Terna: Di Foggia trova accordo con la società e rinuncia alla maxi indennità
Alla ceo saranno assegnati solo il trattamento di fine mandato per la carica di ad e le spettanze collegate ai piani di incentivazione
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Si chiude la partita tra la ceo di Terna, Giuseppina Di Foggia, destinata dal governo a ricoprire la presidenza di Eni, e la società che gestisce la rete elettrica attorno al nodo dell’indennità di fine rapporto. Come anticipato nei giorni scorsi, la manager ha sottoscritto un accordo «per la cessazione anticipata del rapporto di amministrazione e per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dirigenziale» a partire dal 5 maggio, cioè alla vigilia dell’assemblea dei soci di Eni, in agenda il giorno dopo e che dovrebbe formalizzare le candidature presentate dal Mef che ha riconfermato l’ad Claudio Descalzi per un quinto mandato.
Di Foggia rinuncia pertanto ai 7.189.750 accantonati dall’azienda e relativi all’indennità integrativa di fine rapporto spettante per la posizione di direttore generale. L’accorso si chiarisce è stato adottato dal cda riunitosi ieri con il supporto del comitato Remunerazione e Nomine e del comitato Operazioni con Parti Correlate.
Alla ceo il trattamento di fine mandato come ad e le spettanze dei piani di incentivazione
Nel comunicato diffuso dall’azienda, si ricorda che Di Foggia, in carica dal 9 maggio 2023, detiene 84.871 azioni di Terna collegate al piano di performance share 2022 – 2026. A questo, si affianca il trattamento di fine mandato pari a 108.750 euro lordi che sarà attribuito alla ceo sulla scorta di quanto deciso dal cda all’atto della stessa nomina e messo nero su bianco nelle relazioni sulla politica di remunerazione per gli esercizi 2024 e 2025 sottoposte, approvate dagli azionisti, nonché nella relazione sulla politica di remunerazione 2026 licenziata con deliberazione del cda lo scorso 26 marzo e che sarà sottoposta al vaglio dell’assise dei soci il prossimo 12 maggio quando sarà votato anche il vertice designato (Pasqualino Monti nel ruolo di ad e Stefano Cuzzilla come presidente).
A questo, chiarisce la nota, si aggiungeranno «le competenze di fine rapporto e quanto spettante in relazione ai diritti maturati nell’ambito della partecipazione ai sistemi di incentivazione di breve e di lungo termine, nel pieno e rigoroso rispetto della politica di Remunerazione della società». Il tutto, si precisa, «è stato determinato in linea con le disposizioni di legge e di contratto applicabili, nonché in conformità e in coerenza con quanto indicato nella politica di remunerazione adottata da Terna (ivi inclusi i meccanismi di cui alle cosiddette clausole di claw back) e nella relazione sulla Politica di Remunerazione predisposta ai sensi dell’art. 123-ter del TUF, approvata con deliberazione del consiglio di amministrazione in data 26 marzo 2026 e sottoposta al voto vincolante della prossima assemblea degli azionisti fissata il 12 maggio».
L’erogazione degli importi
Gli importi e le competenze di fine rapporto sopra citati saranno erogati entro la fine del prossimo mese, a eccezione dei premi eventualmente spettanti in virtù dei sistemi di incentivazione a breve e lungo termine «che saranno erogati pro rata temporis secondo le rispettive tempistiche, unitamente alle competenze di fine rapporto». L’accordo non prevede vincoli di concorrenza successivi alla cessazione del rapporto e, quindi, non ci saranno corrispettivi a sostegno.



