Stellantis, dopo i conti deludenti Tavares non esclude la cessione di uno o più brand
Stellantis registra una significativa diminuzione degli utili nel primo semestre 2024, con problemi soprattutto in America. Ritoccati gli obiettivi finanziari per il 2024
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I punti chiave
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Stellantis ha chiuso il semestre con ricavi netti pari a 85 miliardi di euro, in calo del 14% rispetto allo stesso periodo del 2023, e con un utile netto di 5,6 miliardi, pari a -48% rispetto al I semestre 2023 (secondo la nota del gruppo «principalmente a causa della riduzione dei volumi e del mix di prodotti, dei fattori negativi legati ai cambi e dei costi di ristrutturazione»). L’utile operativo rettificato è di 8,5 miliardi, in diminuzione di 5,7 miliardi di euro («soprattutto per cali in Nord America»).
Le azioni sono scese fino al -10%. In chiusura -8,69% a 16,67 euro, pari a -21,16% nel 2024.
«La performance della Società nella prima metà del 2024 è stata inferiore alle nostre aspettative, riflettendo un contesto settoriale difficile ma anche problematiche operative aziendali. Dire che i risultati del semestre sono deludenti e modesti è dire poco. Non sono contento. Questi risultati sono la convergenza di venti contrari in un periodo di transizione che apre la strada per un blitz di prodotti in arrivo», ha commentato il ceo Carlos Tavares . «Mentre da un lato si rendevano necessarie azioni correttive, ora in fase di esecuzione, dall’altro abbiamo avviato un’offensiva sui prodotti, che prevede non meno di 20 nuovi modelli da lanciare nel corso dell’anno, e che offrirà maggiori opportunità quanto più eseguita bene. Abbiamo ancora molto lavoro da fare, soprattutto in Nord America, per massimizzare il nostro potenziale a lungo termine». Tra i nuovi modelli in fase di lancio la Fiat Grande Panda e l’Alfa Romeo Junior, tra le altre. Ma anche il rinnovato Ram 1500, la gamma europea di furgoni e la Peugeot 3008, la prima sulla nuova famiglia di piattaforme STLA.
La vendita di uno o più marchi non è un tabù
Ma la sorpresa è dietro l’angolo. Stellantis ha iniziato a prospettare la possibilità di vendere uno o più dei suoi 14 marchi nel caso in cui non dovessero restare redditizi. Perché sebbene tutti i marchi del gruppo siano importanti, «non c’è assolutamente nessun tabù» se le loro performance dovessero peggiorare, ha detto Tavares. I marchi «sono qui per essere valorizzati», ha detto il ceo in un’intervista con Bloomberg Television. «Se non sono in grado di monetizzare il valore che rappresentano, allora verranno prese delle decisioni».
Sono state ottenute, intanto, tutte le approvazioni necessarie per il lancio della jv internazionale con la cinese Leapmotor, con consegne iniziali in Europa allargata verso la fine del terzo trimestre 2024, seguite da Sud America, Medio Oriente e Africa e India e Asia Pacifico. «I primi veicoli di Leapmotor arriveranno in Europa a settembre, l’omologazione procede. Proprio oggi ho preso delle decisioni sulle questioni dei ricambi e della distribuzione. C’è grande entusiasmo tra i concessionari per l’arrivo di questo marchio. Leapmotor è il nostro quindicesimo marchio. Sono troppi? Se non sono redditizi ne chiuderemo qualcuno. Non possiamo permetterci di avere brand che non guadagnano», ha ribadito Tavares.



