Trasporto aereo

Ryanair taglia i voli a Venezia contro la tassa comunale

Il vettore low cost rimuoverà un aereo su quattro basati in laguna. L’aumento di 2,5 euro rischia di scaricarsi sul prezzo dei biglietti

di Mara Monti

Aeroporto M;arco Polo (Imagoecnomica)

3' di lettura

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Ryanair cancella 6 rotte e rimuove un aereo sui quattro basati all’aeroporto Marco Polo di Venezia per protesta contro l’aumento dell’addizionale comunale introdotta dal Comune lagunare. Una minaccia già paventata in passato, ma che non ha trovato una sponda nell’amministrazione cittadina che ha confermato l’aumento di circa 2,5 euro (+38%) che si aggiungono ai 6,5 euro attualmente in vigore, a partire da questa estate. L’aumento potrebbe avere un impatto diretto sul prezzo del biglietto aereo che il vettore sta cercando di contenere per continuare a stimolare la domanda.

I voli che saranno tagliati da Ryanair

Oltre al Comune di Venezia, ad aumentare la tassa di imbarco sono state Napoli (2 euro) e Lecce. Come contro mossa, Ryanair che vola anche a Treviso e Verona nella regione veneta, ha annunciato che a partire dalla prossima stagione invernale rimuoverà un aereo sui quattro attualmente basati in laguna, cancellando sei rotte e ulteriori voli in partenza dall’aeroporto Marco Polo di Venezia tra cui Alghero, Colonia, Bournemouth, Helsinki, Norimberga e Fuerteventura

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«La decisione del Comune di Venezia di aumentare i costi di accesso a Venezia soffoca la connettività e la crescita ed ha un impatto negativo sui veneziani e sull’industria turistica in ripresa», si legge in un comunicato della compagnia aerea. Ryanair ha quindi deciso di riallocare la capacità sugli aeroporti spagnoli e portoghesi i quali «non hanno una tassa così penalizzante ed offrono invece costi di accesso più bassi per stimolare la ripresa e la crescita del turismo».

«Ci rammarichiamo per l'illogica decisione del Comune di Venezia di aumentare l'addizionale comunale del 38%, passando da 6,50 a 9 euro per passeggero a partire dal 30 maggio, costringendo Ryanair a rimuovere un aeromobile basato, pari ad un investimento di 100 milioni di dollari e a cancellare 6 rotte dall’aeroporto Marco Polo di Venezia», ha commentato Jason McGuinness, chief commercial officer di Ryanair in un comunicato.

Da tempo le compagnie aeree chiedono l’abolizione dell’addizionale municipale utilizzata per finanziare anche il fondo per la cassa integrazione del settore aeronautico. Un appello rivolto negli anni ai vari governi, ma finora rimasto inascoltato. Ryanair ha calcolato che con l’abolizione della tassa, potrebbe aggiungere almeno 40 aerei basati in Italia per un investimento di 4 miliardi di dollari e 1.500 posti di lavoro.

Il sindaco: «Ryanair verrà sostituita dai vettori asiatici»

Il caso sta montando in laguna e il sindaco di Venezia, Marco Brugnaro, alla decisione della low cost di tagliare un aereo ha dichiarato: «Abbiamo un aeroporto contingentato, so di tante compagnie che vogliono ancora venire a Venezia, penso agli asiatici, e qualche slot magari ce lo lasciano libero per qualcun altro» aggiungendo che si tratta di «avvicendamenti che succedono» e «come uno chiude, un altro apre. Il mondo è fatto così».

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Il presidente del Marco Polo: «L’Asia è un mercato in crisi»

La reazione del presidente del gruppo SAVE Enrico Marchi, non si è fatta attendere: «Forse anziché dedicare tante energie a tassare i cittadini veneti e a mettere in fuga i turisti che vogliono visitare la nostra Regione, il sindaco dovrebbe finalmente dare concretezza a una razionale regolazione del turismo nella città più bella e delicata del mondo».

Marchi ha poi aggiunto: «Non è vero che il Marco Polo è un aeroporto contingentato e non c’è alcuna compagnia che voglia venire a Venezia e che non possa farlo per mancanza di slot; se per caso ne conosce qualcuna ce lo faccia sapere...!». Gli slot lasciati da Ryanair non saranno rimpiazzati da compagnie asiatiche come sostiene il Sindaco, poiché - spiega Marchi in un comunicato - sono ambiti di mercato del tutto incomparabili. «Facciamo presente a Brugnaro che rispetto ai collegamenti con l'Europa, l'Asia è un mercato in crisi e complessivamente sta perdendo il 65% del traffico rispetto al pre-covid (con la Russia a - 81% e l'Australia a -52%). Il traffico domestico/europeo è l'unico segmento che è tornato ai livelli pre-pandemici, grazie a vettori come Ryanair. Il sindaco, con queste dichiarazioni improvvisate, tenta di mascherare la sua improvvida decisione di applicare una tassa di imbarco che ha il solo effetto di far fuggire il turismo di qualità».


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