Tesla, l’ultima scommessa di Elon Musk è sui robotaxi: Borsa divisa
Dan Ives, di Wedbush: «Gli investitori stanno esaurendo la pazienza sui piani del ceo». Di Loreto (Bain): «La società vuole garantirsi multipli più alti nel lungo termine»
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Una settimana chiusa con una seduta in rosso (-2,03%) ma nel complesso di attesa per Tesla, dopo il mezzo terremoto di otto giorni fa. Reuters aveva svelato uno stop al progetto Model 2, l’auto “per tutti”, rimpiazzato dal lancio dei robotaxi, i taxi a guida autonoma. Il titolo, già in seria difficoltà quest’anno (-30%, è uscito dal gruppo delle Magnifiche Sette di Wall Street), si era inabissato, perdendo subito intorno al 6%. Il ceo Elon Musk aveva smentito alla sua maniera («Reuters dice bugie», aveva scritto sulla sua piattaforma di microblogging X), salvo poi confermare ore dopo la presentazione del robotaxi di Tesla il prossimo 8 agosto. Nelle contrattazioni after hours il titolo era arrivato a guadagnare il 5,1 per cento.
L’imprevedibilità di Elon Musk
Che sta succedendo? Tesla capitalizza circa 550 miliardi di dollari. Erano 890 a metà luglio del 2023, dopo un rally di sette mesi, che aveva visto risalire il valore da minimi equivalenti a quelli di quattro anni prima (ascrivibili in buona parte alla scalata di Musk a Twitter, oggi X). Ma i multipli restano a livelli di tech company più che car company, 10-20 volte i player tradizionali, nonostante lo scivolone. Su Bloomberg il consensus degli analisti sugli utili vede un leggero calo sul 2023 ma anche una robusta ripresa a partire dal 2025.
«Il titolo - spiega Gabriel Debach, Italian market analyst della community di investimenti eToro - attualmente scambia al di sotto della media dei target price, che è di 195 dollari, con un p/e a un anno di circa 62.3x. Le previsioni sono complesse e influenzate da diversi fattori, non ultimo il comportamento imprevedibile di Elon Musk. Tesla è valutata a livelli elevati, errori non sono ammessi. Degli analisti che coprono il titolo, 15 raccomandano l’acquisto, di cui 6 con un giudizio di strong buy, 23 suggeriscono di mantenere la posizione e 9 consigliano di vendere. Questa distribuzione di opinioni riflette una visione mista, oscillante tra fiducia e cautela».
La pazienza degli investitori
«La pazienza - secondo Dan Ives, analista di Wedbush - sta iniziando ad esaurirsi, tra gli investitori. I robotaxi non sono la risposta a breve termine per colmare il gap di crescita, a differenza della Model 2. E le risposte dovranno arrivare durante la conference call del 23 aprile. Musk dovrà riprendere rapidamente le redini della situazione per riguadagnare fiducia agli occhi della Borsa. Secondo le nostre stime, circa il 60% della crescita futura nei prossimi anni potrebbe derivare proprio dalla fondamentale Model 2. Quanto ai robotaxi non ci aspettiamo la piena autonomia di guida, senza volante, prima del 2030. Sarebbe un grave errore vederlo come il “modello magico” per sostituire Model 2, una scelta che potrebbe porre le premesse per una débâcle».
Perché la scommessa sui robotaxi
Una scommessa sui robotaxi «può essere letta - commenta Gianluca Di Loreto, Partner e responsabile automotive Bain Italia - in ottica di rafforzamento della posizione della società sul mercato e del suo valore agli occhi degli investitori, presentandosi come una realtà tecnologica in grado di garantire una crescita significativa e multipli più alti nel lungo termine. I robotaxi sono la prossima frontiera dello sharing, in quanto abiliteranno un risparmio molto rilevante di costo a causa della possibilità di un’auto di trovarsi sempre nel posto giusto, ossia dove c’è la domanda in quel dato momento. Ma bisognerà vedere se l’universo circostante, e quindi l’infrastruttura, ne favorirà il successo. La diffusione, ritengo, sarà molto parziale e crescerà in modo molto lento e a macchia di leopardo».


