Lettera al risparmiatore

MutuiOnline sfrutta la rivoluzione digitale e diversifica il business

Strategie. Lo sviluppo interno è affiancato dalle acquisizioni che comportano il rischio di esecuzione: la società, su questo fronte, rivendica efficienza.

di Vittorio Carlini

5' di lettura

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Da un lato sfruttare la sempre maggiore digitalizzazione dell’economia che, con la pandemia, ha subito una forte accelerazione. Dall’altro spingere la diversificazione del business, anche grazie alle acquisizioni. Sono tra le priorità di Mutuionline a sostegno della propria attività.

Il business

Si tratta di focus che, per meglio comprendersi, richiedono dapprima di ricordare l’oggetto sociale del gruppo. L’azienda, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, in generale articola il business in due aree. La prima è cosiddetto Broking. Questo consiste essenzialmente nel collocamento e/o intermediazione, solitamente in remoto, di prodotti assicurativi, creditizi e di servizi di utility e aziende tlc. Appannaggio di quest’area c’è poi il confronto dei prezzi nel commercio elettronico.

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Il secondo fronte, invece, è il Business process outsourcing (Bpo). Nel caso in oggetto si fa riferimento all’amministrazione in outsourcing di processi (dai prestiti personali al mutuo fino alla gestione del sinistro assicurativo) a favore di intermediari, società di asset management, banche e compagnie assicurative.

TRIMESTRI A CONFRONTO

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L’articolazione dell’attività

Un tassello della strategia di crescita è, per l’appunto, la continua diversificazione. Un esempio? Lo offre il Business process outsourcing. Qui, nel novembre del 2020, la società ha acquisito il 50,1% del gruppo Lercari. Si tratta di una partnership industriale il cui obiettivo, da una parte, è applicare le tecnologie di processo di MutuiOnline nelle attività delle perizie, amministrazione di terze parti e post-vendita per il comparto assicurativo; e, dall’altra, di espandersi in un settore, non strutturato, che vanta buone potenzialità. Ad oggi l’azienda, nell’area in questione, ha una quota di mercato inferiore al 15%. Quindi, è l’indicazione della società, lo spazio per crescere esiste.

Non solo. MutuiOnline, sempre nell’ambito della maggiore articolazione dell’oggetto sociale e sempre nel Business process outsourcing, punta ad incrementare i ricavi nel comparto dei finanziamenti alla piccola e media impresa. In questo caso esistono, ad esempio, garanzie statali per i prestiti erogati dalle banche alle aziende. Gli istituti di credito possono conferire a terzi (tra cui MutuiOnline) la gestione delle pratiche per acquisire, o escutere, la garanzia stessa. È un segmento, a ben vedere, ancora poco rilevante per il gruppo (meno di 5 milioni il fatturato) ma la volontà, visto che le stesse garanzie statali- a fronte della pandemia- sono aumentate, è quella di espandersi.

I RICAVI DELLE DIVERSE AREE

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Le acquisizioni

Già, espandersi. Nell’ambito del finanziamento alle Pmi la crescita, finora, è organica. Il gruppo, tuttavia, non esclude lo shopping. Il che, a ben vedere, non stupisce. L’M&A è nel Dna della società. MutuiOnline, su questo fronte, intende proseguire con il suo tradizionale approccio. Vale a dire: cogliere con prudenza le opportunità che si presentano. In particolare, come mostrano le più recenti mosse, nel Business process outsourcing. Senza, tuttavia, dimenticare eventuali nicchie contigue alle attività già presidiate. Un’ipotesi? Può pensarsi, seppure allo stato attuale c’è nulla di concreto, al business legato al rimborso delle spese mediche per i fondi sanitari. Al di là di ciò si tratta comunque di target medio piccoli, situati in Italia, con un Ebitda in linea di massima fino a 15 milioni.

LA MARGINALITÀ DELLE DIVISIONI

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Execution risk

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore ricorda che ogni operazione straordinaria implica in sé il rischio di esecuzione. Il dubbio, di conseguenza, è che la tradizione nello shopping del gruppo possa impattare, ad esempio, la sua redditività. MutuiOnline rigetta il timore. In primis, è l’indicazione, viene sempre realizzata una disciplinata selezione a monte dei possibili target che aiuta, tra le altre cose, ad individuare il corretto prezzo da offrire. Inoltre, dice sempre la società, le operazioni straordinarie sono impostate in modo tale che i soci/manager rimangano coinvolti nell’azienda acquisita anche dopo il closing. Così facendo l’integrazione ne risulta agevolata. Infine il gruppo rimarca che il suo track record nell’M&A è storicamente accrescitivo della redditività. L’utile operativo, sottolinea l’azienda, è passato da 32 milioni nel 2015 a 46,1 nel 2018 fino a raggiungere quota 63,1 milioni nel 2020. Ciò detto, però, può ulteriormente obiettarsi che l’Ebit margin proprio del Business process outsourcing, dove è stata effettuata l’ultima acquisizione, nel primo trimestre del 2021 (11,6%) è sceso rispetto allo stesso periodo del 2020 (12,5%). Vero dice MutuiOnline che, tuttavia, ribatte: dapprima bisogna ricordare che di fatto nelle acquisizioni c’è sempre una differenza tra il prezzo pagato e il valore contabile della stessa. Questo gap ha ad oggetto asset intangibili (quali ad esempio l’avviamento o i marchi) che, dovendosi iscrivere ex novo a bilancio, iniziano ad essere ammortizzati. Un ammortamento che, ricorda la società, inevitabilmente incide sull’Ebit. Al di là di ciò, conclude il gruppo, quello che rileva è comunque l’Ebit margin consolidato dell’azienda. Ebbene l’indicatore, da un lato, nel 2020 (24,3%) è salito rispetto al 2019 (23,1%); e, dall’altro, è aumentato nello stesso primo trimestre del 2021 (20,5% contro il 19,2% di un anno prima).

LA STORIA DELLA REDDITIVITÀ

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La digitalizzazione

Ciò detto, non è solo questione di acquisizioni o Bpo. Altra priorità è la volontà di sfruttare la digitalizzazione dell’economia che, peraltro, ha subito una spinta a causa della pandemia. Va così ricordato che, dal lato dei fornitori, il digitale ha consentito l’accelerazione dell’offerta dei prodotti. Anche a fronte di ciò MutuiOnline prosegue nel migliorare i propri servizi. Il gruppo, oltre a rafforzare contenuti e funzionalità di siti quali “trovaprezzi.it”, ricorda la pagina web “qualescegliere.it”. Un sito che, essendo soprattutto una guida per gli acquisti, rappresenta l’esempio di servizio aggiunto nella proposta di comparazione per l’e-commerce. Il fil rouge della maggiore digitalizzazione e automazione, però, non riguarda solo commercio elettronico o confronto online di prodotti assicurativi e creditizi. Il gruppo ha sviluppato un progetto, insieme ad un istituto finanziario suo cliente, in cui la gran parte dell’iter per l’erogazione di un muto è digitalizzata ed automatizzata. Insomma: MutuiOnline vuol cavalcare l’onda del digitale. Come mostra, peraltro, l’impegno sul fronte pubblicitario. Le spese di advertising, nel 2021, dovrebbero essere oltre 40 milioni. Più della metà dell’esborso in oggetto è indirizzata su Internet.

Broking e concorrenza

Sennonché il risparmiatore esprime un timore. La liberalizzazione di settori quali quello dell’energia o il cambio di alcuni business model nelle tlc hanno attirato l’interesse degli operatori. Un contesto in cui sono comparsi molti siti concorrenti, ad esempio sul fronte della comparazione. In un simile scenario, caratterizzato da dinamiche inflattive sulla pubblicità, il rischio è la redditività possa soffrire. MutuiOnline si dice fiducioso. Una situazione simile, è l’indicazione, si era già vista in altri settori, quali quello finanziario (oggi regolato), ed è durata poco. È probabile, spiega l’azienda, che anche in questo caso, il fenomeno perda d’importanza dopo il breve periodo: o perché interverranno maggiori controlli; o perché gli stessi fornitori di servizi, che oggi fanno leva su questi siti, non vorranno rischiare effetti negativi sulla percezione dei loro marchi. Ciò considerato il mondo delle tlc e dell’energia, nella divisione Broking, è comunque un focus di MutuiOnline. Quel MutuiOnline che, peraltro, non vede, allo stato attuale, il rischi del calo della domanda dei suoi prodotti e servizi in scia alla diminuzione della capacità d’acquisto delle famiglie. In primis perché, spiega l’azienda, in Italia c’è la ripresa economica. Poi perché le eventuali, non auspicabili, difficoltà nel mercato del lavoro, da un lato, non saranno così rilevanti; e, dall’altro, saranno mitigate negli effetti dall’intervento statale. Infine perché, afferma sempre il gruppo, la forte presenza sull’online è una condizione che dà resilenza alla società.

Prospettive future

A fronte di un simile contesto quali allora le prospettive sul 2021? Il gruppo prevede per il Broking la crescita anno su anno. Rispetto, invece, al Bpo l’azienda ribadisce le stime di incremento sul 2020, principalmente grazie alle attività acquisite nel settore assicurativo. Per quanto le altre linee di business, seppure non ai livelli del primo trimestre, daranno anch’esse il loro contributo.

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