Lettera al risparmiatore

Sicit ai raggi X: più capacità produttiva e l’obiettivo di espandersi in Cina e Usa

Investimenti per 50 milioni nel quadriennio 2020-2023. Focus su innovazione di prodotto e nuova fabbrica. Il virus rischia di frenare lo sviluppo ma la società ricorda che, nonostante la crisi, il business cresce

di Vittorio Carlini

5' di lettura

5' di lettura

Ampliare, ed espandere geograficamente, la base produttiva. Poi: sviluppare nuovi prodotti e migliorarne la qualità. Sono tra le priorità di Sicit Group alla base del progetto di crescita. Un programma che prevede, tra 2020 e 2023, investimenti intorno ai 50 milioni.

Il business

Si tratta di un impegno che, per meglio essere compreso, richiede di ricordare l’oggetto sociale della multinazionale tascabile. L’azienda, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, è attiva, rispetto alla tipologia di prodotti, essenzialmente in tre aree. La prima, quella storicamente più importante, è costituita dallo sviluppo e produzione di biostimolanti per l’agricoltura. Appannaggio della seconda, invece, ci sono i ritardanti per l’industria del gesso. Infine la terza: qui troviamo la realizzazione di grasso di origine animale venduto come biocombustibile (cosiddetto biofuel). Tutte le attività, nell’ambito di una filiera di economia circolare, sfruttano quali materie prime i sottoprodotti di origine animale e dei rifiuti dell’industria conciaria.

Loading...

NOVE MESI A CONFRONTO

Loading...

Il programma d’espansione

Ciò detto il gruppo, i cui scambi del titolo in Borsa sono sottili e quindi il risparmiatore deve avere cautela, punta a crescere. Un progetto che, per l’appunto, prevede intorno a 50 milioni di Capex di sviluppo nel 2020-2023. Questi, in linea di massima, sono così ripartiti: nell’anno in corso dovrebbero esserci circa 14 milioni d’investimenti capitalizzati. Il resto dell’esborso verrà, nel triennio successivo, distribuito in maniera più meno omogenea per ogni esercizio. Al tutto si aggiungono altri 10 milioni per l’impegno in Cina.

Insomma, un programma rilevante che prevede diversi interventi: dalla realizzazione di un magazzino completamente automatizzato all’incremento della capacita produttiva della fabbrica a Chiampo (Vicenza) fino all’impianto per i prodotti speciali (nello stabilmento di Arzignano).

LA STORIA DEI RICAVI

Loading...

Crescita in Cina

L’espansione, tuttavia, non riguarda solamente la produzione domestica. Sicit conferma la volontà di accelerare la crescita internazionale, in particolare nel settore dei biostimolanti. In tal senso rimane strategica la Cina. L’azienda (presente laggiù anche nei ritardanti) raggiunge l’Impero di Mezzo con i suoi prodotti biostimolanti solo attraverso le multinazionali-clienti. In questo modo, però, non ha nel radar i piccoli e medi distributori. Una realtà che costituisce circa i due terzi del comparto in quel Paese. Di qui la necessità di strutturare maggiormente la sua presenza. Il gruppo punta, in 3-4 mesi, a costituire una società, nella città di Tianjin, con un socio sino-americano di minoranza. La newco dovrà gestire l’espansione commerciale. A supporto del programma il gruppo, poi, prevede, entro il 2021, di realizzare una fabbrica di finitura. Cioè: i prodotti “semilavorati” verranno realizzati in Italia e successivamente definiti nel nuovo impianto. A fronte di ciò potrà crearsi un hub produttivo-commerciale in grado, da un lato, di soddisfare la domanda locale su locale; e, dall’altro, di servire anche i vicini mercati dell’area Asia-Pacifico.

Già, l’area Asia-Pacifico. A ben vedere Sicit, sempre nei biostimolanti, punta ad accelerare anche negli Stati Uniti. Analogamente alla Cina, il gruppo vende nel mercato americano tramite la sua clientela multinazionale. Tuttavia non raggiunge gli intermediari medi locali. Di qui l’obiettivo, senza la realizzazione di alcuna fabbrica, di rafforzare la struttura commerciale esistente per incrementare le vendite nell’ambito agricolo.

LA STORIA DELLA REDDIVITÀ OPERATIVA

Loading...

La pandemia

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La situazione è più complessa. La società, anche grazie agli interventi descritti, conferma l’obiettivo nel medio periodo di raddoppiare ricavi, Ebitda e utile rispetto al 2018. Sennonché il risparmiatore sottolinea un aspetto: la seconda ondata della pandemia ha indotto nuovi lockdown e frenato la ripresa. Tanto che, al di là del vaccino contro il Covid 19, le stime sulla rimonta economica rimangono ad oggi più contenute rispetto ad un po’ di tempo fa. Ebbene: di fronte a un simile contesto gli obiettivi di crescita indicati paiono eccessivamente ottimistici. SICIT rigetta la valutazione. In primis, viene rammentato, nei primi nove mesi del 2020, periodo contrassegnato dal primo duro lockdown, il business aziendale è cresciuto: ricavi (+11,5%) e utile rettificato (+22,5%) sono saliti rispetto allo stesso periodo del 2019. Il che, dice sempre il gruppo, mostra la resistenza della sua attività alla crisi economico-sanitaria. Inoltre, afferma la società, a livello globale bisogna ricordare che, da un lato, le terre coltivabili si riducono sempre di più; e che, dall’altro, c’è il continuo incremento della popolazione mondiale. Una duplice dinamica la quale, sottolinea SICIT, porta ad incrementare strutturalmente la domanda di biostimolanti. Vale a dire: il core business dell’azienda.

LA DINAMICA DEI SETTORI

Loading...

Il mondo dei ritardanti

Ciò detto, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che sempre nei primi nove mesi del 2020 il settore dei ritardanti è calato a causa anche, e soprattutto, delle serrate di marzo e aprile. Vero afferma la società che, però, ribatte: si tratta di un fenomeno congiunturale che verrà superato. Il comparto delle costruzioni, a causa dei processi di urbanizzazione soprattutto nei Paesi emergenti, è previsto in crescita. E con lui, afferma la stessa società, la richiesta di cartongesso che è sempre più utilizzato nell’edilizia. A fronte di tutto ciò Sicit, confermando i target, non vede particolari problemi sul tema in oggetto.

Il rischio concentrazione

Ma non è solamente una questione di obiettivi. Il risparmiatore volge lo sguardo anche verso un altro aspetto. Quello dell’approvvigionamento nelle materie prime. Qui SICIT ha una forte concentrazione dei suoi fornitori. Certo: si tratta anche della conseguenza della rilevanza mondiale del distretto della conceria vicentino. Tuttavia, come peraltro appare dallo stop durante il lockdown, c’è un rischio nel dipendere così tanto da quei fornitori.

Il gruppo non condivide il timore. Dapprima perchè, viene spiegato, l’ampiezza dell’offerta del distretto vicentino nella materia prima è superiore a quanto necessario alla produzione del gruppo. Quindi eventuali singole problematiche, al netto della serrata totale, non creano reali difficoltà. Poi perchè, aggiunge sempre SICIT, anche in quell’eventualità la sua flessibilità nell’approvvigionamento le consente di rifornirsi da altre realtà in Italia o all’estero. Infine perchè, conclude il gruppo, la conceria consegue, a sua volta, dalla macellazione delle carni. Quest’ultima è un’attività che, essendo primaria nell’alimentazione umana, non può scomparire. Ebbene SICIT, viene spiegato, avrebbe, quale extrema ratio, finanche l’organizzazione per procurarsi la materia prima direttamente ai macelli.

Grassi animali

Fin qua alcune considerazioni riguardo biostimolanti e ritardanti. Quale, però, la situazione rispetto all’attività di elaborazione del grasso animale? Rispetto a questo fronte può ricordarsi che Sicit ha concluso la realizzazione del nuovo impianto di produzione, che è in fase di avviamento. La struttura gli consentirà di realizzare un prodotto di più alta qualità rispetto al passato. Di conseguenza il gruppo, spiega l’azienda stessa, potrà, da un lato, immettere sul mercato i propri prodotti (finora con un prezzo lordo di circa 550 euro alla tonnellata) ad una quotazione in linea con quelli di massima qualità (intorno a 700 euro lordi alla tonnellata); e, dall’altro, sarà in grado di arrivare direttamente al mercato stesso, bypassando gli intermediari in precedenza necessari.

DOMANDE E RISPOSTE

Qual è l’impegno sul fronte della ricerca e sviluppo del gruppo?
La società investe nella ricerca e sviluppo, in media, il 3-4% dei ricavi. Tra le attività di sviluppo di nuove tecnologie possono ricordarsi, tra le altre, i prodotti biostimolanti per l’agricoltura a lento rilascio. Si tratta di una soluzione, in fase di lancio, che permette, da una parte, di rilasciare gradualmente il biostimolante nel terreno; e, dall’altro, di definirene anche i tempi corretti, riguardo alle differenti colture

La società considera anche l’opzione delle acquisizioni al fine di sostenere la crescita?
La risposta è positiva. Il gruppo non vede le acquisizioni come una strategia strutturale per l’espansione del business. Tuttavia l’M&A in ottica opportunistica è un’opzione presente sul tavolo. Ciò detto quale è l’identikit del potenziale target? Il settore in cui è più probabile che SICIT possa realizzare un’operazione straordinaria è quello dei biostimolanti per l’agricoltura.

Riproduzione riservata ©
Per approfondire
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti