Sicit ai raggi X: più capacità produttiva e l’obiettivo di espandersi in Cina e Usa
Investimenti per 50 milioni nel quadriennio 2020-2023. Focus su innovazione di prodotto e nuova fabbrica. Il virus rischia di frenare lo sviluppo ma la società ricorda che, nonostante la crisi, il business cresce
di Vittorio Carlini
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Ampliare, ed espandere geograficamente, la base produttiva. Poi: sviluppare nuovi prodotti e migliorarne la qualità. Sono tra le priorità di Sicit Group alla base del progetto di crescita. Un programma che prevede, tra 2020 e 2023, investimenti intorno ai 50 milioni.
Il business
Si tratta di un impegno che, per meglio essere compreso, richiede di ricordare l’oggetto sociale della multinazionale tascabile. L’azienda, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, è attiva, rispetto alla tipologia di prodotti, essenzialmente in tre aree. La prima, quella storicamente più importante, è costituita dallo sviluppo e produzione di biostimolanti per l’agricoltura. Appannaggio della seconda, invece, ci sono i ritardanti per l’industria del gesso. Infine la terza: qui troviamo la realizzazione di grasso di origine animale venduto come biocombustibile (cosiddetto biofuel). Tutte le attività, nell’ambito di una filiera di economia circolare, sfruttano quali materie prime i sottoprodotti di origine animale e dei rifiuti dell’industria conciaria.
Il programma d’espansione
Ciò detto il gruppo, i cui scambi del titolo in Borsa sono sottili e quindi il risparmiatore deve avere cautela, punta a crescere. Un progetto che, per l’appunto, prevede intorno a 50 milioni di Capex di sviluppo nel 2020-2023. Questi, in linea di massima, sono così ripartiti: nell’anno in corso dovrebbero esserci circa 14 milioni d’investimenti capitalizzati. Il resto dell’esborso verrà, nel triennio successivo, distribuito in maniera più meno omogenea per ogni esercizio. Al tutto si aggiungono altri 10 milioni per l’impegno in Cina.
Insomma, un programma rilevante che prevede diversi interventi: dalla realizzazione di un magazzino completamente automatizzato all’incremento della capacita produttiva della fabbrica a Chiampo (Vicenza) fino all’impianto per i prodotti speciali (nello stabilmento di Arzignano).
Crescita in Cina
L’espansione, tuttavia, non riguarda solamente la produzione domestica. Sicit conferma la volontà di accelerare la crescita internazionale, in particolare nel settore dei biostimolanti. In tal senso rimane strategica la Cina. L’azienda (presente laggiù anche nei ritardanti) raggiunge l’Impero di Mezzo con i suoi prodotti biostimolanti solo attraverso le multinazionali-clienti. In questo modo, però, non ha nel radar i piccoli e medi distributori. Una realtà che costituisce circa i due terzi del comparto in quel Paese. Di qui la necessità di strutturare maggiormente la sua presenza. Il gruppo punta, in 3-4 mesi, a costituire una società, nella città di Tianjin, con un socio sino-americano di minoranza. La newco dovrà gestire l’espansione commerciale. A supporto del programma il gruppo, poi, prevede, entro il 2021, di realizzare una fabbrica di finitura. Cioè: i prodotti “semilavorati” verranno realizzati in Italia e successivamente definiti nel nuovo impianto. A fronte di ciò potrà crearsi un hub produttivo-commerciale in grado, da un lato, di soddisfare la domanda locale su locale; e, dall’altro, di servire anche i vicini mercati dell’area Asia-Pacifico.



