Il gran tour del Ragusano nelle terre del Barocco
Scicli: il salotto di luce e le tradizioni
Il viaggio non può che partire da Scicli, definita da Elio Vittorini come “la più bella di tutte le città del mondo”. Passeggiando lungo via Mormino Penna, i mascheroni barocchi sembrano sbeffeggiare i passanti con smorfie impertinenti, ma è nell’anima profonda che la città rivela i suoi segreti. Qui il sacro si mescola all’inaspettato. Come raccontano le guide locali, Scicli custodisce icone uniche al mondo, come la “Madonna delle Milizie”, l’unica Vergine guerriera a cavallo e con la spada, e il “Cristo in gonnella” di San Giovanni Evangelista, rarità iconografica di derivazione spagnola. A pochi passi, il percorso si arricchisce con la visita a Palazzo Beneventano con il suo progetto di “laboratorio permanente”, che unisce l’esperienza e le abilità di una delle poche stamperie d’arte presenti in Italia a quelle di una storica galleria di Modica. La realtà, creata dalla stampatrice Loredana Amenta e dal gallerista Giuseppe LoMagno, trova casa al piano terra dell’immobile patrimonio dell’umanità. Immancabile, poi, la visita alle botteghe dei ceramisti locali, tra cui quella dell’artista Dario Magro che reinterpreta le più classiche creazioni siciliane in chiave personale.

