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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
Ascoltalo oradi Gianni Trovati
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Una via più in discesa per la quotazione delle Pmi, semplificazioni per gli investimenti delle Casse previdenziali, un rafforzamento potente del voto plurimo per renderlo davvero attrattivo, e un’ondata di revisioni dai prospetti alle regole per le assemblee fino alla disciplina della Consob.
È una riforma a tutto campo del mercato dei capitali quella condensata nei 22 articoli del disegno di legge Borsa che nel consiglio dei ministri accompagna il Def 2023. La contemporaneità è casuale ma i due documenti sono collegati fra loro nei fatti: perché l’obiettivo della riforma è quello di spingere la crescita delle imprese e di aumentare l’attrattività nei confronti degli investimenti esteri, con una robusta dose di semplificazioni. «Bisogna indurre una platea più ampia di imprese di medie dimensioni ad accedere ai mercati regolamentati per rafforzare la loro capitalizzazione e attrarre nuovi investitori», aveva spiegato qualche settimana fa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti partendo dal presupposto che «l’Italia non è ancora nel posto in cui dovrebbe essere».
Uno degli snodi critici che alzano ostacoli strutturali allo sviluppo della nostra economia è stato individuato nella complessità delle norme che guidano la corporate governance delle società e il loro rapporto con gli investitori: sia quelli italiani, schiacciati dal peso dei costi adempimentali, sia quelli stranieri, scoraggiati dall’idea di dover affrontare le incertezze normative e regolamentari italiane.
Per affrontare il problema il governo ha voluto da subito dare la spinta finale a un lavoro che in realtà parte da lontano, e che nasce dal Libro verde sulla «competitività dei mercati finanziari a supporto della crescita» elaborato l’anno scorso dal Tesoro con Consob, Bankitalia e i principali operatori che hanno partecipato alla consultazione pubblica su quel testo. Di qui il disegno di legge, che arriva in consiglio dei ministri dopo un confronto con Bankitalia e Consob reso fitto proprio dalla profondità degli interventi proposti.
Il principio guida è quello dell’eliminazione del gold plating, cioè di quel groviglio di regole domestiche che si aggiungono alla disciplina internazionale e comunitaria spesso portando più problemi che benefici. L’innesco dell’intervento, del resto, è il Report che l’Ocse nel gennaio del 2020 ha dedicato alla possibile «riforma per la crescita del mercato dei capitali italiano».