Gli analisti e gli investitori sostengono però che, se da un lato la costruzione di un’auto a guida autonoma è fondamentale per le prospettive dell’azienda, dall’altro la realizzazione di un Ev a prezzi accessibili, la famosa Model 2 da 25mila dollari, è importante per ampliare la platea dei clienti e alimentare la crescita. Potrebbero volerci decenni prima che le auto a guida autonoma vengano adottate in massa. Del resto non è il caso di aspettarsi un apporto decisivo dal controverso Cybetrtruck, lo strano pick-up futurista che sta già subendo uno stop della produzione a pochi mesi dal sospirato via, pare per problemi al pedale acceleratore (dopo le proteste di diversi clienti per macchie di ruggine sulla nuovissima carrozzeria). Comunque sia, per Cybertruck non si stimavano più di 250mila unità all’anno. Tesla nel 2024 puntava a superare i 2 milioni in tutto, obiettivo apparso più lontano dopo i dati delle vendite nei primi tre mesi.
«Sebbene Tesla sia proattiva nel tagliare i costi», questa volta è tutto più complicato per «il disastroso primo trimestre delle consegne e la pressione generale sull’azienda», ha dichiarato Dan Ives, analista di Wedbush.
«Il passaggio dalle vendite di autoveicoli a quelle di software - ha scritto Stephen Wilmot, del Wall Street Journal - potrebbe essere il motivo della partenza, dopo 18 anni, di Drew Baglino, il principale ingegnere hardware dell’azienda. Ma se Tesla vuole essere considerata un’azienda di intelligenza artificiale piuttosto che una semplice casa automobilistica, deve presentare dati concreti a sostegno delle sue affermazioni. Solo con informazioni dettagliate e affidabili sulle prestazioni del software (di assistenza alla guida, ndr) già installato, il Full Self Driving, sarà chiaro quando Tesla potrà pensare di assumersi la responsabilità legale delle funzioni di guida, aprendo la strada a un “robotaxi” veramente autonomo. Servono dati sulle prestazioni del prodotto, come ad esempio la distanza media percorsa prima che i conducenti umani debbano intervenire. Questo non è solo per gli investitori. Anche le autorità di regolamentazione e il pubblico devono essere coinvolti».
Tesla presenterà i risultati finanziari del primo trimestre il 23 aprile. La posta in gioco è altissima. Gli investitori, la cui pazienza è messa a dura prova dalle scelte di Musk, cercheranno di capire perché si starebbe optando per una svolta strategica proprio in un momento di grande incertezza per l’industria.
«Abbiamo bisogno di sentire le motivazioni del taglio dei costi, la strategia da seguire, la roadmap dei prodotti e una visione complessiva da parte di Musk, altrimenti molti investitori potrebbero prendere un’altra direzione», ha commentato ancora Ives.