Monasteri aperti svela un’Emilia terra di silenzi

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Reggio Emilia, l’eco matildica e la quiete d’alta quota

Eremo di Bismantova - Credit Archivio provincia Castelnovo Monti

Il viaggio nel silent travel emiliano si chiude ai piedi delle montagne di Matilde di Canossa. A Reggio Emilia, persino il Cimitero Monumentale si trasforma in un insolito parco di scultura all’aperto che invita alla riflessione, mentre la cinquecentesca Basilica della Madonna della Ghiara accoglie i visitatori con la quiete dei suoi grandi affreschi, e nella Bassa il Grande Fiume scandisce un tempo lentissimo tra le golene e l’Isola degli Internati, un’area naturalistica sulla riva del fiume Po, all’interno del territorio del comune di Gualtieri. Ma è nell’Appennino che la geografia dello spirito tocca i suoi vertici. Nel borgo di Votigno di Canossa sorge la Casa del Tibet, un centro culturale con sala di meditazione che sorprende tra i castagneti, affiancato dal Seminario di Marola come storico punto di sosta per i pellegrini. Poco distante, l’Eremo di Bismantova, abbracciato dalla celebre parete di roccia, offre un rifugio di preghiera e silenzio che si spinge fino ai borghi di pietra fuori dal tempo e al Lago del Ventasso, con il suo accogliente Rifugio Venusta sulle rive. Qui, su un crinale che guarda al cielo, il viaggio in Emilia-Romagna si compie: non una semplice vacanza, ma una sosta per tornare a sentire la voce del proprio cuore.

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