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Stellantis, l’assemblea riconferma John Elkann

Via libera dei soci al rinnovo delle cariche e al bilancio 2025, chiuso con una perdita di 22,33 miliardi - Il presidente: «Appuntamento al 21 maggio per la presentazione della nuova strategia»

di Matteo Meneghello

Foto Andrea Alfano / LaPresse  LAPRESSE

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Un via libera veloce, per l’assemblea di Stellantis («molto veloce rispetto a qualsiasi standard» ha commentato il presidente John Elkann, in chiusura), con tutti i punti approvati all’ordine del giorno, compreso il bilancio 2025, chiuso con una perdita di 22,33 miliardi (soprattutto a causa del «riallineamento strategico» annunciato dal ceo Antonio Filosa nei mesi scorsi) e la decisione di non distribuire dividendi.

«il 2025 è stato un anno di cui nessuno di noi, che lavora per Stellantis, può definirsi orgoglioso, ma è stato importante per resettare e creare la base per un futuro solido» ha spiegato ieri il presidente John Elkann. La riunione dei soci, tenuta ad Amsterdam (presente il 64,16% del capitale) ha approvato, soprattutto, il rinnovo del mandato di Elkann come amministratore esecutivo (il via libera è arrivato dall’89,7% dei soci presenti) e di Robert Peugeot e Henri de Castries come amministratori non esecutivi (rispettivamente con il 96,78% e 94,1% dei voti); Juergen Esser, attuale deputy ceo e chief financial, technology&data officer di Danone, entra nel board come ulteriore amministratore non esecutivo (proposta approvata dal 99,4% dei voti presenti), portando da 11 a 12 il numero di componenti del consiglio di amministrazione.

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Stellantis, ha detto Elkann introducendo i lavori assembleari è entrata «nel 2026 con umiltà di fronte alle sfide che ci attendono e con rinnovata fiducia nella nostra capacità di affrontarle. Guardiamo al 21 maggio, quando presenteremo la prossima fase della nostra strategia», con il nuovo piano strategico, ha aggiunto il presidente, spiegando che «Stellantis sta entrando in questo periodo con maggiore concentrazione e determinazione». Elkann ha poi ringraziato gli azionisti «per la vostra continua fiducia, il vostro sostegno e il vostro investimento in Stellantis».

Stellantis «ha dovuto affrontare sfide strategiche e operative nel contesto di un ambiente esterno complesso, caratterizzato da dazi, incertezza normativa, concorrenza sempre più agguerrita e crescente instabilità geopolitica» ha detto John Elkann. «Abbiamo agito rapidamente per semplificare la nostra organizzazione, riallacciare i rapporti con i nostri clienti e le comunità in cui operiamo e avviare il riposizionamento dell’azienda in vista di una crescita sostenibile e redditizia» ha aggiunto, ricordando che «un passo fondamentale in questo percorso è stato garantire la continuità e la chiarezza della leadership. Il board ha agito con unità e determinazione», scegliendo Antonio Filosa come amministratore delegato.

Il 2025, come detto, si è chiuso con un risultato negativo pesante, il peggiore dalla fusione italo-francese. Il cash flow, nonostante un miglioramento nella seconda parte dell’anno, è risultato negativo per 4,5 miliardi, mentre le svalutazioni e gli oneri straordinari per 25,4 miliardi, in parte legate alla necessità di raddrizzare il tiro rispetto al passato nella strategia sulle motorizzazioni, hanno influenzato in maniera decisiva l’ultima riga del conto economico, a fronte di ricavi netti per 153,5 miliardi di euro. Stellantis ha abbandonato, attraverso la joint venture Acc, i piani per la costruzione della gigafactory di Kaiserslautern, in Germania, e di Termoli, in Italia.

«Il 2025 è stato un anno di transizione - ha detto il ceo Filosa -. Abbiamo dovuto affrontare difficoltà economiche, continue interruzioni della catena di approvvigionamento, incertezze normative e nuove variabili. In tutto questo periodo, la squadra dirigenziale ha lavorato senza sosta per riposizionare l’azienda in vista di una crescita rinnovata e redditizia. E ha richiesto un cambiamento, un reset, radicale». Gli oneri per 25,4 miliardi, a questo proposito, sono stati una misura «dolorosa, ma necessaria per correggere la rotta, rafforzare il nostro modello operativo e salvaguardare la creazione di valore a lungo termine. Abbiamo condotto una revisione approfondita della nostra strategia e delle nostre operazioni, abbiamo riallineato i nostri piani alle preferenze dei clienti e alle realtà del mercato, abbiamo individuato e risolto i problemi legati alla produzione e alla qualità e abbiamo iniziato a colmare sistematicamente le lacune nell’attuazione» ha detto Filosa, ricordando le aree di azione su cui si è mossa la società e su cui il gruppo ancora sta lavorando. «Allo stesso tempo, abbiamo rafforzato la disciplina nell’allocazione del capitale, mettendo la redditività e la generazione di liquidità come priorità chiare e non negoziabili. Soprattutto, un principio ha guidato le nostre decisioni: riportare i clienti, e le loro esigenze concrete, al centro di tutto ciò che facciamo» ha concluso.

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