Il gran tour del Ragusano nelle terre del Barocco
Modica e l’architettura del “vivere lento”
Risalendo verso Modica, città del cioccolato Igp e delle 100 chiese, espressione che cattura l’incredibile densità di edifici religiosi e campanili che caratterizzano il suo suggestivo centro storico, culla del tardo barocco siciliano e patrimonio mondiale dell’umanità, ci si immerge nell’antico quartiere ebraico di Cartellone. Qui, l’architetto Viviana Haddad ha dato inizio, 25 anni fa, a una rivoluzione gentile. Il suo Casa Talia è stato il pioniere del concetto di “Slow Living”: un recupero sartoriale di antiche casette trasformate in camere-appartamenti affacciate sulla maestosità di San Giorgio. A Modica, il cibo è materia viva. Lo chef stellato Accursio Craparo, nel suo progetto Radici, pratica quello che definisce “chilometro vero”. Non solo prossimità geografica, ma ascolto profondo degli ingredienti, dai pomodori maturati al sole alle erbe selvatiche raccolte verso Palazzolo Acreide, trasformando ogni piatto in un racconto millimetrico del territorio. L’intento è quello di tratteggiare una proposta inedita di ciò che oggi rappresenta l’idea di ‘trattoria’ supportata dalla ricerca, dalla sostenibilità, dalla conversione delle materie prime e da procedimenti in cucina più snelli ed immediati che conferiscono sostanza alla proposta di piatti espressi che attraversano la storia della Sicilia. Da segnalare, tra l’altro, il festival letterario della città di Modica, Scenari, che torna dal 25 giugno al 26 luglio per la sua quinta edizione. Per cinque fine settimana consecutivi, piazze, palazzi storici e luoghi simbolo della città ospitano incontri, spettacoli e concerti dedicati alla letteratura, al giornalismo, alla musica e all’attualità.

