flessibilità operativa per la produzione di Saf-biojet e Hvo-diesel. «Il contratto rafforza la collaborazione avviata tra Eni e Saipem per lo sviluppo della bioraffinazione in Italia con l’accordo firmato nel 2023 e successivamente esteso nel 2025», evidenziano gli analisti di Intermonte. Positivi anche gli esperti di Banca Akros, che sottolineano: «Il contratto è di dimensioni rilevanti e conferma che lo sviluppo delle bioraffinerie rappresenta un fattore positivo per Saipem».


