Meloni: «Il Superbonus ci impedisce di uscire dalla procedura». Giorgetti: «Se necessario ci muoveremo da soli»
Il ministro dell’Economia Giorgetti: «Non escluderei che l’Italia si muova da sola sullo scostamento»
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026. Nel Documento il governo ha rivisto sia il Pil 2026 che quello del 2027 da +0,7% a +0,6%. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri. “Ci muoveremo da soli? Non lo escluderei” ha risposto Giorgetti a chi gli domandava se, in caso di mancato intervento dell’Europa, l’Italia possa fare da sola sullo scostamento. “Però - ha aggiunto - siccome parlando con i miei colleghi in tanti si ritrovano come me a fare il medico nell’ospedale da campo, in tanti condividiamo il nostro stesso modo di vedere la situazione: abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti e che dobbiamo curare. Non possiamo dargli l’aspirina”.
Meloni, il Superbonus ci impedisce di uscire dalla procedura Ue, fa rabbia
“Fa arrabbiare” che “saremmo stati comunque sotto il 3% di deficit se, anche nel 2025, sulle casse dello Stato non avesse gravato l’esborso di miliardi di euro per il superbonus. La sciagurata misura del governo di sinistra del Conte II, al momento, impedisce all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione, togliendo al governo margine di spesa da destinare alla sanità pubblica, alla scuola, al sostegno dei redditi più bassi”. È quanto ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
«Da anni primi dati Istat sul Pil sottostimati e poi rivisti, una beffa»
La premier ha sottolineato che “per centrare l’obiettivo” dell’uscita della procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo “sarebbero stati sufficienti appena 20 miliardi di Pil in più rispetto ai 2.258 miliardi di Pil per il 2025 al momento stimati dall’Istat. Il paradosso è che, da molti anni ormai, i primi dati Istat sottostimano il Pil effettivo, per poi rivederlo al rialzo. Con buona probabilità, questo accadrà anche per il 2025, rivelandosi una beffa per l’Italia e per gli italiani”. “Riguardo alla riduzione del deficit, il Governo ha ottenuto un risultato considerato da molti irraggiungibile. Nel 2022, quando si è insediato l’attuale Governo, abbiamo trovato un rapporto deficit/Pil dell’8,1%; oggi lo abbiamo portato al 3,1%. Un dato non solo inferiore di 5 punti percentuali rispetto a quando ci siamo insediati, ma anche migliore delle previsioni del governo stesso, che si fermavano al 3,3% per il 2025. Resta il rammarico - conclude - per aver mancato di poco la soglia del 3%, che avrebbe consentito di uscire dalla procedura di infrazione europea con un anno di anticipo, cosa che avrebbe significato maggiore capacità di spesa per lo Stato”.
Per eventuale scostamento c’è priorità prezzi
“Per quanto riguarda lo scostamento c’è una priorità e deve essere valutata per essere massimamente produttiva: se voglio evitare che aumentino i prezzi al supermercato, devo evitare che qualcuno ribalti i maggiori costi dei trasporti sul dettaglio, questa cosa l’abbiamo già discussa in termini informali tra colleghi ministri la settimana scorsa, c’è una proposta che io, il collega spagnolo e tedesco abbiamo sottoscritto per una tassazione eccezionale alle grandi compagnie petrolifere ed energetiche che vada a finanziare questi interventi, non mi sembra sia stata ben accolta, certo chi fa il medico nell’ospedale da campo ha problemi diversi dallo Stato maggiore” ha detto il ministro dell’Economia.
All’Europa chiedo flessibilità, rispondere prontamente alle sfide
“Io non ho chiesto la deroga al Patto di stabilità: ho chiesto che si sia flessibili. A livello europeo ho chiesto che bisogna essere pronti e flessibili a rispondere alle situazioni, e non rilassati. Quello che non va è la rigidità rispetto ad approcciare un mondo che è completamente cambiato. Questo non sta in piedi” ha incalzato Giorgetti. “Siamo di fronte a un mondo che ci ha posto sfide che esigono risposte prontamente”, ha aggiunto.







