Trimestrali

Stellantis, dopo i conti deludenti Tavares non esclude la cessione di uno o più brand

Stellantis registra una significativa diminuzione degli utili nel primo semestre 2024, con problemi soprattutto in America. Ritoccati gli obiettivi finanziari per il 2024

di Alberto Annicchiarico

Carlos Tavares, Chief Executive Officer during  Fiat 125 anniversary in Turin, Italy - Thursday July 11, 2024 - Motors - ( Photo Mauro Ujetto / LaPresse )

5' di lettura

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Stellantis ha chiuso il semestre con ricavi netti pari a 85 miliardi di euro, in calo del 14% rispetto allo stesso periodo del 2023, e con un utile netto di 5,6 miliardi, pari a -48% rispetto al I semestre 2023 (secondo la nota del gruppo «principalmente a causa della riduzione dei volumi e del mix di prodotti, dei fattori negativi legati ai cambi e dei costi di ristrutturazione»). L’utile operativo rettificato è di 8,5 miliardi, in diminuzione di 5,7 miliardi di euro («soprattutto per cali in Nord America»).

Le azioni sono scese fino al -10%. In chiusura -8,69% a 16,67 euro, pari a -21,16% nel 2024.

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«La performance della Società nella prima metà del 2024 è stata inferiore alle nostre aspettative, riflettendo un contesto settoriale difficile ma anche problematiche operative aziendali. Dire che i risultati del semestre sono deludenti e modesti è dire poco. Non sono contento. Questi risultati sono la convergenza di venti contrari in un periodo di transizione che apre la strada per un blitz di prodotti in arrivo», ha commentato il ceo Carlos Tavares . «Mentre da un lato si rendevano necessarie azioni correttive, ora in fase di esecuzione, dall’altro abbiamo avviato un’offensiva sui prodotti, che prevede non meno di 20 nuovi modelli da lanciare nel corso dell’anno, e che offrirà maggiori opportunità quanto più eseguita bene. Abbiamo ancora molto lavoro da fare, soprattutto in Nord America, per massimizzare il nostro potenziale a lungo termine». Tra i nuovi modelli in fase di lancio la Fiat Grande Panda e l’Alfa Romeo Junior, tra le altre. Ma anche il rinnovato Ram 1500, la gamma europea di furgoni e la Peugeot 3008, la prima sulla nuova famiglia di piattaforme STLA.

La vendita di uno o più marchi non è un tabù

Ma la sorpresa è dietro l’angolo. Stellantis ha iniziato a prospettare la possibilità di vendere uno o più dei suoi 14 marchi nel caso in cui non dovessero restare redditizi. Perché sebbene tutti i marchi del gruppo siano importanti, «non c’è assolutamente nessun tabù» se le loro performance dovessero peggiorare, ha detto Tavares. I marchi «sono qui per essere valorizzati», ha detto il ceo in un’intervista con Bloomberg Television. «Se non sono in grado di monetizzare il valore che rappresentano, allora verranno prese delle decisioni».

Sono state ottenute, intanto, tutte le approvazioni necessarie per il lancio della jv internazionale con la cinese Leapmotor, con consegne iniziali in Europa allargata verso la fine del terzo trimestre 2024, seguite da Sud America, Medio Oriente e Africa e India e Asia Pacifico. «I primi veicoli di Leapmotor arriveranno in Europa a settembre, l’omologazione procede. Proprio oggi ho preso delle decisioni sulle questioni dei ricambi e della distribuzione. C’è grande entusiasmo tra i concessionari per l’arrivo di questo marchio. Leapmotor è il nostro quindicesimo marchio. Sono troppi? Se non sono redditizi ne chiuderemo qualcuno. Non possiamo permetterci di avere brand che non guadagnano», ha ribadito Tavares.

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Tornando ai risultati finanziari della prima metà del 2024, sono stati determinati - si legge nella nota del produttore - «principalmente da una riduzione dei volumi e del mix, con un confronto difficile dei volumi dovuto a una combinazione di iniziative di riduzione delle scorte, a temporanee lacune nella produzione di prodotti dovute a una transizione generazionale del portafoglio e a una minore quota di mercato, in particolare in Nord America. Con la ferma intenzione di lanciare con successo un’ondata di nuovi prodotti significativi nel breve termine, l’azienda prevede che l’impatto delle lacune di copertura del portafoglio di prodotti sia ormai al culmine, mentre le azioni di gestione per migliorare le prestazioni del Nord America, dell’Europa allargata e di Maserati creano significative opportunità di miglioramento delle prestazioni per la seconda metà del 2024 e per l’intero anno 2025».

Ritoccata la guidance e il territorio inesplorato

Il margine operativo è sceso al 10% (-440 bps) e in Europa è 6,9%. Stellantis ha leggermente modificato le previsioni per il 2024. La società ha parlato di «un contesto di ricavi neutro», mentre in precedenza era stato indicato come «favorevole», e ha sottolineato l’impegno a raggiungere un margine di reddito operativo rettificato (Aoi) a due cifre nel 2024 (in precedenza si trattava di un impegno minimo su un margine operativo rettificato a due cifre). Le aspettative per il flusso di cassa netto industriale sono confermate «positive», nonostante le incertezze macroeconomiche.

La debole performance di Stellantis pone l’azienda in un territorio inesplorato, hanno scritto gli analisti di Bernstein in una nota, dopo che il produttore di Jeep, Dodge e di un’altra dozzina di marchi ha mancato le previsioni di fatturato e di utile operativo rettificato. I margini nordamericani sono stati peggiori del previsto, mettendo in discussione la reputazione di efficienza dei costi dell’azienda, affermano gli analisti. L’uscita di cassa di 392 milioni di euro è stata molto peggiore del previsto, il 122% in meno delle aspettative, secondo Bernstein.

«Nonostante il dato sotto le attese, Stellantis ha mantenuto la sua guida di margini Aoi a due cifre e un free cash flow industriale positivo», hanno aggiunto gli analisti. In più il gruppo ha ottenuto un margine operativo rettificato del 10%, il suo parametro chiave di redditività, per il semestre, ha osservato ancora il team di Bernstein.

L’operazione Comau e la reazione del ministero

Infine, a coronamento di una giornata campale, Stellantis e One Equity Partners (Oep), Fondo di investimento internazionale, hanno annunciato che il fondo ha sottoscritto un accordo vincolante per effettuare un investimento di maggioranza in Comau , azienda globale di tecnologia, specializzata nell’automazione industriale e nella robotica avanzata. L’operazione fa parte dell’accordo strategico stipulato durante la fusione tra le ex Fca e Groupe Psa nel gennaio 2021 da cui è nata Stellantis. Le condizioni finanziarie dell’operazione privata non sono state divulgate. «Negli ultimi 50 anni, Comau è diventata leader nel campo delle soluzioni di automazione - ha affermato Carlos Tavares -. Questa operazione ha lo scopo di aiutare Comau a raggiungere la propria autonomia e rafforzare ulteriormente il suo successo a vantaggio di tutti i suoi stakeholder, in particolare i suoi dipendenti e i suoi clienti. Offre inoltre a Stellantis la possibilità di concentrarsi sulle attività del suo core business in Europa». La chiusura della transazione è prevista entro la fine del 2024 ed è soggetta alle approvazioni normative oltre alle consuete condizioni di chiusura.

Molto critici i sindacati. «Abbiamo sempre sostenuto che unico spin-off per noi accettabili era sul modello Ferrari, dove si manteneva la maggioranza azionaria della società Stellantis, a garanzia del patrimonio industriale del nostro Paese». Così il segretario nazionale Fim-Cisl, Ferdinando Uliano. «Insisteremo con il Governo per attivare il golden power al fine di ottenere tutte le garanzie industriale e occupazionale di queste importante azienda e a garanzia del patrimonio industriale del nostro Paese».

E nel tardo pomeriggio il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha comunicato che si stanno svolgendo le valutazioni in ordine all’applicabilità della disciplina del golden power in merito alla cessione della maggioranza di Comau da parte di Stellantis.

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