Lettera al risparmiatore

Tinexta, le acquisizioni spingono il business Focus sui ricavi con la Pa

Scenario. Nei sei mesi fatturato e utile in rialzo. Il risiko bancario limita i clienti:
la società ribatte che non calano le operazioni cui sono legate le commissioni

di Vittorio Carlini

5' di lettura

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Aumentare in Italia ricavi con la Pubblica Amministrazione. Poi: da un lato integrare le recenti acquisizioni; dall’altro proseguire, unitamente all’evoluzione interna, con l’M&A. Sono tra i focus della strategia aziendale di Tinexta.

Conto economico ed M&A

Il gruppo, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, di recente ha pubblicato i conti semestrali. Si tratta di dati da cui, tra le altre cose, emerge l’importanza proprio delle operazioni straordinarie. In generale i ricavi e la redditività sono saliti. La prima riga di bilancio si è assestata a 177,8 milioni (+43,6% rispetto allo stesso periodo del 2020). L’Ebitda e l’utile reported sono, dal canto loro, aumentati rispettivamente del 17 e 29,5% (+21,2 e 22,6% nelle versioni rettificate).

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Ebbene: le nuove società acquisite, da una parte, hanno contribuito per 38,4 milioni all’incremento del fatturato (+ 31% rispetto al rialzo del 12,6% legato all’espansione organica); e, dall’altra, hanno aiutato la crescita a livello di Ebitda rettificato per 5,2 milioni (2,1 milioni l’aumento riconducibile allo sviluppo interno). Insomma: gli stessi numeri segnalano la rilevanza dell’M&A.

Uno shopping che, va ricordato, persegue diverse finalità strategiche. Così, ad esempio, grazie alle acquisizioni di aziende quali Yoroi, Swascan e Corvallis è stata costituita la nuova divisione di Cyber Security. Oppure, attraverso la mossa sul 60% della francese CertEurope (non contabilizzata in semestrale perché successiva al 30 giugno), è stato concretizzato lo sbarco nel mercato transalpino (in particolare del Digital Trust). Senza dimenticare, infine, la partnership industriale con Intesa Sanpaolo (closing anch’esso in luglio) che consente al gruppo di rafforzare la sua offerta alle Pmi, soprattutto nel Credit Information e Manegement e nell’Innovation e Marketing Services.

I SEMESTRI A CONFRONTO

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A fronte di un simile contesto la domanda è: Tinexta prosegue nelle acquisizioni? La risposta è positiva. Certo: una priorità è integrare le realtà acquisite. Al di là di ciò, però, la società, in linea con il piano industriale, continua a valutare dossier. In particolare, all’estero, nell’ambito delle divisioni del Digital Trust e Dell’Innovation e Marketing Service. In Italia, invece, l’interesse è per realtà che permettano di completare sempre di più l’offerta.

Il rischio di esecuzione

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complessa. Il risparmiatore esprime una preoccupazione: ogni operazione straordinaria implica il rischio di esecuzione. A maggiore ragione l’alto numero di mosse realizzate nella crescita per linee esterne comporta il timore che, ad esempio sulla marginalità, possa esserci un impatto negativo. Tinexta rigetta il timore. In primis, viene sottolineato, nel 2019 e ad inizio 2020 il gruppo si è riorganizzato e stutturato in maniera tale per gestire proprio l’accelerazione del business, anche per linee esterne. Inoltre, dice sempre Tinexta, da un lato storicamente non c’è soluzione di continuità nella crescita delle realtà acquisite; e dall’altro il track record, anche grazie alla selezione a monte dei target, mostra l’efficienza dell’azienda nell’integrare le nuove società. Ciò detto, però, può ulteriormente obiettarsi che nel primo semestre del 2021 l’Ebitda margin (rapporto in % del Mol sui ricavi) è sceso rispetto allo stesso periodo del 2020. Una diminuzione che è anche riconducibile alle operazioni straordinarie. Vero afferma Tinexta che, tuttavia, ribatte: la dinamica in oggetto è essenzialmente dovuta alle acquisizioni finalizzate alla creazione della Business Unit (BU) della cyber security. Una divisione che, proprio perché appena creata, ha un Ebitda margin inferiore a quello del gruppo. L’obiettivo però, ricorda l’azienza, è di raddoppiare entro il 2023 non solo il fatturato ma anche la marginalità stessa della BU, raggiungendo un rapporto tra Mol e ricavi intorno al 19%. Quindi, conclude Tinexta, non c’è alcun particolare problema sul tema in oggetto.

I RICAVI RETTIFICATI DELLE DIVISIONI

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La struttura finanziaria

Sennonché, sempre rispetto all’attivismo del gruppo nell’M&A, il risparmiatore fa un’altra considerazione. Al 30/6/2021 la Posizione finanziaria netta (Pfn) è in rosso per 205,2 milioni, in rialzo di 113,4 milioni rispetto al dato di fine 2020. Un peggioramento, a ben vedere, in parte dovuto alle operazioni straordinarie. Certo: il rapporto tra Pfn ed Ebitda, sempre al 30 giugno scorso, è di 2,4 volte. Cioè su livelli contenuti. Tuttavia il timore è che l’intensa crescita per linee esterne possa avere un impatto sulle finanze aziendali. Il gruppo non condivide il dubbio. Dapprima perché, viene spiegato, è proprio la solida struttura finanziaria che contribuisce a sostenere l’ M&A. Tanto che Tinexta, ricordando come l’obiettivo sia di mai superare il livello di 2,5 volte per il “Net debt to Ebitda”, prevede che l’indicatore a fine anno si assesti, a parità di perimetro del primo semestre, intorno 2 volte. Vale a dire: un valore considerato di assoluta tranquillità. Inoltre perché, dice sempre l’azienda, tutte le acquisizioni sono a tendere accrescitive dei flussi di cassa. Poi perché, sottolinea la società, è stato dato mandato al cda, nell’eventualità di importanti operazioni, di potere istruire un aumento di capitale fino a 100 milioni. Infine perché, conclude il gruppo, il suo debito ha una durata media di 6 anni ed è in grande parte coperto dalla variazione dei tassi. Quindi secondo Tinexta, anche riguardo al più ampio rischio del loro rialzo, non c’è alcun problema.

Pubblica Amministrazione

Fin qui alcune indicazioni rispetto alle acquisizioni, l’indebitamento finanziario netto e l’integrazione delle nuove realtà. Un obiettivo primario, però, è anche quello d’incrementare in Italia i ricavi, soprattutto nel Digital Trust e nella Cyber Security, con la Pubblica Amministrazione. Il boom del digitale, agevolato dalla pandemia, fa si che ci sia una spinta all’interno della PA su questo fronte. Così Tinexta va strutturandosi al meglio per cogliere l’occasione. In che modo? Ad esempio allargando la rete commerciale dedicata; oppure realizzando (come con Leonardo) partnership che consentano, da una parte, maggiori sinergie; e, dall’altra, di proporre un’offerta più ampia.

REDDITIVITÀ RETTIFICATA DELLE DIVISIONI

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La diverse divisioni

Già, più ampia. Quali, allora, le principali strategie nelle 4 BU? Riguardo all’Innovation e Marketing services, dove il rialzo diRicavi (+23,6%) e Mol adjusted (+14,6%) al 30/6/2021 è conseguenza anche delle offerta alle Pmi, soprattutto quelle orientate all’estero.

Rispetto, invece, al Digital Trust la volontà, unitamente a crescere sulle soluzioni più standard (ad esempio, in Francia nella prima fase di espansione), è quella di evolvere e spingere i prodotti più avanzati. Così, tra le altre cose, può ricordarsi la tecnologia che permette alle banche, attraverso meccanismi quali l’identificazione biometrica, l’acquisizione totalmente digitale della clientela. Oppure le soluzioni che certificano, ad esempio in una utility, i flussi informativi in arrivo da una pipeline e ne garantiscono l’integrità del contenuto.

I FREE CASH FLOW

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Dal Digital Trust alla nuova BU: la Cyber Security. Qui la strategia, da una parte, è proporre servizi di consulenza e protezione dei sistemi alla clientela più avanzata (come le banche); ma, dall’altra, di cogliere anche la domanda di realtà (quali le Pmi) che fin’ora non hanno approcciato la sicurezza cibernetica in modo adeguato. Si tratta, analogamente al Digital Trust, di un’area dove la ricerca è importante. Tanto che, in media, il gruppo investe, in entrambe le BU, circa il 5-6% dei ricavi per l’ R&D. Infine il Credit information e Management. Su questo fronte una priorità è sviluppare nuovi servizi che siano sofisticati ma anche di più agevole utilizzo per l’utente finale. Può così pensarsi a sempre più sofisticati algoritmi predittivi rispetto al merito di credito di un soggetto che, però, siano immediatamente fruibili dal cliente.

Al di là delle singole BU il risparmiatore propone un’ obiezione: il mercato finale finanziario è importante per Tinexta. Questo tuttavia, a fronte del recente risiko, vede diminuire il numero di banche e, quindi, di clienti. Uno scenario che può impattare lo sviluppo del gruppo. La società non condivide il timore. L’unione di due realtà, è l’indicazione, non riduce, laddove le soluzioni proposte funzionano, il numero di utenti finali. Certo: l’eventuale newco potrà avere più potere contrattuale nell’investimento iniziale. Ma questo, viene spiegato, ha scarsa rilevanza economica. Ciò che conta nella maggiore parte del business con le banche, indica Tinexta, è il numero di transazioni realizzate su cui sono definite le commissioni. E questo numero, per l’appunto, non diminuisce a seguito delle fusioni.

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