Ok del Cdm al Dfb

Meloni: «Il Superbonus ci impedisce di uscire dalla procedura». Giorgetti: «Se necessario ci muoveremo da soli»

Il ministro dell’Economia Giorgetti: «Non escluderei che l’Italia si muova da sola sullo scostamento»

di Redazione Roma

Italy's Prime Minister Giorgia Meloni arrives to attend an informal European leaders' summit in Ayia Napa, Cyprus April 23, 2026. REUTERS/Yiannis Kourtoglou REUTERS

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026. Nel Documento il governo ha rivisto sia il Pil 2026 che quello del 2027 da +0,7% a +0,6%. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri. “Ci muoveremo da soli? Non lo escluderei” ha risposto Giorgetti a chi gli domandava se, in caso di mancato intervento dell’Europa, l’Italia possa fare da sola sullo scostamento. “Però - ha aggiunto - siccome parlando con i miei colleghi in tanti si ritrovano come me a fare il medico nell’ospedale da campo, in tanti condividiamo il nostro stesso modo di vedere la situazione: abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti e che dobbiamo curare. Non possiamo dargli l’aspirina”.

Meloni, il Superbonus ci impedisce di uscire dalla procedura Ue, fa rabbia

“Fa arrabbiare” che “saremmo stati comunque sotto il 3% di deficit se, anche nel 2025, sulle casse dello Stato non avesse gravato l’esborso di miliardi di euro per il superbonus. La sciagurata misura del governo di sinistra del Conte II, al momento, impedisce all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione, togliendo al governo margine di spesa da destinare alla sanità pubblica, alla scuola, al sostegno dei redditi più bassi”. È quanto ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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«Da anni primi dati Istat sul Pil sottostimati e poi rivisti, una beffa»

La premier ha sottolineato che “per centrare l’obiettivo” dell’uscita della procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo “sarebbero stati sufficienti appena 20 miliardi di Pil in più rispetto ai 2.258 miliardi di Pil per il 2025 al momento stimati dall’Istat. Il paradosso è che, da molti anni ormai, i primi dati Istat sottostimano il Pil effettivo, per poi rivederlo al rialzo. Con buona probabilità, questo accadrà anche per il 2025, rivelandosi una beffa per l’Italia e per gli italiani”. “Riguardo alla riduzione del deficit, il Governo ha ottenuto un risultato considerato da molti irraggiungibile. Nel 2022, quando si è insediato l’attuale Governo, abbiamo trovato un rapporto deficit/Pil dell’8,1%; oggi lo abbiamo portato al 3,1%. Un dato non solo inferiore di 5 punti percentuali rispetto a quando ci siamo insediati, ma anche migliore delle previsioni del governo stesso, che si fermavano al 3,3% per il 2025. Resta il rammarico - conclude - per aver mancato di poco la soglia del 3%, che avrebbe consentito di uscire dalla procedura di infrazione europea con un anno di anticipo, cosa che avrebbe significato maggiore capacità di spesa per lo Stato”.

Per eventuale scostamento c’è priorità prezzi

“Per quanto riguarda lo scostamento c’è una priorità e deve essere valutata per essere massimamente produttiva: se voglio evitare che aumentino i prezzi al supermercato, devo evitare che qualcuno ribalti i maggiori costi dei trasporti sul dettaglio, questa cosa l’abbiamo già discussa in termini informali tra colleghi ministri la settimana scorsa, c’è una proposta che io, il collega spagnolo e tedesco abbiamo sottoscritto per una tassazione eccezionale alle grandi compagnie petrolifere ed energetiche che vada a finanziare questi interventi, non mi sembra sia stata ben accolta, certo chi fa il medico nell’ospedale da campo ha problemi diversi dallo Stato maggiore” ha detto il ministro dell’Economia.

All’Europa chiedo flessibilità, rispondere prontamente alle sfide

“Io non ho chiesto la deroga al Patto di stabilità: ho chiesto che si sia flessibili. A livello europeo ho chiesto che bisogna essere pronti e flessibili a rispondere alle situazioni, e non rilassati. Quello che non va è la rigidità rispetto ad approcciare un mondo che è completamente cambiato. Questo non sta in piedi” ha incalzato Giorgetti. “Siamo di fronte a un mondo che ci ha posto sfide che esigono risposte prontamente”, ha aggiunto.

Circostanze eccezionali

“Non vediamo circostanze normali ma di tipo totalmente eccezionale, e quindi le previsioni, validata del Upb, sono già oggi discutibili e già nelle prossime settimana sono meritevoli di adeguamenti” ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in una conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Cdm che ha esaminato il Dfp, spiegando che “abbiamo adeguato il Pil per il 2026 da 0,7% a 0,6%”.

Deficit a 3,1%? Rigore è quando arbitro fischia

“Come diceva Boskov rigore è quando arbitro fischia. Puoi essere d’accordo o no ma sono queste le regole del gioco” ha commentato Giorgetti, rispondendo ad una domanda sulla decisione di Eurostat sul defciit 2025. “A me l’uscita dal deficit interessava moltissimo fino al 28 febbraio 2026 dopo assolutamente meno” ha aggiunto.

Il deficit sale, dal 2,8% al 2,9% nel 2026

Sale l’indebitamento netto del prossimo triennio nelle nuove previsioni contenute nel Documento di finanza pubblica: lo ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il deficit “nel 2026 sale dal 2,8% al 2,9%, nel 2027 dal 2,6% al 2,8%, nel 2028 dal 2,3% al 2,5%”.

Stime da aggiornare

“Non siamo in circostanze normali ma di tipo totalmente eccezionale quindi le previsioni contenute nel documento e validate dall’Upb inevitabilmente sono già oggi discutibili e nelle prossime settimane meritevoli di ulteriori approfondimenti, adeguamenti ed aggiornamenti” ha puntualizzato ancora Giorgetti.

A breve decisioni politiche sulla deroga per le spese di difesa

“Mi sembra chiaro che questo quadro, che fotografa la realtà, meriterà di essere approfondito a brevissimo con decisioni di natura politica in merito a quella che è la possibilità, già consentita, di deroga sulle spese della difesa, e io aggiungo, inevitabilmente per la situazione eccezionale, merita altrettanta attenzione lo shock di tipo energetico che la guerra in Medio Oriente sta generando a livello globale, europeo e italiano” ha dichiarato il ministro.

Senza superbonus debito pubblico sarebbe diminuito

“I dati risentono ancora del Superbonus ci pesa 40 miliardi nel 2026 e poi ci sarà la coda di 20 miliardi nel 2027, senza questi numeri l’andamento sarebbe stato discendente”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa sul Dfp indicando che nel documento il debito/Pil è previsto al 138,6% nel 2026, al 138,5% nel 2027 e al 137,9% nel 2028.

Su Freni totale fiducia. Nomine in Consob e Antitrust prima possibile

“Il giudizio su Freni non dovete chiederlo a me, è il mio sottosegretario, ho totale fiducia e credo sia assolutamente bravissimo e competente” ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. “L’auspicio è che si faccia il prima possibile perché è giusto dare certezze al sistema” ha aggiunto il ministro.

Su proroga taglio accise valutazione prossima settimana

 

“Il taglio delle accise scade il prossimo 1 maggio. Ovviamente la settimana prossima valuteremo l’ordine delle priorità” ha detto Giorgetti, rispondendo ad una domanda su una eventuale proroga del taglio delle accise sui carburanti nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri.

Ringrazio Di Foggia per aver rinunciato alla buonuscita

Il caso di Giuseppina Di Foggia, amministratrice delegata uscente di Terna, “si è concluso positivamente” ha sottolineato il ministro. “Ringrazio Di Foggia per aver rinunciato alla severance, un atto di assoluta correttezza - ha spiegato Giorgetti -. Ringrazio tutti i manager che rinunceranno, e rispetterò chi non lo farà. Per quanto riguarda il mio pensiero, è nella direttiva del primo maggio 2023, che non posso che ribadire dalla prima all’ultima sillaba”.

Priorità assoluta i carburanti, a partire dall’autotrasporto

“La priorità assoluta per quanto riguarda l’economia, a mio giudizio, è quella di tamponare la situazione dell’incremento degli oneri per i combustibili in particolare per gli autotrasportatori perché questo è uno dei tra principali fattori di tensione inflazionistica sui pezzi al consumo, più o meno oggettive e più o meno di ordine speculativo” ha detto il ministro. “Dobbiamo cercare in qualche modo di definire e limitare comportamenti opportunistici, e per fare questo dobbiamo muoverci. So che le categorie sono sul piede di guerra e credo che questa sia la priorità assoluta in questo momento” ha aggiunto.

Una stretta monetaria innescherebbe un circolo vizioso

“Le agenzie di rating le ho incontrate a Washington e le incontro periodicamente, conoscono perfettamente la situazione e hanno perfettamente coscienza di quello che sta avvenendo sulla crescita” a livello internazionale. Lo ha spiegato il ministro Giorgetti parlando di un “confronto tranquillo e sereno sulla finanza pubblica”. “Quello che sta accadendo non agevola le prospettiva” e “una stretta monetaria innescherebbe un circolo vizioso a danno di imprese, famiglie e stati sovrani”.

Unicredit-Commerzbank, progetto che guardo con favore

“Rispettiamo il progetto di Unicredit che è ambizioso. Lo guardo con favore, secondo me ha dei razionali economici importanti” ha detto Giorgetti. “Dopodiché prima di pensare al trasferimento della sede in Germania che ovviamente non ci vedrebbe favorevoli mi sembra che uno degli oggetti del contendere sia se la sede si sposti in Baviera a Francoforte che è un problema tutto tedesco” ha aggiunto.

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