Forni artigianali

Sigep: tra gli italiani resiste la voglia di pane fresco, focacce e dolci tradizionali

Sono oltre 20mila i panifici artigiani in attività che ogni anno più di un milione e mezzo di tonnellate di pane. E il giro d’affari del panettone gourmet ha ormai superato quello della produzione industriale

di Maria Teresa Manuelli

(Sergey Ryzhov - stock.adobe.com)

3' di lettura

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I 28 padiglioni di Sigep - The Dolce World Expo da domani 20 gennaio al 24 occuperanno 129mila metri quadrati del quartiere espositivo di Rimini e ospiteranno oltre 1.200 brand espositori a rappresentare le filiere della – gelateria che è arrivata a valere 3 miliardi di fatturato – pasticceria e panificazione artigianali e del caffè. Comparti che si confermano motori del turismo e dello sviluppo del territorio.

Come il pane fresco comprato al forno, che continua a essere di gran lunga il preferito dagli italiani. Sono oltre 20mila i panifici artigiani in attività in tutta Italia, che producono ogni anno più di un milione e mezzo di tonnellate di pane. Nel 2022 è stato consumato dall’84,9% dei nostri concittadini, che lo hanno acquistato regolarmente nonostante gli aumenti dei prezzi cresciuti del 27% dal 2021 al 2022. Il consumo medio annuo pro capite è di 41 kg.

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Attualmente nei panifici, il 70% del lavoro degli artigiani riguarda la produzione di pane, mentre crescono pizza e focacce, che rappresentano il 23,5%, e i dolci, con il 6,2% del totale. Nelle preferenze il pane a farina bianca è in testa con il 39% delle scelte, seguono quelli con semole di grano duro (28%) e multicereali (24%): quest’ultima tipologia da alcuni anni cresce nei consumi a scapito delle altre due.

Una recente indagine Italmopa, l’Associazione Mugnai Industriali d’Italia, ha evidenziato che il 24% degli intervistati intende incrementare il proprio consumo di pane ottenuto da farine biologiche, il 19% da farine di grani antichi e il 18% da farine macinate a pietra. Solo il 14% dei consumatori intende invece puntare su un consumo maggiore di pane ottenuto da soli grani nazionali o regionali (fonte Associazione Italiana Bakery Ingredients e Italmopa).

Secondo l’analisi di Circana, che monitora i consumi fuori casa nei cinque maggiori Paesi europei, per quanto riguarda il comparto del foodservice dolce, e nello specifico della panificazione, in numero di prodotti (croissant e similari) acquistati fuori casa cresce del 6% trainato da Francia a Gran Bretagna.

In Europa la propensione all’acquisto di prodotti di bakery dolce rimane stabile con il 18,3% di visita: l’Italia è il paese più importante con 1 visita su 4 in cui i consumatori scelgono croissant o similari.
«Con 11,4 miliardi di prodotti serviti tra Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Germania – afferma Matteo Figura, executive director Foodservice per Circana Italia – il bakery dolce è una componente essenziale dell’intero comparto del foodservice dolce, che ha visto un rallentamento della crescita negli ultimi anni data dalle nuove abitudini di vita fuori casa, ma che necessiterebbe di una nuova spinta di innovazione come quella che abbiamo osservato negli anni precedenti alla crisi pandemica».

Non conoscono crisi nemmeno i dolci delle festività: nonostante gli aumenti dei prezzi di panettoni e pandori (mediamente del 5% gli artigianali, del 3% gli industriali), i volumi di vendita si sono stati sostenuti. E nel 2023 il prodotto artigianale, in particolare il panettone, ha superato in valore quello industriale: la domanda del prodotto artigianale, in un mercato da quasi 30mila tonnellate e 270 milioni di euro, rappresenta oltre la metà del valore del comparto assestandosi a 140 milioni di euro rispetto al prodotto industriale. Su 9,5 milioni di famiglie che consumano panettone, sono 2,4 milioni quelle che lo acquistano artigianale. E l’acquisto si fa sempre più online con l’e-commerce, preferito dal 20% della clientela.

Bene anche tutti gli altri dolci della tradizione locale: circa 150 tipologie di prodotti legati ai singoli territori il cui consumo, già aumentato nella Pasqua 2023, è salito anche durante il Natale. In Italia, nel dolciario operano circa 20mila imprese artigiane che occupano oltre 65mila addetti e rappresentano un quinto dell’artigianato alimentare italiano (fonte Confartigianato e Unione Italiana Food).

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