Calcio e finanza

San Siro, banche in corsa per finanziare il nuovo stadio di Inter e Milan

Maxi-prestito da 1,2 miliardi: potrebbe esserci finanziamento ponte. Capofila Goldman Sachs, Jp Morgan e Mitsubishi. Tra le italiane BancoBpm

di Carlo Festa

Una immagine contenuta all'interno del «Documento di Fattibilità» per il nuovo stadio di Milano, datato 11 marzo 2025, mostra il possibile aspetto della nuova struttura, inquadrata nel tessuto urbano circostante. Milano, 30 settembre 2025.

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Le grandi banche internazionali si mettono in fila per finanziare il nuovo stadio di Inter e Milan. Sono soprattutto le grandi istituzioni statunitensi a essere in pole position per fornire, in pool, le linee di credito per il nuovo stadio, i cui lavori, se non ci saranno ulteriori intoppi e se tutti gli adempimenti verranno rispettati, dovrebbero prendere avvio nella seconda metà del 2027.

In lizza ci sono infatti le banche Usa Goldman Sachs, Jp Morgan, ma anche Bofa Merrill Lynch, che hanno già importanti interessi nel calcio europeo. Il dossier è anche sul tavolo della giapponese Mitsubishi Ufj Financial Group. Tra gli istituti italiani potrebbe scendere in campo BancoBpm, mentre al momento non dovrebbero essere della partita Intesa Sanpaolo e UniCredit.

Loading...

Tutto è subordinato ai necessari obblighi dei prossimi mesi. Il Consiglio comunale di Milano ha dato il via libera alla cessione di San Siro a Inter e Milan per 197 milioni di euro, ma entro il 10 novembre dovrà essere perfezionato il rogito, altrimenti scatterà il vincolo della Soprintendenza sul secondo anello del «Meazza».

I costi

Il costo complessivo del progetto dovrebbe attestarsi tra 1,3 e 1,5 miliardi di euro. Il finanziamento potrebbe toccare tra 1 e 1,2 miliardi di euro. Il resto potrebbe essere fornito da altri investitori o dai club.

È inoltre prevedibile che, prima della concessione del maxi-prestito, possa essere fornito un finanziamento ponte di importo minore. La struttura di finanziamento avrà una formula tipica per grandi infrastrutture sportive (con equity e debito) e la creazione di una società veicolo partecipata al 50% da Inter e Milan. Il nuovo stadio nascerà sulle ceneri del «Meazza», la cui demolizione potrebbe costare attorno ai 135 milioni di euro.

Il business plan

All’inizio del prossimo anno dovrebbe essere presentato il business plan, sulla base del quale le banche concederanno il maxi-finanziamento. Possibile che capofila dell’operazione possa essere una banca statunitense: Goldman Sachs e Jp Morgan, ma anche Bank of America, hanno buone relazioni sia con l’Inter sia con il Milan, oltre che con i loro azionisti (anch’essi americani), cioè rispettivamente Oaktree Capital e RedBird, come è noto supportato finanziariamente da un’altro investitore Usa, come Elliott. Il proprietario del Milan, Gerry Cardinale, è stato per vent’anni un banchiere di Goldman Sachs.

Le banche Usa sono storicamente finanziatrici dei grandi stadi europei: la ristrutturazione dello Stadio Santiago Bernabéu del 2019 è stata effettuata sulla base di un maxi-prestito da circa 575 milioni di euro da parte di Jp Morgan e Bank of America.

Capacità di autofinanziamento

Determinante sarà la capacità di autofinanziamento della nuova struttura. È previsto che i soli ricavi del nuovo stadio, grazie alla generazione di cassa, coprano ampiamente negli anni il rimborso del debito. II progetto sarà finanziariamente sostenibile, se i costi di costruzione resteranno sotto controllo. Il giro d’affari del nuovo stadio, con una capacità di 70-72mila posti, dovrebbe raddoppiare a circa 160 milioni per ciascuno dei due club.

Una fonte importante di ricavi, oltre agli abbonamenti e alla biglietteria, saranno i corporate skybox, le sponsorizzazioni, i ristoranti, i parcheggi, fino al museo e agli store dei due club. I termini di confronto in Europa non mancano. Basta pensare al museo del Barcellona, che ha oltre un milione di visitatori l’anno e e genera 30 milioni di fatturato.

La «macchina» finanziaria è dunque pronta a partire, se non ci saranno ostacoli, con soddisfazione dei club e dei rispettivi azionisti: sia RedBird sia Oaktree sono infatti fondi di private equity e, come tali, hanno un orizzonte temporale di investimento limitato ad alcuni anni. Il valore di Inter e Milan è destinato a lievitare, con l’approvazione del piano del nuovo stadio, e possibili compratori, che al momento però scarseggiano, potrebbero essere attratti dal nuovo modello di business dei due club di Milano.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti