Spotify, più efficienza e velocità operativa per dare ritmo ai margini
Streaming. Il gruppo, che per la prima volta ha chiuso l’esercizio in utile, sfrutta la leva del prezzo e diversifica gli abbonamenti. La quotazione in Borsa è cara
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Il Festival della musica di Sanremo è - secondo alcuni “per fortuna”- alle spalle. Le sette note - invece - continuano a rimbalzare tra radio, dischi in vinile e piattaforme digitali. Proprio rispetto a quest’ultime, Spotity ha di recente pubblicato i dati del quarto trimestre e dell’intero 2024.
La strategia
Si è trattato di un contesto in cui il gruppo svedese ha rimarcato l’accento sulla strategia di crescita, in particolare definendo il 2025 l’anno dell’ esecuzione accelerata. L’idea - in linea di massima - è di velocizzare l’operatività per - in maniera flessibile, più personalizzata sull’utente e con un’allocazione disciplinata degli investimenti - aggredire il mercato. Così può pensarsi all’introduzione di abbonamenti in tempi più rapidi - e simultaneamente in diversi Paesi - rispetto al passato. Oppure all’uso di nuove tecnologie quali l’Artificial Intelligence (AI). Qui l’efficientamento operativo può, da un lato, riguardare le inserzioni pubblicitarie; e, dall’altro, riferirsi al funzionamento della piattaforma e dell’esperienza dell’utente. Spotify, ad esempio, sfrutta nuovi algoritmi AI per suggerire playlist personalizzate e migliorare la scoperta musicale. Senza dimenticare, peraltro, la moderazione dei contenuti. In un simile contesto il gruppo punta - unitamente all’espansione del business con l’incremento della proposta musicale - anche ad obiettivi di riduzione dei costi: nel 2024 le spese di marketing sono scese del 9% e quelle generali del 18%.
Il bilancio
Già, la riduzione degli oneri. Ma quale, in concreto, l’andamento del conto economico? L’azienda, nell’ultimo quarter, è stata contraddistinta da ricavi e redditività in rialzo. Il giro d’affari è stato di 4,2 miliardi di euro (3,67 un anno prima) mentre l’utile netto si è assestato a 367 milioni a fronte della perdita di 70 milioni di 12 mesi prima.
A livello, invece, di tutto l’esercizio la società, per la prima volta nella sua storia, ha riportato l’ultima riga di conto economico in nero: il profitto netto è di 1,14 miliardi. Il fatturato, dal canto suo, è arrivato a 15,67 miliardi (erano stati 13,3 miliardi nel 2023). La Borsa, in scia alla pubblicazione dei numeri di bilancio, ha reagito positivamente: il titolo, nella sola seduta del 4 febbraio scorso, ha guadagnato il 13,4%. La risposta degli investitori, a benvedere, non è però tanto la reazione ai dati in sé del conto economico. Vero! I ricavi hanno battuto le previsioni. E, però, l’ Eps diluito (1,76 dollari) è inferiore alle stime.
Il market mover
In realtà, tra i market mover c’è stato l’incremento degli abbonati premium. Questi, raggiungendo a fine 2024 il totale di 263 milioni, sono aumentati - rispetto al 31 dicembre del 2023 - dell’11%. Il risultato è anche, e soprattutto, l’effetto dell’accelerazione nell’ultimo trimestre. Qui i nuovi “premium subscribers” netti - grazie tra le altre cose alla campagna Wrapper di fine anno - sono risultati 11 milioni. Il consensus ne attendeva 8. Chiaro perché il mercato abbia premiato l’azienda. Positiva, poi, l’accoglienza dello stesso Gross margin (margine industriale). L’indicatore - riguardo al quarto quarter - è stato del 32,2% mentre sull’intero esercizio è risultato del 30%.


