La risposta della casa guidata (non senza polemiche, ultimamente, su quanto davvero se ne occupi) da Musk è arrivata solo a fine febbraio con l’aggiornamento della Model Y, ma l’assenza di veri nuovi modelli nell’ultimo anno ha spinto molti consumatori ad attendere alternative come il crossover YU7 di Xiaomi. Anche sul fronte industriale, i rivali avanzano: BYD sta implementando una nuova tecnologia di ricarica rapida e punta a superare Tesla nelle vendite globali di Ev già quest’anno, con una quota di mercato prevista al 15,7% contro il 15,3% stimato per il produttore texano, secondo Counterpoint Research.
I fondi pensione di New York sul piede di guerra
Alla frenata commerciale si somma ora un nuovo fronte critico per Tesla: quello legale. Il comptroller di New York (ovvero il responsabile delle finanze pubbliche), Brad Lander, ha sollecitato l’avvio di una causa contro l’azienda, sostenendo che il tycoon abbia di fatto abbandonato il suo ruolo operativo in Tesla, pur continuando a dichiarare ufficialmente il contrario. Al centro della disputa ci sarebbe il ruolo di Musk nel Dipartimento per l’Efficienza del Governo, il Doge, con il compito di tagliare, tanto e in fretta, la spesa pubblica.
Secondo Lander, la crescente visibilità di Musk in ambiti politici e il tempo dedicato ad attività parallele — dalle criptovalute come Dogecoin alla gestione della piattaforma X — hanno compromesso la gestione ordinaria di Tesla. La performance in Borsa ne avrebbe risentito pesantemente: in meno di tre mesi, il titolo ha perso quasi il 40%, facendo evaporare oltre 300 milioni di dollari dai fondi pensione pubblici della città. Lander, che si candida a sindaco di New York, accusa Tesla di aver fornito informazioni fuorvianti agli azionisti e chiede al dipartimento legale della città di intraprendere un’azione legale in nome dei fondi.
La questione, tuttavia, ha anche risvolti politici: il sindaco in carica Eric Adams — anche lui da mesi sotto i riflettori per presunte irregolarità finanziarie — ha preso le distanze dall’iniziativa, accusando Lander di voler strumentalizzare il caso per fini elettorali.
Tesla perde un investitore etico in Svezia
A complicare ulteriormente il quadro per Tesla, arriva anche il disimpegno di un investitore istituzionale europeo. L’assicuratore svedese Folksam ha annunciato la vendita della sua partecipazione nella casa automobilistica, del valore di circa 160 milioni di dollari, citando «l’atteggiamento problematico» dell’azienda nei confronti dei diritti sindacali in Svezia. La decisione segue mesi di tentativi falliti di dialogo con Tesla, accusata di ostacolare le rivendicazioni dei lavoratori e di non rispettare gli standard minimi richiesti dalla politica di investimento responsabile del gruppo scandinavo. «Non abbiamo visto alcun segnale di miglioramento», ha dichiarato Folksam, motivando così l’uscita dal capitale del costruttore californiano.