I profit warning e le critiche degli ultimi mesi
Negli ultimi mesi la gestione Tavares aveva incontrato crescenti critiche da parte di investitori, concessionari e sindacati. Tra i principali punti di contestazione figurano un calo delle vendite, una gamma di veicoli datata per il mercato statunitense e livelli di inventario eccessivi. Questi fattori hanno portato a un profit warning il 30 settembre (con un margine di utile operativo rettificato crollato dalla doppia cifra a tra il 5,5% e il 7%), nonostante i tentativi di Tavares di apportare cambiamenti significativi, tra cui la sostituzione del chief financial officer (il cambio è avvenuto l’11 ottobre, quando Doug Ostermann ha preso il posto di Natalie Knight, che ha lasciato la società dopo un anno) e di altri dirigenti chiave. Le quote di mercato sono comunque diminuite in aree fondamentali come la Francia, sollevando dubbi sulla sostenibilità a lungo termine dell’azienda.
Un leader dal passato brillante, ma con un presente controverso
Carlos Tavares, 66 anni (è nato nel 1958 a Lisbona), è stato una figura di spicco nell’industria automobilistica, avendo scalato i vertici di Renault sotto la guida di Carlos Ghosn e dimostrato una straordinaria capacità di risanare aziende in difficoltà. Nei primi anni come ceo di Stellantis, Tavares aveva impressionato gli investitori razionalizzando il numero delle piattaforme per la produzione delle automobili e tagliando posti di lavoro per migliorare l’efficienza. Tuttavia, le tensioni sono aumentate nel 2024, quando i sindacati hanno accusato l’azienda di aver compromesso la qualità dei prodotti e ritardato il lancio di modelli strategici a causa di una politica eccessivamente focalizzata sulla riduzione dei costi. Negli Stati Uniti, i concessionari, costretti a subire una politica commerciale che nel corso del 2024 aveva riempito i piazzali aumentando le scorte e diminuendo le vendite, erano andati allo scontro con Tavares. Un altra fonte di aspre critiche era stata, in precedenza, la retribuzione complessiva di 36,5 milioni di euro nel 2023 (anno peraltro eccezionale per Stellantis, +60% in Borsa a Milano). Record per distacco nel settore e +56% rispetto ai 23,4 milioni dell’anno precedente. Tra gli altri erano stati previsti incentivi a lungo termine pari a 13 milioni di euro, subordinati al raggiungimento di specifici obiettivi entro il 2025.
Le sfide per il successore di Tavares
Le dimissioni del top manager portoghese segnano un momento cruciale per Stellantis. Con una perdita del 33% del valore delle azioni negli ultimi 12 mesi su Euronext, il nuovo chief executive dovrà affrontare sfide eccezionali, tra cui il rilancio delle vendite, il miglioramento della competitività nei mercati chiave e la definizione di una strategia a lungo termine che concili efficienza e qualità. Il futuro del secondo produttore europeo dipenderà dalla capacità del nuovo management di invertire la rotta, ricostruire la fiducia degli investitori e affrontare un mercato automobilistico sempre più competitivo e in rapida evoluzione, in una fase in cui la spinta all’elettrificazione ha subito un rallentamento per effetto della bassa domanda, dopo anni di forti investimenti. Tra le sfide ci saranno sicuramente anche i piani per l’Italia, che hanno visto crescere la tensione nel corso dei mesi tra l’azienda, i sindacati e il governo.
Richard Palmer sarà special advisor di Elkann
Richard Palmer è stato nominato Special Advisor del presidente John Elkann e parteciperà al Comitato esecutivo ad interim (Cei) come consulente per il gruppo dirigente. Lo ha reso noto Stellantis. Palmer è stato fino al 2023 responsabile finanziario di Stellantis.