Carnival tiene la rotta su taglio del debito e rilancio dei margini
Il colosso Usa delle crociere, dopo il Covid, spinge i flussi di cassa per ridurre la leva finanziaria. Il business cresce, ma c’è rischio della frenata economica
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I punti chiave
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Nelle presentazioni dei dati di bilancio c’è sempre qualche tabella più interessante delle altre. Così è anche per l’ultima trimestrale pubblicata da Carnival Corp. Il colosso della crocieristica mondiale ha “offerto” al mercato due tabelle. In una sono indicati l’andamento del “Net per diem” (cioè il guadagno netto per passeggero per un giorno di viaggio) e del “Net yelds” (vale a dire il rendimento netto per cabina). Nell’altra, invece, vengono descritti i pagamenti effettuati, rispetto al debito, dal 2023 fino al 31 maggio scorso (data di chiusura del secondo quarter dell’esercizio 2023-24). Ebbene, le dinamiche in oggetto rappresentano un duplice focus della multinazionale di Miami: il primo è quello sugli sforzi per sostenere la continua ripresa del business; il secondo, dal canto suo, è riferito alla costante riduzione del debito. In tal senso, sul primo fronte, la società - sempre nell’ultimo quarter e rispetto allo stesso periodo del 2022-23 -ha riportato l’incremento del 6% (“Net per diem”) e del 12% (“Net yields”). Con riferimento, invece, all’indebitamento il gruppo rimarca come - tra opportunistici rimborsi anticipati e scadenze - è stato compiuto un pagamento complessivo di 9,6 miliardi di dollari (di cui 6,6 miliardi in prepayments).
Il programma sul debito
A ben vedere, le mosse indicate sul debito rientrano - come indicato nell’Investor Day del 2023 - in un più ampio programma di riorganizzazione ed abbattimento del medesimo. Un progetto il quale, grazie alla rimonta degli stessi flussi di cassa, è il combinato disposto di diversi interventi: dai rimborsi anticipati al rifinanzimento a migliori condizioni fino al pagamento delle scadenze. Il tutto, peraltro, agevolato dalla scelta di ridurre gli investimenti sulle nuove navi. In particolare, Carnival ha sottolineato - nell’ultimo quarter - di avere il più basso “orderbook” (libro ordini per nuove imbarcazioni) degli ultimi decenni e prevede 3 rilasci nel 2024, uno nel 2025 e zero nel 2026.
Ciò detto la società, in scia al crollo subito dall’intero settore a causa della pandemia da Covid, ha visto il proprio indebitamento totale balzare verso l’alto. Secondo il terminale Bloomberg, la voce di bilancio era a 11,,5 miliardi nel 2018 - 2019. Poi, l’esercizio successivo il debito totale è salito a 23,4 miliardi di dollari. Il rialzo è proseguito nel 2020-2021 e 2021-2022, arrivando rispettivamente a quota 34,6 e 35,8 miliardi. Il picco c’è stato nel primo trimestre del 2022-2023. Di lì - grazie all’intervento del gruppo che ha realizzato rimborsi per 6 miliardi - è iniziata la discesa.
Tanto che alla fine del medesimo anno fiscale l’indebitamento si assestato poco sopra 30 miliardi. La dinamica è proseguita nell’esercizio corrente (2023-2024). Così, nel primo semestre, il gruppo indica di avere effettuato rimborsi anticipati per un valore aggregato di 3,2 miliardi. Non solo. Attraverso la gestione proattiva del debito, il gruppo stima, per il 2024, di diminuire la spesa da interessi netti di 55 milioni (85 milioni su base annualizzata). Si tratta di una semplificazione della struttura del capitale che dovrebbe anche consentire, unitamente alla ripresa della redditività, di riportare a livelli più consoni il “Net debt to ebitda”. Il rapporto tra debito netto e Mol - è l’indicazione del gruppo nell’ultima conference call - è previsto approssimarsi alla fine dell’anno fiscale in corso verso le 4,5 volte.



