Automotive

Stellantis, Tavares si è dimesso: «Vedute differenti tra ceo e Cda». Elkann ha avvisato Mattarella e Meloni

Il manager ha presentato le dimissioni e il consiglio le ha accettate. In attesa del successore la guida a un Comitato ad interim presieduto da John Elkann

di Alberto Annicchiarico

Carlos Tavares. (Photo by FREDERICK FLORIN / AFP)

4' di lettura

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 Carlos Tavares, ceo del gruppo automobilistico Stellantis, ha rassegnato domenica sera le dimissioni e il consiglio di amministrazione le ha accettate, a sorpresa e in anticipo rispetto al previsto. Un’accelerazione drammatica dopo un periodo segnato da un calo dei profitti e un indebolimento delle vendite, in particolare negli Stati Uniti, per il secondo produttore europeo, che annovera tra i suoi marchi Jeep, Peugeot, Fiat e Alfa Romeo. La notizia è stata anticipata in serata dall’agenzia Bloomberg.

Questa decisione arriva dopo che, già a ottobre, Stellantis aveva avviato, attraverso la creazione di un Comitato speciale del Consiglio, il processo per individuare un successore entro la prima metà del 2025. All’epoca, Tavares aveva dichiarato che sarebbe rimasto in carica fino alla fine del suo mandato, prevista per l’inizio del 2026. Tuttavia, divergenze di vedute con alcuni membri del consiglio di amministrazione sulla direzione futura dell’azienda avrebbero determinato questa svolta.

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Elkann ha informato Mattarella e Meloni

Il processo per la nomina di un nuovo ceo permanente è già in corso, gestito da un Comitato Speciale del Consiglio, e si concluderà entro la prima metà del 2025. Nel frattempo, sarà istituito un nuovo Comitato Esecutivo presieduto da John Elkann. Stellantis ha confermato la guidance presentata alla comunità finanziaria il 31 ottobre 2024 in relazione ai risultati dell’intero anno 2024.

«Il successo di Stellantis sin dalla sua creazione - ha commentato il senior independent director di Stellantis, Henri de Castries - si è basato su un perfetto allineamento tra gli azionisti di riferimento, il Consiglio e il ceo. Tuttavia, nelle ultime settimane sono emerse vedute differenti che hanno portato il Consiglio e il ceo alla decisione di oggi. E il presidente John Elkann ha dichiarato: «Siamo grati a Carlos per il suo impegno costante in questi anni e per il ruolo che ha svolto nella creazione di Stellantis, in aggiunta ai precedenti rilanci di Psa e di Opel, dando avvio al nostro percorso per diventare un leader globale nel settore. Intendo mettermi subito al lavoro con il nostro nuovo Comitato Esecutivo ad interim, con il supporto di tutti i nostri colleghi di Stellantis, mentre completiamo il processo di nomina del nuovo ceo. Insieme garantiremo la puntuale attuazione della strategia della società nell’interesse di lungo termine di Stellantis e di tutti i suoi stakeholders».

La notizia delle dimissioni di Tavares è stata comunicata dal presidente Elkann al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

I profit warning e le critiche degli ultimi mesi

Negli ultimi mesi la gestione Tavares aveva incontrato crescenti critiche da parte di investitori, concessionari e sindacati. Tra i principali punti di contestazione figurano un calo delle vendite, una gamma di veicoli datata per il mercato statunitense e livelli di inventario eccessivi. Questi fattori hanno portato a un profit warning il 30 settembre (con un margine di utile operativo rettificato crollato dalla doppia cifra a tra il 5,5% e il 7%), nonostante i tentativi di Tavares di apportare cambiamenti significativi, tra cui la sostituzione del chief financial officer (il cambio è avvenuto l’11 ottobre, quando Doug Ostermann ha preso il posto di Natalie Knight, che ha lasciato la società dopo un anno) e di altri dirigenti chiave. Le quote di mercato sono comunque diminuite in aree fondamentali come la Francia, sollevando dubbi sulla sostenibilità a lungo termine dell’azienda.

Un leader dal passato brillante, ma con un presente controverso

Carlos Tavares, 66 anni (è nato nel 1958 a Lisbona), è stato una figura di spicco nell’industria automobilistica, avendo scalato i vertici di Renault sotto la guida di Carlos Ghosn e dimostrato una straordinaria capacità di risanare aziende in difficoltà. Nei primi anni come ceo di Stellantis, Tavares aveva impressionato gli investitori razionalizzando il numero delle piattaforme per la produzione delle automobili e tagliando posti di lavoro per migliorare l’efficienza. Tuttavia, le tensioni sono aumentate nel 2024, quando i sindacati hanno accusato l’azienda di aver compromesso la qualità dei prodotti e ritardato il lancio di modelli strategici a causa di una politica eccessivamente focalizzata sulla riduzione dei costi. Negli Stati Uniti, i concessionari, costretti a subire una politica commerciale che nel corso del 2024 aveva riempito i piazzali aumentando le scorte e diminuendo le vendite, erano andati allo scontro con Tavares. Un altra fonte di aspre critiche era stata, in precedenza, la retribuzione complessiva di 36,5 milioni di euro nel 2023 (anno peraltro eccezionale per Stellantis, +60% in Borsa a Milano). Record per distacco nel settore e +56% rispetto ai 23,4 milioni dell’anno precedente. Tra gli altri erano stati previsti incentivi a lungo termine pari a 13 milioni di euro, subordinati al raggiungimento di specifici obiettivi entro il 2025.

Le sfide per il successore di Tavares

Le dimissioni del top manager portoghese segnano un momento cruciale per Stellantis. Con una perdita del 33% del valore delle azioni negli ultimi 12 mesi su Euronext, il nuovo chief executive dovrà affrontare sfide eccezionali, tra cui il rilancio delle vendite, il miglioramento della competitività nei mercati chiave e la definizione di una strategia a lungo termine che concili efficienza e qualità. Il futuro del secondo produttore europeo dipenderà dalla capacità del nuovo management di invertire la rotta, ricostruire la fiducia degli investitori e affrontare un mercato automobilistico sempre più competitivo e in rapida evoluzione, in una fase in cui la spinta all’elettrificazione ha subito un rallentamento per effetto della bassa domanda, dopo anni di forti investimenti. Tra le sfide ci saranno sicuramente anche i piani per l’Italia, che hanno visto crescere la tensione nel corso dei mesi tra l’azienda, i sindacati e il governo.

Richard Palmer sarà special advisor di Elkann

Richard Palmer è stato nominato Special Advisor del presidente John Elkann e parteciperà al Comitato esecutivo ad interim (Cei) come consulente per il gruppo dirigente. Lo ha reso noto Stellantis. Palmer è stato fino al 2023 responsabile finanziario di Stellantis.

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