Tesla ai minimi dell’anno, pesa il caso Twitter. Ma il retail non molla
Tesla, insieme ad Apple , nonostante la caduta è tra i titoli preferiti dai piccoli investitori, che sono «sovraesposti ai mega cap», dice Vanda Research
di Alberto Annicchiarico
2' di lettura
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Tesla affonda, fino ai minimi dell’anno per poi ritracciare ma sempre in profondo rosso. Molto più del rosso dei principali titoli quotati al Nasdaq, come Apple e Alphabet, ma anche molto più delle concorrenti dirette negli Stati Uniti, Gm e Ford (che anzi, viaggia in territorio positivo). La casa numero uno per capitalizzazione del ranking mondiale dell’automotive (ma la market cap nelle ultime 52 settimane si è decisamente allontanata dal trilione di dollari, lasciando per strada il 43% del valore), accusa la notizia che il ceo Elon Musk potrebbe dover vendere azioni Tesla per alcuni miliardi al fine di chiudere la controversa acquisizione di Twitter. Sullo sfondo ci sono ancora i recenti dati sulle consegne, che hanno deluso il mercato per una crescita ritenuta non sufficiente a consentire di raggiungere gli obiettivi prefissati per l’anno. E poi, c’è il quadro macro, con l’incertezza sulle scelte della Fed per combattere l’inflazione, l’economia Usa più in salute di molte altre e il timore che la banca centrale usi le maniere forti.
Eppure c’è chi non demorde. Quando lunedì, dopo la pubblicazione dei dati su produzione e consegne, le azioni Tesla sono crollate, chiudendo in ribasso dell’8,5%, i fan del marchio, i cosiddetti investitori mom-and-pop e i day trader, hanno addirittura aumentato i loro acquisti in azioni, mostra un rapporto di Vanda Research. Negli ultimi cinque giorni di negoziazione, gli acquisti netti di azioni Tesla da parte degli investitori al dettaglio si sono attestati a circa 500 milioni di dollari, secondo i dati resi noti da Vanda. «La domanda al dettaglio è fondamentale per una sovraperformance sostenuta della società di veicoli elettrici», hanno scritto nella nota di Vanda Research Marco Iachini e Giacomo Pierantoni. Tesla, insieme ad Apple , è tra i titoli preferiti dai piccoli investitori, che sono «sovraesposti ai mega cap», alle società più capitalizzate.
Tuttavia, essendo un titolo in crescita scambiato a multipli elevati, Tesla non è stata risparmiata dal sell-off del mercato che ha visto gli investitori fuggire da asset più rischiosi a favore di rifugi più sicuri. E mentre le sfide sono molte - dalla catena di approvvigionamento ai problemi logistici e di continuità della produzione fino all’aumento dei costi delle materie prime - il problema più grande è forse proprio l’incognita sulla conclusione della vicenda che vede Musk come possibile acquirente della società di microblogging Twitter.


