Sanlorenzo: l’obiettivo è aumentare i ricavi dalle vendite dirette di yacht
Il gruppo cantieristico del lusso punta ad arrivare a due terzi delle vendite slegate dagli intermediari. Focus sull’integrazione di Nautor Swan. Il rischio della frenata economica
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Da una parte la spinta al business legato alla distribuzione diretta. Dall’altra, unitamente all’espansione della base produttiva, il focus sull’integrazione di Nautor Swan. Il tutto con, insieme all’innovazione e sostenibilità sugli yacht, l’obiettivo di aumentare i ricavi da servizi. Sono tra le priorità di Sanlorenzo, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici aziendali, a sostegno dell’attività.
La vendita diretta
Il gruppo produttore di yacht, nell’esercizio in corso, ha perfezionalo lo shopping del 95% di Simpson Marine, tra i principali dealer e fornitori di servizi nell’Asia Pacifico. Inoltre: ha costituito Sanlorenzo Med. Vale a dire: un network commerciale in Europa, comprendente le controllate basate a Monaco, Cote d’Azur e Baleari. Infine: prevede di aprire una nuova “legal entity” in Gran Bretagna. Si tratta di mosse le quali sono finalizzate, soprattutto, ad incrementare la vendita diretta di imbarcazioni. Ad oggi, considerando la stessa Sanlorenzo of the Americas, i ricavi consolidati generati dal canale distributivo in oggetto si aggirano intorno al 50% del totale. La volontà è arrivare ad un valore che rappresenti circa due terzi del giro d’affari. A ben vedere, il dato rappresenta una sorta di limite massimo oltre il quale è difficile andare. In alcuni importanti mercati - quali ad esempio il Medio Oriente (l’area Mea, nel primo semestre del 2024, è cresciuta del 142% rispetto al 2023) - è di fatto improponibile la vendita diretta. L’unica modalità rimane quella di interfacciarsi con un distributore/agente locale.
Al di là di ciò, Sanlorenzo persegue una precisa strategia. Il gruppo, da una parte, punta - grazie all’interlocuzione diretta con l’acquirente - a realizzare imbarcazioni che incontrino il più possibile le particolari esigenze del medesimo; e, dall’altra, vuole migliorare la marginalità aziendale, eliminando ad esempio i costi connessi alla presenza dell’intermediario. In altre parole: il modello di business è definito su un’attività riconducibile a quella del lusso esclusivo.
L’integrazione di Nautor Swan
In tal senso, il recente shopping di Nautor Swan si integra nella strategia indicata. Sanlorenzo, attraverso l’M&A dell’azienda finlandese, è entrata nel mondo delle barche a vela. Yacht, spinti dalla forza del vento, i quali - per l’appunto - rientrano proprio nella fascia del lusso. Queste imbarcazioni esclusive, nel 2024, dovrebbero contribuire per 35-40 milioni alla prima riga di bilancio di Sanlorenzo. Rispetto, invece, alla redditività, da una parte, l’apporto a livello di Ebitda è previsto nella forchetta di 4-5 milioni; dall’altra, invece, il contributo sull’Ebit è stimato tra 1 e 2 milioni. Importanti gli stessi sforzi a livello di investimenti capitalizzati. Sanlorenzo ha previsto, tra il 2024 e 2027, un programma di Capex di 25-35 milioni. Di questi circa 20 milioni sono indirizzati allo sviluppo del prodotto, mentre il rimanente è appannaggio di infrastrutture e operations (per la strategia di espansione della base produttiva consolidata di gruppo vedere il box sotto i grafici).
Il rischio di esecuzione
Tutto facile come navigare su di un mare piatto, quindi? La realtà è più complessa. Il risparmiatore, similmente a qualsiasi acquisizione, rimarca il cosiddetto risk execution. Cioè: il rischio dell’integrazione aziendale che, tra le altre cose, può implicare la diluizione dei margini della società. Il gruppo, rimarcando la validità strategica dell’operazione, rigetta il dubbio. In primis, viene sottolineato, Nautor Swan è in grado di contribuire già nel 2024 con un Ebitda margin dell’11-12% (4-5% il rapporto tra utile operativo e ricavi). Si tratta di una condizione - sottolinea Sanlorenzo - che è conseguenza di un piano operativo avviato immediatamente dopo la formalizzazione dello shopping. Non solo. L’azienda specifica che, a livello consolidato, l’Ebitda margin a fine del 2024 è stimato tra il 18,8 e 19,1% mentre quello organico è compreso tra 19,1 e 19,3%. In altre parole: considerando Nautor Swan, la diluizione massima della marginalità - riferita alla mediana della forchetta organica - è dello 0,25%. Vale a dire, conclude il gruppo, una percentuale molto limitata. Ciò detto, l’obiettivo di Sanlorenzo è portare, nel medio periodo, l’Ebitda margin di Nautor Swan a circa il 15%. In che modo? Una prima leva, al di là delle sinergie con la struttura commerciale di Sanlorenzo, è l’approvvigionamento. L’azienda, sfruttando la maggiore dimensione, punta a ridurre il costo marginale di molti dei componenti (ad esempio le resine) necessarie alla realizzazione dello yacht. Un secondo fronte, poi, è costituito dall’ottimizzazione dei processi produttivi. Qui Sanlorenzo vuole, anche grazie al suo know how, efficientare la realizzazione delle imbarcazioni. Infine, uno sforzo verrà compiuto rispetto alla voce dei costi generali ed amministrativi.



