L’intervista - Federico Freni, sottosegretario al Ministero dell’Economia

«Se crescono i mercati cresce anche il Paese»

di Gianni Trovati

Sottosegretario. Federico Freni (Imagoeconomica)

2' di lettura

2' di lettura

Insieme al Def in consiglio dei ministri è stato esaminato il Ddl di riforma del mercato dei capitali (Sole 24 Ore di sabato). Federico Freni, sottosegretario al Mef che ha seguito in prima persona il dossier, fa il punto sulle novità.

Perché questo Ddl?

Loading...

Il mercato dei capitali italiani ha sofferto uno scarso dinamismo che lo ha reso sempre meno attrattivo per investitori e imprese. Molte società sono uscite dal mercato e quelle che decidono di raccogliere capitali non scelgono la Borsa. Gli investitori preferiscono sempre più i mercati esteri. Il Ddl vuole fornire una risposta a questi problemi per sostenere la crescita del mercato dei capitali, recuperando competitività e dinamismo: perché se crescono i mercati, cresce il Paese.

Come, in concreto?

Introducendo un insieme di semplificazioni e razionalizzazioni, affiancate da presidi di promozione dell'inclusione finanziaria.

L'aumento a un miliardo della soglia per la qualifica di Pmi quante imprese può interessare?

Le Pmi costituiscono la dorsale produttiva dell’economia del Paese e il segmento più dinamico del mercato dei capitali, come dimostra la storia di successo di Euronext Growth Milan. Occorre proseguire negli interventi che riconoscano le loro specificità con un approccio proporzionale, lo stesso adottato in ambito europeo, per consentire alle imprese di crescere senza restare “schiacciate” dalle regole.

Quale può essere il ruolo delle Casse previdenziali?

Il ruolo degli investitori istituzionali va potenziato per consentire un cambio di passo anche sul fronte della domanda di investimenti: il ruolo delle Casse è essenziale allo sviluppo del mercato. Casse e fondi pensione sono al centro del progetto di rilancio degli investimenti in economia reale.

Molte imprese però evitano la Borsa il mercato dei capitali per il timore dei loro azionisti di perdere il controllo.

Una naturale diffidenza verso il mercato dei capitali caratterizza da sempre le imprese italiane, soprattutto le medio-piccole. Certamente ci sono temi di governance, ma non solo. Introdurre maggiore flessibilità non è sufficiente. Occorre che siano chiari non solo i “costi” ma anche i “benefici” del mercato dei capitali, soprattutto in una congiuntura di tassi elevati. Va chiarito che l'economia cresce se cresce la capitalizzazione dei mercati, non viceversa.

Del voto plurimo si discute da anni, il Ddl invece lo potenzia molto. Perché?

In passato il voto maggiorato e il voto plurimo hanno puntato a introdurre più flessibilità nel mercato domestico. Ma il fattore di moltiplicazione di 1 a 3 previsto oggi è ancora sensibilmente inferiore agli standard europei. Aggiungo che il voto plurimo costituisce anche un incentivo alla quotazione di Pmi familiari.

È stato difficile il confronto con Consob e Bankitalia?

Il Ddl è il risultato di un percorso di confronto tra stakeholders proficuo e articolato avviatosi nel 2020 con la Capital Market Review elaborata dall'Ocse e sviluppato nel Libro Verde del MEF dello scorso anno. Un confronto sempre franco e , devo dire, esternamente produttivo.

Il testo è aperto a modifiche ?

Il Ddl è aperto alle istanze del mercato e dei suoi attori: vogliamo crescere tutti insieme, perché solo un mercato unito è un mercato forte.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti